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domenica 4 maggio 2025

Sinistri

I sinistri sono geneticamente esterofili, amano solo a distanza, e non a caso solo quelli che amano definire "gli ultimi" 

Perché l'esterofilia non è un cappottino da indossare nella brutta stagione, è un nutrimento intellettuale cui i sinistri si votano per elevarsi al di sopra degli "italiani", quelli indicati a esempio negativo dal quale si distanziano bivaccando sbracati sul divano. 

O, diononvoglia, dopo aver fatto il viaggetto all'estero che li incorona esperti conoscitori dell'Universo Mondo

sabato 7 settembre 2024

Questo, non passerà mai...

lunedì 20 dicembre 2021

Pubblicità regresso

 Regola N° 6 - Avanzi:

Se provengono dai piatti degli altri, o se sono stati a lungo sulla tavola, esposti alle goccioline, è meglio ricuocerli. Per uccidere virus e batteri servono 60°, anche per pochissimi minuti

Vorrete mica contagiare la pattumiera?

E comunque, pagherei per assistere alla ricottura "a 60°" degli avanzi dei purceddhruzzi 

sabato 11 settembre 2021

Riassunto

 

lunedì 23 agosto 2021

L' Ecologia Vera

 
Inutile fare gli ecologisti della domenica tanto per darsi un tono nella vita, un vero ecologista sa che se si vuole salvare davvero il pianeta si ha un solo imperativo obbligo morale: suicidarsi 
(lasciando preferibilmente solo poche ceneri da spargere in giro come fertilizzante).
 
N.B. 
Oltre all'abitino alla Darth Vader che usa per gli annunci ufficiali, pare che il nostro opti in spiaggia per un completino più casual
 

 

mercoledì 2 giugno 2021

Il Gregge

Quasi quasi erano più sani di mente quelli che facevano la coda fuori dai negozi Apple per l'uscita degli iPhone 4s

martedì 18 agosto 2020

L'esponenziale catena di Sankt вирус

La vita ai tempi del vairus:

1. sera prima: vai al ristorante di pesce, gli lasci obbligatoriamente dati e recapiti. Quelli a fianco al tuo tavolo si strafogano di cozze. 

2. il giorno dopo uno dei commensali del tavolo a fianco non si sente bene, gli brontola la pancia e ha in atto un tentativo di rivoluzione intestinale col botto, ma la moglie ha programmato e prenotato con l'App un giro all'Ikea perché ci sono le svendite. Tocca andare.

3. all'ingresso prendono la temperatura ad entrambi: lui ha la rivoluzione intestinale imminente e brama una toilette, lei sbuffa sudore al prosecco, così che alla pistola in fronte entrambi risultano con temperatura a 37,5°. Li fanno attendere in disparte sul piazzale per vedere se la temperatura scende ma, vuoi la rivoluzione quasi incontenibile di lui, vuoi per gli sbuffi al prosecco di lei, vuoi per l'asfalto del piazzale sui 42°, la temperatura frontale sale a 37,8°. 

4. La sicurezza chiama i vigili, i vigili chiedono i documenti e invitano entrambi a tornarsene a casa e chiudercisi dentro. I vigili tornano alla base, stendono il rapporto, informano l'Asl. I due contattano il medico di base spiegando che si tratta solo di postumi da scofanata di cozze, ma il medico è costretto comunque a segnalare Asl perché già informata via App ministeriale. 

5. Passano un paio d'ore e suona il telefono: qui Asl, vi mandiamo un team scanfandrato per tampone nasale e report sulle attività dei giorni precedenti. "Siamo solo stati al ristorante di pesce ieri sera e mi fa mal di panza a me e a mia moglie gli suda fuori prosecco". Poche storie, chi, dove, quando, cosa, perché lo stabiliamo noi. Intanto i vigili contattano anche il ristorante:"Vogliano esibire elenco dettagliato di chi ieri sera era a cena qui". 

C'eravate anche voi, ricordate? 

6. Driiin driiin, siamo i vigili e pure i carabinieri: vi dovete chiudere in casa, chiamare l'Asl e il medico di base per un tampone e non vedere nessuno per minimo 14 giorni, se vi va bene. Vi mandiamo intanto i vigili con team Asl per stilare report e sfrucugliamento narici. 

7. Driiin driiin: chi è? Siamo i vigili, ci apra la porta indossando prima mascherina Ffp20, guanti asintomatici e disinfettando bene maniglie, porte, mobili e suppellettili. Buongiorno buongiorno. Allora, dopo ieri sera al ristorante, chi avete visto, con chi avete parlato, dove sono i bambini, i nonni, le zie i cugini. Ma noi stiamo bene! Bene è tutto da dimostrare. Intanto predisponete le narici che ve le sverginiamo con il cotton fioc gigante, vi preleviamo qualche caccola profonda e la mandiamo in laboratorio. Ma i miei bambini a scuola chi li va a prendere? No problem, li stiamo prelevando noi ma li terremo in isolamento in apposita aula sanificata in attesa di esiti dei tamponi sui loro buchini del nasino. Ma...Niente ma, chiudere porte e finestre e ubbidir tacendo. Ma ho parlato solo con la vicina che mi ha prestato lo zucchero per il caffè che avevo finito. Scriteriata, come ha osato! Lei rischia l'arresto per mancato distanzaiamento obbligatorio, lo sa? Dove sta la vicina? 

8. Quarto piano, scala B. Driiin drinn, chi è siamo noi, vigili e team Asl: lei vicina deve gentilmente porgere i buchetti del nasetto per prelievo caccole d'ordinanza. Ma le ho solo prestato 4 cucchiaini di zucchero per il caffè, che male ho fatto? Male da mancato distanzaiamento sociale, lei ora si chiude in casa per 14 giorni in attesa esito tamponi caccolette. Marito e figli, dove sono? Ma al lavoro e a scuola, dove vuole che siano? Dove vuole che siano lo verificheremo noi, lei per ora favorisca nome ditta marito, scuola figli e spranghi la porta. 

Avviso: Questo condominio chiude tutto per 14 giorni, pagherete una ditta per sanificare vani scale, ascensori e parti comuni. E' fatto divieto di uscire finanche sul balcone fino a nuovo ordine.

Andrà tutto bene.

9. Driiin driiin, chi è alla nostra ditta? Siam noi, i vigili e team Asl, vogliate favorire presenze e documenti che attestino rispetto sicurezza vairus lavoratori. Ma prego, si accomodino, noi siam in regola, abbiam fatto tutto e pagato fior di schéi. Questo lo vedremo, ci chiami il signor marito della vicina prestatrice zucchero per caffè. Arriva subito, è un attimo in bagno con attacco di sciolta da eccesso di croissants mattutini alla cui marmellata è allergico. 

