sabato 7 ottobre 2017

Bed-In

Ieri mattina sono stata brutalmente svegliata dai gridolini isterici di una vicina che s'illudeva di far rientrare il cane in casa dopo avergli consentito di uscire senza lacci e lacciuoli. Anziana, non si piega, quindi non sa gestire né le fughe del cane né tantomeno, la raccolta delle sue deiezioni sul prato.
Quindi s'immagina che la libertà del cane si possa gestire con dosi massicce di vieni qui amore, dai che è ora di andare, vieni con la mamma (quella delle mamme dei cani è universale: se una donna ha un cane, di default si sente mamma, con quel che di tragico ne consegue...).

Stamattina sono stata invece brutalmente svegliata dalla vicina del piano di sopra la quale, essendo sabato e quindi giornata di pulizie, inzia presto a sbattere porte, spostare divani e poltrone, passare scope e stracci e aspirapolveri, piena di energia ripulente e disinfettante (vive sola in 40mq, e ogni sabato sono grandi pulizie di primavera, chi le sporchi casa non si sa...).

Ho provato a resistere, come sempre, alle brutali sollecitazioni esterne girandomi prima da una parte, poi dall'altra, poi niente: mi irrita di prima mattina che a decidere a che ora è la sveglia non sia il mio bioritmo, ma le iperattività domestiche (o canare) altrui.

Essendo tendenzialmente una nottambula, amo però dormire comunque le mie otto ore, e questi risvegli imposti dai bioritmi altrui mi fanno iniziare la giornata già pronta a sparare.

Una cosa di cui mi sono infatti convinta, dopo anni di osservazione e patimenti, è che chi va a dormire con le galline e si sveglia con il canto dei galli, è sempre un potenziale guerrafondaio: imponendo a metà del mondo i propri ritmi, innesca nell'altra metà l'inevitabile desiderio di vendetta tremenda vendetta.

Se non scoppiano quotidianamente guerre condominiali non è perché siamo civili, ma perché chi ama dormire evita di rovinarsi, oltre al risveglio, anche la giornata, passandola a litigare con l'iperattività altrui.
Insomma, è una pratica costante di non-violenza, un'ascesi praticata fin dalle prime ore del mattino in attesa che arrivi sera e le galline vadano finalmente a dormire così da avere qualche ora di pace fino al mattino dopo quando, appena sveglie, quelle devono far sapere al mondo quanto son brave a fare le uova.

Dormire, riposare, fare di meno, non di più, è l'unica via verso la Pace nel mondo.
Ben lo avevano capito i coniugi Lennon che già nel '69 del secolo scorso dichiararono essere il letto (e il dormire), una via di Peace&Love.


E' tutto qui, il segreto, niente di complicato. 
Eppure, sono circondata da gente che si agita, che s'inventa fin dal mattino tremila cose da fare al solo scopo di convincersi di essere vivi.

Per me, essere viva, è essere in pace in compagnia di me stessa: dormire, leggere sul divano (o sulla sdraio d'estate), con calma inventarmi un pranzo intorno a mezzogiorno e, se possibile, farci una pennica sopra, tirando poi sera a film, serie, tv, qualche telefonata a qualche cliente con il quale scambiarci gentilezze facendo affari senza starsela troppo a tirare su budget, costi e ricavi, irritanti tecniche di marketing e tutte le stronzate produttive che fanno sentire figa e attiva la stragrande maggioranza delle galline e dei galli in costante attività.

Galline e galli per i quali sogno ogni mattina dosi intensive di napalm, subito mediato con però almeno un paio di tranquillanti fateveli, una camomilla doppia, una dose di oppio, un po' di morfina, un paio di canne, qualunque cosa vi dia una calmata così che riusciate a lasciare in pace il mondo.
Fate di meno, non di più, se volete davvero sentirvi vivi.
Agitarsi è agitarsi, non essere vivi.
E dormite, perdìo!

Nessun commento:

Posta un commento