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sabato 11 settembre 2021
domenica 19 maggio 2019
E ci mancava, la lettera dell'ONU
Il titolo su IlFQ online di stamattina, domenica 19 maggio 2019:
Migranti, lettera dell’Onu all’Italia: “Ritirare direttive anti-ong e stop a dl Sicurezza bis. Violano diritti umani”
In sintesi, la lettera:
Quindi, alla fine, domenica si deciderà solo se sia più più fascista questa Milano
o questa
Voi importate e aspettatevi di dover sottostare alla legge islamica, poi potrete appellarvi all'Onu, quando saranno abbastanza da imporre la legge del taglione al posto del decreto sicurezza.
Aprite i porti, lasciateli entrare, contenti oggi dell'esotismo di mettervi il velo e inginocchiarvi a 90° per finta, mentre parlate di rispetto dei diritti umani di chi lapida le loro donne dopo averle stuprate e taglia le mani a chi ruba.
Quando saranno abbastanza, e non manca molto, venitemi poi ancora a parlare del fascismo di Salvini che chiude i porti e pensa a un decreto sicurezza bis.
Che non ho votato il 4 marzo 2018 ma che forse mi convincerò a votare domenica prossima.
Perché ho una sola regola sull'accoglienza: bussate alla mia porta e vi sarà aperto.
Ma la regola generale ne sottintende una serie di altre: una volta che siete in casa mia valgono le mie leggi, la mia laicità è sovrana, la mia tolleranza per i comportamenti bizzarri finisce nel momento in cui scopro sul mio tappeto uomini inginocchiati con le chiappe al vento.
Ci si inginocchia per sottomettersi, e gli schiavi volontari li disprezzo profondamente da sempre.
Migranti, lettera dell’Onu all’Italia: “Ritirare direttive anti-ong e stop a dl Sicurezza bis. Violano diritti umani”
In sintesi, la lettera:
"...chiede al governo di ritirare le circolari di Salvini contro la Mare Jonio e di bloccare il provvedimento che multa le ong che effettuino soccorsi in mare. Il decreto sicurezza bis, a giudizio degli esperti delle Nazioni Unite, “è potenzialmente in grado di compromettere i diritti umani dei migranti, inclusi richiedenti asilo e le vittime o potenziali vittime di detenzione arbitraria, tortura, traffico di esseri umani e altre gravi violazioni dei diritti umani”.Se il Salvini che chiude i porti "viola i diritti umani", non mi pare esempio di democraticità e rispetto dei diritti umani l'Islam che l'ONU ci sollecita a importare.
Quindi, alla fine, domenica si deciderà solo se sia più più fascista questa Milano
o questa
Voi importate e aspettatevi di dover sottostare alla legge islamica, poi potrete appellarvi all'Onu, quando saranno abbastanza da imporre la legge del taglione al posto del decreto sicurezza.
Aprite i porti, lasciateli entrare, contenti oggi dell'esotismo di mettervi il velo e inginocchiarvi a 90° per finta, mentre parlate di rispetto dei diritti umani di chi lapida le loro donne dopo averle stuprate e taglia le mani a chi ruba.
Quando saranno abbastanza, e non manca molto, venitemi poi ancora a parlare del fascismo di Salvini che chiude i porti e pensa a un decreto sicurezza bis.
Che non ho votato il 4 marzo 2018 ma che forse mi convincerò a votare domenica prossima.
Perché ho una sola regola sull'accoglienza: bussate alla mia porta e vi sarà aperto.
Ma la regola generale ne sottintende una serie di altre: una volta che siete in casa mia valgono le mie leggi, la mia laicità è sovrana, la mia tolleranza per i comportamenti bizzarri finisce nel momento in cui scopro sul mio tappeto uomini inginocchiati con le chiappe al vento.
Ci si inginocchia per sottomettersi, e gli schiavi volontari li disprezzo profondamente da sempre.
venerdì 21 settembre 2018
Povere destre, con questi sinistri...
M'intriga la notizia della richiesta da parte del Tribunale de Grande Instance de Nanterre (Francia) di sottoporre il leader del Front National, Marine Le Pen, a una perizia psichiatrica.
La ragione di tale richiesta è che Marine Le Pen ha pubblicato su Twitter, il 16 dicembre del 2015, le terribili immagini delle esecuzioni da parte dell'Isis (Stato Islamico) di 3 prigionieri, James Foley (ostaggio americano, decapitato), Moaz Al-Kazabeh (pilota giordano, bruciato vivo dentro una gabbia) e Fadi Ammar Zidan (soldato siriano, schiacciato vivo sotto le ruote dentate di un carro armato), foto che il Tribunale ha ritenuto essere così violente da essere la loro sola visione dannosa per la dignità umana.
Chiarisco subito che la penso come il Tribunale di Nanterre, sulla visione di immagini violente: vedere immagini di violenza ritengo sia davvero dannoso, se non per la dignità umana (la dignità umana è offesa con il solo fatto che tali orrori siano ancora commessi e oggi pure allegramente divulgati), certo sono dannosi per la salute mentale (vedere l'orrore ci abitua e ci educa all'accettazione dell'orrore: non ritengo affatto che, come qualcuno sostiene, assistere all'orrore ci immunizzi da questo).
Trattandosi però, nel caso delle immagini postate da Marine Le Pen, di immagini che all'epoca giravano (con mio ribrezzo) sul web, non riuscivo a comprendere bene la ragione per cui il Tribunale francese chiede solo per lei una perizia psichiatrica: immagino che le abbia trovate sul web, dove come dicevo giravano in quei giorni a ciclo continuo, e immagino che molti altri francesi le abbiano viste ben prima che le postasse la leader del FN.
Però, giustamente, lei è una leader politica, gli scatta il maggior obbligo di vigilanza sulla propria comunicazione. Forse dovrebbe bastare. Forse.
Scopro invece, leggendo copia dell'atto del Tribunale di Nanterre (anche questo gira tranquillamente su Twitter e immagino su altri social), che in Francia pubblicare immagini violente che possono turbare la dignità umana è vietato dal Codice Penale (articoli 227-24, 227-29 et 227-31 del CP).
Cerco di ricostruire la storia.
Quel giorno Marine Le Pen aveva pubblicato le immagini in risposta a quanto sostenuto in un'intervista di Jean-Jacques Bourdin su RMC allo "scienziato" politico Gilles Kepel, nel corso della quale si comparava la pericolosità dell'ascesa del Fronte Nazionale in Francia a quella dell'ascesa dello Stato Islamico - Daesh.
Marine Le Pen aveva già ribattuto alla scorretta comparazione che «Le parallèle fait ce matin par Jean-Jacques Bourdin entre Daech et le FN est un dérapage inacceptable. Il doit retirer ses propos immondes.» (Il parallelo fatto questa mattina da Jean-Jacques Bourdin tra Daech e FN è uno slittamento inaccettabile. Deve ritirare le sue parolacce).
E poco dopo postava le immagini di cui sopra con il commento «C’est ça Daech».
Uno scivolone anche il suo, però umanamente comprensibile e forse perfino giustificabile, se inserito nel contesto della provocazione subita pubblicamente poche ore prima.
Scivolone cui aveva rimediato rimuovendo dopo poco sia il tweet che le immagini, ma che non le ha risparmiato le dure conseguenze politiche e personali che da lì sono partite:
- l'apertura di una procedura d'inchiesta aperta nel 2016 dal Tribunale di Nanterre per la divulgazione delle immagini (pur se prontamente rimosse)
- la presentazione alla Commissione per gli Affari Giuridici del Parlamento Europeo, il 5 ottobre del 2016, da parte del Ministro della Giustizia francese, di togliere per lo stesso fatto l'immunità al parlamentare europeo Marine Le Pen (richiesta accolta nel febbraio 2017)
- la richiesta di pochi giorni fa, sempre del Tribunale di Nanterre, di sottoporla alla perizia psichiatrica per determinare sia sana di mente per aver postato quelle immagini (immagini pubbliche, viste da milioni di altre persone e postate da qualche altro migliaio di persone)
L'abbiamo capito? Solo i "democratici" pro UE sono veri democratici, e quindi unici giudici della vera democraticità e per questo unici autorizzati a fare le affermazioni più scorrette contro chi manifesta idee diverse dalle proprie.
Marine Le Pen che pubblica immagini (reali, presenti massicciamente in rete) è sospetta di turbe psichiatriche; chi invece ha paragonato il suo partito ai barbari esecutori di morte dell'Isis, non viene nemmeno sfiorato (a quel che ne so) da una denuncia per diffamazione né si sogna di scusarsi per l'indegnità dell'affermazione fatta.
Chi si oppone all'UE è di default un anti-democratico, e di più: è un fascista, razzista, nazista, populista, ecc;
Il fatto di essere contro l'UE è talmente incomprensibile ai pro-UE da rendere chiunque non la pensi come loro sospetto di turbe psichiatriche o almeno di fascismo, meglio se di nazismo, ancora meglio se di razzismo con un po' di populismo.
E' la democrazia alla UE, bellezza!
Come non pensare poi alla denuncia del Procuratore di Agrigento Patronaggio a Salvini, il Matteo reo di aver tardato a far sbarcare dalla Diciotti dei poveri migranti affaticati provenienti da guerre e fame e pieni di scabbia (lo dice lo stesso Patronaggio dopo aver fatto visita ai migranti ancora "sequestrati" sulla Diciotti) i quali, pochi giorni dopo essere stati degnamente alloggiati e rifocillati dalla Caritas a Rocca di Papa (non si sa se già scabbiati o meno), si sono clandestinamente dileguati nella notte senza manco ringraziare.
In attesa delle prossime elezioni europee pare di capire che la "minaccia" dell'ascesa vertiginosa delle destre europee, mobiliti alcuni magistrati europei per tentare almeno di mettere fuori combattimento i più importanti leader politici delle destre europee.
Salvini costretto a sborsare denaro per 80 anni per ripagare furti non è chiaro ancora commessi da chi; l'incauta Marine Le Pen costretta a una perizia psichiatrica per aver postato immagini che allegramente spopolavano sul web; Orban ci manca poco che si ritrovi i carri armati sovietici in piazza...
No, ok, scusate, quella è un'altra storia. Lì era il 1956 e l'Ungheria recalcitrava a entrare sotto la protezione dell'Unione Sovietica. Così è stato necessario aiutarla a decidere per il suo bene, con carri armati sì, ma demo...socialisti o comunisti...Di compagni, diciamo...
Però, però, però: non è strano che sempre più spesso venga spontaneo fare parallellismi più con l'ex Unione delle Repubbliche Sovietiche di stanliniana memoria che con quel fascismo mussoliniano che tanto piace citare ai sinistri nostrani i quali, senza aver ancora fatto i conti con il fascismo così da sfrondarlo dalla montagna di retorica sul fascismo, se lo attaccano al petto come medaglia per interposto nonno, zio, cuggino, magari fascista pure lui pur, come molti, contro la propria volontà?
Nel dubbio, per quanto riguarda l'Unione Europea in corso d'opera, consiglio la visione del video qui sotto:
La ragione di tale richiesta è che Marine Le Pen ha pubblicato su Twitter, il 16 dicembre del 2015, le terribili immagini delle esecuzioni da parte dell'Isis (Stato Islamico) di 3 prigionieri, James Foley (ostaggio americano, decapitato), Moaz Al-Kazabeh (pilota giordano, bruciato vivo dentro una gabbia) e Fadi Ammar Zidan (soldato siriano, schiacciato vivo sotto le ruote dentate di un carro armato), foto che il Tribunale ha ritenuto essere così violente da essere la loro sola visione dannosa per la dignità umana.