10. Toc toc, buongiorno, sono il marito della prestatrice di zuccheri da caffè. Lei si è disinfettato le mani? La mascherina se l'è cambiata dopo il bagno? Favorisca i buconi pelosi del nasone per il prelievo di caccolone e torni subito a casa in castigo per 14 giorni fino all'esito del caccolometro. Se risultasse contaminato anche da batteri orofecali lei è spacciato, lo sa vero? Ma io ho solo un'allergia alla marmellata delle briosches, sto bene. Bene lo diciamo noi, lei fino ad allora sta male, perciò si disinfetti le mani, non si tocchi naso e mascherina, e le va bene che la mandiamo solo a casa. Ci dica, con chi ha parlato oggi? In quale bar è stato per le briochine? Favorisca nome e indirizzo dell'amico complottista incontrato al bar stamattina, prego. 

Avviso: Questa ditta chiude fino a nuovo ordine.

Andrà tutto bene.

11. Scuola dei figli: driiin driiin...come stanno giocando in giardino per mantenere il distanzaiamento sociale? Ma non sapete che il vairus volò sul nido del cuculo? Fermi tutti, la scuola deve essere chiusa, disinfettata e santificata, tutto il personale a casa quarantenato per 14 giorni. Se abitano in 30mq con marito e nonni devono recarsi in hotel santificato messo a disposizione per chi non può mantenere distanzaiamento domestico. I bambini tutti alla Casa Sanificata del Fanciullo, gentilmente messa a disposizione per la protezione degli infanti dei mangiatori di cozze e lontani dalle madri prestatrici di zucchero per caffè ai vicini senza emettere scontrino e con mariti allergici alla marmellata. Favoriscano inoltre indirizzi e telefoni di ogni bambino, di ogni bidello e di chiunque a qualunque titolo sia venuto in contatto con ognuno di loro. 

Avviso: Questa scuola chiude fino a nuovo ordine, mettete la mascherina e lavatevi le mani.

Andrà tutto bene.  

The Day After: scoperto focolaio per cene promiscue, ristorante chiuso, azienda chiusa, scuola chiusa e 350 risultati positivi positivi, al caccolometro e al cozzolometro. 

venerdì 21 settembre 2018

Povere destre, con questi sinistri...

M'intriga la notizia della richiesta da parte del Tribunale de Grande Instance de Nanterre (Francia) di sottoporre il leader del Front National, Marine Le Pen, a una perizia psichiatrica.

La ragione di tale richiesta è che Marine Le Pen ha pubblicato su Twitter, il 16 dicembre del 2015, le terribili immagini delle esecuzioni da parte dell'Isis (Stato Islamico) di 3 prigionieri, James Foley (ostaggio americano, decapitato), Moaz Al-Kazabeh (pilota giordano, bruciato vivo dentro una gabbia) e Fadi Ammar Zidan (soldato siriano, schiacciato vivo sotto le ruote dentate di un carro armato), foto che il Tribunale ha ritenuto essere così violente da essere la loro sola visione dannosa per la dignità umana.

Chiarisco subito che la penso come il Tribunale di Nanterre, sulla visione di immagini violente: vedere immagini di violenza ritengo sia davvero dannoso, se non per la dignità umana (la dignità umana è offesa con il solo fatto che tali orrori siano ancora commessi e oggi pure allegramente divulgati), certo sono dannosi per la salute mentale (vedere l'orrore ci abitua e ci educa all'accettazione dell'orrore: non ritengo affatto che, come qualcuno sostiene, assistere all'orrore ci immunizzi da questo).
Trattandosi però, nel caso delle immagini postate da Marine Le Pen, di immagini che all'epoca giravano (con mio ribrezzo) sul web, non riuscivo a comprendere bene la ragione per cui il Tribunale francese chiede solo per lei una perizia psichiatrica: immagino che le abbia trovate sul web, dove come dicevo giravano in quei giorni a ciclo continuo, e immagino che molti altri francesi le abbiano viste ben prima che le postasse la leader del FN.
Però, giustamente, lei è una leader politica, gli scatta il maggior obbligo di vigilanza sulla propria comunicazione. Forse dovrebbe bastare. Forse.

Scopro invece, leggendo copia dell'atto del Tribunale di Nanterre (anche questo gira tranquillamente su Twitter e immagino su altri social), che in Francia pubblicare immagini violente che possono turbare la dignità umana è vietato dal Codice Penale (articoli 227-24, 227-29 et 227-31 del CP).

Cerco di ricostruire la storia.
Quel giorno Marine Le Pen aveva pubblicato le immagini in risposta a quanto sostenuto in un'intervista di Jean-Jacques Bourdin su RMC allo "scienziato" politico Gilles Kepel, nel corso della quale si comparava la pericolosità dell'ascesa del Fronte Nazionale in Francia a quella dell'ascesa dello Stato Islamico - Daesh.

Marine Le Pen aveva già ribattuto alla scorretta comparazione che «Le parallèle fait ce matin par Jean-Jacques Bourdin entre Daech et le FN est un dérapage inacceptable. Il doit retirer ses propos immondes.» (Il parallelo fatto questa mattina da Jean-Jacques Bourdin tra Daech e FN è uno slittamento inaccettabile. Deve ritirare le sue parolacce).
E poco dopo postava le immagini di cui sopra con il commento «C’est ça Daech».

Uno scivolone anche il suo, però umanamente comprensibile e forse perfino giustificabile, se inserito nel contesto della provocazione subita pubblicamente poche ore prima.
Scivolone cui aveva rimediato rimuovendo dopo poco sia il tweet che le immagini, ma che non le ha risparmiato le dure conseguenze politiche e personali che da lì sono partite:

- l'apertura di una procedura d'inchiesta aperta nel 2016 dal Tribunale di Nanterre per la divulgazione delle immagini (pur se prontamente rimosse)

- la presentazione alla Commissione per gli Affari Giuridici del Parlamento Europeo, il 5 ottobre del 2016, da parte del Ministro della Giustizia francese, di togliere per lo stesso fatto l'immunità al parlamentare europeo Marine Le Pen (richiesta accolta nel febbraio 2017)

- la richiesta di pochi giorni fa, sempre del Tribunale di Nanterre, di sottoporla alla perizia psichiatrica per determinare sia sana di mente per aver postato quelle immagini (immagini pubbliche, viste da milioni di altre persone e postate da qualche altro migliaio di persone)

L'abbiamo capito? Solo i "democratici" pro UE sono veri democratici, e quindi unici giudici della vera democraticità e per questo unici autorizzati a fare le affermazioni più scorrette contro chi manifesta idee diverse dalle proprie. 
Marine Le Pen che pubblica immagini (reali, presenti massicciamente in rete) è sospetta di turbe psichiatriche; chi invece ha paragonato il suo partito ai barbari esecutori di morte dell'Isis, non viene nemmeno sfiorato (a quel che ne so) da una denuncia per diffamazione né si sogna di scusarsi per l'indegnità dell'affermazione fatta.

