venerdì 8 marzo 2019

S-festeggiamoci

21 Novembre: Festa degli alberi.
Googlare alberi+taglio e si avrà la misura dell'amore per gli alberi: da anni tutte le Amministrazioni locali del fu Belpaese, stanno facendo loro la festa segandoli a zero o capitozzandoli in modi barbari, così che la loro lussuriosa chioma non ostacoli gli occhi dei satelliti

26 Luglio: Festa dei nonni (ma anche il 16 agosto, che i nonni sono sempre più d'uno). 

Comunque, a stare alle tremende notizie di cronaca (di 2 giorni fa quella di un 65enne morto sul lavoro cadendo da un tetto) nessuno rischia più di diventare nonno: al lavoro fino a 70 anni e poi dritto a Villa Arzilla. 
Quelli che la scampano, Villa Arzilla, sono invitati a restare giovani ed efficienti, che c'é sempre il Pil da accontentare spandendo e spendendo, e la vecchiaia è ormai una patologia seccante che costa all'Inps.
Che ha altre bocche da sfamare (fra i primi 10 soci di Banca d'Italia, a sua volta parte integrante del sistema bancario europeo...)

9 Maggio: Festa dell’Europa

Europa che sappiamo morta e sepolta nel giorno in cui è nata l’UE, quella Unione Europea che ci vendono come se fossero con l'Europa la stessa cosa, e non è così...

1 Maggio: Festa dei Lavoratori

Fottuti già tutti, senza eccezioni, quella dei Lavoratori è ormai da tempo una festa alla memoria

2a Domenica di Maggio: Festa della mamma

In via di estinzione, grazie è stato bello.
O basta un utero in prestito per dirsi mammo?

21 Giugno: Festa della musica

Per ora resiste ancora qualcosa grazie ai vecchi rockettari ultra 70enni, ma non è che sono immortali...

20 Novembre: Festa dell’Infanzia e dell’Adolescenza

All’infanzia stanno mirando dritto al cuore colpendola con vaccini e istruzioni gender fin dall'età dei cartoni animati. 
Agli adolescenti è (ahppperò!!!) garantita dal SSN la pillolina per sospendersela, l'adolescenza, in attesa di decidere se essere in futuro un uomo con le tette o una donna con gli attributi

8 Marzo: Festa della Donna
Non è che con queste premesse mi senta proprio bene. 
Non è che le costosissime mimose, mi chiedo, sono l'equivalente del vecchio crisantemo il 2 Novembre?

Troppe feste, nessuna festa.
Le giornate di festa sono ormai dedicate anche alla pastasciutta (16-17 febbraio, a Verona), e mi mettono alla fine in concorrenza con quella.

Non è che poi arriva Sordi...e me se magna...???

9 Marzo 2019 - P.S.
Per me si tratta di una new entry, nel senso che prima di oggi non ne avevo mai sentito parlare, quindi la notizia va data:

15 Marzo: Giornata Mondiale del Sonno

Non ho capito a che serve: si può dormire tutto il giorno? Dovremo sorbirci esperti del sonno che in radio, alla tv, sui quotidiani, sui social ci romperanno le scatole per dirci che "Le ultime ricerche scientifiche confermano che per arrivare sani a 100 anni bisogna dormire almeno 7 ore per notte"?

venerdì 8 febbraio 2019

Di tutti i futuri possibili, questo...

Ho passato (quasi) la notte a vedermi il video di una conferenza che si è tenuta a Firenze lo scorso maggio 2018. 
Relatori: Fritjof Capra (Il Tao della fisica) e Stefano Mancuso (Plant Revolution). 
Titolo: Futuro vegetale.

La sera prima avevo scoperto (nel senso che non la conoscevo) Erica Poli, Psichiatra, Psicologa e Counselor, particolarmente ferrata e brava nel parlare di neuroscienze e neuropsicobiologia, riuscendo a essere semplice e comprensibile a chiunque. 
Nel video, a un Tedx a Reggio Emilia, parla di Codice Umano:  dalla Genetica all'Amore (il video dura circa 16', vedetelo, vi farà sentire bene). 

