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giovedì 26 settembre 2013

Fukushima equals 6,000 Hiroshima bombs...

Mr. Obama, Mr. Putin, Mr. Xi...Mr Letta, Mr Napolitano. . . may we, the People of the Planet, please have your attention now?

martedì 17 settembre 2013

La Costante di Murphy

Fukushima pare destinata ad essere la contro prova definitiva della inesorabile Quarta legge di Finagle
Una volta che si è pasticciato qualcosa, qualsiasi intervento teso a migliorare la situazione non farà altro che peggiorarla.
Scrive Megachip in un lungo dettagliato collage di notizie sulla situazione a Fukushima:
"...il vero problema è che gli idioti che hanno causato questo pasticcio stanno probabilmente per causare un problema molto più grande.
In particolare, la più grande minaccia a breve termine per l'umanità proviene dai bacini del combustibile di Fukushima".
Mentre in Italia l'evento del secolo è il raddrizzamente della Concordia (il cui affondamento ha causato 30 morti e 2 dispersi, ma non si dice), l'opera eroica che fa esultare d'orgoglio il nostro boy scout di riferimento quasi si trattasse di aver vinto tutto solo la terza guerra mondiale, il Giappone era ieri in stato d'allerta per il passaggio del tifone Man-Yi, che ha già costretto all'evacuazione dalle proprie abitazioni 300mila persone e potrebbe dare il colpo di grazia a ciò che resta del reattore 4 di Fukushima, quello sulle cui sorti è appeso il destino dell'emisfero settentrionale.
L'esperto nucleare Arnie Gundersen e il medico Helen Caldicott hanno entrambi affermato che la gente dovrebbe evacuare l'Emisfero Settentrionale del pianeta, se una delle piscine di stoccaggio del combustibile di Fukushima dovesse collassare. Gundersen ha dichiarato:
  «Spostarsi a sud dell'equatore, se questo dovesse mai succedere, ritengo che sia la lezione che ne ricaviamo».
 Qui interviene la Costante di Murphy:
Le cose vengono danneggiate in proporzione al loro valore.
Esiste qualcosa di più importante per gli Umani del Pianeta Terra?
Eppure, pare che tanto più un Umano sale sulla piramide di Maslow, tanto più rimbecillisca al punto da peggiorare i propri stessi errori danneggiando ogni cosa in proporzione al suo valore per la vita di tutti gli altri Umani del Pianeta Terra.

Il quesito che mi assilla, e sono certa assilla molti altri Umani sempre più storditi dall'immensa imbecillità dei grandi della Terra, è: come si fa a liberarsi di loro?

Un G20 al reattore 4 di Fukushima? 
Mentre ancora resiste uno zoccolo duro di illusi che forma le proprie opinioni sulla fuffa televisiva nazionale, quasi a proteggersi dall'odiosa realtà che questa occulta per paternalisticamente proteggere il popolino ritenuto timoroso della propria ombra, pare che la Realtà (con la R maiuscola), stia per abbattersi violentemente sulla testa di chiunque, illusi e disillusi.
Non bastasse l'incubo Fukushima, che pende sulla testa dell'intero Pianeta; non fosse sufficiente il rischio Terza Guerra Mondiale, con cui gioca l'ormai patetico ma sempre pericoloso John Wayne dalle pistole fumanti sempre in pugno, ci tocca assistere inermi alle boiate degli infanti nazionali che si disputano a spintoni le biglie che di volta in volta mandano a turno in buca e il cui scopo evidente è tenere in piedi la farsa della scelta fra chi è il più democratico fra i servi mentre si eclissa sempre più a ogni sorgere del sole ogni barlume di democrazia residua.
Ieri un amico mi citava un intervento di Landini a Ballarò, invitandomi a vederlo quasi si trattasse di un illuminato guru esotico.
Temo si sia risentito, alla mia lapidaria sentenza sull'inutilità di ciò che dice Landini, pressoché ininfluente nel panorama europeo in cui si svolgono oggi tutti i giochi veri.
Figuriamoci come si possa riuscire ad ampliare lo sguardo di chi ancora segue le pollerie fra Renzi, Cuperlo o Civati.
Fukushima pare essere per queste teste qualcosa di fantascientifico, di così lontano dal loro panorama mentale da nemmeno riuscire a considerarlo la minaccia per l'Umanità che rappresenta e della quale, forse, non sanno più nemmeno di essere comunque parte.
Concentrati ognuno sul nostro piccolo ombelico, spesso costretti a vedere solo quello per le condizioni create apposta così da non farci mai più alzare lo sguardo oltre la nostra pancia, cerchiamo le soluzioni lì dove si creano ad arte dei problemi irrisolvibili, così da esserne noi schiacciati senza speranza alcuna.
Supini all'informazione dopata dei media nazionali, trascuriamo il pericolo Fukushima come se non fosse dimostrata con questo l'altra costante della Legge di Murphy:
Se c'è una possibilità che varie cose vadano male, quella che causa il danno maggiore sarà la prima a farlo.
Esiste un danno maggiore del dover sgombrare l'emisfero settentrionale per aver stabili degli imbecilli al potere che giocano a fare dio con il nucleare?
A che servono le commemorazioni di Hiroshima e Nagasaki se ancora oggi, nonostante il disastro nucleare di Fukushima sia stimato da alcuni esperti avere (fin qui) un impatto fra 20 e 30 volte più pesante (in termini di fallout), c'è ancora qualche genio che trova ragioni a difesa del nucleare civile, e chi perfino chi non esita a usarlo come minaccia bellica? 
P.S.
Nel tacere sulla minaccia Fukushima, forse questo paese di servi per passione, spera di farci dimenticare le testate nucleari che ospitiamo in un paio delle 107 basi americane in Italia? 
20 regioni e 107 basi, una potenziale minaccia nucleare ogni pochi chilometri dalla nostra, forse non davvero amata, home sweet home.

mercoledì 28 agosto 2013

Fukushima: è solo l'inizio (Fukushima is for ever...)

