sabato 11 settembre 2021

Riassunto

 

lunedì 23 agosto 2021

L' Ecologia Vera

 
Inutile fare gli ecologisti della domenica tanto per darsi un tono nella vita, un vero ecologista sa che se si vuole salvare davvero il pianeta si ha un solo imperativo obbligo morale: suicidarsi 
(lasciando preferibilmente solo poche ceneri da spargere in giro come fertilizzante).
 
N.B. 
Oltre all'abitino alla Darth Vader che usa per gli annunci ufficiali, pare che il nostro opti in spiaggia per un completino più casual
 

 

giovedì 29 luglio 2021

Daje, vetta del ridicolo in vista!

Il surreale sta dando la polvere a ogni più spericolata versione della realtà, creatività giornalistica su vette mai raggiunte


 

venerdì 23 luglio 2021

Vecchie riflessioni

Questo post è del 2018, lo pubblico oggi per la prima volta perché siamo di nuovo a luglio e intanto son passati 20 anni da quel luglio 2001

***

Arriva il 21 luglio e c'è chi ricorda la morte del no-global Carlo Giuliani, ucciso dal carabiniere Mario Placanica, poi assolto per legittima difesa (qui un'analisi del fatto basata su una sequenza fotografica)

 

E c'é chi pensa subito alla Diaz e alla "macelleria messicana", cioè ai pestaggi disumani per i quali la Corte di Strasburgo ha condannato l'Italia per reati di tortura, e qui si può leggere cosa fu, per non dimenticare nulla.

Non dimenticare nulla perché tutto conta, e i fatti di Genova 2001 sono uno spartiacque fra un prima e un dopo che è utile tener presente anche oggi.
Oggi che pare l'Italia sia divisa come sempre in due distinte fazioni: pro-Salvini e contro-Salvini

O meglio: pro-migranti e contro-migranti.

Ma la realtà è molto più complessa di quel che sembra a guardarla con gli occhi della cronaca, e la prima cosa strana della realtà odierna è che troviamo dei no-border ad occupare il posto degli ex no-global, e in molti casi si tratta degli stessi attivisti riciclatisi oggi in meno conflittuali associazioni accoglienti, anche queste spesso sopravvissute
al 2001 e modificate per poter accedere ai previsti contributi per le associazioni comunali e/o regionali.

Può un ex no-global essere anche un no-border?
Sì, può.

L'idea delle frontiere aperte, del diritto di tutti a varcarle senza esibizione di permessi o passaporti, è un'idea nobile che credo possa essere pienamente condivisa, così come è condivisibile l'idea di un mondo dove non sia la globalizzazione dei mercati e del capitale a decidere sulla vita delle persone.

Ma rimangono poi quei fatti di Genova a dire qualcosa che, alla luce di quanto successo subito dopo e di quanto succede sulla questione dei migranti oggi, ci ricorda un paio di cose che non andrebbero dimenticate:

1. la foto che ritrae Carlo Giuliani davanti alla camionetta dei carabinieri mentre alza quella fatale bombola, dovrebbe dirci quanto è illusoria l'idea di andare contro il potere pensando di abbatterlo con la nostra ingenua violenza

2. non contano le buone intenzioni né contano gli alti ideali di un'umanità che insieme può unirsi a livello globale costituire quella massa critica capace di far indietreggiare il potere (il capitale, la finanza, gli interessi economici in ballo): si troveranno sempre altri umani che amano menare le mani e si mettono a disposizione del potere per farlo legalmente. 

Non hanno bisogno di numeri, come dimostrano gli eventi della Diaz, bastano dei vecchi antichi manganelli e una certa dose di autentico sadismo.

Nei giorni scorsi si parlava del taser autorizzato da Salvini ora in dotazione alle forze dell'ordine. Quel taser è un progetto ben più datato di Salvini, ed è l'inevitabile conseguenza di quanto successo qualche mese dopo il 21 luglio 2001, cioè l'11 settembre 2001.

Se la Diaz è stata una prova generale del funzionamento dei vecchi metodi repressivi in stile sudamericano, dopo le Torri Gemelle hanno deciso di andare verso una repressione più tecnologica: meno visibile, apparentemente meno dolorosa, molto più decisiva sul piano della repressione globale di ogni possibile libertà di contestazione.

Il brutto è questo: che non sono spariti i manganelli, i quali restano. 

Sono esponenzialmente aumentate però quelle armi tecnologiche le quali, avendo un impatto più sul piano psicologico che su quello direttamente fisico, nel giro di 17 anni sono ormai così parte della nostra quotidianità che un tecnologico taser fa sì impressione, ma non fa inorridire quanto un manganello.