Poco dopo stavo pensando: come si concilia la bellezza di tutto questo con quest'altro?
O con questo?
O con questo?
Se è certo che l'evoluzione è un fatto personale, e se è vero che questa evoluzione è frutto anche di ambiente e contesto in cui vivi, è purtroppo altrettanto certo che chi vive immerso in un mondo culturalmente fermo alla legge del taglione e della savana, proprio per quei fattori ambientali/culturali, se portato a vivere nel mondo occidentale di Fritjof Capra e Stefano Mancuso, avrà serissime difficoltà ad ambientarsi. Con esiti drammatici per lui e per quelli che gli devono forzatamente convivere insieme senza comprendere il suo totale disadattamento.
Penso spesso che certi drammatci fatti di cronaca, che vedono sempre più spesso autori di efferati delitti dei migranti senza legge e allo sbando totale, siano la misura di questo profondo disallineamento fra la cultura dalla quale provengono e quella nella quale sono arrivati a vivere senza poterla comprendere fino in fondo.
Sono due mondi in rotta di collisione forzata.
Arrivano a comprendere la moda, i mezzi tecnologici, i soldi, cioè la superficie del mondo occidentale che li abbaglia e, sempre più spesso, inganna ormai gli occidentali.
Non comprendono il processo storico e culturale che a questo mondo dei lustrini occidentali fa da fondamenta, fondamenta invisibili ma ben delineate e sempre più spesso sconosciute appunto anche agli stessi occidentali, i quali però le hanno comunque nei loro invisibili mattoncini del Dna e nel profondo della loro memoria ancestrale.

Così succede che, non potendo comprendere ciò con cui devono confrontarsi, fanno affidamento alla cultura di provenienza: lo stupro (dicono certi magistrati che li assolvono) non è da loro considerato un reato. Il considerare le donne esseri inferiori, che vanno negate coprendole come sacchi della spazzatura a tutela dei loro stessi peccaminosi pensieri. E la cosa difficilmente trattabile è questo negarle, questo coprirle per difendersene, che è da loro considerato una questione religiosa, quindi insindacabile. 
La legge del taglione, la decapitazione, la lapidazione sulla pubblica piazza sono pratiche di legge accettate e condivise anche da chi le subisce, così come possiamo immaginare che questi mondi arrivino nell'ipocrita occidente cambiando valori che nella loro mente considerano leggi divine?
Non c'è modo.

Poi c'è appunto quest'altro: che un occidente europeo pavido e ipocrita, un occidente che nega l'evidenza dell'impossibilità di far convivere due mondi che si stanno agli estremi opposti, ricamandoci sopra questioni di diritti e opportunità senza nemmeno farsi sfiorare dalla questione delle questioni, valida sempre: se è vero che tutti hanno diritto ad evolversi, e che tale opportunità di una migliore qualità di vita va data a chiunque, è altrettanto vero che per portare chi arriva dritto dalle caverne al mondo che esplorano Capra e Mancuso, sarà gioco forza portare per un po' nelle caverne l'evoluto occidente che con le caverne del taglione, delle donne nel sacco e delle mannaie in metropolitana sono sempre più obbligate a convivere.

Il dramma in atto è che mentre una parte del mondo ci lascia intravvedere la possibilità di una vita pieni di senso e di bellezza che grazie a filoni di ricerca sempre più ci avvicina alla profondità del nostro essere in potenza microscopiche cellule di luce divina, nella nostra quotidianità, in quello stesso mondo, ci sentiamo minacciati da un regresso all'ignoranza più truce al punto che finiamo impietriti a difenderci da minacce fisiche e culturali che risvegliano in noi terrori per la sopravvivenza di ciò che siamo. Paure che pensavamo di aver relegate nella memoria più profonda e invece le sentiamo risalire alla coscienza e paralizzare in noi ogni spinta in avanti, verso quell'esistenza piena di bellezza e senso che sappiamo possibile.
Negarla, quella memoria che risale alla coscienza, è già una regressione e un'apertura alle possibili cataratte di una nuova violenta lotta per la sopravvivenza del più forte.
Cioè del meglio armato contro il meno preparato a vedere i germi di quella violenza che già gli aleggiano intorno.
Eppure, una cosa dovremmo averla imparata, noi che ci dilettiamo di Yin e Yang, di Consapevolezza e Yoga, di leggi dell'attrazione e fantasmatiche virtù purificanti di diete vegane o respiriane, noi che ce la spassiamo a tentare di comprendere cosa sia arrivare alla ricomposizione dell'equilibrio in un Uno che Tutto comprenda: se ammettiamo l'esistenza del Bene, che vogliamo tutti raggiungere al più presto, necessariamente e implicitamente ammettiamo l'esistenza del Male, che è l'altro lato della stessa medaglia.
Negare che il Male esista è già un piccolo indizio che qualcosa nella nostra logica non funziona tanto bene.