Chiarisco subito che la penso come il Tribunale di Nanterre, sulla visione di immagini violente: vedere immagini di violenza ritengo sia davvero dannoso, se non per la dignità umana (la dignità umana è offesa con il solo fatto che tali orrori siano ancora commessi e oggi pure allegramente divulgati), certo sono dannosi per la salute mentale (vedere l'orrore ci abitua e ci educa all'accettazione dell'orrore: non ritengo affatto che, come qualcuno sostiene, assistere all'orrore ci immunizzi da questo).
Trattandosi però, nel caso delle immagini postate da Marine Le Pen, di immagini che all'epoca giravano (con mio ribrezzo) sul web, non riuscivo a comprendere bene la ragione per cui il Tribunale francese chiede solo per lei una perizia psichiatrica: immagino che le abbia trovate sul web, dove come dicevo giravano in quei giorni a ciclo continuo, e immagino che molti altri francesi le abbiano viste ben prima che le postasse la leader del FN.
Però, giustamente, lei è una leader politica, gli scatta il maggior obbligo di vigilanza sulla propria comunicazione. Forse dovrebbe bastare. Forse.
Scopro invece, leggendo copia dell'atto del Tribunale di Nanterre (anche questo gira tranquillamente su Twitter e immagino su altri social), che in Francia pubblicare immagini violente che possono turbare la dignità umana è vietato dal Codice Penale (articoli 227-24, 227-29 et 227-31 del CP).
Cerco di ricostruire la storia.
Quel giorno Marine Le Pen aveva pubblicato le immagini in risposta a quanto sostenuto in un'intervista di Jean-Jacques Bourdin su RMC allo "scienziato" politico Gilles Kepel, nel corso della quale si comparava la pericolosità dell'ascesa del Fronte Nazionale in Francia a quella dell'ascesa dello Stato Islamico - Daesh.
Marine Le Pen aveva già ribattuto alla scorretta comparazione che «Le parallèle fait ce matin par Jean-Jacques Bourdin entre Daech et le FN est un dérapage inacceptable. Il doit retirer ses propos immondes.» (Il parallelo fatto questa mattina da Jean-Jacques Bourdin tra Daech e FN è uno slittamento inaccettabile. Deve ritirare le sue parolacce).
E poco dopo postava le immagini di cui sopra con il commento «C’est ça Daech».
Uno scivolone anche il suo, però umanamente comprensibile e forse perfino giustificabile, se inserito nel contesto della provocazione subita pubblicamente poche ore prima.
Scivolone cui aveva rimediato rimuovendo dopo poco sia il tweet che le immagini, ma che non le ha risparmiato le dure conseguenze politiche e personali che da lì sono partite:
- l'apertura di una procedura d'inchiesta aperta nel 2016 dal Tribunale di Nanterre per la divulgazione delle immagini (pur se prontamente rimosse)
- la presentazione alla Commissione per gli Affari Giuridici del Parlamento Europeo, il 5 ottobre del 2016, da parte del Ministro della Giustizia francese, di togliere per lo stesso fatto l'immunità al parlamentare europeo Marine Le Pen (richiesta accolta nel febbraio 2017)
- la richiesta di pochi giorni fa, sempre del Tribunale di Nanterre, di sottoporla alla perizia psichiatrica per determinare sia sana di mente per aver postato quelle immagini (immagini pubbliche, viste da milioni di altre persone e postate da qualche altro migliaio di persone)
L'abbiamo capito? Solo i "democratici" pro UE sono veri democratici, e quindi unici giudici della vera democraticità e per questo unici autorizzati a fare le affermazioni più scorrette contro chi manifesta idee diverse dalle proprie.
Marine Le Pen che pubblica immagini (reali, presenti massicciamente in rete) è sospetta di turbe psichiatriche; chi invece ha paragonato il suo partito ai barbari esecutori di morte dell'Isis, non viene nemmeno sfiorato (a quel che ne so) da una denuncia per diffamazione né si sogna di scusarsi per l'indegnità dell'affermazione fatta.
Chi si oppone all'UE è di default un anti-democratico, e di più: è un fascista, razzista, nazista, populista, ecc;
Il fatto di essere contro l'UE è talmente incomprensibile ai pro-UE da rendere chiunque non la pensi come loro sospetto di turbe psichiatriche o almeno di fascismo, meglio se di nazismo, ancora meglio se di razzismo con un po' di populismo.
E' la democrazia alla UE, bellezza!
Come non pensare poi alla denuncia del Procuratore di Agrigento Patronaggio a Salvini, il Matteo reo di aver tardato a far sbarcare dalla Diciotti dei poveri migranti affaticati provenienti da guerre e fame e pieni di scabbia (lo dice lo stesso Patronaggio dopo aver fatto visita ai migranti ancora "sequestrati" sulla Diciotti) i quali, pochi giorni dopo essere stati degnamente alloggiati e rifocillati dalla Caritas a Rocca di Papa (non si sa se già scabbiati o meno), si sono clandestinamente dileguati nella notte senza manco ringraziare.
In attesa delle prossime elezioni europee pare di capire che la "minaccia" dell'ascesa vertiginosa delle destre europee, mobiliti alcuni magistrati europei per tentare almeno di mettere fuori combattimento i più importanti leader politici delle destre europee.
Salvini costretto a sborsare denaro per 80 anni per ripagare furti non è chiaro ancora commessi da chi; l'incauta Marine Le Pen costretta a una perizia psichiatrica per aver postato immagini che allegramente spopolavano sul web; Orban ci manca poco che si ritrovi i carri armati sovietici in piazza...
No, ok, scusate, quella è un'altra storia. Lì era il 1956 e l'Ungheria recalcitrava a entrare sotto la protezione dell'Unione Sovietica. Così è stato necessario aiutarla a decidere per il suo bene, con carri armati sì, ma demo...socialisti o comunisti...Di compagni, diciamo...
Però, però, però: non è strano che sempre più spesso venga spontaneo fare parallellismi più con l'ex Unione delle Repubbliche Sovietiche di stanliniana memoria che con quel fascismo mussoliniano che tanto piace citare ai sinistri nostrani i quali, senza aver ancora fatto i conti con il fascismo così da sfrondarlo dalla montagna di retorica sul fascismo, se lo attaccano al petto come medaglia per interposto nonno, zio, cuggino, magari fascista pure lui pur, come molti, contro la propria volontà?
Nel dubbio, per quanto riguarda l'Unione Europea in corso d'opera, consiglio la visione del video qui sotto:
domenica 24 giugno 2018
Il Rifugiato
Più in là, dall'altra parte del Canale, c'è un rifugiato bianco che diventa sempre più bianco, sempre più malaticcio e però niente, è un rifugiato che non ha diritto nemmeno all'ora d'aria concessa in Italia anche al 41/bis dell'Asinara.
E non c'é una Ong che sia una disposta a caricarselo in spalla né una scorta che avanzi che gli consenta di farsi due passi all'aria aperta senza rischiare una pallottola a tradimento.
E non c'é una Ong che sia una disposta a caricarselo in spalla né una scorta che avanzi che gli consenta di farsi due passi all'aria aperta senza rischiare una pallottola a tradimento.
venerdì 27 aprile 2018
Orban, il nuovo spauracchio del Pd
Da Il FQ online:
Martina che cita Orban come lo spauracchio cui si ispira Salvini sui migranti non ha prezzo.
Conferma però in fondo ciò che già sapevamo: il problema di Salvini non è B. è tutto il resto, fra cui i migranti e il flusso ininterrotto che garantisce lavoro alle cooperative, rosse, bianche o arancioni che siano.
Altro che conflitto di interessi di B., qui siamo alla beatificazione postuma di Mafia Capitale.
Le Ong infatti, ritirato il ticket su Salvini da parte di Di Maio, hanno ricominciato a scaricarne a botte di migliaia al giorno, tanto son fatturato e Pil garantito, no?
E gnente, il fatto che il 17,7% degli italiani sia intanto in miseria nera è un dettaglio fuori agenda, citato sì, ma solo al grosso. Parlano degli italiani poveri ma vi comprendono quelli che hanno una carta d'identità rilasciata dai comuni agli "ospiti" così che possano essere usati come manodopera nelle fiere di paese estive e a raccattare ramaglie gratis nei parchi.
Lasciando ovviamente a piedi e alla miseria quegli italiani che fino ad almeno un paio di anni fa potevano nella miseria contare su quei lavori socialmente utili che ormai vengono svolti a costo zero dalle risorse che altrimenti non sanno cosa fare tutto il giorno (sono benefattori, danno da lavorare agli schiavi così che non si sentano imbarazzati nel ricevere vitto, alloggio, e quant'altro previsto mentre qui e là spacciano qualcosina...).
I costi di manutenzione giardini pubblici diminuiscono, e il costo mantenimento risorse lo paga lo Stato.
Che non ha risorse per sanità, scuole, pensioni.
Piddini o grillini, e hai detto tutto...
La risposta del Pd non si fa attendere: “Salvini dovrebbe solo tacere perché è colpa loro se siamo arrivati fino a qui dopo 50 giorni di tira e molla, di caos e di scontri. Lezioni da Salvini non ne prendiamo perché per altri due mesi ha raccontato agli italiani solo bufale”, ha dichiarato il segretario reggente Maurizio Martina. “Un governo con Salvini come azionista di riferimento ci porterebbe da Orban (Viktor, primo ministro ungherese, ndr) contro gli interessi italiani – ha proseguito il leader dei dem – andate a vedere come quei paesi non hanno mai aiutato l’Italia su alcuni temi cruciali come quelli dell’immigrazione e scoprirete una grande verità dietro alla propaganda leghista”.Caso mai a qualcuno non fosse ancora chiaro qual è la ragione dell'avvicinamento fra Pd e i voltagabbana a 5S: il business sui migranti deve continuare, lo vuole l'UE e quindi il Pd e quindi Di Maio.
Martina che cita Orban come lo spauracchio cui si ispira Salvini sui migranti non ha prezzo.
Conferma però in fondo ciò che già sapevamo: il problema di Salvini non è B. è tutto il resto, fra cui i migranti e il flusso ininterrotto che garantisce lavoro alle cooperative, rosse, bianche o arancioni che siano.
Altro che conflitto di interessi di B., qui siamo alla beatificazione postuma di Mafia Capitale.
Le Ong infatti, ritirato il ticket su Salvini da parte di Di Maio, hanno ricominciato a scaricarne a botte di migliaia al giorno, tanto son fatturato e Pil garantito, no?
E gnente, il fatto che il 17,7% degli italiani sia intanto in miseria nera è un dettaglio fuori agenda, citato sì, ma solo al grosso. Parlano degli italiani poveri ma vi comprendono quelli che hanno una carta d'identità rilasciata dai comuni agli "ospiti" così che possano essere usati come manodopera nelle fiere di paese estive e a raccattare ramaglie gratis nei parchi.
Lasciando ovviamente a piedi e alla miseria quegli italiani che fino ad almeno un paio di anni fa potevano nella miseria contare su quei lavori socialmente utili che ormai vengono svolti a costo zero dalle risorse che altrimenti non sanno cosa fare tutto il giorno (sono benefattori, danno da lavorare agli schiavi così che non si sentano imbarazzati nel ricevere vitto, alloggio, e quant'altro previsto mentre qui e là spacciano qualcosina...).
I costi di manutenzione giardini pubblici diminuiscono, e il costo mantenimento risorse lo paga lo Stato.
Che non ha risorse per sanità, scuole, pensioni.
Piddini o grillini, e hai detto tutto...
venerdì 20 ottobre 2017
Fighe de oro
La Presidente della Camera Boldrini sullo stupro di Rimini:
Oggi, alla minaccia di Asia Argento di andarsene dall'Italia per gli sgraditi commenti ricevuti alla notizia della sua denuncia per stupro a Weinstein, Boldrini interviene invitandola a restare perché "siamo con te".
Dimostrando quindi che quanto dichiarato per lo stupro di Rimini, cioè che non commenta gli accadimenti del giorno, valeva solo per la donna stuprata a Rimini.
