martedì 12 aprile 2011


E' di stamattina la notizia che (pare, forse, chissà) il livello di gravità a Fukushima sarà elevato a 7 e, secondo l’ammissione della stessa Tepco che fino a ieri rilasciava dichiarazioni di pura fantasia, questo sarà molto probabilmente superato.
Secondo alcune fonti era a 7 già a metà marzo.
Un mese di mezze notizie, di dichiarazioni confuse, di mezze verità.
"Non è come Chernobyl".
“E' peggio”, pensai (e forse pensammo in molti), nelle ore immediatamente successive.
Se se ne parla fra noi, ad oggi nessuno mi ha detto: "Sono tranquillo, tanto non è come Chernobyl".
Al più, qualcuno ha detto:" Fortuna che è lontana".
In questo mese in cui ogni giorno ho cercato ossessivamente in rete le ultime su quanto stava accadendo in Giappone - facevamo una battuta sulla fesseria della "diluizione" in mare, o sulla nuvola: è come dire che una donna è "un po' incinta".
Dall'11 marzo, ogni giorno tutto è andato sempre più verso il peggio.
Peggio di Chernobyl.
Se oggi il livello è ufficialmente alzato a 7, è molto probabile che questo sia da un bel po' oltre il 7. 
Se la Tepco preannuncia che potrebbe essere superato il livello 7, sta già mettendo avanti la prossima dichiarazione.
Forse fra un altro mese di nuvole incinte.
Il livello 7, per la prima volta stabilito con l'incidente di Chernobyl, classifica l’evento come “incidente molto grave”, il massimo livello conosciuto fino a oggi, causante rilascio importante di radionuclidi, con estesi effetti sulla salute e sul territorio.
Il livello 8, ufficialmente non esiste (e Fukushima potrebbe stabilirlo per prima).
Il 9° o il 10 non sono mai nemmeno stati considerati.
Mentre l’attenzione dei media è tutta sullo Iodio131, che ci raccontano non sarà particolarmente nocivo perché appunto "diluito" in mare e nell'aria (ma basta andarsi a scovare gli studi sui danni a distanza di 26 anni da Chernobyl, per farsi un’idea di cosa sia nocivo in caso di nubi un po’ incinte), nessuno parla del Cesio137, che ha un decadimento di 30 anni.
Né si parla di cosa sia effettivamente successo alla centrale 3 di Fukushima, quella alimentata con il Mox, contenente Plutonio di cui sono state riscontrate tracce intorno alla centrale già a metà marzo e ora praticamente distrutta.

Eccola, la centrale 3 di Fukushima. (Foto riportata da Crisis, what crisis?)
Tempo di decadimento del Plutonio239?
24.200 anni.
“Quando le persone lo respirano, il plutonio può rimanere nei polmoni o muoversi verso le ossa o gli organi. Rimane generalmente a lungo nel corpo e espone continuamente i tessuti del corpo a radiazione. Dopo alcuni anni questo puo' provocare lo sviluppo di cancro.
Inoltre, il plutonio può interessare la capacità di resistere alla malattia e la radioattività da plutonio può causare difetti riproduttivi.”
“Quando la gente è esposta ai radionuclidi di uranio che si formano durante il decadimento radioattivo per un lungo periodo di tempo, possono sviluppare il cancro. Le probabilità di ottenere il cancro sono molto più alte quando la gente è esposta ad uranio arricchito, perché quella è una forma più radioattiva di uranio. Questa forma di uranio emana radiazioni dannose, che possono indurre lo sviluppo di cancro in alcuni anni. L'uranio arricchito può finire nell'ambiente durante incidenti in centrali elettriche nucleari. Non e' attualmente noto se l'uranio può causare problemi riproduttivi nella gente.”.
All’Uranio proveniente via nubi (un po’ incinte) dalle centrali, dovremmo (se onesti) sommare quello delle micro polveri di uranio impoverito rilasciate nell’ambiente dall’esplosione dei missili Tomahawk sganciati di recente in Libia ma pochi anni fa appena di là dell’Adriatico.
Mentre continuano le bugie sulla missione in Libia.
Mentre continua la macabra conta e la speculazione sull’umanità a Lampedusa.
Mentre il baratro dell'economia ci illudono sia scansato (l'Italia non corre rischi?), opportunamente dimenticando che nel pianeta dell’economia globalizzata il disastro giapponese arriverà a breve a presentare un conto che si sommerà a quello già all’incasso.
Ecco, mentre tutto questo accade, come si possono ascoltare ancora dichiarazioni, affermazioni, promesse, programmi futuri di politici che continuano a sottovalutare l’impatto sulla vita, sulla sopravvivenza stessa del pianeta di quella che ad oggi è la più devastante tragedia nucleare?
Devastante non solo per il numero di vittime noto oggi; non solo per il numero drammatico di sfollati, di persone che ancora oggi vivono senza acqua potabile e senza corrente elettrica e una drastica riduzione di rifornimenti di carburante, necessari a una ripresa dell'economia basata sul petrolio.
Devastante per le conseguenze a lungo termine sull'uomo, sulla vita stessa.
Conseguenze di cui non si è in grado di stabilire che a spanne il danno irreversibile.
L'ultima considerazione: il Cesio137 rilasciato dal disastro di Chernobyl, è ancora fra noi.
E' nella terra sulla quale coltiviamo patate e dove facciamo crescere carote e cavoli.
Quei vegetali che mangiamo perché fanno bene alla salute in quanto ricchi di vitamine che contrastano la formazione di radicali liberi.
Quando vedete un politico, girate canale e girategli le spalle.
Fategli un BUUUUUUU da sovversivi...

