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sabato 7 settembre 2024

Questo, non passerà mai...

venerdì 22 luglio 2022

Fra tirannia e Libertà 2 -

Un leghista, seguito in questi 2 anni su Twitter, se ne esce stamattina scrivendo: "Se Draghi è caduto è merito di Salvini...". Questa la sintesi.

Ora, a parte che non è "caduto" nessuno, ché quello se ne voleva comunque andare e ora se ne andrà solo dopo aver finito il lavoro per cui è stato chiamato, si ha invece la sensazione di un coup de theatre il cui scopo, al solito, è dare un po' di mangime ai polli così da tenerli occupati a fantasticare sul voto a settembre (è già tutto un "chi voti?"), mentre il Vate dimissionario ("non ti vaccini, ti ammali, muori"), proseguirà con "gli affari correnti", indisturbato, fino a metà settembre. E farà quel che c'è da fare, senza bisogno di maggioranze, ché Mattarella è stato chiaro: tutti devono collaborare, ché ci sono "le emergenzeh!". S'era seccato, ama la sintesi, conta su 2 mesi di tranquillo lavoro agostano e poi ciao (pare lo attendano alla Nato).

Tant'é, nulla di nuovo. Quel che è stupefacente, è verificare una volta di più che nemmeno dopo 2 anni e mezzo di carognate si divorzia dal partito che si è sposato. 

Perché è un fatto noto che, dopo la mamma, dopo l'approvazione della maestra e il sì della consorte adatta alle proprie prolifiche debolezze (scambiate per pugnaci virtù), a chiusura del proprio recinto evolutivo, la maturità dell'ommo vuole che si sposi anche a un partito. E sposato il partito, tale matrimonio diventa indissolubile più che quello con la consorte, sempre opzionabile. Perché il partito, si sa, lo si combatte ma "dal di dentro" (ma guai alla moglie invece, ché se combatte dal di "dentro", va sostituita). Il partito, invece, lo si ama a vita e a prescindere dall'officiante, sia questi un distributore d'acqua del Po con l'ampolla o la sua versione aggiornata e instagrammabile, uno col mojito o la Nutella, sostanze più adatte alla versatilità web del vecchio celodurismo.

Importante è, nell'immaginazione del fedele al partito, "servire un ideale", senza però rischiare nulla, ché la politica è oggi la passione sfigata del servo di media stazza, vuole risultati e followers, vuole click che si vedono e applausi su Twitter. Se gli dici che sbaglia ti blocca, nuova forma di democrazia dal basso.

Gente che in Parlamento, per due anni e mezzo, ha esibito le ragioni della loro "strategggia" per resistere (eroicamente!) alla tentazione di far "cadere" ben 3 governi, tutti e tre democratici e tutti con gli sgherri in piazza a manganellare persone di ogni età, anziani e bambini compresi, gente che in piazza ci è andata senza altra arma che qualche cartello scritto col pennarello, a protestare perché impedita a lavorare perché non bucata, a mandare i figli a scuola perché starnutivano dentro a una sozza maschera, obbligata anche se fetida di germi; ad accedere a un ospedale o a ritirare la pensione in Posta, perché priva di quel super lasciapassare verde, fascista. Quella nuova sorta di stella gialla chiesta a novembre 2021 dal leghista friulano (con 'a stratttegggia), quello stesso che a marzo 2022 se ne voleva smarcare accettando, bontà sua, la tessera verde semplice, ma pur sempre condizionata dall'umiliazione di uno sfrucugliamento di narici e solo per alcune cose, ché la libertà di fare cosa e a quali condizioni l'ha decisa lui con i suoi compari a Roma, e fermo restando l'obbligo di vaccino tutt'ora in vigore per alcuni lavoratori. E se hai mal di pancia e ti serve un medico peccato, o hai la tessera verde o se ti ammali, muori. Gente che ha perso il lavoro, per rivendicare il diritto alle proprie scelte, altri che sono morti, proprio per quel vaccino, cedendo per necessità a scelte imposte dall'alto ('a stratttegggia), ma noi non si dica nulla, perché "che ne vuoi sapere tu che non sei nessuno" detto a fior di Nobel con pagine e pagine di pubblicazioni, e a fior di ricercatori internazionali ben provvisti di studi, di ricerche, di analisi e prove al di sopra delle bassezze umane strillate con disprezzo nei talk trash show in Tv dall'imbriaco/a di sé di turno. Ma che ne vuoi sapere, conta più la violenza dello studio televisivo che quintali di prove di laboratorio o al microscopio elettronico.

'A scenza!

Dopo due anni e mezzo da incubo distopico, in cui la moglie del tipo cui accennavo in apertura ha perso il lavoro pur di non cedere ai ricatti lui, il marito, pugnace e fedele al matrimonio leghista, stamattina recupera sollevato il buonumore perché "se è caduto Draghi è merito di Salvini".