Quando lo stupro lo subisce invece la star, tra l'altro ben capace di tirare su da sola un vero polverone da Oscar sul suo caso, arrivano quelle pubbliche dichiarazioni di sostegno alla vittima che evidentemente alla polacca stuprata in spiaggia non meritava fare.
Il reato di stupro è sempre un reato grave e odioso, oppure lo è in misura diversa se a subirlo è la star di Hollywood, che pur lo denuncia a distanza di 20 anni, quando ormai dobbiamo fidarci sulla parola pur se è in contrasto con certe sue foto con "l'orco" a veder le quali non risulta particolarmente sofferente?
Qui pare stiamo arrivando agli stupri di serie A e a quelli di serie B.
Nulla di nuovo, sia chiaro.
Il sostegno istituzionale alla stuprata di 20 anni fa va bene, mentre la turista polacca stuprata ieri è sufficiente liquidarla con quell' "affidarsi al corso della giustizia che comminerà pene adeguate"?
E che diavolo!
Ma che razza di solidarietà vuoi tirarmi fuori, se come donna delle Istituzioni non sai prendere campo sempre, ma soprattutto quando a essere stuprata è proprio una donna comune, una senza santi in paradiso e/o amici potenti a sostenerla, e che si ritrova stuprata, in paese straniero, da 4 merde (nere e straniere), ubriache, che la massacrano al punto da mandarla all'ospedale per giorni?
Ma dove eravate voi, Boldrini e Argento, #quellavoltache ci sarebbe stato da dire qualcosa sullo stupro della ragazzina violentata a Trieste, per quella minorenne stuprata a Massarosa, per quello della donna di 80 anni stuprata a Bari o per le tante altre sconosciute stuprate, molestate, picchiate di cui abbiano ormai quotidiana notizia?
Quelle sono solo notizie di cronaca mentre qui abbiamo il caso di stupro hollywoodiano in mondovisione?
La solidarietà, per chiederla, bisogna saperla distribuire a piene mani e orizzontalmente. Asia per le Istituzioni dovrebbe valere quanto qualunque altra donna e forse un po' meno, visto che ha più armi per difendersi da sola mentre una donna comune non ha che le istituzioni.
Se ci sono.
Un Presidente della Camera che si scomoda per la star, ma si ripara dietro frasi generiche quando a subire lo stupro è una donna comune, da la strana impressione che qui si tratti più di una solidarietà fra loro, una roba fra fighe de oro (come se dise a Venessia), più che altro.
Nulla che ci riguardi davvero, forse...
"La mia condanna è ovviamente incondizionata. Ci sono delle indagini in corso ma a prescindere da chi sarà ritenuto colpevole spero che la giustizia comminerà pene adeguate alla gravità del reato. Ogni giorno purtroppo abbiamo notizie di violenze, non faccio dichiarazioni di condanna su ogni singolo episodio. Non è il mio lavoro, di professione non commento gli accadimenti del giorno. Faccio una battaglia contro tutte le violenze, in special modo quelle sulle donne. Qualcuno può dubitare del mio impegno in questo ambito? Se lo fa è sicuramente in malafede e con intento strumentale". Repubblica del 29 agosto 2017
Oggi, alla minaccia di Asia Argento di andarsene dall'Italia per gli sgraditi commenti ricevuti alla notizia della sua denuncia per stupro a Weinstein, Boldrini interviene invitandola a restare perché "siamo con te".
Dimostrando quindi che quanto dichiarato per lo stupro di Rimini, cioè che non commenta gli accadimenti del giorno, valeva solo per la donna stuprata a Rimini.
Quando lo stupro lo subisce invece la star, tra l'altro ben capace di tirare su da sola un vero polverone da Oscar sul suo caso, arrivano quelle pubbliche dichiarazioni di sostegno alla vittima che evidentemente alla polacca stuprata in spiaggia non meritava fare.
Il reato di stupro è sempre un reato grave e odioso, oppure lo è in misura diversa se a subirlo è la star di Hollywood, che pur lo denuncia a distanza di 20 anni, quando ormai dobbiamo fidarci sulla parola pur se è in contrasto con certe sue foto con "l'orco" a veder le quali non risulta particolarmente sofferente?
Qui pare stiamo arrivando agli stupri di serie A e a quelli di serie B.
Nulla di nuovo, sia chiaro.
Il sostegno istituzionale alla stuprata di 20 anni fa va bene, mentre la turista polacca stuprata ieri è sufficiente liquidarla con quell' "affidarsi al corso della giustizia che comminerà pene adeguate"?
E che diavolo!
Ma che razza di solidarietà vuoi tirarmi fuori, se come donna delle Istituzioni non sai prendere campo sempre, ma soprattutto quando a essere stuprata è proprio una donna comune, una senza santi in paradiso e/o amici potenti a sostenerla, e che si ritrova stuprata, in paese straniero, da 4 merde (nere e straniere), ubriache, che la massacrano al punto da mandarla all'ospedale per giorni?
Ma dove eravate voi, Boldrini e Argento, #quellavoltache ci sarebbe stato da dire qualcosa sullo stupro della ragazzina violentata a Trieste, per quella minorenne stuprata a Massarosa, per quello della donna di 80 anni stuprata a Bari o per le tante altre sconosciute stuprate, molestate, picchiate di cui abbiano ormai quotidiana notizia?
Quelle sono solo notizie di cronaca mentre qui abbiamo il caso di stupro hollywoodiano in mondovisione?
La solidarietà, per chiederla, bisogna saperla distribuire a piene mani e orizzontalmente. Asia per le Istituzioni dovrebbe valere quanto qualunque altra donna e forse un po' meno, visto che ha più armi per difendersi da sola mentre una donna comune non ha che le istituzioni.
Se ci sono.
Un Presidente della Camera che si scomoda per la star, ma si ripara dietro frasi generiche quando a subire lo stupro è una donna comune, da la strana impressione che qui si tratti più di una solidarietà fra loro, una roba fra fighe de oro (come se dise a Venessia), più che altro.
Nulla che ci riguardi davvero, forse...
mercoledì 27 settembre 2017
Noi tireremo dritto
Il piano per l'integrazione degli immigrati titolari di protezione internazionale (75 mila) del Ministro Minniti riassunto in 3 punti:
- salute
- casa
- formazione
Nel dettaglio, il piano “prevede veri e propri percorsi d’inclusione sociale e integrazione di lungo respiro, con l’obiettivo finale di raggiungere l’autonomia personale”.
Autonomia personale. Loro.
Noi invece possiamo continuare a passare la corda sul gancio del garage.
La Svezia, con organizzazione burocratica, soldi e un welfare ritenuto fra i migliori in Europa, aveva in origine un piano di "inclusione" perfino più ambizioso di quello di Minniti, ma pare che il nostro non abbia nemmeno dato un'occhiata a come è andata a finire lì, l'integrazione.
In un pezzo del 2016 Panorama scriveva, riferendosi al sistema di accoglienza svedese, prima di riscontrarne l'attuale fallimento:
- Casa
In alcuni rapidi passaggi dell'intervista ad Alessio Lasta linkata sopra, si prova a far ricadere il problema della mancata integrazione e degli attuali ghetti islamici radicali svedesi, sulla questione degli alloggi popolari relegati in periferia.
Idea che, pur se meramente teorica, condividerei al 100%, non fosse che il centro è notoriamente destinato al turismo chic, e quindi al decoro, pertanto gli immigrati finiscono tutti a vivere in condomini di periferia dove già vivono italiani di periferia con reddito indecente.
La realtà è che gli unici immigrati che si possono permettere di abitare in un normale condominio in centro, sono persone che abitano già da tempo nel paese, e hanno per lo più una qualche professione dignitosa che fa di loro dei perfetti integrati e, in quanto tali, non hanno alcuna necessità del piano Minniti.
Gli altri, quelli tirati su con le reti a strascico nel Mediterraneo, vengono invece alloggiati proprio lì dove la miseria italiana già paga pegno.
Quando Minniti parla di rendere "...territorialmente omogenea l’erogazione di servizi e sviluppando standard minimi per l’accesso ai servizi abitativi; di creare le condizioni perché i piani per l’emergenza abitativa...", temo intenda solo istituzionalizzare quanto già avviene, cioè il far entrare nelle graduatorie per le case popolari immigrati scesi dal barcone l'altro ieri.
Cosa sulla quale, se l'immigrato è un vero profugo, ha pieno diritto, sia chiaro, ma non ha privilegio: si accomodi in coda alla fila come tutti e non la salti (o non gliela si faccia saltare), sempre per via del razzismo all'incontrario.
Il tema casa di Minniti, consolidando l'attuale prassi che discrimina gli italiani poveri per favorire i poveri migranti, temo invece non farà che aumentare il conflitto sul problema della casa, già assicurato proprio dal quel perfido fare distinzioni burocratiche in base alla nazionalità della povertà.
- Formazione
Parla di riconoscimento dei titoli equivalenti dell'immigrato, oltre che di percorsi di studio della lingua (e si spera anche di cultura generale e educazione civica).
Il che mi pare sensato: più o meno, in un mondo globalizzato, così dovrebbe essere.
Tranne che Minniti ci dovrà poi spiegare perché mai il mio titolo di studio non ha alcun valore nei paesi di provenienza dei "profughi" e, per alcuni titoli di studio, non ne ha nemmeno in parecchi paesi europei (penso ai molti esami che devono sostenere ad esempio gli infermieri professionali che vogliano lavorare all'estero mantenendo il proprio livello di professionalità).
In ogni caso, andrà chiarito che il migrante può esercitare la professione che già conosce purché a parità di condizioni, quelle previste dalla legge italiana per gli italiani sul mercato del lavoro.
Intendo: se un afghano sa fare il meccanico, è più che giusto che possa avere un'opportunità facendo il meccanico in Italia. O il medico, o quel che sa e vuole fare.
A patto però che non intervengano le mefitiche cooperative pronte a piazzare lavoratori "da inserire" in aziende compiacenti promettendo a chi li assume di poterli avere a metà prezzo, come sta già succedendo (e non solo in Veneto).
- Sanità
Il fatto che Minniti sottolinei di voler garantire agli immigrati i servizi sanitari è per me motivo di allarme: perché, fin qui li abbiamo lasciati morire sui bordi delle strade?
Forse non vengono già garantiti loro cure sanitarie e ricoveri come a chiunque altro stia male?
O forse, e qui riconosco la mia perfidia, magari intende dire che per gli immigrati "integrati" niente vessatori ticket (ma agli italiani in miseria invece sì, anche se con Isee da fame) e niente code di prenotazione esami a distanza di mesi e mesi?
Corsie preferenziali per non discriminare il "diverso" così che siano discriminati tutti gli altri, tanto anche se si lamentano che possono mai fare gli italiani contro decisioni che si impongono loro per forza di legge?
Non saprei cos'altro intenda, visto che garantire la sanità mi pare una gran banalità, in un contesto in cui già oggi hanno tutta l'assistenza sanitaria di cui necessitano.
Su tutto, comunque, stupisce che prima Minniti non abbia preso almeno qualche appunto sull'esperienza svedese, così da risparmiarci un piano di "inclusione" che si preannuncia come un destino ormai dato per certo: non siamo infatti più al "se", accogliere gli immigrati o no, o al "se" andarli o meno a prendere col "taxi" fin sotto costa.
Siamo al come.
E il come non è solo il piano di Minniti, è già un come alla svedese.
E di passo in passo, con questo piano Minniti ci conferma che nel giro di un paio d'anni, mentre a noi non sono ormai più concesse nemmeno le proteste ché hanno già pronte accuse di razzismo quando non di fascismo, siamo alla fase finale del programma rimpiazzo.
Di qui, al motto mussoliniano del titolo: "Noi tireremo dritto".