Dopo due anni e mezzo, la vicenda di Fukushima Dai-ichi è tutto fuorché terminata. È arrivato infatti dalla Tepco (Tokyo Electric Power Company) l’ultimo allarme, che conferma un incidente di livello 3 dovuto alla fuoriuscita da un serbatoio di almeno 300  tonnellate d’acqua altamente radioattiva. 
Quanti anni serviranno a smantellare la centrale, in condizioni di “relativa sicurezza”? Secondo quanto si legge su numerosi giornali, quaranta. 
Eppure la realtà dei fatti potrebbe essere molto meno incoraggiante: abbiamo chiesto a Ezio Puppin (professore di fisica presso il Politecnico di Milano) di commentare le allarmanti novità.
Quanto è sotto controllo la situazione di Fukushima?
C’è assoluta impotenza, è questa la drammaticità della cosa: il problema rimarrà per millenni. Il Giappone è il paese più tecnologicamente avanzato del mondo, ma Fukushima è una centrale disastrata, ed è impossibile metterci mano. Nelle parti più rilevanti della centrale si muore dopo qualche secondo per i livelli di radioattività, e sarà così a lungo, nessun essere umano può entrare. Le macerie rimarranno lì per tutto il tempo che la natura richiede alla radioattività per spegnersi, e parliamo di periodi geologici. Bisognerebbe convocare l’assemblea dell’ONU, e far prendere all’intero consesso planetario una decisione a riguardo.
E la nuova perdita d’acqua radioattiva segnalata dalla Tepco?
Ogni giorno vengono utilizzate 400 tonnellate di acqua per raffreddare i reattori, acqua che viene immessa nella centrale, recuperata, e ri-pompata dagli scantinati all’interno di serbatoi intorno alla centrale. Finora ne hanno costruiti 350, e ognuno ha capacità di 1000 tonnellate. Questo si traduce in 350.000 tonnellate d’acqua radioattiva accumulata in due anni. Ma i serbatoi si danneggiano, e per stessa dichiarazione della Tepco, il loro contenuto finisce nel Pacifico: anche il serbatoio che perde ora non potrà essere riparato se non dopo una decontaminazione. Ogni anno, continuando così, potrebbero servire circa 200 nuovi serbatoi, e tra 50 anni dovranno averne costruiti almeno 10000.
Il governo giapponese ha proposto di “ibernare” l’area
C’era il progetto di congelare il terreno, o di continuare a immettervi agenti chimici per indurirlo e fermare l’acqua radioattiva, ma nessuna di queste cose è veramente fattibile. Per di più, la tecnologia richiesta per filtrare l’acqua sulla scala che serve a Fukushima per ora non esiste. Avevano costruito un impianto per separare la parte radioattiva, ma  non ha funzionato. È rimasto malamente in attività per un po’, poi l’argomento è caduto nel più totale silenzio. Tra le improbabili idee che ho sentito, si parlava anche del fatto che il Giappone volesse costruire dei robot che entrassero nella centrale, a svolgere il lavoro che gli esseri umani non possono fare. Può funzionare? Nei cartoni si, nella realtà no: forse tra duecento anni.
Qual è la gravità della situazione, rispetto a Chernobyl?
Per Chernobyl si trattava di una tecnologia differente, non di un reattore raffreddato ad acqua. C’è stato un incendio, e ovviamente ne è stata utilizzata per spegnerlo, ma ora non è più necessario farlo per evitare il surriscaldamento. La nube radioattiva in quel caso si è diffusa nell’atmosfera, e noi ora scopriamo che i cinghiali in Piemonte hanno livelli di cesio anormali. Ma la maggior parte delle radiazioni è ancora là, e a differenza di Fukushima non si sposteranno. 
Fukushima è diversa anche perché si parla di quattro reattori e non uno, gravemente danneggiati, e di migliaia di tonnellate di materiale radioattivo che vanno continuamente raffreddate. Per di più l’acqua salata che viene usata a questo scopo è corrosiva, e andando avanti così per centinaia di anni a un certo punto si sarà “mangiata” gran parte della centrale, diffondendo radiazioni con effetti molto peggiori rispetto a Chernobyl.
Gli Stati Uniti, tuttavia, sembrano voler minimizzare le possibili conseguenze
Questo perché le centrali e la tecnologia sono le loro, Fukushima è stata costruita dalla General Electric, e negli USA ci sono diverse centrali simili. Ma i problemi raggiungeranno presto anche loro, perché l’acqua contaminata arriverà dall’altro lato dell’oceano, e già sono stati fatti diversi studi climatologici a riguardo. Se una frazione significativa del materiale radioattivo della centrale finisse in mare e si diluisse completamente non si potrebbe più fare il bagno in nessuna parte del mondo. 
Quello che succede in realtà, sul lungo periodo, è che il materiale immesso in un certo punto viene portato dalle correnti su altre coste, dove si concentra. Negli Stati Uniti, ovviamente, si chiedono dove arriveranno queste correnti. 
Credo che nell’arco dei prossimi anni sentiremo uno stillicidio di notizie sempre peggiori, e non ci saranno parti del mondo completamente esenti dalle conseguenze.
L’attuale premier ha vinto le elezioni anche grazie alla promessa di rilancio economico, e di riattivare le centrali. Gli abitanti però non sembrano d’accordo
Con l’acqua radioattiva che finisce nel Pacifico, è solo questione di tempo, e non vi si potrà più pescare
Questo si aggiunge ai lavoratori che si ammalano e muoiono, e alle decine di casi di tumore alla tiroide nei bambini della prefettura di Fukushima. Purtroppo, anche se non conosco i numeri esatti, è ampiamente fuori da ogni dubbio che i tumori siano dovuti alla radioattività. Ora che con l’acqua contaminata gli effetti cominceranno a farsi sentire anche in altre parti del mondo, voglio proprio vedere se riaccenderanno le centrali.
Riportato da OggiScienza