Servi, stuoli di servi. Inconsapevoli servi, volontari servi, belanti servi, servi pronti a seguire il primo ringhiante cane pastore che gli abbaia di stare buono e in riga che c'ha 'a stratttegggia. Servi ovunque, servi a perdita d'occhio.

Non sono dunque gli squadroni di cavalieri, non sono le schiere di fanti, non sono le armi a difendere il tiranno.
A prima vista non ci si crede, ma è davvero così: sono sempre quattro o cinque che mantengono il tiranno, quattro o cinque che gli tengono l'intero paese in schiavitù; ci sono sempre stati cinque o sei a cui il tiranno prestava ascolto, perché si erano fatti avanti da sé, o perché era stato lui a chiamarli, per farne i complici delle sue crudeltà, i compagni dei suoi piaceri, i ruffiani delle sue voluttà, i soci nello spartirsi il frutto delle rapine. 
Quei sei consigliano talmente bene il capo che egli ora, grazie a questa loro intesa, deve essere malvagio non soltanto per via della propria malvagità, bensì anche per via della loro.
Quei sei hanno poi sotto di loro seicento profittatori, e questi seicento fanno ai sei quello che i sei fanno al tiranno.
Questi seicento ne tengono poi sotto seimila, a cui hanno fatto fare carriera, affidandogli il governo delle province, o l'amministrazione della spesa pubblica, per avere mano libera, al momento opportuno, in avarizia e crudeltà, compiendo nefandezze tali da poter resistere soltanto nella loro ombra, riuscendo cioè solo grazie a costoro a sfuggire leggi e sentenze.
Grande è poi la schiera che viene dopo, e chi volesse divertirsi a districare questa rete non ne vedrà seimila, bensì centomila, milioni, stare attaccati al tiranno con questa corda, avvalendosi d'essa come Giove in Omero, che si vantava di poter tirare a sé tutti gli dei con uno strattone di catena.
Nasce da qui l'ampliamento del senato sotto Giulio Cesare, l'istituzione di nuove cariche, la creazione di nuovi uffici: non certo, a guardar bene, dall'esigenza di riformare la giustizia, ma per creare nuove basi alla tirannia.
Tra favori grandi e piccoli, tra guadagni e maneggi legati al tiranno, si arriva insomma al punto che il numero di persone a cui la tirannia sembra vantaggiosa risulta quasi uguale a quello di chi preferirebbe la libertà.
Discorso della servitù volontaria - E. De La Boètie (1530-1563) - UEF - pagg. 59-60

sabato 11 settembre 2021

Riassunto

 

martedì 11 maggio 2021

Tutto si ripete, siamo alla farsa...

Manco gli orari hanno cambiato, si procede verso il baratro con un mero copia/incolla dalla storia...
 


giovedì 29 aprile 2021

Carcerati

Dopo più di un anno, ancora qualcuno pensa che il carcere sia una specie di sanatorio a proprie spese, e che chiuderci la bocca serva alla salute. 

Per me, è perfino troppo tardi per svegliarsi, quindi dormo (che mi sveglio a fare in un carcere dove non mi passano neanche i famosi 3 pasti al giorno e un taglio di capelli gratis al mese?)

 


mercoledì 17 febbraio 2021

La buona educazione

Nel video al link qui sotto, una lunga bella intervista a Carl Gustav Jung (circa 38’, con sottotitoli in italiano).

Al minuto 18’41”, l’intervistatore chiede:

D: “Ritiene che gli standard scientifici di Freud fossero meno rigorosi dei suoi?”
R: “Ecco, vede, questa è una valutazione che non compete a me dare. Io non sono la mia storiografia né il mio storiografo”

D: “Mi dica, Freud l’ha mai analizzata personalmente?”
R: “Oh sì. Gli sottoponevo un gran numero dei miei sogni e lui faceva lo stesso…”

D: “Ricorda ora, dopo tutto questo tempo, quali aspetti significativi aveva notato allora nei sogni di Freud?
R: “Be’, questa è una domanda un po’ indiscreta. Vede…esiste il segreto professionale”
D: “ Ma Freud è morto da tanti anni”
R: “Sì, ma queste forme di rispetto durano più della vita. Preferisco non parlarne”

Appena dopo:

D: “E’ vero che lei ha molte lettere scambiate con Freud ancora non pubblicate?”
R:” Sì”
D: “Quando saranno pubblicate?”
R: “Mah, non finché sono in vita…”

Difficile non pensare all’attuale culto per il gossip cui ci ha abituato una certa Tv (ma anche certi libri/riviste, e perfino certi politici).
Ci siamo dimenticati cosa significhi la misteriosa parola “segreto”, senza parlare di come a volte trattiamo le più intime confidenze di amici e amanti.

