venerdì 29 dicembre 2017

Tempo di voti in pagella


Da Il FQ di oggi
3. “Sui migranti siamo orgogliosi di aver dimostrato che si possono infliggere colpi durissimi ai trafficanti. Sarà un processo epocale il passaggio dalle immigrazioni incontrollate e gestite da criminali a quelle legali e sicure. L’Italia lo dimostra con più di un terzo di arrivi in meno quest’anno e una riduzione drastica di morti in mare: da 4.405 nel 2016 a 2.232 nel 2017”. Posto che bisogna fare di più sui diritti umani nei campi libici, il crollo di sbarchi e morti in mare è un successo di Minniti. Voto 8–.

Al punto sopra, sul "passaggio dalle immigrazioni incontrollate e gestite da criminali (quelli con i quali qualche mese fa Minniti aveva fatto accordi per bloccare le partenze dalla Libia offrendo, in cambio dell'aiuto - secondo quanto riportato da un'inchiesta dell'Associated Press - " soldi, barche e quello che Associated Press definisce “equipaggiamento” (non è chiaro se si tratti o meno di armi" ?), avrei assegnato a Gentiloni un bel 10 pieno e pure con lode, anziché il già generoso 8 di Travaglio.

Stupisce infatti che Travaglio dimentichi (forse perché quanto riportato dall'AP è stato smentito dalle autorità libiche? E quando mai le "autorità" confermano trattative che fanno a pugni con il diritto internazionale?) nel suo generoso giudizio il precedente "successo" di Minniti sulla gestione dei migranti, visto che Il Fatto Quotidiano ne scriveva il 30 agosto 2017 citando sempre da fonte AP, il fatto che per il blocco delle partenze da Sabrata che hanno diminuito gli arrivi "le milizie hanno ricevuto equipaggiamenti, navi e stipendi”.

Il genio di Minniti ha infatti messo a segno, con un certo comprensibile ritardo dovuto alla velocità della prima decisione di allora, cui ha prontamente messo una pezza dopo le contestazioni sul metodo arrivate direttamente da oltreoceano via New York Times e Washington Post, inviando a prelevare
i migranti direttamente  gli aerei dell'Aeronautica Militare Italiana.
Fatti due conti a spanne, è una logica imprenditoriale degna di scroscianti applausi: è più conveniente dal punto di vista economico, e gestendo il prelievo e il trasporto si è meno soggetti a critiche da una parte e a possibili ricatti dall'altra: è solo business. 

E business is business ("sono solo affari", insegna Il Padrino)...
Tagliati i costi degli intermediari, si semplifica la gestione dei trasferimenti senza dover fornire mezzi e relativi discutibili compensi alla ciurmaglia libica la quale (non meno di quella italiana che sui migranti campa), sulla tratta dei migranti fa talmente soldi a palate da essere considerato il secondo attuale maggior business del paese. 
Riuscendo insieme, operando l'Italia con mezzi propri, a spuntare perfino la convenienza di mettere direttamente in bilancio la spesa così che sia il destinatario finale della "merce umana" a pagare i "mezzi di produzione" del business
Cioè paga il solito italiano pirla, quello che deve pagare le tasse su casa e rifiuti anche se non ha più alcun reddito, ma guai se scoperto a protestare chiedendo come i soldi delle tasse (e delle imposte) vengano poi investiti e spesi: 4,7/5 miliardi messi a bilancio "migranti" per il 2018; intorno ai 2 miliardi messi a bilancio 2018 per il ReI, il Reddito Esilarante per gli Indigeni, che basterà per appena circa 500mila poveri contro una platea di almeno 1milione e 600mila nella miseria più nera.
Sono cose che non si chiedono: parlare di soldi, si sa, non fa fine...
Rimane poi da chiarire quale sia il vero obiettivo del travagliato business: creare posti di lavoro gratuito o semigratuito alla miriade di associazioni, cooperative, onlus e ong varie? Fornire manodopera a costo infimo alle poche aziende produttive rimaste in piedi in Italia offrendo a costi ridicoli migranti cui così, fornendogli un lavoro, si può concedere il permesso di soggiorno con annessi e connessi diritti cui non hanno altrettanto diritto gli esosi operai italiani, cui nessuno sborsa un centesimo per camere arredate e riscaldate, 3 pasti al giorno e diritto alla moschea dietro casa? Predisporre le basi per l'inevitabile sostituzione etnica che fa tanto complottista della domenica e tuttavia non pare schifare quelli che producono documenti con quintali di proiezioni statistiche a dire che se non si provvederà a incrementare il numero di migranti giovani, sessualmente attivi e possibilmente disinteressati alla pianificazione familiare di qui a vent'anni l'Italia sarà un paese in mano alle badanti dell'est europa che però gli stipendi li mandano in patria e all'età della pensione bisognerà pagargliela nei loro paesi di origine così che qui i soldi non girano e non producono Pil? Servono a realizzare il sogno sorosiano di una popolazione meticcia sottomessa e magari bionica così da dividere in modo netto chi comanda da chi esegue? Chi può mangiare e chi no?
Su tutte, mi accontenterei di una risposta coerente e credibile alla prima domanda: perché stiamo importando migranti economici giovani maschi, quasi sempre soli e senza famiglia al seguito (ma quelle arrivano poi con il ricongiungimento familiare)?