Non contenti, anziché concentrare energie e impegno su questo, si lappano le labbra pregustando una nuova "guerra lampo" in Siria.
Non era "lampo" e "umanitaria" pure quella in Libia? Abbiamo un format pure per le guerre lampo umanitarie?

P.S. 29.08.13
Da comedonchisciotte

Mano a mano che ulteriori elementi di prova emergono da questo orribile esperimento involontario di Fukushima , vediamo sempre di più che abbiamo governi e le agenzie sulle radiazioni che stanno utilizzando valutazioni scientifiche non sicure e non corrette della realtà. Inoltre, noi abbiamo quello che potrebbe diventare uno degli eventi più gravi a livello mondiale della sanità pubblica nella storia umana ad essere coordinato da una società privata a scopo di lucro private, TEPCO, senza buone credenziali di competenza o di credibilità.

martedì 13 agosto 2013

Fukushima è per sempre

Scrive Natural News 
"In Giappone, che ha musei dedicati alla storia raccapricciante delle due città giapponesi bombardate dagli Stati Uniti alla fine della Seconda Guerra Mondiale (Hiroshima e Nagasaki) la Tepco, società elettrica giapponese, è coinvolta in un disastro nucleare di grandezza simile a quelle e però l'intero incidente viene spazzato sotto il tappeto. Radiazioni? Cosa radiazioni? Se il governo dice che non c'è nessuna radiazione, allora non c'è nessuna radiazione! Dopo tutto, è invisibile!"
Fukushima è ufficialmente in "stato di emergenza".  
Ogni giorno, 300 tonnellate di acqua radioattiva filtra nell'oceano, e ora è chiaro che la TEPCO (dice sempre NaturalNews), è da 2 anni e mezzo impegnata in un insabbiamento di immensa grandezza.
Chiude, il pezzo, scrivendo una cosa banalmente drammatica (non solo per la Tepco):
"(la Tepco) pretende assurdamente che le fughe radioattive possano essere controllate da un pio desiderio".
Se è vero che la Terra è rotonda.

Se è vero per tutti che una è la Terra e uno è il cielo, c'è da chiedersi come sia possibile che ai nostri politici (italiani, europei, asiatici, americani, etc), sembri naturale negare che il nucleare è sempre una minaccia per tutti, ovunque si trovi e qualunque funzione gli si destini.

Ricorderei loro che l'aria, così come il mare, non riconoscono i confini nazionali.
Non a caso l'allarme riguardava anche Ventimiglia, tempo fa, quando ci fu un problema a una centrale francese.
In un post del marzo 2011, mentre in tv si faceva a gara su chi diceva l'idiozia più credibile, vi fu un tale che - a sostegno dell'innocuità del disastro nucleare in corso a Fukushima - se ne venne fuori dicendo che le emissioni radioattive dell'area giapponese non dovevano preoccuparci perché "le nubi radioattive e l'acqua del mare si diluiscono e nella distanza, quando cioè arrivano fino a noi parti di quell'aria e di quel mare, sono così diluite da non essere più pericolose".

Il "quanto" diluite è cosa che fin qui nessuno ha misurato o pubblicato. 
Restare sul vago pare la miglior difesa del sostenitore del nucleare.
Fughe radioattive "controllate da un pio desiderio", appunto.
Per ragionare un po' su "quanto" basta per...ecco alcuni dati spiegati con efficace semplicità 

martedì 6 agosto 2013

Lezioni inutili

Inutili, poiché non ci ha insegnato nulla sulla nostra comune umanità, l'Olocausto.
Inutile la bomba su Hiroshima, poiché non ha generato che vuoti rituali di memoria senza che questi portino ad alcun cambiamento di direzione sul nucleare.
Rispolvero quindi così, per inutile sentimentalismo, un post vecchio di mesi, nato da riflessioni post lettura di Avventure in Oriente, di Luigi Barzini, scritto dall'autore durante una fortuita gita a Nagasaki nel 1901, prima che questa fosse rasa al suolo il 9 agosto del 1945, tre giorni dopo che era già stata rasa al suolo Hiroshima (perfino l'orrore, ci è inutile come lezione).
Come a dire che ciò che lui ha visto, e noi non vedremo mai più, è la sola memoria che ci rimane di cosa fosse Nagasaki prima dell'atomica che l'ha ridotta in cenere.
(per il nucleare "buono", vedere cosa resta di Fukushima).

"Io vado a caso, come gli eroi delle favole, in questo paese incantato, gittando occhiate discrete, e anche indiscrete, nell'interno delle case, dove la vita della famiglia si svolge sotto gli occhi di tutti, fermandomi a prendere delle istantanee, incantandomi davanti alle botteghe e alle relative bottegaie che, tra una vendita e l'altra, si riassestano la grande fascia di seta sulle anche o si riavviano la capigliatura con una mossa gentile delle mani lasciando intravvedere le belle braccia nude nella grandi maniche."

Luigi Barzini è costretto, nel suo viaggio di ritorno dalla Cina "via terra", a fare un'imprevista tappa in un piccolo porto del Giappone, e ne rimane incantato.