E dritto tirano, come nel peggior fascismo che non so ormai fare a meno di addebitare nei fatti a tutti gli ultimi governi ma in particolare a quest'ultimo, quello che ci rintrona sulle fake news, sull'hate speech e sul ritorno del fascismo così da distrarci su puttanate mentre ci fa ingollare l'olio di ricino metaforico facendocelo andare giù con i manganelli mediatici.
*cit. mussoliniana
- salute
- casa
- formazione
Nel dettaglio, il piano “prevede veri e propri percorsi d’inclusione sociale e integrazione di lungo respiro, con l’obiettivo finale di raggiungere l’autonomia personale”.
Autonomia personale. Loro.
Noi invece possiamo continuare a passare la corda sul gancio del garage.
La Svezia, con organizzazione burocratica, soldi e un welfare ritenuto fra i migliori in Europa, aveva in origine un piano di "inclusione" perfino più ambizioso di quello di Minniti, ma pare che il nostro non abbia nemmeno dato un'occhiata a come è andata a finire lì, l'integrazione.
In un pezzo del 2016 Panorama scriveva, riferendosi al sistema di accoglienza svedese, prima di riscontrarne l'attuale fallimento:
...nessun Paese europeo può vantare un sistema di accoglienza così efficiente ed equo come quello che ha messo in piedi lo Stato svedese tramite lo Swedish Migration Board.Ai migranti ai quali viene riconosciuto lo status di rifugiati vengono normalmente concessi permessi di soggiorno illimitati, dopo una verifica che può durare al massimo sei mesi, contro i due anni dell'Italia e della Spagna. Al migrante che fa richiesta di asilo viene concesso altresì dopo aver presentato la domanda - e in attesa della risposta dello Swedish Migration Board - non solo un alloggio in condivisione, ma anche un conto e una carta di credito per coprire le spese per il cibo, i vestiti, l’igiene personale o qualunque altra esigenza personale.Insomma, partito con le migliori intenzioni, sul tema accoglienza ha dovuto da tempo fare marcia indietro e, a luglio di quest'anno, 2017, si ritrova con migliaia di immigrati i quali, usciti dal programma di "inclusione", non rimpatriabili per via dei costi, e di fatto clandestini, vivono di lavoro nero (con danno erariale e sul mercato del lavoro) in quartieri dove l'unica legge è la Sharìa e dove nemmeno la polizia mette più piede.
- Casa
In alcuni rapidi passaggi dell'intervista ad Alessio Lasta linkata sopra, si prova a far ricadere il problema della mancata integrazione e degli attuali ghetti islamici radicali svedesi, sulla questione degli alloggi popolari relegati in periferia.
Idea che, pur se meramente teorica, condividerei al 100%, non fosse che il centro è notoriamente destinato al turismo chic, e quindi al decoro, pertanto gli immigrati finiscono tutti a vivere in condomini di periferia dove già vivono italiani di periferia con reddito indecente.
La realtà è che gli unici immigrati che si possono permettere di abitare in un normale condominio in centro, sono persone che abitano già da tempo nel paese, e hanno per lo più una qualche professione dignitosa che fa di loro dei perfetti integrati e, in quanto tali, non hanno alcuna necessità del piano Minniti.
Gli altri, quelli tirati su con le reti a strascico nel Mediterraneo, vengono invece alloggiati proprio lì dove la miseria italiana già paga pegno.
Quando Minniti parla di rendere "...territorialmente omogenea l’erogazione di servizi e sviluppando standard minimi per l’accesso ai servizi abitativi; di creare le condizioni perché i piani per l’emergenza abitativa...", temo intenda solo istituzionalizzare quanto già avviene, cioè il far entrare nelle graduatorie per le case popolari immigrati scesi dal barcone l'altro ieri.
Cosa sulla quale, se l'immigrato è un vero profugo, ha pieno diritto, sia chiaro, ma non ha privilegio: si accomodi in coda alla fila come tutti e non la salti (o non gliela si faccia saltare), sempre per via del razzismo all'incontrario.
Il tema casa di Minniti, consolidando l'attuale prassi che discrimina gli italiani poveri per favorire i poveri migranti, temo invece non farà che aumentare il conflitto sul problema della casa, già assicurato proprio dal quel perfido fare distinzioni burocratiche in base alla nazionalità della povertà.
- Formazione
Parla di riconoscimento dei titoli equivalenti dell'immigrato, oltre che di percorsi di studio della lingua (e si spera anche di cultura generale e educazione civica).
Il che mi pare sensato: più o meno, in un mondo globalizzato, così dovrebbe essere.
Tranne che Minniti ci dovrà poi spiegare perché mai il mio titolo di studio non ha alcun valore nei paesi di provenienza dei "profughi" e, per alcuni titoli di studio, non ne ha nemmeno in parecchi paesi europei (penso ai molti esami che devono sostenere ad esempio gli infermieri professionali che vogliano lavorare all'estero mantenendo il proprio livello di professionalità).
In ogni caso, andrà chiarito che il migrante può esercitare la professione che già conosce purché a parità di condizioni, quelle previste dalla legge italiana per gli italiani sul mercato del lavoro.
Intendo: se un afghano sa fare il meccanico, è più che giusto che possa avere un'opportunità facendo il meccanico in Italia. O il medico, o quel che sa e vuole fare.
A patto però che non intervengano le mefitiche cooperative pronte a piazzare lavoratori "da inserire" in aziende compiacenti promettendo a chi li assume di poterli avere a metà prezzo, come sta già succedendo (e non solo in Veneto).
- Sanità
Il fatto che Minniti sottolinei di voler garantire agli immigrati i servizi sanitari è per me motivo di allarme: perché, fin qui li abbiamo lasciati morire sui bordi delle strade?
Forse non vengono già garantiti loro cure sanitarie e ricoveri come a chiunque altro stia male?
O forse, e qui riconosco la mia perfidia, magari intende dire che per gli immigrati "integrati" niente vessatori ticket (ma agli italiani in miseria invece sì, anche se con Isee da fame) e niente code di prenotazione esami a distanza di mesi e mesi?
Corsie preferenziali per non discriminare il "diverso" così che siano discriminati tutti gli altri, tanto anche se si lamentano che possono mai fare gli italiani contro decisioni che si impongono loro per forza di legge?
Non saprei cos'altro intenda, visto che garantire la sanità mi pare una gran banalità, in un contesto in cui già oggi hanno tutta l'assistenza sanitaria di cui necessitano.
Su tutto, comunque, stupisce che prima Minniti non abbia preso almeno qualche appunto sull'esperienza svedese, così da risparmiarci un piano di "inclusione" che si preannuncia come un destino ormai dato per certo: non siamo infatti più al "se", accogliere gli immigrati o no, o al "se" andarli o meno a prendere col "taxi" fin sotto costa.
Siamo al come.
E il come non è solo il piano di Minniti, è già un come alla svedese.
E di passo in passo, con questo piano Minniti ci conferma che nel giro di un paio d'anni, mentre a noi non sono ormai più concesse nemmeno le proteste ché hanno già pronte accuse di razzismo quando non di fascismo, siamo alla fase finale del programma rimpiazzo.
Di qui, al motto mussoliniano del titolo: "Noi tireremo dritto".
E dritto tirano, come nel peggior fascismo che non so ormai fare a meno di addebitare nei fatti a tutti gli ultimi governi ma in particolare a quest'ultimo, quello che ci rintrona sulle fake news, sull'hate speech e sul ritorno del fascismo così da distrarci su puttanate mentre ci fa ingollare l'olio di ricino metaforico facendocelo andare giù con i manganelli mediatici.
*cit. mussoliniana
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mercoledì 30 agosto 2017
Con le migliori intenzioni
Sembrava un fake, l'immagine qui sopra, quando un paio di giorni fa l'ho trovata che girava su Twitter.
Invece no, è davvero inserita nel pieghevole che promuoveva una manifestazione culturale - "Insegui l'arte" - organizzata dal comune di Badolato e Sant’Andrea Apostolo dello Ionio, in quel di Catanzaro, Calabria.
Leggendo il programma del volantino qui sotto, scovato in rete, apprendo che l'iniziativa proponeva un itinerario artistico e culturale allo scopo di far conoscere i bei borghi della zona, ed è senza dubbio programma meritevole.
Peccato che quell'immagine abbia provocato in me tutt'altra suggestione.
In ogni caso, capisco che la santificazione nazionale del Buon Selvaggio, quello da salvare da guerre e fame, richieda ormai a ogni comitato feste e sagre locale di far entrare nei pacchetti di promozione turistica la questione migranti: bisognerà pur trovar loro una qualche collocazione sociale che sostenga la favoletta dell'integrazione, no?
Quindi, perché non buttar nel programma "borghi" anche un "momento di riflessione su temi quali: l’accoglienza e l’integrazione dei migranti, l’operato dei volontari e missionari nei campi profughi e in Africa, la tutela e la valorizzazione del patrimonio naturalistico e demo-etno-antropologico" ?
Non che mi sia così chiaro come stiano insieme i "borghi" da riscoprire con il "patrimonio naturalistico e demo-etno-antropologico".
Diciamo che mi da l'idea di un voler includere tutto lo scibile umano nel titolo pur di trovare una qualche ragione pregevole per giustificare la presenza (ovviamente "attiva") di nigeriani (?) o senegalesi (?), in quell'itinerario fra i borghi catanzaresi.
Che c'entrano?
E va be', non è questo il punto.
Il punto è che la prima cosa cui mi ha fatto pensare l'immagine sopra non è tanto ai borghi, quanto a una promozione di vacanze esotiche per signore attempate e in fregola.
Avete presente?
Quelle vacanze per sole signore che, da ormai parecchi anni, le vedono partire per paesi sole e mare per tornare come rivitalizzate da una segreta passione.
Le vacanze infatti sono su isole o paesi esotici dove si sanno essere disponibili amanti neri occasionali.
I quali, regalano l'illusione di un romanzo d'amore in formato mordi&fuggi (ma prima di fuggire, paga), che contempla l'approccio sgamato e saputo da parte di giovani mandrilli locali.
Questi, addestratissim gigolò e astuti quel che basta, interpretano alla perfezione il ruolo dell'innamorato (le signore non fanno mai "turismo sessuale", vivono solo brevi intense storie d'amore, si sa) allo scopo di ottenerne in cambio soldi (anche se di soldi non si parla mai, basta metterglieli in tasca o lasciarglieli sul comodino), regali (possibilmente rivendibili) e (perché no?) la pur remota possibilità di raggiungere "l'amata" a sue spese.
E con questa, magari, un lussuoso permesso di soggiorno in quel ricco occidente che la signora gli rappresenta.
Del fenomeno del turismo sessuale femminile cui mi riferisco ne ha parlato qualche tempo fa Linkiesta, caso mai qualcuno volesse farsene un'idea.
Così, di suggestione in suggestione, m'é venuta pure questa: ecco forse perché ci importano giovani manzi nel pieno della loro esplosione ormonale: qui la popolazione invecchia, e molte sono le signore di una certà età che non se la passano male economicamente. E, si sa, saper esibire un amante/servetto di pelle nera ha sempre quel certo fascino fin da quando i servetti neri si esibivano nei salotti settecenteschi.
Poi, per le signore in miseria che il servetto nero non se lo possono permettere, si può sempre consentirgli di arrotondare strappando loro dal collo catenine d'oro o rubando i loro risparmi gelosamente nascosti per il previsto trapasso sotto al materasso.
Insomma, a ragionar di amanti esotici e pronti all'uso, vien facile capire come finisca (quasi) sempre che a sostenere col cuore in mano il migrante che scappa dalle guerre e dalla fame, poi trovi puntualmente delle signore arzille e benestanti che la mettono sugli scambi culturali e sull'inclusione sociale, ma solo quel che basta a giustificarsi quel recondito desiderio di servetto negro da tenere in salotto, che fa tanto antica nobiltà.