19.05.2011 Da Crisis WhatCrisis?
Sindrome cinese a Fukushima - Se lo chiede un articolo del Time. La sindrome cinese è uno scenario da incubo, in cui il nucleo fuso di una centrale nucleare passa attraverso il basamento della centrale stessa, penetra nella superficie terrestre e poi "via via attraversa la Terra fino in Cina". Naturalmente non è proprio così, ma la fusione di un nucleo nel suolo è una evento drammatico, "materia da film. E potrebbe essere appena successo a Fukushima". Così il Time.
Gli ingegneri della Tepco la scorsa settimana hanno fatto una scoperta allarmante: virtualmente tutto il nucleo è fuso. Questo significa che i tubi di zirconio che contengono l'uranio, e l'uranio stesso, giacciono in un cumulo indistinto - sul fondo del vessel, nel pavimento sottostante o persino al di fuori dell'edificio di contenimento. 
Malgrado abbiano pompato migliaia di tonnellate d'acqua, nel reattore non ce n'è ancora a sufficienza: questo significa che l'acqua se ne sta scivolando via da qualche parte, probabilmente seguendo le barre fuse.
Comunque si tratta sempre di ipotesi. Nessuno può neppure avvicinarsi, ci si basa solo su misurazioni a distanza.

5 commenti:

  1. Indignarsi non solo è giusto ma, in una situazione come quella attuale, doveroso. Così come informarsi, ma anche esserlo correttamente, cosa che chi lo fa di professione tende a rimuovere.

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  2. Marco:
    indignarsi non basta, è un atto inadeguato alla generazione politica cui ci riferiamo.
    Bisogna (credo) passare al disprezzo e alla sistematica delegittimazione.
    Come scrivevo, il solo ascoltare la montagna di imbecillità che ci rifilano è fargli troppo onore.
    Buuuuu, esprime meglio di ogni altra cosa ciò che provo per questi omuncoli che giocano a risiko, mentre ogni persona che abbia un tasso di buon senso di livello elementare sa, che sulla vita dell'Uomo e della Terra non sono ammessi interessi personali o partitici o societari di alcun genere.
    La Terra è Una.
    E non ci appartiene. A nessuno.
    Non c'è carica politica né potere economico, che possano avvalorare una pretesa di proprietà, per quanto piccola, dell'unica Terra che conosciamo e sulla quale ogni uomo può vivere solo per un periodo limitato di tempo.
    Credono forse questi emeriti idioti che arriverà un qualche buon dio a perdonare la loro leggerezza e la loro ignoranza di ciò che decidono e fanno?
    Chi ha responsabilità di governo (e di opposizione), ha responsabilità prima di ogni altra cosa della vita delle persone e dell'ambiente in cui queste vivono.
    Nessuna indignazione per la corta visione del mondo in cui vivono e nessuna giustificazione all'ignoranza.
    Buuuuu...

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  3. La necessità dell'indignazione è il punto di partenza; intendevo esprimere il mio disappunto sul fatto che non sia generalizzata, nonostante le palesi menzogne che vengono propalate da chi ha responsabilità pubbliche, perché qui ne va, come giustamente sottolinei, della vita, DI QUALSIASI FORMA DI VITA, sull'unica Terra che abbiamo. E tra gli esseri viventi che la abitano siamo gli unici in grado di distruggerla per sempre, dall'oggi al domani. Proprio con il nucleare. Questo riguarda sia chi governa, sia chi, all'interno del sistema, si oppone con il fine di farlo a sua volta; ma anche ognuno di noi. Anch'io sono del parere di non fargliene passare più una, non solo a Lorsignori, o ai pennivendoli di regime, ma anche al vicino di casa, al genitore, al fratello, all'amico, al collega, alla compagna/o. Sì: buuuuu...