"I templi sono circondati di fiori. La pagoda per se stessa è poca cosa, i templi giapponesi sono ben lontani dall'avere la grandiosità di quelli cinesi; una casetta di legno, chiusa da una cancello di legno, davanti al quale i fedeli vanno a suonare la campanella che deve attirare l'attenzione del buon dio sopra di loro. Ma questa casetta di legno è posta in mezzo ad un paradiso fiorito, in cima a un colle - sempre - fra boschi di alberi centenari e bambù. Si prega all'aperto, ci si prostra sull'erba, sotto al cielo sereno. C'è qualcosa di grande nelle semplici forme di questa religione. Si adora Iddio in mezzo all'opera sua."

Cammina incessantemente per la città "come un tiratore di riksciò o un fattorino delle "poste Imperiali". Non chiede nulla e non vuole conoscere prima i nomi dei posti che scopre camminando. "L'inaspettato è bello", scrive subito prima di perdersi nel racconto di ciò che vede.

"Non avevo mai sentito di amare tanto la vita come nelle ore che ho passato in questo angolo di mondo del quale ignoravo persino il nome, e dove ero giunto a caso per vie che non saprei mai più ritrovare", scrive ripensando a un bosco dove ha trascorso qualche ora.

"Sono entrato nel bosco per un viale dirupato che saliva il monte a zig-zag. La terra era tutta costellata di camelie che fioccavano dagli alberi fioriti. Ogni tanto, fra i tronchi degli alberi, apparivano i riflessi verdi di minuscoli laghetti intorno ai quali l'erba s'infoltiva. Delle enormi azalee in fiore lasciavano cadere nell'acqua una pioggia delle loro campanelle rosate, ad ogni tormire di vento. Lontano, fra l'intreccio dei rami, il mare azzurro  e i monti dalle sagome strane come profili di nubi. Un cicaleccio di uccelli nell'ombra dei fogliami".

Questa la Nagasaki vista da Luigi Barzini il 28 marzo 1901.

Il 9 agosto 1945, tre giorni dopo la distruzione di Hiroshima, un aeroplano dell'aviazione statunitense, su ordine del Presidente americano Truman, succeduto a Roosvelt, sganciò una bomba atomica sulla città, distruggendo un terzo dell'abitato e provocando circa 66.000 vittime tra morti e feriti.
Così, fino ad oggi, l'unica idea che avevo di Nagasaki era quella del fungo atomico.
Migliaia di foto in bianco e nero a ricordarmi che per la civiltà occidentale, di cui ci insegnano dobbiamo essere fieri, il mondo non è che un insieme di posti da radere al suolo con mezzi sbrigativi, così da poterli poi ricostruire con dosi industriali di Burger King, Auchan o Tesco. 
Senza dimenticarci la San Pellegrino, l'acqua minerale per palati fini che ormai si trova (immagino), in ogni mensa ufficiali dei civili esportatori di democrazia.
Da lontano nel tempo, le immagini in bianco e nero mi vengono oggi restituite da Luigi Barzini con così preziosi colori da rendermi intatto un mondo perduto che rimpiango come fosse stato solo quello, il mio.

martedì 2 agosto 2011

Fukushima for ever 5

News di oggi il rilevamento di livelli record di radiazioni nei detriti fra i tubi di scarico dei reattori 1 e 2 di Fukushima Daiichi: 10 millisievert all'ora contro i 3-4 millisievert rilevati lo scorso giugno, secondo quanto riportato dalla Cnn che cita la Tepco, la società di gestione degli impianti.
Chissà se qualcuno sta intanto monitorando i livelli di radiazioni nei nostri mari in piena stagione estiva.
O se qualcuno sta monitorando il livello di radiazioni dell'aria che respiriamo a pieni polmoni in montagna.
O se c'è qualcuno che si prende la briga di fare dei test alle nostre insalate estive o ai nostri favolosi San Marzano.
In ogni caso, l'insalata è sulla mia tavola.
Però evito il pesce, visto che in fermo pesca quello che arriva sui nostri mercati è tutto d'importazione.
E non solo dalla Croazia, che sarebbe troppo bello.
Ah, sì...ci sono i Nas.
Allora...

giovedì 9 giugno 2011

Fukushima for ever (4)

Se c'è una ragione, che le comprende tutte, per opporsi al nucleare votando Sì al quesito referendario, direi che è l' inaffidabilità di politici e società di gestione degli impianti nucleari.
In ogni parte del pianeta, mentono con la stessa identica tenacia per proteggere se stessi, la propria carriera politica o i propri interessi economici.
Spesso coincidenti.
Ciò che ancora sta succedendo a Fukushima mi ricorda ciò che succede in Italia non solo per quanto riguarda il nucleare, vedi i treni che trasportano scorie radioattive avanti e indietro fra Piemonte e Francia, di cui parla oggi il FQ, ma ogni altro disastro ambientale e ogni altro progetto imposto nel totale disprezzo del buon senso e della volontà dei cittadini, come ad esempio la costruzione della Tav, altra notizia sulla quale ci arrivano informazioni da Crisis.
Di ieri la notizia che l’Aiea dichiara essere Fukushima non solo un disastro pari o superiore a quello di Chernobyl, ma forse il peggiore disastro nucleare immaginabile in assoluto, disastro che fino a prima di Fukushima era solo un’ipotesi infausta così lontana da non essere nemmeno considerata se non come teoria.