Chi si oppone all'UE è di default un anti-democratico, e di più: è un fascista, razzista, nazista, populista, ecc; 
Il fatto di essere contro l'UE è talmente incomprensibile ai pro-UE da rendere chiunque non la pensi come loro sospetto di turbe psichiatriche o almeno di fascismo, meglio se di nazismo, ancora meglio se di razzismo con un po' di populismo. 
E' la democrazia alla UE, bellezza!

Come non pensare poi alla denuncia del Procuratore di Agrigento Patronaggio a Salvini, il Matteo reo di aver tardato a far sbarcare dalla Diciotti dei poveri migranti affaticati provenienti da guerre e fame e pieni di scabbia (lo dice lo stesso Patronaggio dopo aver fatto visita ai migranti ancora "sequestrati" sulla Diciotti) i quali, pochi giorni dopo essere stati degnamente alloggiati e rifocillati dalla Caritas a Rocca di Papa (non si sa se già scabbiati o meno), si sono clandestinamente dileguati nella notte senza manco ringraziare.

In attesa delle prossime elezioni europee pare di capire che la "minaccia" dell'ascesa vertiginosa delle destre europee, mobiliti alcuni magistrati europei per tentare almeno di  mettere fuori combattimento i più importanti leader politici delle destre europee.


Salvini costretto a sborsare denaro per 80 anni per ripagare furti non è chiaro ancora commessi da chi; l'incauta Marine Le Pen costretta a una perizia psichiatrica per aver postato immagini che allegramente spopolavano sul web; Orban ci manca poco che si ritrovi i carri armati sovietici in piazza...

No, ok, scusate, quella è un'altra storia. Lì era il 1956 e l'Ungheria recalcitrava a entrare sotto la protezione dell'Unione Sovietica. Così è stato necessario aiutarla a decidere per il suo bene, con carri armati sì, ma demo...socialisti o comunisti...Di compagni, diciamo...

Però, però, però: non è strano che sempre più spesso venga spontaneo fare parallellismi più con l'ex Unione delle Repubbliche Sovietiche di stanliniana memoria che con quel fascismo mussoliniano che tanto piace citare ai sinistri nostrani i quali, senza aver ancora fatto i conti con il fascismo così da sfrondarlo dalla montagna di retorica sul fascismo, se lo attaccano al petto come medaglia per interposto nonno, zio, cuggino, magari fascista pure lui pur, come molti, contro la propria volontà?


Nel dubbio, per quanto riguarda l'Unione Europea in corso d'opera, consiglio la visione del video qui sotto:


 

giovedì 20 settembre 2018

Di Maio, ma ci è o ci fa?

La foto è di Oliviero Toscani, come si vede.
Quello il cui tweet più benevolo verso l'attuale Governo Lega-M5S è quello qui sotto.
Non so se si tratti di vanità, di incapacità di mettere in fila scelte e conseguenze o solo di un penoso scivolone. 
Vero è che di fotografi bravi non ne mancano, e concedersi a chi ti liscia il pelo mentre insulta ciò che fai e l'alleato che ti scegli, non è scelta molto furba.

Poi, volendo proprio chiarirsi le idee, consiglio a Di Maio di stamparsi quello qui sotto, così, a titolo di promemoria: prima di cedere alle lusinghe del più noto, magari accertarsi che mentre ti fotografa non pensi a te come a una...

Insomma, pollice giù.

domenica 16 settembre 2018

Dis-integrarsi

"L'Italia è un contributore attivo dell'Unione. Ma mi sono sempre rifiutato di considerare questi rapporti sul piano del dare e avere, anche perché i benefici dell'integrazione non sono quasi mai monetizzabili interamente. Non è attraverso il calcolo contabile che si definisce il vantaggio che l'Unione assicura a tutti i suoi componenti" - PdR Sergio Mattarella al vertice di Arraiolos, per discutere il futuro dell'Ue con i 13 presidenti dei paesi europei. (Fonte)
Se non è questione di vile denaro, ma di benefici quasi mai monetizzabili interamente, provi per una volta a elencarci almeno questi.

Poi, giusto per fare la micragnosa, pure sui benefici dell'integrazione avrei da dire la mia.
Una su tutte: la parola "integrazione" mi inizia a sembrare a senso unico: noi italiani pare ormai siamo costretti a integrare tutto e tutti.

E c'è un problema di misura, nell'integrare qualcosa con un'altra. 
Quando ciò che si vuol integrare supera il livello di saturazione, si hanno due possibili effetti: o le due cose si trasformano in una terza che non ha più nulla a che vedere con le prime due, o il composto "impazzisce", sbrocca, non è più né la prima né la seconda, solo un ammasso informe di materia disgregata che neanche con la colla si riesce più a compattare.

E tocca buttare via tutto.

Per me, quel punto è assai vicino, stiamo impazzendo, e lì si vedranno le reali intenzioni di chi continua a criminalizzarci per l'istintiva ostilità di chi di integrare integrare integrare proprio non ne vuol più sapere.

venerdì 23 marzo 2018

Frullato misto

Radio Rai Tre, in mattinata:

1. si da avviso che fra fine marzo e inizio aprile in Italia potrebbero caderci in testa detriti spaziali.

2. si parla di sprechi di risorse (alimentari e materiali) con tanto di discorso bergogliano che invita a condividere con gli altri per limitare sprechi e così star bene tutti salvando pure il Pianeta

3. si da notizia e si commenta (con Lesperto in studio che a domanda se non vi siano altre soluzioni risponde con un T.I.N.A. standard) che l'ex Ministro Calenda provvederà a giorni alla pubblicazione dei siti idonei per lo stoccaggio di scorie nucleari

4. a chiusura del programma si informa e si invita tutti a una giornata di informazione e screening gratuiti (non ricordo dove) per la lotta contro il cancro

Trovo che vi sia una certa qual coerenza tematica fra la caduta di detriti spaziali, la moralizzazione papale sugli sprechi alimentari (date ai poveri i vostri avanzi, così vi diminuiscono anche i costi della differenziata mentre vi santificate usando i poveri come bocche da compostaggio domestico), lo stoccaggio di scorie nucleari (che una volta fatto, il sito "nazionale", poi ci si possono infilare anche le scorie francesi, così da ottimizzare i costi di gestione del sito garantito ben 500 anni da chi a malapena ne camperà un'ottantina e i cocci saranno tutti per i vostri figli e nipoti) e gli screening per la prevenzione del cancro (casomai ti mettessero il sito con le scorie nucleari sotto casa, almeno hai un punto di inizio del cancro che sicuramente ti verrà, e se non a te, ai tuoi figli, nipoti, ecc).
Una catena di Sant'Antonio dell'odierna demenza umana.