Non volendolo, perché sicuramente sono stati mal consigliati nell'uso di quella immagine, ringrazio tuttavia gli organizzatori dell'evento culturale calabrese per avermi ricordato come, spesso, dietro le più nobili intenzioni si nasconda quel virus bifido che da una parte puzza di bieco paternalismo, dall'altra di sottostante desiderio di schiavismo.
Fosse anche "d'amore".
Insomma, accogliamoli purché non ci sporchino i tappeti e sappiano portare in tavola con grazia i flut con lo champagne.
Se poi ci scappa pure un friccico extra, perché no? Se paghi, puoi avere qualunque cosa.
In fondo loro poi amano così tanto i poveri, i derelitti e i neri: per questo fanno tanto volontariato e stanno sempre per canoniche: è lì che se ne trovano in abbondanza.
Ma mica son razziste, le signore perbene, anzi: lo fanno per il bene altrui, per far sentire poveri e pidocchiosi un po' "amati".
Illudendosi naturalmente di esserne riamate.
Ed è lì, di solito, che le prendono sui denti...
venerdì 7 luglio 2017
Il nuovo Sol dell'Avvenir...
Bisogna uscire “dalla logica buonista e terzomondista” per cui “abbiamo il dovere di accogliere tutti quelli che stanno peggio di noi”. Insomma, “non possiamo accoglierli tutti noi“. Dobbiamo liberarci “da una sorta di senso di colpa” perché “non abbiamo il dovere morale di accogliere in Italia tutte le persone che stanno peggio”. Certo, “se qualcuno rischia di affogare in mare, è ovvio che noi abbiamo il dovere di salvarlo” ma “non abbiamo il dovere morale di accoglierli”. Piuttosto, “di aiutarli a casa loro”. E “chi viene qui deve fare i conti con la nostra identità“. Da Il Fatto Q.Come volevasi dimostrare, il buonismo è null'altro che opportunismo.
Voglio capire come la racconteranno ora ai cooperativi che sull'accoglienza hanno puntato tutte le speranze di far su due euri gestendo migranti come fossero miniere umane a cielo aperto.
E ai migranti-miniere, che diranno? "Scusate tanto, ci siamo sbagliati, andatevene tutti a casa vostra'ché qui non ce n'é per tutti"?
Tranquilli, nel Pd nulla dura più del tempo di una conferenza stampa, domani è un altro giorno...
Comunque, a confermare il nuovo sol dell'avvenir in casa Pd, eccoci anche il pensiero di Letta #staisereno:
“Il vertice di Tallinn è deludente perché purtroppo sono gli strumenti che mancano e le regole non sono quelle giuste. La solidarietà”, aggiunge, “non può essere basata sul volontariato a livello di Stati, deve essere imposta con delle regole. Se non ci sono, non può funzionare e l’Europa non sarà efficace su quella che oggi è la questione più delicata”. Da Il Fatto Q.La solidarietà IMPOSTA mi ricorda la nuova tendenza piddina: vaccinaria e securitaria a suon di decreti legge.
Mi aspetto che alla prossima campagna di raccolta fondi per qualche prossimo disastro, che non mancherà, i 2€ solidali me li sottrarranno dal conto senza che io abbia più alcuna possibilità di oppormi all'obolo via sms.
E avanti...
Decidono cos'é bene e cos'è male, e bastasse. Decidono in base a come tira il vento, a come infuria la bufera, a come si svegliano la mattina e a quanto veleno trovano nel caffè.
Non preoccupa la bontà, ma l'insipienza massima con la quale brandiscono ignavie clave come fossero aquiloni sbrindellati destinati a mai alzarsi in volo. E però, come dire, fan sempre colore...
P.S. h. 23.59
Non so cosa bolle in pentola, ma l'improvviso generale cambio di posizione sui migranti è quasi più inquietante dei vecchi "ci pagano le pensioni", "fuggono dalle guerre" o il più recente (v. Boeri solo 2 giorni fa), "Bloccare i migranti ci costerebbe 38,5 miliardi di euro".
Perfino Lady Boldrini, per dire...
Qualcosa non torna, e perfino l'improvviso ritorno di memoria della Bonino inizia a sembrarmi surreale...
Insomma, le "risorse" di ieri somo oggi, all'improvviso, una possibile fonte di destabilizzazione.
Domani, chissà.
Dobbiamo affrontare questione africana con un piano di investimenti se non vogliamo essere destabilizzati da fenomeno migratorio (s)— laura boldrini (@lauraboldrini) 7 luglio 2017
sabato 10 giugno 2017
Habemus Rei
Le cifre del Reddito di Inclusione:
- 190€ per singolo (6,33€ al giorno)
- fino a 485€ per famiglie con 5 o più componenti (485€:media di 4= 121,25€/mese = 4,041€al giorno)
Conviene organizzarsi così:
1. si sopprimano i 2 eventuali figli (2 bocche da sfamare in meno)
2. ci si separi dichiarando uno residenza nell'auto, purché non sia stata acquistata negli ultimi 2 anni (non si ottiene il Rei) e l'altro in casa (poi, con le tenebre della notte si può sempre far sgattaiolare in casa il congiunto parcheggiato sotto)
Si racimolano così ben 380€ in 2, cioè ben 6,33€ a testa anziché 4,041€.
E fanculo alla famigliola felice del mulino bianco: qui è dura lotta per la sopravvivenza, mica bau bau micio micio.
Ulteriore attenzione: se pensate di cavarvela perché avete un'auto vecchia, vi sbagliate: c'é una proposta di legge per far pagare un bollo maggiorato alle auto vecchie: inquinatori!
Le cifre 2.
Gli importi saranno accreditati su una carta prepagata: costo di emissione della carta (ipotetico ma realistico): 5€.
Attenti alle spese: la carta serve a tracciare i vostri acquisti, altrimenti vi facevano un bonifico mensile senza smenarvela troppo.
Per capirci: la paghetta è utilizzabile solo per saldo bollette, acquisto di beni di prima necessità (un po' di pane, un litro di latte, due mele, di più non ci comprate) o saldo rette scolastiche.
Niente birre e niente ricche briosches al bar la mattina.
Le cifre 3.
Per gestire la faccenda saranno assunte 600 persone (sospetto con contratto precario a 4/500€ al mese per max 12 mesi, poi se mai si vedrà come si mette).
E qui diamo una bella botta anche ai parametri del jobs act: le statistiche sull'occupazione nel 2018 schizzeranno all'insù, e ditemi che non sono dei geni.
Le cifre 4.
Siete disoccupati e percepite l'Asdi? Siete uno degli sfigati che già hanno la prepagata del Sia ((Sostegno di Inclusione Attiva, 40€ al mese)?
Nada, scordatevi la pacchia: dall'entrata in vigore del decreto salva poveri solo carta prepagata Rei per tutti (cioè per quei fortunatissimi che rientreranno nei parametri per la Rei).
Le cifre 5.
I parametri:
1. tetto Isee max di 6mila euro ma con proventi da reddito di non più di 3mila. Altrimenti siete fuori.
2. potete avere fino a 10mila euro sul conto e un valore in beni immobili per max 20mila, esclusa abitazione.
Qui confesso che non so di che parlino: per beni immobili intendono cosa, visto che dal conteggio escludono la casa di abitazione? Forse non dovete averla con il garage? Forse conta il gabbiotto dove allevate galline? Non ne ho idea...
Potete però avere un lavoro, in quanto la misura è "compatibile", purché questo non produca un reddito annuo superiore ai 3mila, come chiarito sopra.
L'inc...lusione.
La paghetta, come ogni adolescente sa, è soggetta a una contropartita: a 12 anni devi studiare, tenere in ordine la tua cameretta e rifarti il letto la mattina.
Se hai l'età per lavorare, devi impegnarti in un percorso di "inclusione sociale", come recita il nome della misura di contrasto alla povertà.
E se vuoi avere la ricca paghetta dallo stato, verrai "preso in carico" dai centri per l'impiego i quali si occuperanno di "formarti" e dovrai sottoscrivere l'impegno ad attivarti nella ricerca di un lavoro.
Vale sempre la solita psico-verità": se sei povero e disoccupato, sei tutto da rifare, cioè da rieducare in stile riformatorio.
Se invece sei disoccupato ma ricco di tuo, la tua disoccupazione è un valore.
Formazione e ricerca lavoro: per fare cosa?
Tranquilli: esistono le cooperative, i lavori socialmente utili, i pasti agli anziani, le scuole e le rive dei fiumi da pulire.
Ma più di tutto, per capire il senso della magnanimità dello stato, ci viene (forse) in aiuto quanto sotto:
"Il Cdm ha inoltre approvato un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno. Il decreto mira a incentivare, anche con significative risorse aggiuntive, la nuova imprenditorialità, prevede una specifica disciplina per la istituzione di zone economiche speciali (ZES), con particolare riferimento alle aree portuali, nonché una serie di misure di semplificazione e per la velocizzazione degli investimenti, pubblici e privati, nel Mezzogiorno."
Alternativa per migliorare le condizioni della vostra povertà evitandovi l'inc...lusione:
1. se avete due euri che vi avanzano, portatevi sulle coste tunisine e da lì avviatevi a piedi verso il confine libico, così vi provvederete intanto una consistente abbronzatura e un fisico asciutto e tonico
2. cercate sulle rive qualche volontario di ong cui affidarvi come caso umano: abbiate cura di inventarvi una lingua incomprensibile, buttate i documenti, fate capire a gesti che siete un povero disgraziato che scappa dalla guerra (magari dall'Afghanistan, visto che l'abbronzatura non sarà mai sufficiente per farvi passare per un nigeriano)
3. imbarcati dal volontario ong, a pochi metri dalla costa sarete tranquillamente prelevati da una nave umanitaria che vi sbarcherà nuovamente in patria, ma avrete però ottenuto il diritto a un migliore trattamento economico:
- 2,50€ al giorno di pocket money;
- 3 pasti al giorno assicurati (e se vi schifano le sbobbe che vi propongono, potrete protestare insieme agli altri migranti);
- abiti nuovi o freschi di bucato e in buone condizioni;
- una ricarica telefonica al mese;
- stanza in hotel o in abitazione privata fresca d'estate e caldo d'inverno
- tempo per fare quel che vi pare per almeno 2 anni
Arriverà purtroppo il giorno in cui vi torneranno a rompere le palle con la storia dell'inclusione, che però si chiamerà integrazione.
Ma tranquilli, passeranno appunto almeno 2 anni, e intanto potete rubare una bici e con quella gironzolare da turista fra pranzo e cena visitando i dintorni del paesello dove sarete ospiti di gran riguardo.
Potrebbe perfino andarvi di culo e ottenere di farvi trasferire sulle colline, in montagna o in qualche hotel 3 stelle in riva al mare
Ogni tanto il sindaco verrà a trovarvi e vi chiederà, ma con estrema gentilezza, di posare con lui per una foto vestito con la divisa arancione del migrante volontario che si sta integrando armato di un rastrello per le foglie del parco in mano.
Mezz'oretta di sorrisi, promesse e convenevoli ogni tanto, e per il resto che s'incl...udano!
- 190€ per singolo (6,33€ al giorno)
- fino a 485€ per famiglie con 5 o più componenti (485€:media di 4= 121,25€/mese = 4,041€al giorno)
Conviene organizzarsi così:
1. si sopprimano i 2 eventuali figli (2 bocche da sfamare in meno)
2. ci si separi dichiarando uno residenza nell'auto, purché non sia stata acquistata negli ultimi 2 anni (non si ottiene il Rei) e l'altro in casa (poi, con le tenebre della notte si può sempre far sgattaiolare in casa il congiunto parcheggiato sotto)
Si racimolano così ben 380€ in 2, cioè ben 6,33€ a testa anziché 4,041€.
E fanculo alla famigliola felice del mulino bianco: qui è dura lotta per la sopravvivenza, mica bau bau micio micio.