 […]Tre “melt-through“. Ancor peggio dei tre “melt-down” ammessi finora. Mi scoccia scrivere due post consecutivi su Fukushima, ma sta arrivando una notizia che merita secondo me (ahimè) ampia considerazione.
Il meltdown si ha quando il combustibile nucleare, non più raffreddato, si fonde (“melt”) e precipita in fondo (“down”) ai reattori. In base a quanto scrive un giornale nipponico, nella relazione su Fukushima destinata all’Iaea (l’agenzia dell’Onu per l’energia nucleare), il Governo ora ammette la possibilità che il combustibile nucleare abbia anche fuso i reattori stessi (almeno in parte) e ne sia uscito. Il melt-through, appunto. Nel qual caso si troverebbe ora a diretto contato con l’ambiente.[…]
Ciò che si teme ora in Giappone, è che in conseguenza del contatto diretto del melt-through con le acque di falda, la contaminazione possa raggiungere e interessare Tokio. Infatti, come dichiara Ichiro Ozawa, al WSJ, le aree intorno a Fukushima erano già diventate completamente "inabitabili". Ha anche suggerito che così com'è attualmente, gran parte del resto del paese, tra cui Tokyo, potrebbe subire la stessa sorte se non si interviene per contenere correttamente ed efficacemente la situazione.
Se c’è un motivo su tutti per  votare Sì ai Referendum su nucleare e acqua pubblica, è che i politici e le società di gestione mentono.
Mentono sempre.
Mentono sapendo di mentire e anche di fronte all'evidenza, pur di salvare se stessi e i loro interessi, che quasi mai coincidono con i nostri.
Di quanto è ancora pericolosamente in atto a Fukushima, in Italia arrivano notizie solo se le andiamo a cercare in rete e arrivano allo stesso Giappone, direttamente coinvolto nel disastro, a distanza di 3 mesi, nonostante i responsabili della sicurezza degli impianti di Fukushima Daichii sapessero già a poche ore dal terremoto e dallo tsunami che era in atto un melt-down.
Dire con il contagocce, dire e non dire per non scatenare il panico che, più che alla nostra salute, fa male ai loro affari.
Della Terra, degli umani e dell’ambiente, questi se ne fregano come se abitassero su Papalla.
Mentono sul nucleare, mentono sulla Tav, hanno mentito sul terremoto in Abruzzo, sulle stragi di Stato, sugli interessi delle multinazionali dell’energia in Libia, in Tunisia, nel mondo.
Votare Sì per dire no a balle che pretendono i cittadini degli imbecilli cui si può rifilare qualsiasi idiozia con la supponenza che sarà creduta perché a dirla sono loro, i “pezzi da 90” della politica e degli affari.
Questo è il più importante obiettivo per voler raggiungere il quorum e far vincere il Sì ai Referendum: basta balle.
Per smentire la perfida convinzione che siamo un mondo di imbecilli che si può governare con qualche bugia raffazzonata, mi unisco idealmente al miglio nudo per 4 Sì.

Perché un corpo nudo non mente mai.

lunedì 30 maggio 2011

Grandissimi! geniale Greenpeace...
"Su 600 chilometri quadrati di terreno la radioattività è comparabile con quella della “zona di esclusione” attorno a Chernobyl. Sui fondali dell’oceano Pacifico, per una striscia di 300 chilometri prossima alla costa, la concentrazione di cesio e iodio radioattivo arriva a “centinaia di volte” quella normale: niente dati per le altre sostanze.
La Tepco, la società che gestisce la centrale nucleare e che ha sempre centellinato le amare verità col contagocce, ammette che alla fine la radioattività rilasciata da Fukushima potrà superare quella di Chernobyl. Ammette anche che Fukushima “non è del tutto pronta” ad affrontare il tifone." - Leggi tutto qui...

mercoledì 25 maggio 2011

Fukushima for ever (3)

313 sì, più 2 astenuti.
Dobbiamo considerarli come indecisi, 'sti due astenuti? non sufficientemente preparati? disinformati e quindi astenuti per coerenza con i propri dubbi?
Certo la mia considerazione è che vi siano in Parlamento 313 persone che, pur di tenersi stretti alla poltrona o in cambio di qualche contropartita (voglio sperare solo politica), hanno votato sì senza alcuna esitazione.
Che siano tutti vecchi, singles e senza figli?
Che non abbiano nipoti, parenti, giovani amici per i quali temere?

No al nucleare sempre, comunque ma anche
dovunque (cit. Laura).

Se c'è una minaccia che ci riguarda come umanità, indipendentemente da dove il destino ci ha fatto nascere, questa è il nucleare.
Leggevo qualche giorno fa sul FQ che stiamo ancora pagando per la dismissione di una centrale italiana chiusa 33 anni fa, quella di Sessa Aurunca, in provincia di Caserta, ben lontana dall'aver completato il ciclo di dismissione e ancora in attesa venga realizzato un sito di stoccaggio per le scorie, quelle che nessuno sa mai dove mettere.
Una centrale che si prevede sarà completamente dismessa solo nel 2022.
Non bastassero Fukushima, (al link le ultime news) tragedia che ogni giorno rivela dettagli sempre più inquietanti, o Chernobyl , su cui misuriamo un disastro umano e ambientale che a distanza di 26 anni ancora non è definito, avrebbero dovuto, questi 313 signori che senza un battito di ciglia hanno votato sì alla moratoria, avere almeno l'esitazione che si dovrebbe avere quando si spendono denari altrui.
Cioè i nostri, non i loro.
Quel denaro che ancora pesa sulle nostre bollette per una centrale chiusa 33 anni fa e quello che ci costerà, in termini di ricaduta economica globale, il disastro nucleare di Fukushima.
Pare vi siano però dei politici, cioè degli amministratori della cosa pubblica, che più che al benessere - fosse anche solo quello economico - della nazione, hanno a cuore quello delle multinazionali, siano queste quelle dell'acqua (come Veolia) o quelle del nucleare (come Areva).
Hanno votato sì a una moratoria che va contro l'interesse, anche economico, del Paese, pur di garantire affari a multinazionali il cui unico obiettivo, senza volto, è garantire profitti agli azionisti (che invece un volto ce l'hanno, appena sopra le loro tasche).
Disinteressati anche al proprio stesso destino e a quello dei propri figli, parenti, amici.
Proni ai diktat del capo peggio che alla Duma, dicono sì ogni volta che viene loro chiesto di dire sì.
Difendi i tuoi interessi, Vota Sì anche tu!

martedì 24 maggio 2011

Fukushima for ever (2)

In fusione solo il reattore 1?