A volte penso di vivere in un mondo di gente con i neuroni ormai frullati che fatica a mettere in fila i puntini fra ciò che gli si impone oggi per decreto con le conseguenze che questo gli porterà domani.
Tanto, che gl'importa? Chi ce l'ha più un domani?
E comunque, se lo dice Lascienza, chi sono io per dubitare?

Poi mi capita di leggere ciò che dice questo qui sotto, e mi viene il sospetto che ci manchi il semplice buon senso.
Ovviamente non so dove la Russia abbia i propri siti di stoccaggio per le scorie nucleari, e nemmeno so dove cadano i loro detriti spaziali ma so, dopo la schizofrenica mattinata di news e commenti di Radio Rai Tre, perché a volte vorrei chiedere asilo politico in Crimea (no, la Siberia in effetti non mi attira).

sabato 19 agosto 2017

Imagine all the people 🎶...

Sto leggendo Montenegro, autobiografia di Bato Tomašević.
La storia della sua vita è strettamente intrecciata a quella del Montenegro e alla nascita e fine dell'ex Jugoslavia.
Impara la storia del suo paese dai racconti del padre e del nonno, già bambino sa perché degli albanesi non ci si può fidare e quali gesta eroiche hanno compiuto i tanti personaggi Montenegrini onorati da statue e luoghi, quali epiche battaglie siano state perse o vinte contro i turchi.
Il padre gli insegna fin da bambino, così come lo insegna anche alla giovane moglie, il concetto di autodifesa: saper sparare, in caso di necessità, può fare tutta la differenza fra vivere e morire. 
Gli insegna che convivere con turchi, kosovari e albanesi, tutti con una buona ragione per odiare i Montenegrini, è questione di reciproche convenienze e quotidiane trattative. Ma anche che nessuno può garantire nessuno, perché le antiche ingiustizie covano silenziose solo fino al giorno in cui basterà un niente, per farle riesplodere in nuove sanguinose guerre.
Il padre gli insegna sì, l'arte della mediazione, il potere della legge, la maggiore convenienza per tutti della pace. 
Ma insieme gli insegna la storia.
E a saper sparare.
Perché non basta volere la pace e la giustizia, bisogna tener conto della guerra e della più insignificante personale ingiustizia che può scatenarla.

Poi sbircio in questi giorni le notizie da Barcellona, e noto gli ormai abituali dettagli: il furgone sulla folla (variante del camion), i documenti lasciati nel furgone (puntuali come un orologio svizzero), tutti gli attentatori uccisi tranne uno, il solito che riesce sempre a scappare. 
Mai chiedersi la ragione per cui non vengono mai presi vivi, a parte il fesso del Bataclan, preso (non che sia troppo certa di nulla, eh?) e fatto sparire in un carcere calando su di lui il silenzio del segreto di Stato. E anche questa del segreto di Stato su un pirla che va a fare il bombarolo islamico con un passato da checca nei locali gay pieno di canne e alcool da da pensare...
Mai chiedersi poi perché gli attentatori non assaltino mai luoghi istituzionali, perché se la prendano solo con inermi civili e mai con i potenti cui devono la loro spesso grama sorte.

Su tutto, a sembrarmi assurda è la reazione "mondiale": candeline, gessetti, "non riusciranno a cambiare il nostro stile di vita", tweet con gattini innocenti e frasette stupefacenti tipo "I terroristi non rimarranno impuniti" (detta quando sono già morti).
Sembra di assistere alla replica sempre dello stesso film, quasi fossero anche le reazioni alla tragedia preordinate, pilotate: nessuno può essere cattivo, tutti dobbiamo essere buoni, invito a non pubblicare foto della tragedia sui social (metti che ci spaventino...).
Di fronte alle tragedie dei morti per terrorismo (islamico?), l'unica reazione possibile concessa è quella di un tweet con lacrima e una piazza con lumini e fiori.
Insomma, reazioni da cartoni animati.

Racconta Bato Tomaševićdi quando in Montenegro arrivarono i tedeschi e poi gli italiani, nel 1941.
In paese erano tutti pronti a reagire contro l'occupazione, ma il padre di Bato, che all'epoca era capo di una polizia montenegrina ancora in fasce (e che tentava di stabilire una legge di civiltà che impedisse a tutti di reagire nell'atavica idea di giustizia dell'occhio per occhio e dente per dente), consiglia tutti di aspettare, di attendere di vedere come si sarebbero messe le cose, prima di caricare le canne dei fucili.
E per un po' le cose vanno bene, gli italiani organizzano perfino feste da ballo e sono gentili. Anzi, al padre poliziotto di Bato propongono una collaborazione allo scopo di fare andare tutto per il meglio.
Va bene, ovviamente, fino a che non va male. 
Quando chiedono la requisizione delle armi che tutti hanno in casa, qualcuno non ci sta.
Quindi gli italiani chiedono maggiore collaborazione: vogliono le liste di chi non ha consegnato le armi e anche di chi ha simpatie comuniste. E i delatori, si sa, sono sempre presenti con le migliori intenzioni, basta poco per far di un cittadino un traditore quando c'é di mezzo un pezzo di pane in più o una promozione da contadino a cecchino con paga sicura, in tempi di occupazione.
Bato ha 11/12 anni, quando si trova a entrare per caso fra le fila dei partigiani: la sorella è già a combattere, e il padre in prigione per non aver tradito i suoi principi di lealtà verso i suoi concittadini.

So che è azzardato fare paragoni fra la complicatissima storia dei paesi dell'ex Jugoslavia e la Barcellona dell'altro ieri o il Bataclan di qualche tempo fa, però non riesco a non chiedermi se queste candeline, questi tweet commossi e pii, se queste reazioni educate e piene di buoni sentimenti non siano parte del processo rieducativo che gli attentati procurano di insegnarci: noi, di fronte all'aggressore, non dobbiamo reagire.
Candeline e canzoncine ci stanno inculcando l'idea che il nemico è imprendibile, che nemmeno eserciti e polizie possono prevederne le mosse, quindi è inutile reagire, meglio piangere e twittare.
Stanno cancellando dalla nostra memoria l'idea, vecchia ma eterna nel suo valore, che di fronte ai morti ammazzati dal nemico fantasmatico l'unica cosa da fare è ricambiare il favore.
Noi possiamo piangere e portare candeline ma non, mai, chiedere un'immediata chiusura dei porti, un rimpatrio immediato senza se e senza ma di tutti gli immigrati, clandestini e non, e una militarizzazione delle aree ormai occupate e autonomamente gestite da immigrati di seconda e terza generazione, dove ormai nemmeno la polizia entra più.
Non sono tutti uguali gli immigrati, lo so bene. 
Non tutti gli islamici sono kamikaze e non tutti gli immigrati prendono a botte i controllori degli autobus che chiedono di esibire il biglietto, lo so: sono cresciuta con i vù cumprà sulla spiaggia e alla porta, e so che nessun vù cumprà prendeva a botte i controllori né andava a falciare gente sulle ramblas.
Ma credo che, ammesso che appunto non si tratti di "processi rieducativi" di cui siamo destinatari (idea di cui mi vado convincendo), quando il nemico ti spara (o ti passa sopra con un camion o un furgone), ritenere tutti gli altri suoi compaesani dei potenziali nemici sia l'unica normale reazione di ragionevole autodifesa.
Se invece mi imponi candeline e gattini (o gessetti), il mio primo nemico sei tu, che disinneschi ogni mia normale reazione cambiandola ogni volta nel segno opposto, che il potenziale nemico lo vai a prendere direttamente a casa sua, che al potenziale nemico fornisci assistenza, servizi e sanità che sottrai di volta in volta ai tuoi concittadini.