Ulteriore attenzione: se pensate di cavarvela perché avete un'auto vecchia, vi sbagliate: c'é una proposta di legge per far pagare un bollo maggiorato alle auto vecchie: inquinatori!
Le cifre 2.
Gli importi saranno accreditati su una carta prepagata: costo di emissione della carta (ipotetico ma realistico): 5€.
Attenti alle spese: la carta serve a tracciare i vostri acquisti, altrimenti vi facevano un bonifico mensile senza smenarvela troppo.
Per capirci: la paghetta è utilizzabile solo per saldo bollette, acquisto di beni di prima necessità (un po' di pane, un litro di latte, due mele, di più non ci comprate) o saldo rette scolastiche.
Niente birre e niente ricche briosches al bar la mattina.
Le cifre 3.
Per gestire la faccenda saranno assunte 600 persone (sospetto con contratto precario a 4/500€ al mese per max 12 mesi, poi se mai si vedrà come si mette).
E qui diamo una bella botta anche ai parametri del jobs act: le statistiche sull'occupazione nel 2018 schizzeranno all'insù, e ditemi che non sono dei geni.
Le cifre 4.
Siete disoccupati e percepite l'Asdi? Siete uno degli sfigati che già hanno la prepagata del Sia ((Sostegno di Inclusione Attiva, 40€ al mese)?
Nada, scordatevi la pacchia: dall'entrata in vigore del decreto salva poveri solo carta prepagata Rei per tutti (cioè per quei fortunatissimi che rientreranno nei parametri per la Rei).
Le cifre 5.
I parametri:
1. tetto Isee max di 6mila euro ma con proventi da reddito di non più di 3mila. Altrimenti siete fuori.
2. potete avere fino a 10mila euro sul conto e un valore in beni immobili per max 20mila, esclusa abitazione.
Qui confesso che non so di che parlino: per beni immobili intendono cosa, visto che dal conteggio escludono la casa di abitazione? Forse non dovete averla con il garage? Forse conta il gabbiotto dove allevate galline? Non ne ho idea...
Potete però avere un lavoro, in quanto la misura è "compatibile", purché questo non produca un reddito annuo superiore ai 3mila, come chiarito sopra.
L'inc...lusione.
La paghetta, come ogni adolescente sa, è soggetta a una contropartita: a 12 anni devi studiare, tenere in ordine la tua cameretta e rifarti il letto la mattina.
Se hai l'età per lavorare, devi impegnarti in un percorso di "inclusione sociale", come recita il nome della misura di contrasto alla povertà.
E se vuoi avere la ricca paghetta dallo stato, verrai "preso in carico" dai centri per l'impiego i quali si occuperanno di "formarti" e dovrai sottoscrivere l'impegno ad attivarti nella ricerca di un lavoro.
Vale sempre la solita psico-verità": se sei povero e disoccupato, sei tutto da rifare, cioè da rieducare in stile riformatorio.
Se invece sei disoccupato ma ricco di tuo, la tua disoccupazione è un valore.
Formazione e ricerca lavoro: per fare cosa?
Tranquilli: esistono le cooperative, i lavori socialmente utili, i pasti agli anziani, le scuole e le rive dei fiumi da pulire.
Ma più di tutto, per capire il senso della magnanimità dello stato, ci viene (forse) in aiuto quanto sotto:
"Il Cdm ha inoltre approvato un decreto legge che introduce disposizioni urgenti per la crescita economica nel Mezzogiorno. Il decreto mira a incentivare, anche con significative risorse aggiuntive, la nuova imprenditorialità, prevede una specifica disciplina per la istituzione di zone economiche speciali (ZES), con particolare riferimento alle aree portuali, nonché una serie di misure di semplificazione e per la velocizzazione degli investimenti, pubblici e privati, nel Mezzogiorno."
Alternativa per migliorare le condizioni della vostra povertà evitandovi l'inc...lusione:
1. se avete due euri che vi avanzano, portatevi sulle coste tunisine e da lì avviatevi a piedi verso il confine libico, così vi provvederete intanto una consistente abbronzatura e un fisico asciutto e tonico
2. cercate sulle rive qualche volontario di ong cui affidarvi come caso umano: abbiate cura di inventarvi una lingua incomprensibile, buttate i documenti, fate capire a gesti che siete un povero disgraziato che scappa dalla guerra (magari dall'Afghanistan, visto che l'abbronzatura non sarà mai sufficiente per farvi passare per un nigeriano)
3. imbarcati dal volontario ong, a pochi metri dalla costa sarete tranquillamente prelevati da una nave umanitaria che vi sbarcherà nuovamente in patria, ma avrete però ottenuto il diritto a un migliore trattamento economico:
- 2,50€ al giorno di pocket money;
- 3 pasti al giorno assicurati (e se vi schifano le sbobbe che vi propongono, potrete protestare insieme agli altri migranti);
- abiti nuovi o freschi di bucato e in buone condizioni;
- una ricarica telefonica al mese;
- stanza in hotel o in abitazione privata fresca d'estate e caldo d'inverno
- tempo per fare quel che vi pare per almeno 2 anni
Arriverà purtroppo il giorno in cui vi torneranno a rompere le palle con la storia dell'inclusione, che però si chiamerà integrazione.
Ma tranquilli, passeranno appunto almeno 2 anni, e intanto potete rubare una bici e con quella gironzolare da turista fra pranzo e cena visitando i dintorni del paesello dove sarete ospiti di gran riguardo.
Potrebbe perfino andarvi di culo e ottenere di farvi trasferire sulle colline, in montagna o in qualche hotel 3 stelle in riva al mare
Ogni tanto il sindaco verrà a trovarvi e vi chiederà, ma con estrema gentilezza, di posare con lui per una foto vestito con la divisa arancione del migrante volontario che si sta integrando armato di un rastrello per le foglie del parco in mano.
Mezz'oretta di sorrisi, promesse e convenevoli ogni tanto, e per il resto che s'incl...udano!
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lunedì 5 giugno 2017
Torino: Q&A
Pare che a generare il caos a Piazza San Carlo a Torino, che ha procurato 1527 feriti, 2 dei quali gravi, siano stati due ragazzi per "fare una bravata".
La notizia mi disturba più di quella dell'ultimo attentato di Londra.
Continuo a chiedermi cosa non mi torna di questa Piazza devastata peggio che se fosse passata una mandria di bisonti infuriati.
Non mi tornano le bottiglie di birra in vetro che circolavano e si sono puntualmente rivelate micidiali al momento del panico.
Non mi tornano i racconti, assolutamente credibili, di gente nel panico che si muove a ondate camminando sopra a quelli che, spinti, cadevano a terra.
Non mi torna poi la totale assenza di servizi d'ordine in una piazza gremita di circa 40mila persone dove girava birra a fiumi senza che nessuno vigilasse intorno alle transenne il via vai di delinquenti fornitori di bottiglie in vetro vietate agli ingressi.
A non farmi tornare niente è però una domanda, decisamente cinica: e se invece di un paio di deficienti sbronzi che gridano Allah Akbar, ci fosse stato un reale terrorista con zainetto armato e pronto a farsi saltare, fra quei 40mila, possibile non ci fosse nemmeno un giovane aspirante eroe capace di provare a fermarlo per fermare la strage?
No, pare proprio di no: è bastato un cretino ubriaco che, a torso nudo e zainetto sulle spalle, urlasse il convenuto grido pre-bomba islamico, per scatenare solo panico, senza eroi.
Niente sangue freddo, solo irrazionale paura pavloviana conculcata a forza di attentati-lezione da imparare.
Certo, il condizionamento innesca reazioni da conigli, e ormai di fronte all'islamico armato si dimostra, come appunto nel caso della piazza di Torino, che l'obiettivo di reazioni da laboratorio di propaganda è raggiunto ed efficace nel 100% dei casi.
Abituati a vivere in gruppo, a pensarsi come parte del gruppo, a ragionare in gruppo, a socializzare per gruppi, l'istinto di sopravvivenza individuale è ormai limitato al classico la miglior difesa è la fuga.
Non è tragico?
Ricordo i numerosi casi di singole persone che di fronte alla minaccia non si sono fatte intimorire reagendo passando all'attacco (ne cito uno per comprenderli tutti, e se cercate in rete sono parecchi).
Rischiando la vita, certo, ma con questo dicendoci anche che la miglior difesa è l'autodifesa, la reazione di fronte a un'aggressione o una minaccia, che è provare a fare scudo contro la sopraffazione e la barbarie, la civiltà; non la fuga al primo babau urlato da un imbecille.
Uno, dico uno su circa 40mila, che sapesse guardare in faccia la minaccia del terrore islamico senza indietreggiare, potrebbe forse innescare il ricordo collettivo della possibilità umana di reagire, anziché subire ritraendosi in se stessi e scappando.
L'eroe, nel 99,9% dei casi muore, si sa.
E la sua morte serve però a ricordare alle pecore che sono tali solo perché anziché coltivare in sé il coraggio, coltivano in sé la paura anche della propria ombra.
Qui, invece, abbiamo ormai la prova che siamo solo un gregge di pecore armate di cuore&amore con cui combattere il nemico (pagandosi pure 40€ di biglietto), quindi incapaci perfino di pensare che il nemico del cuore&amore se ne strafrega, e al dunque ti ammazza comunque e pure con meno fatica.
Capisco il panico, eh? Specie se sei sbronzo e sei educato a reagire in gregge, più che farti guidare dal tuo individuale istinto di sopravvivenza.
Però, vivvaddio, almeno uno che di fronte al falso dinamitardo ubriaco gli si fosse lanciato contro nel tentativo di almeno buttarlo a terra, me lo sarei aspettato.
Uno.
Invece niente.
Tutti polli da batteria che finiscono per ferirsi l'un l'altro passandosi sopra e calpestandosi come niente fosse, e facendosi sgorgare sangue a fiumi con i cocci delle loro stesse bottiglie rotte di birra.
Un'immagine devastante, in tutti i sensi.
Finiremo sottomessi senza batter ciglio, per assenza di anticorpi emozionali e un istinto di sopravvivenza atrofizzato da buoni sentimenti un tanto al chilo.
Una gran brutta fotografia.
Tanti bravi ragazzi che, al momento della prova suprema, quella che può decidere fra la vita e la morte, quella che di fronte alla minaccia della propria e altrui sopravvivenza, non sanno salvare né il mondo né se stessi.
D'altra parte, se ti globalizzano al punto che non hai più un tuo mondo, ma solo un mondo per viaggiare, studiare, lavorare, non hai più ragione di difendere alcun mondo preciso.
Quindi, al più, di fronte a una minaccia ti arrendi.
E scappi da un'altra parte, tanto una vale l'altra.
Figurati la reazione, mi dico, se ci invadessero "li turchi "oggi...
Ah, no: i "turchi" oggi ce li andiamo a prendere e, dato che siamo quelli buoni del cuore&amore, li vogliamo "integrare".
E infatti, a integrarci sono loro, avendoci già colonizzato l'organo pensante minacciando "il nostro stile di vita" a furia di paure indotte e difesa del loro diritto alla moschea sotto casa.
La notizia mi disturba più di quella dell'ultimo attentato di Londra.
Continuo a chiedermi cosa non mi torna di questa Piazza devastata peggio che se fosse passata una mandria di bisonti infuriati.
Non mi tornano le bottiglie di birra in vetro che circolavano e si sono puntualmente rivelate micidiali al momento del panico.
Non mi tornano i racconti, assolutamente credibili, di gente nel panico che si muove a ondate camminando sopra a quelli che, spinti, cadevano a terra.
Non mi torna poi la totale assenza di servizi d'ordine in una piazza gremita di circa 40mila persone dove girava birra a fiumi senza che nessuno vigilasse intorno alle transenne il via vai di delinquenti fornitori di bottiglie in vetro vietate agli ingressi.