I Capra, i Mancuso, le Poli sono i miei fari nella notte buia che stiamo vivendo.
Ma sono appunto fari nella notte.
Poi arriva il giorno, e non so negare ciò che vedo e sento e provo, leggendo di poliziotti presi a mattonate in faccia da immigrati, di donne stuprate da migranti assolti da magistrati che riconoscono loro la legge del tribale selvaggio il quale non sa, non può sapere, che le donne non si stuprano.
Leggo di pensionati aggrediti per strada e minacciati con coltello alla gola per rubargli un telefono o pochi euro, e mi prende lo sconforto sapendo che chissà, un altro magistrato assolverà pure quel delinquente perché, povero, lui non sa che qui non si fa.
O come quello che ha assolto lo spacciatore perché non ha altre fonti di reddito (ma se a spacciare è un italiano pensionato nessuna pietà, chè per lui la legge è più uguale che per il selvaggio).
O quando leggo di cristiani massacrati in giro per il mondo e di un Papa che si vergogna della croce che mimetizza in un logo astruso per andare a parlare di colloqui interreligiosi con capi di paesi islamici che infibulano le loro donne e le rinchiudono sotto palandrane nere per evitarsi tentazioni, come se Dio le avesse fatte davvero inferiori e peccatrici, così mi chiedo che razza di dialoghi interreligiosi vada a fare uno che per primo nega perfino il simbolo della sua stessa religione della cui chiesa è poi il capo supremo.
Cose brutte, che ti fanno chiedere perché mai di tanti possibili futuri sognati ci si debba oggi arrabattare per tenere insieme questo e temendone uno perfino peggiore di qui a non molto.
Nonostante vi siano oggettive e concrete possibilità di altri diversi presenti e futuri, nonostante vi siano viventi e attivi fra noi magnifici sognatori di mondi e futuri bellissimi che sono già qui...

giovedì 24 gennaio 2019

L'importanza dell'acqua (e il wc di Bill)

Temo siamo siamo arrivati al punto di svolta, cioè alle fogne della civiltà.

Non è una rude battuta. 
Leggevo poco fa che Bill Gates, dopo averci colonizzato la mente, si occupa ora delle deiezioni umane nei paesi poveri, cioè appunto del problema delle fogne.
Il genio sostiene che il problema "globale" dei "servizi igienico-sanitari", ha attualmente un costo che si aggira sui 223 miliardi di dollari all'anno.
E fin qui ci posso stare: vi sono in effetti paesi, come l'India, il Ghana o la Nigeria, dove milioni di persone ancora la fa lì dove si trova quando gli scappa, cioè in strada.
Gli azionisti delle mega società che gestiscono acquedotti e fognature nel mondo, più che soddisfatti dei loro ricavi, ignorano forse quello che Gates prevede sarà un problema che "peggiorerà se non facciamo qualcosa".
Sanno che peggiorerà, e tendo a crederlo anch'io, ma ci vogliono comunque poveri.
E se la povertà continuerà ad aumentare anche nei paesi che oggi un wc in casa ce l'hanno, finirà che non avendo più i soldi per pagare le bollette dell'acqua, necessaria ai wc domestici, dovremmo prevedere l'acquisto di uno dei wc di Bill per continuare a farla nei nostri tuguri, se non vogliamo anche a noi in futuro farla in strada. 

Per farla breve, credo che Bill riuscirà a far soldi anche con la nostra cacca, risolvendo nel contempo il problema delle risorse idriche disponibili.