No, pure il 2 e 3. Da quando? Beh, ecco la (prevedibile) risposta:

Da it.reuters.com : "Nelle prime fasi della crisi la Tepco potrebbe aver voluto evitare il panico. Ora la gente si è abituata alla situazione -- niente è stato risolto ma in città come Tokyo si è tornati alla normale attività", ha detto Koichi Nakano, professore di scienze politiche all'Università Sophia.

Nakano ha detto che confermando le fusioni solo ora, la Tepco spera che la notizia abbia un impatto minore. La parola "fusione" è talmente forte che, quando la situazione era più incerta, molta gente avrebbe probabilmente lasciato Tokyo, ha detto il professore.

Oggi inizia la discussione sulla fiducia posta dal Governo sul Decreto Omnibus, che comprende la moratoria sul nucleare e, se passa, rischia (non è certo al 100%) di azzerare il Referendum.
Per me, occhi e orecchie aperti: voglio nomi e cognomi di chi è presente al momento del voto, di chi esce, di chi resta in aula, di chi vota e come.
Voglio nomi e cognomi dei killer disposti a qualsiasi trucco per salvare la grassa bottega del nucleare pur sapendo cosa questo significhi per la vita dell'Uomo sulla Terra.

sabato 21 maggio 2011

Fukushima for ever

Il 12 Maggio la Tepco, la società elettrica che ha in gestione la centrale nucleare di Fukushima, ammette che il nocciolo è in meltdown.

Il 14 Maggio, leggo sempre su NaturalNews, la Tepco fa sapere che il reattore 1 di Fukushima Daiichi verrà ricoperto da una cupola di poliestere che servirà a contenere il rischio di emissione di radiazioni.
(Non sono geniali?)

Il 18 maggio viene fuori che la Tepco sapeva che il nocciolo della centrale Fukushima 1 era in meltdown già dopo 16 ore dal terremoto
(non ce l’hanno detto per non spaventarci, dai…)

Dall’11 marzo al 20 maggio: più di 2 mesi che qualcosa frigge sotto la centrale.
Ecco spiegato perché c’era tutto quel vapore e l’acqua non bastava mai.

Domanda: ma se 16 ore dopo il terremoto il meltdown era già iniziato (e 90 su 100 il pavimento del reattore è da mo’ che è perforato), a che punto di profondità sarà arrivato ora il blocco di combustibile in fusione?

Domandona: ma se si facesse una trivellazione del globo terrestre partendo da sotto la centrale di Fukushima 1, dove sbucherebbe la punta del trapanone gigante?
(qui ci vuole un mago in geografia e io ne conosco uno che non mancherà di fornirci la soluzione, n'est pas?)

Soluzioni, non apprensioni!
Bucone di trapanone, serve un Tappone.
Don't panic: we have the Big One Tappone ready to fill your big nuclear hole!
Fase 1: calcolare bene le traiettorie del meltdown in fuoriuscita
Fase 2: localizzare posizione Tappone
Fase 3: attrarre con l'inganno il Tappone verso il punto di fuoriuscita del nocciolo infuocato
Fase 4: prendere posto in platea, prima fila e SPLASH>>>FRRRRAAPP>>>SKLUNK!
Obiettivo raggiunto!
(Chiuso il bucone, riciclato il Tappone)
Soluzioni, non apprensioni.

Update del 21.05.2011

La rispostona alla domandona è by NYT, mica fuffa.
Pare infatti che sbucherà a Oakland - California, entro le 24 di oggi, il nocciolone/trapanone.  
"Mr. Camping, the self-proclaimed biblical soothsayer who has prophesied the end of the world on Saturday".
Soluzioni, non apprensioni!
Io mi piazzo la sdraio in giardino, che voglio un posto in prima fila a The Biggest Worldwide Show.
Voi, avete per caso in tasca un miserabile biglietto scontato solo posti in piedi?  
So' cazzi (col trapanone in arrivo), non soluzioni!