A non farmi tornare niente è però una domanda, decisamente cinica: e se invece di un paio di deficienti sbronzi che gridano Allah Akbar, ci fosse stato un reale terrorista con zainetto armato e pronto a farsi saltare, fra quei 40mila, possibile non ci fosse nemmeno un giovane aspirante eroe capace di provare a fermarlo per fermare la strage?
No, pare proprio di no: è bastato un cretino ubriaco che, a torso nudo e zainetto sulle spalle, urlasse il convenuto grido pre-bomba islamico, per scatenare solo panico, senza eroi.
Niente sangue freddo, solo irrazionale paura pavloviana conculcata a forza di attentati-lezione da imparare.
Certo, il condizionamento innesca reazioni da conigli, e ormai di fronte all'islamico armato si dimostra, come appunto nel caso della piazza di Torino, che l'obiettivo di reazioni da laboratorio di propaganda è raggiunto ed efficace nel 100% dei casi.
Abituati a vivere in gruppo, a pensarsi come parte del gruppo, a ragionare in gruppo, a socializzare per gruppi, l'istinto di sopravvivenza individuale è ormai limitato al classico la miglior difesa è la fuga.
Non è tragico?
Ricordo i numerosi casi di singole persone che di fronte alla minaccia non si sono fatte intimorire reagendo passando all'attacco (ne cito uno per comprenderli tutti, e se cercate in rete sono parecchi).
Rischiando la vita, certo, ma con questo dicendoci anche che la miglior difesa è l'autodifesa, la reazione di fronte a un'aggressione o una minaccia, che è provare a fare scudo contro la sopraffazione e la barbarie, la civiltà; non la fuga al primo babau urlato da un imbecille.
Uno, dico uno su circa 40mila, che sapesse guardare in faccia la minaccia del terrore islamico senza indietreggiare, potrebbe forse innescare il ricordo collettivo della possibilità umana di reagire, anziché subire ritraendosi in se stessi e scappando.
L'eroe, nel 99,9% dei casi muore, si sa.
E la sua morte serve però a ricordare alle pecore che sono tali solo perché anziché coltivare in sé il coraggio, coltivano in sé la paura anche della propria ombra.
Qui, invece, abbiamo ormai la prova che siamo solo un gregge di pecore armate di cuore&amore con cui combattere il nemico (pagandosi pure 40€ di biglietto), quindi incapaci perfino di pensare che il nemico del cuore&amore se ne strafrega, e al dunque ti ammazza comunque e pure con meno fatica.
Capisco il panico, eh? Specie se sei sbronzo e sei educato a reagire in gregge, più che farti guidare dal tuo individuale istinto di sopravvivenza.
Però, vivvaddio, almeno uno che di fronte al falso dinamitardo ubriaco gli si fosse lanciato contro nel tentativo di almeno buttarlo a terra, me lo sarei aspettato.
Uno.
Invece niente.
Tutti polli da batteria che finiscono per ferirsi l'un l'altro passandosi sopra e calpestandosi come niente fosse, e facendosi sgorgare sangue a fiumi con i cocci delle loro stesse bottiglie rotte di birra.
Un'immagine devastante, in tutti i sensi.
Finiremo sottomessi senza batter ciglio, per assenza di anticorpi emozionali e un istinto di sopravvivenza atrofizzato da buoni sentimenti un tanto al chilo.
Una gran brutta fotografia.
Tanti bravi ragazzi che, al momento della prova suprema, quella che può decidere fra la vita e la morte, quella che di fronte alla minaccia della propria e altrui sopravvivenza, non sanno salvare né il mondo né se stessi.
D'altra parte, se ti globalizzano al punto che non hai più un tuo mondo, ma solo un mondo per viaggiare, studiare, lavorare, non hai più ragione di difendere alcun mondo preciso.
Quindi, al più, di fronte a una minaccia ti arrendi.
E scappi da un'altra parte, tanto una vale l'altra.
Figurati la reazione, mi dico, se ci invadessero "li turchi "oggi...
Ah, no: i "turchi" oggi ce li andiamo a prendere e, dato che siamo quelli buoni del cuore&amore, li vogliamo "integrare".
E infatti, a integrarci sono loro, avendoci già colonizzato l'organo pensante minacciando "il nostro stile di vita" a furia di paure indotte e difesa del loro diritto alla moschea sotto casa.
martedì 25 ottobre 2016
I prossimi 30-50 anni
La vicepresidente della Giunta regionale, Elisabetta Gualmini, interviene condannando la protesta di alcuni abitanti dei due paesi in
provincia di Ferrara che hanno piazzato barriere nelle strade d'accesso
per evitare l'ingresso di 12 donne migranti e dei loro figli, così come
stabilito dal prefetto...
"Sia chiaro- prosegue- che né a Goro né in Sicilia riusciremo a fermare flussi di immigrazione globale che continueranno per i prossimi 30-50 anni. Chi pensa il contrario vende illusioni e utopie. L'unica soluzione, dunque, al di là delle divisioni politiche, è gestire al meglio questi fenomeni, come chi occupa posizioni di governo prova a fare".
Continueranno per i prossimi 30-50 anni?
Quindi la signora Gualmini ci conferma che non di "profughi di guerra" né di "migranti economici" si tratta, ma di un'invasione programmata per i tempi lunghi il cui scopo non è "aiutare chi sta peggio di noi", ma proprio quello di svuotare l'Africa per trasferirla in Europa.
E gli europei?
Nel video pubblicato QUI da La Nuova Ferrara, spiega alle forze dell'ordine uno dei cittadini intervenuti alla protesta che ha fatto fare dietro front al Prefetto:
"...Non è per razzismo...i nostri paesi (Goro e Gorino) sono isolati dal mondo, qui non c'é nulla...Prendere un ostello, dove ci siamo svenati per riuscire a fare qualcosa per il turismo, da domani non abbiamo più il turismo. E' l'unico posto dove ci sono 30 camere...Le sembra normale che l'unico posto che ha 30 posti letto, da domani noi non abbiamo più nessuno da portare in giro per la Laguna?...Ma è una cosa assurda...".
Così assurda, da convincermi ulteriormente che l'obiettivo "profughi" sia quello di smantellare ogni più minuscola singola attività imprenditoriale italiana così da fare dell'Italia un unico sterminato campo profughi.
Al servizio dei quali, gli italiani si adatteranno a servire pasti cooperativi (o a fare la fame), in attesa di "formarli" a nostre spese per poi rifornirli già pronti alle catene di montaggio della Grande Germania Unificata, così da togliere il pane di bocca anche agli Hartz IV tedeschi.
Assurdo.
Assurdo è che si colpevolizzino gli italiani che protestano, quando dovrebbero essere premiati per il coraggio di opporsi ai 30-50 anni di immigrazione prevista a botte di migliaia l'anno. Sostenuta e incentivata da chi, evidentemente, questo stivale sempre più malandato lo vuol vedere ridotto a un pollaio per umani Beta da dislocare nelle periferie, lasciando i centri storici (tutti ormai clinicamente pavimentati in marmo bianco e decorati con striminziti alberelli che non fanno ombra neanche ai passeri), al turismo da spenno, così che l'1% che compra alberghi e palazzi storici in centro possa campare di rendita senza sentire il puzzo dei polli che vien su dalle fondamenta.
P.S.
Sconfortante l'affermazione del Prefetto dopo la soluzione del caso deviando le 12 migranti su altre sedi:
“Quello di Gorino è un precedente inquietante, ma i Comuni virtuosi credo che continueranno a dare una mano”.
Se è inquietante, vuol dire che "i Comuni virtuosi che continueranno a dare una mano" hanno sindaci che sono contro chi protesta per avere almeno diritto di parola su decisioni che si pretende vengano invece calate loro sulla testa, senza pro-testa.
"Sia chiaro- prosegue- che né a Goro né in Sicilia riusciremo a fermare flussi di immigrazione globale che continueranno per i prossimi 30-50 anni. Chi pensa il contrario vende illusioni e utopie. L'unica soluzione, dunque, al di là delle divisioni politiche, è gestire al meglio questi fenomeni, come chi occupa posizioni di governo prova a fare".
Continueranno per i prossimi 30-50 anni?
Quindi la signora Gualmini ci conferma che non di "profughi di guerra" né di "migranti economici" si tratta, ma di un'invasione programmata per i tempi lunghi il cui scopo non è "aiutare chi sta peggio di noi", ma proprio quello di svuotare l'Africa per trasferirla in Europa.
E gli europei?
Nel video pubblicato QUI da La Nuova Ferrara, spiega alle forze dell'ordine uno dei cittadini intervenuti alla protesta che ha fatto fare dietro front al Prefetto:
"...Non è per razzismo...i nostri paesi (Goro e Gorino) sono isolati dal mondo, qui non c'é nulla...Prendere un ostello, dove ci siamo svenati per riuscire a fare qualcosa per il turismo, da domani non abbiamo più il turismo. E' l'unico posto dove ci sono 30 camere...Le sembra normale che l'unico posto che ha 30 posti letto, da domani noi non abbiamo più nessuno da portare in giro per la Laguna?...Ma è una cosa assurda...".
Così assurda, da convincermi ulteriormente che l'obiettivo "profughi" sia quello di smantellare ogni più minuscola singola attività imprenditoriale italiana così da fare dell'Italia un unico sterminato campo profughi.
Al servizio dei quali, gli italiani si adatteranno a servire pasti cooperativi (o a fare la fame), in attesa di "formarli" a nostre spese per poi rifornirli già pronti alle catene di montaggio della Grande Germania Unificata, così da togliere il pane di bocca anche agli Hartz IV tedeschi.
Assurdo.
Assurdo è che si colpevolizzino gli italiani che protestano, quando dovrebbero essere premiati per il coraggio di opporsi ai 30-50 anni di immigrazione prevista a botte di migliaia l'anno. Sostenuta e incentivata da chi, evidentemente, questo stivale sempre più malandato lo vuol vedere ridotto a un pollaio per umani Beta da dislocare nelle periferie, lasciando i centri storici (tutti ormai clinicamente pavimentati in marmo bianco e decorati con striminziti alberelli che non fanno ombra neanche ai passeri), al turismo da spenno, così che l'1% che compra alberghi e palazzi storici in centro possa campare di rendita senza sentire il puzzo dei polli che vien su dalle fondamenta.
P.S.
Sconfortante l'affermazione del Prefetto dopo la soluzione del caso deviando le 12 migranti su altre sedi:
“Quello di Gorino è un precedente inquietante, ma i Comuni virtuosi credo che continueranno a dare una mano”.
Se è inquietante, vuol dire che "i Comuni virtuosi che continueranno a dare una mano" hanno sindaci che sono contro chi protesta per avere almeno diritto di parola su decisioni che si pretende vengano invece calate loro sulla testa, senza pro-testa.
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venerdì 16 settembre 2016
Lunedì, 19 settembre...
12. Nous sommes déterminés à remédier aux causes profondes des
déplacements massifs de réfugiés et de migrants, notamment en
intensifiant les efforts de prévention précoce des situations de crise
grâce à la diplomatie préventive. Nous nous attaquerons également à ces
causes par la prévention et le règlement pacifique des différends, le
renforcement de la coordination des efforts d’aide humanitaire, de
développement et de consolidation de la paix, la promotion de l’état de
droit aux niveaux national et international, et la protection des droits
de l’homme. De même, nous nous emploierons à faire face aux
déplacements causés par la pauvreté, l’instabilité, la marginalisation
et l’exclusion et l’absence de développement et de perspectives
économiques, eu égard en particulier aux populations les plus
vulnérables. Nous collaborerons avec les pays d’origine afin de
renforcer leurs capacités.