Poi c'é questo fatto: le abitudini tendono nel tempo a cambiare la nostra percezione del pericolo. Avanti così, a morti ammazzati pianti senza reazione e con candeline, e finiremo per amareun giorno i nostri boia e per ringraziarli quando, un giorno non lontano, condanneranno alla stanza 101 qualcuno per essersi rifiutato di commuoversi con un tweet o un gattino.
La civiltà occidentale odierna è frutto di passate guerre e pistole.
Candeline e gattini sono la sedazione necessaria alla completa realizzazione della soft-dittatura odierna, quella che stiamo già vivendo. 
Ma che a fatica vediamo, sommersi ogni giorno e su tutto, da valanghe di negazioni della realtà che pur abbiamo sotto ai nostri occhi, dei quali però non osiamo fidarci più (i nostri occhi producono solo fake news, ci insegnano; la verità è solo quella offerta dal GF cui siamo chiamati a credere).

venerdì 4 agosto 2017

Fra Zara e Porto Marghera

Enzo Bettiza, nel suo Esilio che ho in lettura in questi giorni, racconta un episodio della sua adolescenza a Zara.
A un pranzo domenicale in casa degli zii, il giovane figlio dello zio Ugo (un arcigno professore di matematica), il quale studia in Italia, è tutto preso a magnificare la Roma fascista del periodo contro il padre, uomo tutt'altro che incline alle esaltazioni ideali: 
"Vuoi forse dire che Mussolini, il quale ha fatto solo del bene all'Italia, potrebbe essere paragonato ai peggiori satrapi della storia?".
Senza degnare di uno sguardo il figlio sovreccitato, senza alzare la voce, lasciò sgorgare dalle labbra austere un paio di sentenze ambiguamente sospese fra passato, presente e futuro. Ecco all'incirca il senso di ciò che lo zio Ugo disse, non solo a Tonin, ma a tutti noi commensali della domenica:
"Nerone ricostruì in parte Roma per potersi godere meglio lo spettacolo dell'incendio che poi le appiccò. Chissà quanti schiavi perirono nell'edificazione dell'enorme palazzo di Diocleziano a Spalato. Lo zar Pietro eresse la sua San Pietroburgo su montagne di cadaveri di poveri contadini russi costretti con la frusta a trascinare marmi e travi fra le malsane paludi del Baltico. Costruire per distruggere, distruggere per costruire è la doppia specialità dei grandi tiranni. Ancora una volta a Roma e perfino a Berlino, che nel Settecento era poco più di un villaggio, s'innalzano senza sosta nuove architetture imitando goffamente quelle antiche. A che pro? Si vuole forse anticipare nelle recenti costruzioni la loro imminente distruzione? Sarà la guerra, vedrete, la guerra che ormai è in atto, a dirci fra poco che nei falsi costruttori odierni si celavano in realtà i veri distruttori dell'Italia e della Germania e di altre nazioni europee. Che Dio ci liberi dai dilettanti folli! Potete forse aspettarvi qualcosa di positivo da un imbianchino che si crede un geniale architetto, o da un ignorante maestro elementare che non sa neppure distinguere il Colosseo dal Circo Massimo?"
La sentenza dello zio Ugo ha una sua eterna attualità.
Anche oggi, commentiamo gli odierni imbianchini e maestri elementari restando però acquattati nell'angusto ambito della nostra contemporaneità, impediti a misurarli in una prospettiva storica dall'impellenza dell' idiozia quotidiana.
Intuiamo a volte l'avvicinarsi di una sempre possibile guerra e non vediamo la guerra silenziosa e tragica già in corso, quella che lascia vite e sofferenze sul campo al solo scopo di nutrire ego da imbianchini o ignoranti maestri elementari che non sanno distinguere il Colosseo dal Circo Massimo.

Diocleziano ha lasciato un palazzo costato morti e sofferenze delle quali nessuno ha memoria.
Spalato - Palazzo di Diocleziano
Dei contadini morti per edificare San Pietroburgo non si è tenuto alcuna conta, basta a tutti la gloria dello Zar.
San Pietroburgo
Del recente passato italiano ci rimane invece Porto Marghera, "patrimonio" ormai soggetto a commemorazione del centenario - 1917-2017 - (tipo una Shoah industriale), grazie a un decreto del 2016 (opere degne di restauro a marcire negli scantinati, ma pronti fondi per onorare l'industria madre di ogni avvelenamento, dell'aria, dell'economia, della politica). 
Nous sommes italiens...
Petrolchimico Porto Marghera visto da Venezia
L'archeologia industriale viene molto bene in foto, e non potendola abbattere per via dei mastodontici costi (poi a volte ci provano, ma non vuole venire giù), se ne fa oggetto di turismo didattico-culturale.
Dei morti gasati, degli scioperi operai pagati a pane tolto di bocca ai figli, delle vite umane avvelenate se ne faranno riviste patinate, dibattiti colti, possibilmente film e documentari da distribuire nelle scuole (a insegnare cosa? Come si disfa un paese proprio mentre lo si commemora nella grandezza industriale che fu?).
Rendono meglio, gli ex operai di Porto Marghera, dei contadini russi che costruirono San Pietroburgo.
Tanto per dire che i tiranni di oggi lo sono fino in fondo, senza inutili tremori davanti alle oscenità: prima ti mangiano la carne, succhiandoti tutto fino all'osso. 
Poi ti monumentalizzano le ossa e ti rivendono come oggetto didattico-turistico-culturale, mettendola giù così bene che pare perfino ti avessero un tempo, da vivo, amato.
Serve sempre e solo a guadagnare, l'amore a tema del tiranno odierno. 

Ma che importa, l'horror ormai vende quanto e meglio di una love story, ché il brividino è più intenso davanti al turpe che di fronte alla bellezza venduta in serie che finisce per addormentare i sensi.

Basta che le cose luccichino un po', che brillino quel tanto che serve a continuare la farsa degli inganni scattandoci qualche selfie davanti all'ultimo orrore messo a bottega. 