martedì 12 aprile 2011


E' di stamattina la notizia che (pare, forse, chissà) il livello di gravità a Fukushima sarà elevato a 7 e, secondo l’ammissione della stessa Tepco che fino a ieri rilasciava dichiarazioni di pura fantasia, questo sarà molto probabilmente superato.
Secondo alcune fonti era a 7 già a metà marzo.
Un mese di mezze notizie, di dichiarazioni confuse, di mezze verità.
"Non è come Chernobyl".
“E' peggio”, pensai (e forse pensammo in molti), nelle ore immediatamente successive.
Se se ne parla fra noi, ad oggi nessuno mi ha detto: "Sono tranquillo, tanto non è come Chernobyl".
Al più, qualcuno ha detto:" Fortuna che è lontana".
In questo mese in cui ogni giorno ho cercato ossessivamente in rete le ultime su quanto stava accadendo in Giappone - facevamo una battuta sulla fesseria della "diluizione" in mare, o sulla nuvola: è come dire che una donna è "un po' incinta".
Dall'11 marzo, ogni giorno tutto è andato sempre più verso il peggio.
Peggio di Chernobyl.
Se oggi il livello è ufficialmente alzato a 7, è molto probabile che questo sia da un bel po' oltre il 7. 
Se la Tepco preannuncia che potrebbe essere superato il livello 7, sta già mettendo avanti la prossima dichiarazione.
Forse fra un altro mese di nuvole incinte.
Il livello 7, per la prima volta stabilito con l'incidente di Chernobyl, classifica l’evento come “incidente molto grave”, il massimo livello conosciuto fino a oggi, causante rilascio importante di radionuclidi, con estesi effetti sulla salute e sul territorio.
Il livello 8, ufficialmente non esiste (e Fukushima potrebbe stabilirlo per prima).
Il 9° o il 10 non sono mai nemmeno stati considerati.
Mentre l’attenzione dei media è tutta sullo Iodio131, che ci raccontano non sarà particolarmente nocivo perché appunto "diluito" in mare e nell'aria (ma basta andarsi a scovare gli studi sui danni a distanza di 26 anni da Chernobyl, per farsi un’idea di cosa sia nocivo in caso di nubi un po’ incinte), nessuno parla del Cesio137, che ha un decadimento di 30 anni.
Né si parla di cosa sia effettivamente successo alla centrale 3 di Fukushima, quella alimentata con il Mox, contenente Plutonio di cui sono state riscontrate tracce intorno alla centrale già a metà marzo e ora praticamente distrutta.

Eccola, la centrale 3 di Fukushima. (Foto riportata da Crisis, what crisis?)
Tempo di decadimento del Plutonio239?
24.200 anni.
“Quando le persone lo respirano, il plutonio può rimanere nei polmoni o muoversi verso le ossa o gli organi. Rimane generalmente a lungo nel corpo e espone continuamente i tessuti del corpo a radiazione. Dopo alcuni anni questo puo' provocare lo sviluppo di cancro.
Inoltre, il plutonio può interessare la capacità di resistere alla malattia e la radioattività da plutonio può causare difetti riproduttivi.”
“Quando la gente è esposta ai radionuclidi di uranio che si formano durante il decadimento radioattivo per un lungo periodo di tempo, possono sviluppare il cancro. Le probabilità di ottenere il cancro sono molto più alte quando la gente è esposta ad uranio arricchito, perché quella è una forma più radioattiva di uranio. Questa forma di uranio emana radiazioni dannose, che possono indurre lo sviluppo di cancro in alcuni anni. L'uranio arricchito può finire nell'ambiente durante incidenti in centrali elettriche nucleari. Non e' attualmente noto se l'uranio può causare problemi riproduttivi nella gente.”.
All’Uranio proveniente via nubi (un po’ incinte) dalle centrali, dovremmo (se onesti) sommare quello delle micro polveri di uranio impoverito rilasciate nell’ambiente dall’esplosione dei missili Tomahawk sganciati di recente in Libia ma pochi anni fa appena di là dell’Adriatico.
Mentre continuano le bugie sulla missione in Libia.
Mentre continua la macabra conta e la speculazione sull’umanità a Lampedusa.
Mentre il baratro dell'economia ci illudono sia scansato (l'Italia non corre rischi?), opportunamente dimenticando che nel pianeta dell’economia globalizzata il disastro giapponese arriverà a breve a presentare un conto che si sommerà a quello già all’incasso.
Ecco, mentre tutto questo accade, come si possono ascoltare ancora dichiarazioni, affermazioni, promesse, programmi futuri di politici che continuano a sottovalutare l’impatto sulla vita, sulla sopravvivenza stessa del pianeta di quella che ad oggi è la più devastante tragedia nucleare?
Devastante non solo per il numero di vittime noto oggi; non solo per il numero drammatico di sfollati, di persone che ancora oggi vivono senza acqua potabile e senza corrente elettrica e una drastica riduzione di rifornimenti di carburante, necessari a una ripresa dell'economia basata sul petrolio.
Devastante per le conseguenze a lungo termine sull'uomo, sulla vita stessa.
Conseguenze di cui non si è in grado di stabilire che a spanne il danno irreversibile.
L'ultima considerazione: il Cesio137 rilasciato dal disastro di Chernobyl, è ancora fra noi.
E' nella terra sulla quale coltiviamo patate e dove facciamo crescere carote e cavoli.
Quei vegetali che mangiamo perché fanno bene alla salute in quanto ricchi di vitamine che contrastano la formazione di radicali liberi.
Quando vedete un politico, girate canale e girategli le spalle.
Fategli un BUUUUUUU da sovversivi...

19.05.2011 Da Crisis WhatCrisis?
Sindrome cinese a Fukushima - Se lo chiede un articolo del Time. La sindrome cinese è uno scenario da incubo, in cui il nucleo fuso di una centrale nucleare passa attraverso il basamento della centrale stessa, penetra nella superficie terrestre e poi "via via attraversa la Terra fino in Cina". Naturalmente non è proprio così, ma la fusione di un nucleo nel suolo è una evento drammatico, "materia da film. E potrebbe essere appena successo a Fukushima". Così il Time.
Gli ingegneri della Tepco la scorsa settimana hanno fatto una scoperta allarmante: virtualmente tutto il nucleo è fuso. Questo significa che i tubi di zirconio che contengono l'uranio, e l'uranio stesso, giacciono in un cumulo indistinto - sul fondo del vessel, nel pavimento sottostante o persino al di fuori dell'edificio di contenimento. 
Malgrado abbiano pompato migliaia di tonnellate d'acqua, nel reattore non ce n'è ancora a sufficienza: questo significa che l'acqua se ne sta scivolando via da qualche parte, probabilmente seguendo le barre fuse.
Comunque si tratta sempre di ipotesi. Nessuno può neppure avvicinarsi, ci si basa solo su misurazioni a distanza.