E' cambiata la "narrazione", come si dice oggi. 
Anziché regolamentare i flussi di immigrati che nulla hanno a che fare con le guerre (non arrivano dallo Yemen e non c'é alcuna guerra in Tunisia), diventano un eccellente argomento per far accettare il taser come strumento per garantire quell'ordine pubblico che in alcune città è ingestibile proprio a causa del proliferare della delinquenza migrante. 

Se leggiamo ogni giorno di controllori sui treni e sui bus che vengono mandati all'ospedale da immigrati violenti che non vogliono pagare il ticket, l'idea che arrivino dei poliziotti a difendere i controllori usando un taser pare meno brutale che veder arrivare poliziotti armati di manganelli. E vuoi mettere quanto sembri meno cruento l'intervento ripreso dal telefonino, rispetto al riprendere teste spaccate e denti che saltano sotto i manganelli? Ci fa sembrare una società iper-civilizzata e perfino asettica nel mantenere l'ordine pubblico, una notevole evoluzione civile rispetto all'effetto macelleria messicana della Diaz.

Eppure è lì, lo spartiacque: non volete la macelleria messicana perché è tortura ed è una cosa difficile da scordare?
Adattatevi a telecamere ogni 500mt, ad auto equipaggiate con sistemi di controllo incorporati (ma quant'è figo il computer di bordo, eh?), a cellulari dai quali non si può più rimuovere la batteria così che il gingillo si fa strumento di controllo attivo anche se togli la sim.

E non parliamo delle case intelligenti, della pressione per l'eliminazione del contante (hai poco da dire no-euro davanti all'ipotesi della scomparsa della moneta: oggi possono bloccarti la card con microchip e decidere da dietro un computer se puoi o meno fare acquisti, siano questi in euro, dollari, yen o rubli).

Insomma, da quel luglio del 2001 è come se i Big riuniti per quel malefico G8 avessero detto: combattete contro la globalizzazione già decisa? Vediamo chi la vince.
Chi ha vinto, almeno fin qui?
La maggior parte di noi si è lasciata da allora sedurre dalla tecnologia degli smartphones, dai social (nel 2001 ancora di là da venire) e dalla rete (allora ancora cosa per pochissimi). Oggi il millenial che non c'era ama la facilità degli acquisti online e il suo muoversi per il mondo non è frenato da alcun imbarazzo nel dover passare in mutande attraverso lo scanner negli aeroporti.

Chissà che ne penserebbe di questo mondo oggi Carlo Giuliani. 

Magari farebbe come hanno fatto molti dei suoi vecchi amici no-global, oggi tecnologicamente attrezzati per gestire via social l'importazione di migranti con l'app dedicata mentre con l'altra app monitorano le navi e le motovedette che provano a fare azioni di contrasto all'invasione di immigrati.
Forse si accorgerebbe, come sembrano oggi aver imparato i suoi vecchi amici no-border, che non combatti a mani nude contro chi ha una pistola in mano, ci vieni a patti e intanto ci svolti la vita facendoci pure due euri. 

Imparerebbe che non ha senso armarsi di una bombola pensando con quella di far paura a chi ti sta già puntando una pistola alla tua testa, cerchi di sapere prima dove scoppierà il casino e ti defili.
Fare il barricadero è un'ingenuità che si paga.
Oggi solo un immigrato sbronzo è così ingenuo da pensare di poter minacciare un poliziotto con un coltello e di farla franca.

Qualcuno dei no-border che se ne occupano spieghi allo sbronzo appena sbarcato che questo è l'occidente civilizzato e tecnologico, quello dove il taser serve per non far scorrere sangue davanti alla telecamerina del pirla che riprende un arresto e si cura poco dell'eventuale manganello che potrebbe rispuntare appena la scena si sposta fuori vista.

E' talmente no-border, questa civiltà occidentale tecnologizzata, che puoi anche scappare in un'isola sperduta del Pacifico ma, se hai fatto dei dispetti al globalista della Big Tech/Big Bank, stai certo che non ti basterà un'app per comprarti il pane neanche se sul tuo conto alle Cayman hai qualche milionata di dollari, yen o rubli: il Big Stronzo semplicemente ti blocca il conto, ti blocca l'app, ti disattiva la sim.
E sei morto.
Nessuna pallottola in testa, nessuna crudele manganellata sui denti: o su quell'isola sperduta trovi il modo di sopravvivere come Neanderthal o sei comunque morto.

Non di manganello, che si vede troppo sangue e fa brutto, ma di fame, che fa anche ascetico e l'ascesi va molto.