Mi raccontano che a Spalato e a Dubrovnick, le guide turistiche sono ormai prese d'assalto ma solo per conoscere i posti de Il Trono di Spade.
Di Diocleziano, chissene...
Chi era? Se non è il personaggio noto di una serie tv non se lo fila nessuno...
Forse sarebbe il caso di fare una serie tv anche su Porto Marghera: certi storici operai capipopolo diverrebbero ottima attrazione per il turismo industriale, capace a quel punto di far da traino portando turisti - perfino - a visitare la Malcontenta. 
Basta organizzare di girarvi una puntata ed è fatta: su e giù di orde di dementi con il bastoncino in mano...
Villa Foscari - detta La Malcontenta

venerdì 28 luglio 2017

Violenza, delinquenza, fascismo


- "Inaccettabile aggressione a tre deputati davanti Montecitorio - condanna su Twitter Laura Boldrini - Le opinioni diverse non possono mai giustificare violenza".

-"Non chiamateli no-vax. Chiamateli con il loro nome: delinquenti. Questo succede se ci sono partiti che li sostengono e istigano alla violenza", ha commentato sempre su Twitter Alessia Morani, vicepresidente del gruppo Pd alla Camera.

- "No-vax aggrediscono 3 deputati Pd. Altro che libertà, questi sono metodi fascisti. Che dicono i colleghi M5s che oggi hanno votato contro?", è invece lo sfogo del presidente dei deputati Dem, Ettore Rosato.

Da QUI

Quando andavo all'asilo andava forte la difesa s-terminator buona contro qualunque offesa:

                                       "Chi lo dice lo sa di essere".

I bambini traditi sono una responsabilità degli adulti, non del mondo che va così.
Quelli che non subiranno danni da vaccino, avranno comunque molte buone ragioni per diventare adulti incazzati: nascono pieni di fiducia e gli spariamo subito in corpo dei veleni.
Per il loro bene, cà va sans dìr....

martedì 23 maggio 2017

Vaccini e Decreti Legge

Mi chiedevo la ragione del Decreto Legge che impone il vaccino (fra gli altri) contro il morbillo, dato che non mi pareva fosse l'Italia di fronte a un'epidemia.
Sul sito Epicentro, dell'Istituto Superiore della Sanità, mi sono fatta un'idea del numero di casi in Italia e nel mondo.
Qui sotto 3 screenshot relativi al 2015 grazie ai quali le ragioni dell'emergenza vaccini obbligatori, uno dei quali è appunto contro il morbillo, risulta evidente:

Italia 2015 - 193 casi
Germania 2015 - 2374 casi (in Germania pare che non vi sia obbligo di alcun vaccino)
Nigeria 2015 - 11376 casi

Fra i 12 vaccini diventati obbligatori per decreto, c'é anche quello contro il meningococco B, quello della meningite che a gennaio 2017 lo stesso sito dichiarava come un'"epidemia solo mediatica" dato che si registrano in Italia "...200 casi l'anno...mentre le forme invasive prevenibili con vaccinazioni dello pneumococco sono in diminuzione...".

Intanto però, a dicembre 2016 La Repubblica titolava: "Nigeria, la popolazione alle prese con una grave epidemia di meningite batterica".
Il 9 maggio 2017 l'epidemia in Nigeria è confermata anche da Medicina Senza Frontiere.

Se Epicentro, sito dell'Istituto Superiore di Sanità, dichiarava a gennaio 2017 che le forme invasive prevenibili con vaccinazioni dello pneumococco erano in diminuzione e che l'epidemia era solo mediatica, non sarà che a maggio 2017 l'obbligo alla vaccinazione contro il meningococco è dovuta al fatto che il rischio di epidemia lo stiamo importando?

Pare poi che da gennaio 2017 il numero di migranti nigeriani (3.448) sia inferiore a quello dei migranti provenienti dal Bangladesh (3.638), e che di quest'ultimo paese non siano disponibili dati sui casi di meningite da meningococco, secondo il sito Il Giro del Mondo che si occupa di malattie infettive e tropicali.
Però, molte altre sono le patologie infettive endemiche nel paese che trovate elencate al link e che, inevitabilmente, mettono a rischio con l'accoglienza la nostra "immunità di gregge".
Anche questo può aiutare a chiarire l'esigenza di rendere obbligatori in Italia i 12 vaccini di Miss Lorenzin.

Difterite: un'ecatombe in arrivo? Pare proprio di no. 1 caso segnalato in Austria a maggio 2017 (un 60enne di ritorno da un viaggio), 2 decessi in Venezuela...
 

Perché girarci intorno? Il problema "obbligo vaccinazioni" non riguarda l'Italia in sé (rischio eventuale vaccinopoli a parte), ma l'Italia che accoglie è costretta ad affrontare (fra le altre cose) l'alto rischio per salute pubblica connesso all'accoglienza.
Troverei più rispettoso, a questo punto (almeno), che se ne parlasse apertamente, che si informassero i cittadini italiani dei rischi sanitari che questa accoglienza massiccia comporta.
(A proposito: come vi sentite definiti come "gregge"? E' paradossale, no? Si riconosce che il "gregge" sviluppa una sua immunità, ma nessuno che abbia il fegato di dire che se mescoli un gregge con un altro, a rischio è l'immunità di entrambi. Ragion per cui i vaccini obbligatori vanno al gregge che subisce l'invasione per non offendere la sensibilità del gregge invitato a invadere)

Comunque: che tipo di visite e analisi cliniche sono previste allo sbarco per i migranti?
Vengono verificate in modo approfondito le loro condizioni di salute?
Vengono imposte vaccinazioni così come vengono imposte ai neonati e ai bambini che li accoglieranno inconsapevoli nei loro asili e scuole elementari?
(Non mi raccontate balle però: se ricordo bene, è considerata lesione dei diritti umani anche chiedere loro le impronte digitali per l'identificazione...quindi l'obbligo di infilarci l'ago spetta a noi...)
E gli adulti che arrivano, vengono monitorati dal punto di vista medico per il tempo necessario a scongiurare contagi epidemici da infezioni da noi debellate da tempo?

Visto che dovremo rassegnarci a convivere e a condividere con loro la nostra minestra, nulla ci sarebbe di male, credo, se si rispolverasse la procedura di accoglienza riservata dall'America ai nostri nonni: si provveda a una Ellis Island italiana dove, nel caso, ricoverarli per la classica quarantena a garanzia della salute pubblica.
O l'America è un faro della democrazia solo quando ci vende gli F35?