Mentre schifata leggevo la notizia, m'é tornata in mente la ricerca di Masaru Emoto.
Se avete dimenticato chi sia e volete approfondire, vi segnalo questo link, dove si parla di lui:
Era un ricercatore giapponese che a partire dagli anni novanta del secolo scorso condusse una serie di esperimenti osservando l’effetto fisico della parola, preghiera, musica e ambiente sulla struttura cristallina dell’acqua...Emoto  mostrava come la coscienza umana abbia un effetto reale e tangibile sulla struttura molecolare dell’acqua...
Nelle immagini qui sopra l'ingrandimento di alcuni cristalli di diverse molecole d'acqua dopo che vicino a loro qualcuno aveva detto o scritto qualcosa. Se cercate in rete ve ne sono molte altre.
Attraverso la preghiera, la musica od attaccando parole scritte ad un recipiente d’acqua, le forme dei cristalli si fanno via via più complesse, secondo ordini geometrici di grado superiore, analoghi a quelli visibili nella geometria frattale...ricorda le strette correlazioni dimostrabili con un fonendoscopio tra gli esperimenti fotografici di Emoto e la produzione scientifica offerta dalla Semeiotica Biofisica Quantistica...
Agevolo la temeraria sfida del nostro mentre, in diretta tv, tracanna contento un bicchierone di acqua che un tempo è stata feci. 
Se Emoto aveva ragione, e per me è così, che acqua si stanno bevendo questi due?

 


Per farsene un'idea alcune immagini di cristalli di molecole d'acqua con nelle didascalie le relative fonti da cui l'acqua è stata prelevata

domenica 6 gennaio 2019

Le cinciallegre

Due di loro, stamattina, cinguettavano svolazzando fra le edere del terrazzo, posandosi ora qui ora là, purtroppo volando poi via verso le loro sconosciute destinazioni.
La prime della mia vita, mai viste prima.
Le cinciallegre mi hanno davvero rallegrato il risveglio.
Voglio pensare, fantasticare, siano di buon augurio.

giovedì 27 dicembre 2018

Le Feste

Quest'anno, chissà perché (forse il bastian contrario in me è all'opera?), improvvisamente ho realizzato che nessuna festa è bella quanto il Natale. 
Con tutto quel che c'é dentro e intorno: i pranzi, le cene, i regali, le lucine sui poggioli, gli alberi di Natale nei giardini che passano tutta la notte mandando bagliori intermittenti. Perfino gli eventuali canonici scazzi con i parenti, hanno un loro perché. 
Tutto ci sta, tutto ha qualcosa di magico. 
E non m'importa delle perenni lagne sul consumismo (fosse solo a Natale, magari saremmo tutti un po' più equilibrati), mi stufano quelli che il Natale proprio no, non lo sopportano, e ti insinuano dentro il sospetto che essere contenti di questa voglia di stare insieme a Natale sia sbagliato.
Ci sono cascata per qualche anno, poi intorno al 18/20 dicembre un'amica mi ha chiamato ricordandomi le "tue favolose cene di Natale", quelle che m'ero inventata per festeggiarci fra singles, quelle che si cominciava a far bagordi alle 8 della vigilia e si arrivava verso le 8 del mattino dopo sfatti, esausti, ma con la bella sensazione che sì, era stato bello aspettare mezzanotte per scartare i regali insieme facendo scrocciare carte d'oro o d'argento e strappando nastri e fiocchi con l'impazienza degli infanti cresciuti.
Quindi, basta: per quest'anno mi sono comprata le lucine per addobbare il terrazzo, il che è per me una novità assoluta. E divertente. 
E al prossimo Natale fanculo la miseria e i tristoni che il Natale gli mette il malumore: stiano pure da soli a sfuggire la bellezza del farsi i regalini più scemi, dell'agitarsi per tempo a preparare una sontuosa cena per poi cominciare a sparare cazzate fino a quel punto della notte in cui si passa a rivedere lo stato dell'universo per rimetterlo a posto, almeno per una sera, ché il Natale bisogna pur farlo nascere ogni volta in noi, almeno avere in noi il pensiero di un possibile mondo migliore.
Buon Natale è passato, ma c'é ancora da inventarsi una festone di Capodanno, e bisognerà impegnarsi a fondo.
Divertirsi, stare bene, vivere con leggerezza almeno questi pochi giorni all'anno, non nuocerà a nessuno e aiuterà tutti a ricaricarsi per affrontare il 2019 emotivamente più solidi e mentalmente più rilassati.