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  4. Nucleare, Ong francese: “Rischio contaminazione anche in Europa” L'Ong Criirad avverte: "Attenzione ad acqua piovana e alimenti freschi.

    Ci vogliono più controlli nei bacini a cielo aperto. In Francia come in Belgio, Germania, Italia e Svizzera" “Il rischio associato alla contaminazione radioattiva dello Iodio 131 in Europa non è più negabile”. L’allarme è della Ong francese Criirad specializzata nello studio della radioattività. I più a rischio, secondo l’associazione, sono le donne incinta e i neonati. “Tra le abitudini alimentari, meglio evitare il consumo di latte fresco e la verdura a foglia larga”.

    I primi test la Criirad li ha fatti a fine marzo quando la nuvola radioattiva di Fukushima ha raggiunto l’Europa, con risultati tutt’altro che incoraggianti, come l’eccessiva concentrazione di Iodo 131 nell’acqua piovana rilevata nel Sud-Est della Francia. Negli stessi giorni anche l’Istituto francese di sicurezza sul nucleare ha trovato preoccupanti tracce di Iodio 131 in alcuni campioni di latte. Lo Iodio 131 è un radioisotopo presente nelle scorie radioattive, uno dei principali fattori di rischio per la salute e per l’inquinamento atmosferico. Un’eccessiva esposizione può provocare cancro alla tiroide, tumefazioni e tiroiditi.

    Proprio per far fronte alle preoccupazioni di migliaia di francesi e ai dubbi sui reali rischi della contaminazione di alimenti importati dal Sud est asiatico, la Criirad ha redatto un documento informativo sullo Iodio 131 in Europa e sui suoi effetti. Anche se l’associazione “non vuole creare eccessivo allarmismo“, i consigli sono chiari: attenzione a spinaci, insalata, cavoli e in genere alle verdura a foglia larga, specie se innaffiate con acqua piovana, perché metabolizzano velocemente lo Iodio 131. Secondo l’associazione, anche latte e formaggi freschi sarebbero a rischio contaminazione dal momento che molti animali d’allevamento mangiano erba a cielo aperto. Certo, nonostante le assicurazioni della Criirad, difficile non cadere nell’allarmismo.

    “Non bere acqua piovana e compiere maggiori controlli sull’uso idrico industriale” dice la Criirad, che però esclude il rischio di contagio della pioggia per via cutanea. Fuori pericolo i bacini sotterranei e i grandi fiumi, però suggerisce: meglio aumentare i controlli nelle cisterne a cielo aperto anche per uso agricolo.

    A stabilire le soglie di rischio di contaminazione radioattiva in Europa è l’agenzia Euratom con la Direttiva del 13 Maggio 1996. Secondo la normativa, non c’è pericolo per la salute se nell’organismo umano la radioattività non supera la soglia dei 10 micro sieverts (mSv) per anno. Ma quantificare la presenza di Iodio 131, sempre secondo gli esperti Criirad, non è facile visto che dipende molto dall’età delle persone. I bambini inferiori ai 2 anni, infatti, sono i più vulnerabili, dal momento che basta l’ingestione di 50 becquerel (Bq) di Iodio 131 per superare i 10 mSv nel loro organismo.

    Prospettive tutt’altro che rosee e “non limitabili solo alla Francia”, chiarisce la Criirad. “Il livello di contaminazione radioattiva dell’aria è la stessa in Belgio, Germania, Italia e Svizzera”. Peggio ancora negli Stati Uniti, dove nella west coast le rilevazioni di Iodio 131 nei giorni successivi al disastro di Fukushima sono state fino a 10 volte più alte.



    http://www.ilfattoquotidiano.it/2011/04/12/nucleare-ong-francese-rischio-contaminazione-anche-in-europa/103871/

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  5. Quando accadde il disatro di Chernobyl mia figlia aveva dieci mesi.
    Ricordo ancora la mia paura, il terrore cupo, perchè conoscevo bene tutti i dati che hai scritto sulla pericolosità di iodio, cesio ecc...
    Andare a fare acquisti era diventato un incubo ed avevo paura a consumare le verdurine fresche dell'orto della zia - che mi offriva perchè mi diceva fanno bene alla salute tua e della piccola -, così come le uova e le carni bianche che trovavo da un signore che allevava e vendeva a pochi.
    Nessuna rassicurazione sortiva effetti, così come quelle che ora ci propinano non mi rassicurano per niente.
    Ho vissuto a lungo con il terrore di possibili malattie determinate dalla contaminazione nucleare.
    E come te cerco avidamente notizie in rete per cercare di capire ed informarmi sui possibili rischi.

    E sono stanca del pressappochismo e dell'ignoranza che ascolto intorno a me!

    La Terra è Una, dici benissimo e siamo noi ad esserne responsabili.

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