Poi, già è una sfida dover dividere il tozzo di pane, che su molte tavole italiane manca, con chi "viene dalla guerra o cerca un'occasione di vita migliore", non vorrei che con questi dati sanitari preoccupanti dei paesi di provenienza si finisse davvero con la caccia all'untore o con la vaccinazione forzata dei nostri figli per non sembrare scortesi con gli ospiti.
Oltre a fornirgli un documento provvisorio di identità, in attesa del riconoscimento o meno al diritto d'asilo, non vedrei alla fine così disturbante il fornirgli insieme un libretto sanitario che certifichi l'avvenuta vaccinazione di almeno quelle stesse 12 vaccinazioni cui si obbligano i neonati e i bambini di un paese nel quale non esiste al momento nessuna epidemia di morbillo, di meningite, di difterite, ecc.
Se l'obiettivo è l'integrazione, iniziamola dall'abc...

venerdì 10 marzo 2017

I Ricchi e i Poveri

L'idea dei ricchi è che i poveri sono tali perché non sono abbastanza intelligenti, di qui la loro povertà.
E' la vecchia teoria darwiniana della sopravvivenza del più adatto piegata alle esigenze di valorizzazione di quelli che, senza un esercito di poveri costretti dal bisogno al loro servizio, grazie all'espropriazione violenta di tutte le risorse disponibili, sarebbero incapaci perfino di allacciarsi le scarpe o farsi 2 uova al tegamino.
Un Tweet di poco fa (errori ortografici compresi):
La funzione dei povery, caro lei, è quella di dare ai ricchi l'opportunità di creare lavoro per loro. Senza di loro, infatti, i ricchi nemmeno esisterebbero.


Ci sono ricchi per i quali un povero dovrebbe impedirsi di lavorare: meglio morire di fame e stenti, che nutrire l'insensata vanagloria di chi riesce a sparare cazzate vedendosele riportate dai media come fossero perle di saggezza millenaria.
Vada a zappare, caro Briatore: chissà che due calli alle mani le riportino i neuroni almeno al minimo sindacale di funzionamento per cui Dio glieli ha messi in testa.

mercoledì 4 gennaio 2017

La Costituzione

Parte I
Diritti e doveri dei cittadini
Titolo III
Rapporti economici

Articolo 36

Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso  sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia un'esistenza libera e dignitosa.
La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge.
Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunziarvi.

Ringrazio il commentatore anonimo che oggi alle h. 6.10 lasciava il seguente commento in calce al post "Le solite domande" di qualche giorno fa:

"...l'importante é che ci si dimentichi dell'art 1 della costituzione, per non parlare del 36, che é, quello, roba per palati fini." 

Qualcuno mi sa argomentare come mai la Corte Costituzionale non ha respinto il Jobs Act, che oltre a precarizzare in via definitiva il lavoro (e quindi il reddito), azzera nei fatti il diritto a una retribuzione che assicuri al lavoratore un'esistenza libera e dignitosa
Come sia stato possibile varare una legge sul lavoro senza corredarla (almeno), di un collegato che stabilisca una paga oraria minima obbligatoria, così da garantire quella proporzionalità fra lavoro e vita dignitosa per sé e per la propria famiglia a chiunque dipenda per la propria sopravvivenza da un reddito da lavoro?
Come è stato possibile varare una legge, in totale contraddizione con quell'art. 36 della Costituzione, senza che nessun Presidente della Repubblica, in quanto garante della Costituzione, la respingesse anziché firmarla? 
Mi colpisce molto quel "libera e dignitosa". 
Come può oggi un lavoratore dirsi libero con paghette da 8/900€ al mese (quando va bene)? E può una retribuzione totalmente inadeguata al corrente costo della vita (costo affitti, utenze, cibo, sanità pubblica allo sfacelo...), consentire una vita dignitosa quando sappiamo che poveri sono oggi è anche coloro che hanno un lavoro?

Possiamo considerare degni della carica che rivestono organi costituzionali che, da anni e con una continuità imbarazzante da difendere, hanno partecipato al ribaltamento nei fatti della "Costituzione più bella del mondo"?
Mi ricordava tempo fa un amico che di leggi se ne intende, che le Costituzioni le cambiano i golpe o le rivoluzioni.
Un paese addormentato con narrazioni artefatte della realtà e sedato dalla paura inoculata a regolari dosi di costanti minacce costruite ad arte, è riuscito a farsi trascinare indietro al tempo dell'assenza di diritti senza battere ciglio (e senza diritti, non esiste alcuna "civiltà", per come la vedo io).
E oggi, che pian piano (e grazie a internet) qualche sintomo di risveglio mette in discussione la narrazione ufficiale, spuntano accuse al web di fake news, di post verità, di regolamentazione della rete da parte di "organismi terzi" decisi ovviamente proprio dalle istituzioni, che quindi a quelle rispondono.
Orwell ci fa un baffo, siamo già oltre alla negazione dei fatti perché sotto minaccia di tortura psicologica, alla Winston Smith. 
Trascinati giorno dopo giorno, millimetro dopo millimetro, dentro al pentalone fumante, siamo ormai rane quasi definitivamente bollite e già pronte per essere servite nude e rattrappite sul vorace piatto del capitale.
O saltiamo fuori subito dal pentolone (poi penseremo a guarirci dalle feroci scottature), o non arriveremo vivi alla fine del 2017.
Buon Anno a ognuno di una sana ribellione singola, puntigliosa e determinata. 