martedì 5 aprile 2011


Un paio di post fa riflettevo sull’idea di Fitzgerald che suggeriva fosse l’amore ad animare i soldati al fronte nella Prima Guerra Mondiale.
In un commento stamattina, ricordavo come quei soldati, tornati dal fronte vivi, tornavano a pensare alla vita ricostruendo il paese, facendosi una famiglia e raccontando a figli e nipoti quanto fosse loro costata la pace di cui godevano.  
Il minuto dopo aver scritto quel commento, mi è tornato in mente Il Premio, il libro di Daniel Yergin in cui parla di come il petrolio abbia cambiato il mondo proprio a partire dalla Prima Guerra Mondiale.

“Il 1° luglio del 1911, il Kaiser Guglielmo inviò una nave da guerra, la Phanter, nel porto di Agadir, sulla costa atlantica marocchina. Sebbene si trattasse semplicemente di una cannoniera e Agadir fosse una città portuale di importanza secondaria, il suo arrivo provocò una grave crisi internazionale. Il rafforzamento dell’esercito tedesco aveva già creato disagio fra i suoi vicini europei, ma ora la Germania, con la sua aspirazione a un “posto al sole”, sembrava minacciare direttamente le posizioni globali di Francia e Gran Bretagna.”
Winston Churchill, che all’età di trentacinque anni era nel 1910 divenuto il più giovane segretario degli Interni, fino al giorno prima era convinto che un conflitto con la Germania non fosse inevitabile  e che le intenzioni di quest’ultima non dovevano necessariamente essere considerate aggressive.
Affermava quindi che i finanziamenti sarebbero stati impiegati meglio nei programmi sociali interni che non per armare altre corazzate.
Il 1°luglio 1911 era stato nominato da poco Lord dell’Ammiragliato e nel giro di poche ore il suo atteggiamento era cambiato: non aveva più alcun dubbio sulle intenzioni e ambizioni tedesche.
Ora, aveva concluso, la guerra era inevitabile, solo una questione di tempo. Uno dei problemi da affrontare per assicurare che la Royal Navy, simbolo della potenza imperiale britannica, fosse pronta ad affrontare la sfida tedesca, sembrava solo di natura tecnica, ma in realtà condizionò tutto il ventesimo secolo.
Il problema era se convertire la marina alla propulsione a petrolio, anziché a carbone, la fonte di energia tradizionale. Molti pensarono che questa conversione fosse pura follia, in quanto significava che la flotta, invece di utilizzare il sicuro carbone gallese, sarebbe dovuta dipendere dalle forniture lontane e insicure della Persia, come allora si chiamava l’Iran.
“Legare irrevocabilmente la marina al petrolio significava veramente navigare in un mare di guai”, disse Churchill.
Ma i vantaggi strategici  - maggior velocità e utilizzo più efficiente degli equipaggi – erano talmente palesi, a suo avviso, che non esitò.
Decise che la Gran Bretagna avrebbe dovuto fondare la sua “supremazia navale sul petrolio” e quindi si adoperò, con energia ed entusiasmo, per il raggiungimento di tale obiettivo.
Non c’era scelta. Secondo le parole stesse di Churchill: "Il predominio in sé, era il premio dell’iniziativa rischiosa”.
Alla vigilia della prima guerra mondiale, Churchill aveva afferrato una verità fondamentale, applicabile non solo al conflitto che sarebbe scoppiato, ma nei decenni futuri a tutta la politica economica dell’occidente.
Sebbene la storia del petrolio abbia avuto inizio nella seconda metà dell’Ottocento, il petrolio entra “in guerra” solo con la prima guerra mondiale.
Ed è solo dall’inizio del ‘900 che il petrolio determina la nascita e lo sviluppo del capitalismo e dell’imprenditoria moderna.
Oggi, il petrolio come materia prima è intimamente connesso alle strategie nazionali, alla politica e al potere globale.I campi di battaglia della prima guerra mondiale stabilirono l’importanza del petrolio quale elemento della potenza nazionale, quando il motore a combustione interna sostituì il cavallo e la locomotiva a carbone.

Il petrolio è stato determinante ai fini del corso e del risultato della seconda guerra mondiale, sia in Estremo Oriente sia in Europa.
I giapponesi attaccarono Pearl Harbor per proteggersi i fianchi mentre si impadronivano delle risorse petrolifere delle Indie Olandesi.
Obiettivo dell’invasione hitleriana dell’Unione Sovietica era impadronirsi dei pozzi del Caucaso.
Ma la supremazia americana in campo petrolifero si dimostrò decisiva, e al termine della guerra i serbatoi tedeschi e giapponesi erano vuoti.
Negli anni della Guerra Fredda, la lotta per il controllo del petrolio fra imprese e Paesi ebbe un ruolo determinante nel dramma della decolonizzazione e del nazionalismo emergente.
La crisi di Suez del 1956, che segnò la fine delle vecchie potenze imperiali europee, riguardò soprattutto il petrolio.
Il “potere del petrolio” divenne una minaccia negli anni Settanta, quando Stati fino a quel momento ai margini della politica internazionale si ritrovarono in posizioni di grande ricchezza e influenza, creando una profonda crisi di fiducia nelle nazioni industriali che avevano basato la propria crescita economica sull’oro nero”.

Da Il premio – di Daniel Yergin – 1991 - Sperling&Kupfer Ed.