🎼Madamina, il catalogo è questo
Delle belle che amò il padron mio
Un catalogo egli è che ho fatt'io
Osservate, leggete con me…🎼
Varato dal ministero della Giustizia e consegnato ai vertici della magistratura italiana il...
Piano contro attacchi nucleari: le regole da attuare
- 4 regole:
- Cercare riparo al centro di una stanza priva di finestre.
Il luogo ideale che può essere considerato sicuro dal pericolo di
radiazioni Gamma è quello in cui non è possibile la ricezione di
trasmissioni radio in modulazione di frequenza;
Dato per certo che tutti abbiamo una casa con una stanza priva di finestre, è necessario che tale stanza sia anche a prova di ricezione trasmissioni radio in modulazione di frequenza.
In previsione del momento, tempo fa ho fatto delle prove tecniche per capire dove e come il mio cellulare risultasse isolato: neanche ricoperto di carta alluminio e messo dentro al forno (spento). Il segnale, seppur debole, lo riceve comunque. A meno di abitare in un vecchio maniero medievale, con mura spesse 10 centimetri, la vedo durissima. Un radioamatore con baracchino avrebbe più fortuna? Forse, non so, attendo esperti...
Ma poi, perché uno dovrebbe rinunciare alle trasmissioni radio proprio in caso di emergenza chimica, biologica, radiologica o nucleare? Non sarebbe se mai proprio questo il caso di tenersi costantemente informati sulla situazione all'esterno per sapere cosa fare?
No.
Siamo al replay della consolidata salvifica formula "tachipirina e vigile attesa".
- Se possibile, riscaldare la stanza in quanto l’aria calda determina pressioni positive e ostacola la penetrazione dei contaminati;
Mi sono immaginata la situazione: siamo in estate, fuori ci sono già 32/33°, magari con il tasso di umidità tipico della pianura padana, e devo chiudermi in una stanza senza finestre, accendendo pure il riscaldamento per salvarmi dalla "penetrazione dei contaminanti"? Davvero?
In pratica, is the new "tachipirina e vigile attesa" (i consigli degli esperti ci salvano la vita, no?)
- Usare le risorse disponibili per proteggere i polmoni e difendere il corpo dalle radiazioni muovendosi dietro un muro;
Qui mi si sono impallati i pochi neuroni già messi a dura prova da 2 anni di burionate con aggiunta di sei mesi di miti azoviani: cosa diavolo vuol dire muovendosi dietro un muro?
Di quale muro state parlando? Da dove è spuntato 'sto muro? Mi dici che devo stare in una stanza senza finestre, con il riscaldamento acceso, ma per difendermi dalle radiazioni mi devo anche muovere dietro a un muro. Devo costruirlo? Vorrei saperlo con un certo anticipo, perché non è che i muratori vengono a chiamata di emergenza. Poi, a che serve 'sto muro supplementare? Nella stanza senza finestre devo avere anche un cunicolo a prova di radiazioni nucleari? O pensate che tutti abbiano un bel muro spesso dieci centimetri in mezzo a una stanza senza finestre, pronto per l'emergenza nucleare?
E per risorse disponibili per proteggere i polmoni (i miei sono già collassati per l'assenza di finestre, riscaldamento acceso e per essermi infilata dietro al muro salva vita), cosa si intende? Una bombola di ossigeno? Una maschera antigas? O basta Ffp2? E se nella stessa stanza ci si rifugia in più d'uno, bisogna mantenere le distanze o si potrà sudare insieme appassionatamente?
Lo ripeto, per me è "tachirina e vigile attesa".
- Chiudere gli accessi d’aria, ivi comprese le fessure degli infissi, anche con metodi speditivi (carta, nastro adesivo…)
Eccoci serviti. A che diavolo vi serve mai l'aria? Tappare bene fessure degli infissi (ma non si era detto che la stanza deve essere senza finestre?), anche con metodi speditivi (che finezza di linguaggio!). Insomma, niente aria, rischiate di respirare e quindi di morire.
Ma se respirare fa male, per salvarsi, a quel punto, non sarebbe più efficace e "speditivo" infilarsi due turaccioli di sughero su per il naso e aspettare che passi 'a nuttata?
Tanto siamo già tumulati nella stanza senza finestre e senza prese d'aria, e con il riscaldamento acceso: ci vorranno pochi giorni per disidratare a puntino il nostro cadavere così che, quando poi verranno a salvarci, per tirarci fuori di lì basterà l'aspirapolvere o perfino il rudimentale secchiello e paletta.
La capacità di ragionare come se le primarie esigenze necessarie a garantire l'umana sopravvivenza fossero un dettaglio ininfluente, da parte delle nostre istituzioni, sta ormai rasentando la demenza, precox o senile che sia.
O, più probabile, siamo al cinico suggerimento di approntarci delle camere a gas fai da te, cosa che sarebbe in perfetta sintonia con i due anni di test brillantemente superati sul tasso di idiozia virale con aggiunta semestrale di mitologia azoviana.