martedì 6 dicembre 2016

Saltare fuori dal loop

Mi chiedeva poco fa via sms un amico:" Si è mai visto un governo che pone la fiducia (in Senato sulla Legge di Stabilità) per potersi dimettere?".
Eh sì, si è già visto: nel novembre del 2011, con l'allora dimissionario Berlusconi.
Anche allora, le dimissioni furono annunciate qualche giorno prima ma accettate formalmente solo il giorno dopo l'approvazione della Legge di Stabilità (quella volta alla Camera, dopo il via libera del Senato).
Questo per ricordare che, esito referendario a parte (e anche su questo poche illusioni, solo l'infantile piacere di "sentire" di non essere i soli a desiderare di dare un calcio a questo sistema e a tutto il corpo politico italiano e europeo al gran completo), viviamo ormai dentro a un loop dove ogni cosa si ripete uguale a se stessa all'infinito: cambiano le facce (forse), ma cambiano di poco i titoli di Tg e quotidiani. 
Come si diceva, il NO di domenica ha un solo senso, se vogliamo dargliene uno: contarsi, dirsi che siamo abbastanza e che sta solo a noi decidere se continuare a galleggiare muti sui flutti fangosi di queste trite messe in scena da cabaret dell'assurdo, o se invece farci determinati e tentare una Révolution à la Française.
Avrei anche un programmino sintetico e facile: 1. togliere i diritti politici a tutti gli attuali politici: che non solo non possano mai più essere eletti, ma che nemmeno sia più concesso loro di votare (siamo civili, niente ghigliottina per nessuno). Qualcuno sarà anche innocente, non so, ma per sicurezza meglio evitare di trovarsi fra i piedi a governare o a votare persone che, di rispettare il voto dei cittadini, non ne hanno mai voluto sapere. E se non hanno mai rispettato il voto un tempo a loro dato, perché mai farli votare, visto che al voto non credono?; 2. un bel Direttorio à la Française (leggevo su Wikipedia che l'ultimo paese che ancora adotta il sistema direttoriale è la Svizzera, e per me è più che sufficiente come modello di garanzia); 3. gli eletti, a rotazione, dovranno essere considerati meri funzionari dello Stato, con obbligo di fedeltà alle leggi dello Stato e licenziabilità con disonore se beccati ad approfttare della loro posizione per favoritismi e maneggi con il denaro o le leggi.
Il resto si farà, senza fretta, ché di gente che corre al punto da riuscire a esprimersi al più con 140 caratteri, ne avrei piene le tasche.
Come si fa a fidarsi di qualcuno che non ha materialmente il tempo di leggere ciò che firma?
Che non ha il tempo per scriversi ciò che legge?
Che parla per claim autopromozionali e si rivolge ai cittadini come si trattasse di una convention per venditori di pignatte o multiproprietà?
Basta.
Lentezza come valore istituzionale, chiarezza espositiva e almeno studi classici, ché il latino e il greco magari non servono per andare dal fruttivendolo ma forse per capire cos'é e fin dove e da dove arriva l'Europa, sì.
Va be', era per dire che non è finita finché non è finita, e che se domenica abbiamo guadagnato un punto non è il caso di dimenticarlo subito distratti dall'inseguimento delle news sulle lotte intestine nel Pd o giocando a fare gli indovini su chi sarà il prossimo che dovremo mandare a fanculo fra un paio d'anni.
Per me, li ho mentalmente mandati in via definitiva e tutti tempo fa, e di cosa si dicono, di come se lo dicono, delle ragioni che si danno e di star dietro alle elucubrazioni sulle strategie immaginarie che si prefiggono ma poi cambiano e rimescolano all'infinito no, no, no e no.
Basta.
Se si decide per la Révolution à la Française, fatemi un fischio.
Diversamente, ho altro di più interessante da fare (ieri a vedere la strepitosa mostra a Ferrara Orlando Furioso - 500 anni. Oggetti da incanto, dipinti da star male, libri antichi che sono di per sé opere d'arte: andate a vederla, prima che a gennaio chiuda!), che perdere le ore a compulsare l'ultima dopo l'ultima dell'ultima che non sarà l'ultima.
No, grazie: preferisco vivere. 

venerdì 2 dicembre 2016

No, ovvero: per l'oste il suo vino è sempre il migliore

La cosa più irritante di questo voto referendario, è il fatto che si scarichi sulle spalle degli italiani la responsabilità di decidere su una Riforma Costituzionale le cui modifiche sono talmente astruse e il cui quesito referendario è talmente incomprensbile, da costringere le persone a mettere una crocetta sul Sì o sul No con lo stesso spirito con cui tiferebbe a una partita di calcio, dove qualunque sia la ragione di chi perde, conta solo il risultato in campo.
I testi della modifica sono di così difficile comprensione, illeggibili anche per i molti costituzionalisti che li hanno esaminati, che la Signora Maria di Voghera o il Pensionato di Ladispoli finiranno a votare per sfinimento, più per liberarsi dal putrido tifo da stadio che impazza ovunque e sperando solo di veder sparire dai loro teleschermi la più noiosa e truffaldina partita che in Italia si sia mai vista, che sapendo davvero cosa stanno votando. 
Solo chi si è preso il (molto) tempo e la (molta) briga di provare a decifrare l'accozzaglia confusa di testi messi insieme con l'evidente scopo di renderli indecifrabili ai più, avrà chiare le ragioni del proprio voto.
Chiarissime invece le ragioni del Governo, non a caso sostenuto per il Sì da Confindustria, da Marchionne, da Goldman Sachs e da Schauble: questa riforma è stata chiesta proprio da J.P. Morgan e dall'Unione Europea, quindi il loro Sì a supporto del Governo risulta un po' come quello dell'oste che garantisce per la bontà del proprio vino.
Significa che è buono? Forse, ma per averne certezza ognuno di noi pretenderebbe almeno di provarlo, prima di esprimre un parere con un voto, o no?
  
Per me, un po' di tempo per provare a decifrare le astruserie della Riforma, me lo sono preso. E quel che ho letto mi ha fatta incazzare ancor p per come è scritta, oltre che per cosa è scritto.
La Costituzione non è cosa sulla quale si dovrebbe permettere di giocare a fare il "padre costituente" a dei cartoni animati.
In più, non mi fido per principio di chi mi mette fretta di dire Sì firmando qualcosa senza che mi si dia il tempo di leggere tutte le clausole truffaldine scritte in piccolo, quelle che sono quasi sempre il vero oggetto del contratto.
So che molti italiani invece, per noia, per pigrizia o per mal riposta buonafede, continuano a firmare contratti fidandosi del venditore di pignatte o dell'oste del vino buono i quali, con il sorriso a 32 denti e la simpatia del genero che tutte le mamme sognano di far maritare alla figlia, li forza alla firma infilandogli in mano una penna, così che i tribunali sono pieni di gente raggirata che si trova sul groppone rate da pagare per cose che non voleva comprare.
Ecco, credo sia questo lo spirito che dovrebbe animare gli italiani che non hanno avuto la pazienza o il tempo per leggere la Riforma proposta dal Governo: nel dubbio di aver capito cosa si firma o si vota, si posa la penna e si dice NO, non firmo e voto No (cioè mi tengo le mie vecchie pignatte e la mia vecchia Costituzione).
Nel dubbio, si vota No, "perché non ho capito".
Nel dubbio, si vota No per darsi il tempo di capire, per darsi il tempo di leggere le clausoline dementi scritte in piccolo che sono il contenuto vero della riforma.
Nel dubbio, come è buona norma diffidare di un venditore di pignatte così si come diffida dell'oste quando dice che il suo vino è il più buono, si vota No per autodifesa preventiva.
No, perché nessuna persona con un minimo di rispetto per le proprie finanze comprerebbe pignatte da un venditore perché è simpatico, o perché lo dice lui e lo dicono i suoi compagni di merende.
No.
No. No.
Basta un No.
Il No è la parola più rivoluzionaria, quella meno usata e tuttavia la sola che ci consente di proteggerci dai pignattari interessati solo ai Sì senza pensieri.
Rifiutatevi di sommarvi ai bacucchi che prima firmano, e votano, senza chiedere mai, per poi intasare i tribunali lamentando di essere stati ingannati dal venditore di pignatte che, interessato solo ai suoi affari, è passato come un carrarmato sopra ai vostri.
Difendetevi prima, non firmate in bianco, Votate No.