sabato 4 febbraio 2017

Cessi

Alla stazione ferroviaria di Padova un romeno è stato multato per 5mila euro per aver fatto la pipì al binario 2, anziché nei bagni a pagamento della stazione al costo di 1€.

L'articolo 726 c.p. che ha consentito alla Polizia Ferroviaria di punirlo, prevede una multa dai 5 ai 10mila euro: il garantire la decenza (e la salute) nei luoghi pubblici, pagando la monetina sonante, serve a ricordare che il Mercato è quella strana cosa, apparentemente asettica, che distingue fra una pipì miserabile e una allineata: se ti scappa e puoi permettertelo, paghi 1€; se non hai l'euro, ne paghi 5mila. 
E' la logica contorta dell'attuale Manager Pubblico.


Non si capisce poi il senso (cioè, lo si capisce benissimo) di sottolineare nel pezzo linkato la nazionalità del furfante, facendoci sapere l'indirizzo dove abita (anche se pare che poi non vi abiti davvero, ma è un altro discorso), ma perversamente non dicendone il nome (suona tipo: ti faccio capire chi è, ma senza ledere il suo diritto alla privacy).
Come a dire che certe malefatte è giusto additarle al pubblico ludibrio ma solo se il furfante è di altra nazionalità, perché gli italiani mica le fanno queste cose, e la pipì pubblica si deve pagare senza sconti per razza, nazionalità, religione o orientamento sessuale.

(strano comunque che ancora non si abbia notizia di una Start-up o di un App che risolva il problema pipì via smartphone: giovani geni italici, volete provvedere?).

Il fatto per dire che inciviltà e indecenza, per come la penso, non è il fare la pipì sui binari, ma che stazioni e centri storici, che non sono enti di beneficenza e incassano grazie a turisti e viaggiatori valanghe di euro, non  siano obbligati a dotarsi di quei WC gratuiti che sono un obbligo per ogni altro esercizio aperto al pubblico (bar, ristoranti, supermercati, ecc.).
Se viaggiare in treno o fare il turista in Piazza San Marco non portasse valanghe di denaro nelle casse pubbliche, in mille modi diversi, state certi che viaggiare o fare il turista sarebbe considerato reato.
E di fatto rischia di diventarlo, se consenti a migliaia di persone di transitare una stazione ferroviaria senza provvederla però di cessi pubblici gratuiti.

Non sarà che ormai accettiamo senza fare un plissè tutte le più astruse ragioni agli oboli più fantasiosi che ci propinano politici e manager pubblici?
L'Imperatore Vespasiano prima, e i bagni pubblici di mussoliniana memoria poi, hanno aiutato questo paese a raggiungere quel minimo di civiltà che l'attuale Era del Mercato sta spazzando via arrivando ad estrarre valore perfino dagli orinatoi, costringendoci così a ricomprarcela, la civiltà, o a regredire dritti fino alla barbarie.
Mi chiedevo poi: e se il multato per assenza dell'euro pipì non avesse poi i 5mila di multa, che gli succede? Verrà frustato? Ingabbiato? 
Tanto è romeno, chi lo prende, direte voi...

Ma come la si risolve poi comunque, la questione della miseria (non solo economica), cui il Mercato ci ha ridotti tutti, quando scappa la pipì in luogo pubblico? 
Bisognerà al dunque presentare un Isee per poter accedere gratuitamente ai cessi della stazione?


Diversamente, visti i tempi, sarà il caso di ormai uscire di casa attrezzati di un autarchico pannolone, vedi mai che dovesse scappare e ci si trovasse senza il fatidico euro in tasca.

10 commenti:

  1. C'è un bellissimo film con Nino Manfredi..Pane&Cioccolata dove lui fa pipì in Svizzera...
    https://youtu.be/C86XHd7NJF8

    il film completo https://youtu.be/QHEDnhW6G3w

    Slobbysta

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    1. Ahahah...Sì, conoscevo il film...(ormai è Svizzera è ovunque, pare...)

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  2. "Mi chiedevo poi: e se il multato per assenza dell'euro pipì non avesse poi i 5mila di multa, che gli succederà? Verrà frustato? Ingabbiato?"

    Già, me lo chiedevo anch'io. In assenza di un utero da affittare -- e questo non è proprio colpa sua, porello -- magari verrà costretto all'espianto e alla vendita di un rene (che un po' è complice del misfatto, diciamocelo).