(12. Siamo determinati ad affrontare alla radice le cause dello spostamento massiccio di rifugiati e migranti, specialmente intensificando gli sforzi di prevenzione precoce delle crisi attraverso la diplomazia preventiva. Affronteremo parimenti le cause attraverso la prevenzione e la soluzione pacifica delle controversie, rafforzando il coordinamento degli sforzi umanitari, lo sviluppo e il consolidamento della pace, la promozione dello Stato di diritto a livello nazionale e internazionale e la tutela dei diritti umani. Allo stesso modo, lavoreremo per far fronte alle migrazioni causate dalla povertà, l'instabilità, l'emarginazione, l'esclusione e la mancanza di sviluppo e di prospettive economiche, con particolare riguardo per le popolazioni più vulnerabili. Lavoreremo con i paesi di origine, al fine di sviluppare la capacità.)
Fra i 90 punti della Déclaration de New York pour les réfugiés et les migrants che chiuderà il summit in programma alle Nazioni Unite il prossimo lunedì 19 settembre 2016, questo n° 12 è l'unico punto nel quale si accenni vagamente alle "cause" delle migrazioni che muovono 244 milioni di persone da una parte all'altra del mondo (il dato, del 2015, è inserito nella premessa della stessa dichiarazione).
Nessun chiaro accenno alle guerre in corso né tantomeno alle ragioni all'origine della povertà drammatica di alcuni paesi di provenienza dei migranti, povertà a sua volta causa di problemi sanitari e di bassa o insufficiente scolarizzazione per molte persone in movimento dalle aree più miserabili del pianeta.
Invece, tutto un fitto dettagliatissimo programma per integrare, scolarizzare, migliorare le condizioni, punire i razzismi, rendere illegali le demonizzazioni, ecc. ecc.
Fuffa, ma di quella minacciosa.
Come se le guerre si facessero da sole, come se la povertà fosse una condanna comminata da Dio fin dalla venuta sulla Terra solo ad alcuni che hanno la sventura di venire al mondo in determinati paesi mentre ad altri, che Dio evidentemente guarda più benigno fino a farli ricchi, bianchi e violenti per nascita, spesso tutte le cose insieme, visto che sia la guerra che la povertà hanno invece nomi, cognomi, colore della pelle e patria d'origine.
Essendo indubbiamente un'anima semplice, provo a risolvere in modo banale ma creativo il problema delle migrazioni tutte, visto che l'ONU pare non considerare proprio le 5 possibili direttive adottabili fin da subito per migliorare la vita dei migranti senza tante chiacchiere al vento:
1. imporre l'immediata cessazione di tutte le guerre in corso nel mondo (secondo dati di Global Peace Index riportati da Il Sussidiario, nel 2015 solo 10 paesi nel mondo non erano in guerra)
2. visto che sempre il Global Peace Index 2016 dice che la violenza nel mondo costa il 13,3 % del GDP (Gross Domestic Product) - corrispondente a 13, 6 trilioni di dollari (1 trilione equivale a 1 miliardo di miliardi, cifra con così tanti zeri che per capirla vi rimando allo schemino riportato in questa pagina), cioè a un costo di 1,876$ per ogni persona vivente del pianeta nel 2015, smettendo le guerre ecco che con la stessa spesa si può garantire una vita decente in patria a tutti gli umani del pianeta.
3. se le stesse cifre fossero investite per creare benessere per ogni singolo abitante della Terra, il problema dei migranti sarebbe risolto: se un nigeriano che in patria sopravvive con meno di 1 dollaro al mese (al mese, avete letto bene), disponesse di 1.876$ l'anno, magari emigrerebbe lo stesso, ma forse anche no, dato che la stessa cifra l'avrebbero i suoi fratelli, i suoi genitori, i suoi parenti tutti...
4. finito di migrare per fame e miseria, per guerre o per cambiamenti climatici (la maggior parte dei quali causati dal capitalismo e dalla sua follia), resterebbero solo migranti per cultura o per diletto, e sarebbe già un altro ragionare
5. se ogni paese del mondo rispettasse se stesso, la propria cultura e la propria ricchezza naturale, ai migranti per cultura o per diletto basterebbe chiedere un visto per il paese dove intendono recarsi e, se volessero poi anche trasferirsi a vivere lì, avendo un minimo di che vivere grazie a quei 1.876$ che si diceva, potrebbe trasferire i suoi diritti sul paese scelto rinunciando però a quelli in patria, che a me quelli che ne hanno 2 o 3, di patrie, non è che mi convincono molto: fai una scelta, voti nel paese scelto. Se poi decidi di tornare a casa, trasferisci di nuovo lì i tuoi diritti e torni a votare solo lì. Un individuo, un pacchetto di uguali diritti garantiti ovunque vada.
Ciò di cui non se ne può più è di pachidermi internazionali che sventolano dichiarazioni al solo scopo di innescare altre guerre, non meno costose: quelle per combattere i nuovi inevitabili razzismi odierni, tutti frutto di storture del pensiero e dei reali intenti; quelle contro le "demonizzazioni" dei migranti, contro le intolleranze verso i migranti, quelle volte a promuovere un'accoglienza forzata a migranti i quali, non fossero buttati fuori dai loro paesi a calci in culo da guerre e povertà che arricchiscono chi le guerre le genera e le feconda, sarebbero per lo più ben contenti di muoversi per il mondo con in tasca visti turistici e alloggiando per diletto in hotel dignitosi, anziché in campi di concentramento disumani.
E forse, se l'Onu anziché prepararsi a dichiarare guerra a chi protesta contro la violenza delle attuali forzate migrazioni, si attivasse per far finire davvero tutte le guerre e le povertà, magari riuscirebbe ad avere ancora un senso.
Cosa che, per come la vedo io, non ha più da ormai troppo tempo.
Per essere credibile, quando si accinge a fare nuove Dichiarazioni per i rifugiati e i migranti che per buona parte sono una sua diretta responsabilità, avrebbe il dovere di smetterla di avere proprio corpi armati impegnati, vedi il caso, a supporto pacifico nelle zone di guerra (più di 3mila miliardi il costo stimato per questi corpi di "peacekeeping").
(12. Siamo determinati ad affrontare alla radice le cause dello spostamento massiccio di rifugiati e migranti, specialmente intensificando gli sforzi di prevenzione precoce delle crisi attraverso la diplomazia preventiva. Affronteremo parimenti le cause attraverso la prevenzione e la soluzione pacifica delle controversie, rafforzando il coordinamento degli sforzi umanitari, lo sviluppo e il consolidamento della pace, la promozione dello Stato di diritto a livello nazionale e internazionale e la tutela dei diritti umani. Allo stesso modo, lavoreremo per far fronte alle migrazioni causate dalla povertà, l'instabilità, l'emarginazione, l'esclusione e la mancanza di sviluppo e di prospettive economiche, con particolare riguardo per le popolazioni più vulnerabili. Lavoreremo con i paesi di origine, al fine di sviluppare la capacità.)
Fra i 90 punti della Déclaration de New York pour les réfugiés et les migrants che chiuderà il summit in programma alle Nazioni Unite il prossimo lunedì 19 settembre 2016, questo n° 12 è l'unico punto nel quale si accenni vagamente alle "cause" delle migrazioni che muovono 244 milioni di persone da una parte all'altra del mondo (il dato, del 2015, è inserito nella premessa della stessa dichiarazione).
Nessun chiaro accenno alle guerre in corso né tantomeno alle ragioni all'origine della povertà drammatica di alcuni paesi di provenienza dei migranti, povertà a sua volta causa di problemi sanitari e di bassa o insufficiente scolarizzazione per molte persone in movimento dalle aree più miserabili del pianeta.
Invece, tutto un fitto dettagliatissimo programma per integrare, scolarizzare, migliorare le condizioni, punire i razzismi, rendere illegali le demonizzazioni, ecc. ecc.
Fuffa, ma di quella minacciosa.
Come se le guerre si facessero da sole, come se la povertà fosse una condanna comminata da Dio fin dalla venuta sulla Terra solo ad alcuni che hanno la sventura di venire al mondo in determinati paesi mentre ad altri, che Dio evidentemente guarda più benigno fino a farli ricchi, bianchi e violenti per nascita, spesso tutte le cose insieme, visto che sia la guerra che la povertà hanno invece nomi, cognomi, colore della pelle e patria d'origine.
Essendo indubbiamente un'anima semplice, provo a risolvere in modo banale ma creativo il problema delle migrazioni tutte, visto che l'ONU pare non considerare proprio le 5 possibili direttive adottabili fin da subito per migliorare la vita dei migranti senza tante chiacchiere al vento:
1. imporre l'immediata cessazione di tutte le guerre in corso nel mondo (secondo dati di Global Peace Index riportati da Il Sussidiario, nel 2015 solo 10 paesi nel mondo non erano in guerra)
2. visto che sempre il Global Peace Index 2016 dice che la violenza nel mondo costa il 13,3 % del GDP (Gross Domestic Product) - corrispondente a 13, 6 trilioni di dollari (1 trilione equivale a 1 miliardo di miliardi, cifra con così tanti zeri che per capirla vi rimando allo schemino riportato in questa pagina), cioè a un costo di 1,876$ per ogni persona vivente del pianeta nel 2015, smettendo le guerre ecco che con la stessa spesa si può garantire una vita decente in patria a tutti gli umani del pianeta.
3. se le stesse cifre fossero investite per creare benessere per ogni singolo abitante della Terra, il problema dei migranti sarebbe risolto: se un nigeriano che in patria sopravvive con meno di 1 dollaro al mese (al mese, avete letto bene), disponesse di 1.876$ l'anno, magari emigrerebbe lo stesso, ma forse anche no, dato che la stessa cifra l'avrebbero i suoi fratelli, i suoi genitori, i suoi parenti tutti...
4. finito di migrare per fame e miseria, per guerre o per cambiamenti climatici (la maggior parte dei quali causati dal capitalismo e dalla sua follia), resterebbero solo migranti per cultura o per diletto, e sarebbe già un altro ragionare
5. se ogni paese del mondo rispettasse se stesso, la propria cultura e la propria ricchezza naturale, ai migranti per cultura o per diletto basterebbe chiedere un visto per il paese dove intendono recarsi e, se volessero poi anche trasferirsi a vivere lì, avendo un minimo di che vivere grazie a quei 1.876$ che si diceva, potrebbe trasferire i suoi diritti sul paese scelto rinunciando però a quelli in patria, che a me quelli che ne hanno 2 o 3, di patrie, non è che mi convincono molto: fai una scelta, voti nel paese scelto. Se poi decidi di tornare a casa, trasferisci di nuovo lì i tuoi diritti e torni a votare solo lì. Un individuo, un pacchetto di uguali diritti garantiti ovunque vada.
Ciò di cui non se ne può più è di pachidermi internazionali che sventolano dichiarazioni al solo scopo di innescare altre guerre, non meno costose: quelle per combattere i nuovi inevitabili razzismi odierni, tutti frutto di storture del pensiero e dei reali intenti; quelle contro le "demonizzazioni" dei migranti, contro le intolleranze verso i migranti, quelle volte a promuovere un'accoglienza forzata a migranti i quali, non fossero buttati fuori dai loro paesi a calci in culo da guerre e povertà che arricchiscono chi le guerre le genera e le feconda, sarebbero per lo più ben contenti di muoversi per il mondo con in tasca visti turistici e alloggiando per diletto in hotel dignitosi, anziché in campi di concentramento disumani.
E forse, se l'Onu anziché prepararsi a dichiarare guerra a chi protesta contro la violenza delle attuali forzate migrazioni, si attivasse per far finire davvero tutte le guerre e le povertà, magari riuscirebbe ad avere ancora un senso.
Cosa che, per come la vedo io, non ha più da ormai troppo tempo.
Per essere credibile, quando si accinge a fare nuove Dichiarazioni per i rifugiati e i migranti che per buona parte sono una sua diretta responsabilità, avrebbe il dovere di smetterla di avere proprio corpi armati impegnati, vedi il caso, a supporto pacifico nelle zone di guerra (più di 3mila miliardi il costo stimato per questi corpi di "peacekeeping").
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