Comunque, per ora mi basterebbe una risposta alla domanda alla quale fin qui solo Boldrini risponde (e poi la trattate pure male, italiani ingrati e sordi...): qual è la ragione vera per cui i migranti li andiamo a prelevare addirittura con aerei dell'Aeronautica Militare Italiana?

E per Gentiloni, sulla citata gestione dei migranti dalla Libia di Minniti, propongo un 10: per l'eccellente gestione manageriale dell'industria del migrante.
Di meglio, e a minor costo di produzione, non si sarebbe potuto fare.

2 commenti:

  1. Ross, che bellezza! Sei tornata e in forma smagliante per giunta, almeno dal punto di vista strettamente giornalistico (ma spero che anche sul...resto la "ripresa" sia altrettanto apprezzabile e tutt'altro che di facciata).

    E' tuttavia impressionante che un'analisi così ben documentata e acuta la si possa leggere solo in un blog "privato" e non su qualche testata nazionale a vasta diffusione. E' ancora più sconfortante sapere che tanti nostri concittadini sono non solo rassegnati a questo andazzo ma persino convinti, nel profondo del cuore, che non sia possibile altra ricrescita economica se non quella garantita dai nostri...invadenti vicini africani -- quasi 120.000 nel 2017, a fronte dei poco più che 13000 del 2012: evidentemente ormai è risaputo fin nei più riposti angoli della foresta equatoriale che, qui da noi, c'è la cuccagna assicurata solo per chi può vantare età giovanile, pelle molto abbronzata e nessun documento di identità e di ben definita cittadinanza al seguito.

    Giusto ieri ascoltavo in un reportage la storia di un gruppo di cittadini (poco più di 150 su 544 in totale) di un paesello sperduto nel nostro Appennino centrale, Ripabottoni per la precisione, che protestavano vivamente per la decisione del Prefetto di chiudere un centro di prima accoglienza posto entro i confini del loro comune, poiché in provincia esistono già altri centri di seconda accoglienza e per legge, a quanto pare, le due realtà non possono coesistere. Lì, una giovane donna intervistata, lamentava il fatto che, in questomodo, il suo "lauto" stipendio corrispostole per le sue prestazioni lavorative nel centro di raccolta, sarebbe venuto a mancare; stiamo parlando di un impiego di appena 18 ore settimanali, cioé tre giorni a settimana, 6 ore al giorno.

    Interessante poi scoprire che esistono centri di prima e di seconda accoglienza: ciò significa che, per riempire i primi, una volta svuotati dai loro ospiti "svezzati" in base a non so quale regolamento e parametri di giudizio, c'è bisogno che un flusso continuo e possibilmente costante di ospiti li rimpiazzi, sennò addio al posto di lavoro per quei pochi giovani locali (la maggioranza della popolazione locale ha i capelli bianchi) che ricevono l'ambito incarico di accudirli per quattro soldi. A nessuno viene in mente che un ospizio e svariati centri diurni di intrattenimento e cura, anche medica, proprio per la maggioranza di cittadini italiani in età da pensione potrebbero servire altrettanto bene -- anzi meglio -- ad abbattere il tasso di disoccupazione. No, macché: i pensionati sono un odioso "costo" per lo Stato, vedano di togliersi di mezzo quanto prima, magari servendosi, come scrivevi tu già qualche anno fa, del gancio che pende, inutilizzato, dal soffitto del garage, o della cantina.

    Spero tanto che un intero Appennino di schede al fulmicotone sommerga questi traditori spudorati dei loro stessi connazionali -- e gli auto-eletti Alti Commissari per i Diritti Umani che li comandano a bacchetta, come robot sen'anima e senza coscienza.

    Ciao Ross, di nuovo bern tornata!
    E grazie.
    marilù

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