    Oppure forse potrebbe venire condannato a dieci anni di lavori forzati all'uncinetto. Roba da far tremare le vene ai polsi degli esportatori elvetici dei pizzi di Sangallo. Bah, staremo a vedere.

    Comunque al momento mi preoccupa assai di più la situazione della sempre più...tonsurata e desertificata città di Padova che, già da tempo e sempre più barbaramente denudata del suo naturale corredo di parchi e viali alberati (come riferivi in un tuo post dello scorso anno), adesso si mostra talmente glabra da non poter offrire neppure un sano e cespuglioso riparo naturale alle pudenda dei suoi ospiti più incontinenti. Ma i cani, povere creature innocenti, come faranno a Padova? Ma Michela Vittoria Brambilla che fa, tace? Vergogna!

    Ciao Ross, buona giornata e buon tutto.
    marilù

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    1. ...Ma i cani, povere creature innocenti, come faranno a Padova? Ma Michela Vittoria Brambilla che fa, tace? Vergogna!

      Tranquilla, a Padova ormai i cani hanno acquisito tutti i diritti che noi umani cediamo: pensa che non c'é argine, area verde pubblica e rionale che non abbia una "Svizzera" (v. sopra) per cani.
      Il fatto è che i canari son in aumento esponenziale, così anche a Padova si riservano aree dedicate il cui scopo dichiarato è "di sgambamento" e quello reale di "cacatoio cani".
      Insomma, con la scusa di introdurre il cane nella sua "Svizzera" per fare quattro salti (ma non in padella), lo si molla a fare i propri bisogni in un'area verde, così che a natura corrisponda natura.
      Ma non solo: oltre ai cacatoi pubblici per cani e canari (che per non sporcarsi le scarpe, se ne stanno religiosamente in attesa del cane lungo il marciapiede che delimita l'area, lungo la strada l'animale molla escrementi e pisciatine pure sui marciapiedi, tanto si sa: chi mai avrà l'ardire di ricordare ai canari che esiste l'obbligo di sacchetto e paletta di raccolta?
      In questa città Santa e canara, moriremo sepolti dal diritto all'escremento del cane.

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    2. ...mmmmmh , non so !
      certo è che le "norme istituzionalizzate" vanno rispettate.
      è anche vero che queste "norme" possono essere sbagliate , ed in questo caso , le si cambia , in mancanza di cambiamento...te le tieni e le rispetti .
      come ? chi è che cambia le norme ? ....centra forse il senso civico e l'interesse comune dei componenti la comunità ? se cosi fosse , quello che sembra disinteresse è in realtà "condivisione" , mentre il disappunto di alcuni è l'interesse di una minoranza .
      p.s. visto da un altra angolazione : si direbbe che a Padova si sia magnanimi nei confronti degli esseri "inferiori" , comprendendone lo stato , e si pretenda altrettanta "consapevolezza di stato" dagli esseri umani.
      ciao

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    3. "In questa città Santa e canara, moriremo sepolti dal diritto all'escremento del cane."

      Ah, ecco, volevo ben dire.
      :-)))
      (marilù)



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    4. @Anonimo
      ...certo è che le "norme istituzionalizzate" vanno rispettate.

      Userei un condizionale "andrebbero rispettate". Prova tu a far rispettare a un canaro i 10 minimi comandamenti esposti al cancelletto di ingresso di ogni area sgambamento/cacatoio: bene che ti vada, ti aizzano contro la bestia inferocita disturbata dall'espletamento fuori legge dei propri bisogni.
      A volte mi solletica la tentazione di provare a usare lo stesso cacatoio alle stesse condizioni: sono certa che i canari si risentirebbero e ne verrebbe fuori un caso nazionale, se osassi fare nel verde ciò che ai cani è consentito perché "gli animali sono migliori degli umani". Si sa...

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    5. ...vivono con me 2 Golden retriver...
      ciao

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    6. Quindi? Puoi vivere anche con un intero esercito di quadrupedi, non è questo il punto.
      Il punto che che in quanto canaro tuo è il raccoglierne gli escrementi, oltre a provvederlo di buone pappe e buona sgambate.
      Giusto?

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    7. gia , purtroppo ...e saranno 13 anni il 4 giugno prossimo
      ciao

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