Se siamo arrivati ad accettare come normale il fatto di farci spiare ogni sms, ogni telefonata, ogni attività sui social, convinti che un comportamento corretto equivalga al “non ho nulla da nascondere”, è forse perché ci hanno abituati a questo anni di programmi tipo “Chi l’ha visto?” o “C’è posta per te”?
Il sospetto mi viene.
Se poi penso a certi squallidi scoop giornalistici sui calzini azzurri di un magistrato o al pane e Nutella del presunto leader politico, non mi risulta difficile capire come ci sia stato facile accettare il ruolo di rimbambiti cui si possono impunemente imporre lockdown e umilianti mascherine.

E se a voi sembra si tratti di cose diverse, a me no: abituati a ritener normale lo sputtanamento dell’altro in Tv per rilassarsi, o ai riti social per noia, nemmeno ci facciamo più caso a cosa siano il rispetto di noi stessi o la discrezione nella relazione con gli altri.

All'inizio basta che un culo ci faccia ridere, poi diventa normale deridere chiunque, poi diventa giusto denunciare il vicino che fa festa mentre in Tv dicono che devi morire di paura.

Per me, trovo ci sia un filo conduttore fra il divertirsi pecoreccio e l'accettazione passiva di zone rosse, lockdown e via dicendo.

La Tv non è quasi mai mero passatempo, è sempre, anche, educazione.

O dis-educazione.

O ri-educazione.

Lo sappiamo, ma non per questo ci salviamo.

Video>Clicca qui

domenica 10 gennaio 2021

Cosa ho imparato grazie a Trump

Lezione n° 1:

- Twitter, Facebook o Google (o Amazon) hanno più potere del Presidente degli Stati Uniti d'America: sono loro a chiudergli la bocca, non il contrario

Lezione n° 2:

- A conferma del punto 1: i milioni di followers di Trump su Twitter, per punire Twitter della censura al POTUS, pensano di spostarsi in massa su Parler (che ha i propri server su Amazon), perché "lì non ti censurano". Tempo 24h e Parler viene cacciato dai server di Apple, Amazon, Google

Lezione n° 3:

-  Più che Parler potè Gab. Gab è, secondo quanto si legge su Wikipedia, un social dove possono parlare liberamente, cioè senza subire le "anti-democratiche" censure dei cattivoni di cui sopra, tutti i neo-nazi, gli antisemiti, i fanatici religiosi di destra, ecc. Appurato che quel che dici non disturba che quelli che la pensano diversamente da te, ognuno si scelga una gabbia idonea fra le due disponibili, poi #andratuttobene

Lezione n° 4:

- La "libertà di parola", la "democrazia", i "diritti costituzionali" sono termini presenti nei commenti sui social quasi quanto "fakenews", "no-vax", "i negazionisti". La necessità di limitare il numero di parole usate, forzata dai social, sta facendo il lavoro necessario ad arrivare all'ormai noto Grande Reset. Una volta lì, si potrà dire ciò che si vuole con un solo educatissimo #hashtag, ognuno previa validazione del leader della propria gabbia di appartenenza

Lezione n° 5:

- Qualcuno dice che basterebbe cacciare l'attuale governo per migliorare la triste situazione in cui viviamo. Non mi spiego come si possa pensare che Jack Dorsey, Mark Zuckerberg o Jeff Bezos possano prendere ordini dai nostri futuri Presidenti del Consiglio. Abbiamo candidati con più potere e più palle di Donald Trump? Non mi si citi #GoldMan'SacDraghi, ma qualcuno ha osato perfino Letta #staisereno

Come dicevo, la questione "Trump" è la lezione delle lezioni sul mondo in cui viviamo, quella definitiva.

L'altra, che va insieme, è che anche i migliori fra noi non vedono la gabbia e sognano la futura immensa libertà di poter eleggere da chi farsi prendere per i fondelli in futuro.

Dopo 1984, direi che urge rileggere La fattoria degli animali.

P.S. M'é capitato di rileggere ieri un mio vecchio post del 2014. Teoricamente parlavo di Rock&Roll, ma rileggendolo ho capito perché se mi dicono che sono folgorata non me la devo prendere...

domenica 3 maggio 2020

La moda è una scienza esatta?

Fra le molte distrazioni note (tanti film, tanti video, molto Twitter e qualche lettura), compulso news di moda. 
Non perché abbia qualche speranza di rinnovare il guardaroba, ché a stare in casa ormai basta una collezione di tute vecchie e sformate, ma più per una sorta di tributo nostalgico a quel bel momento dell'anno nel quale, rinnovandosi e facendosi bella la natura, ci scopri(v)amo a sognarci nuovi e belli pure noi, almeno negli abiti da indossare.
Passatempi del tempo che fu...
E mentre me ne sto lì a spulciare pagine di moda capito in una notiziola che mi riporta alla questione che provavo ad evitare spulciando pagine di moda (mi sento il gatto che si mangia la coda per passare il tempo).
Eccola:

Le mascherine diventano trendy. "Saranno il feticcio dei prossimi mesi"

Già me l'ero fatta l'idea, vista la mole di video tutorial che girano sul tubo per la produzione di mascherine fatte in casa, quasi si stesse rinnovando il rito forcaiolo delle tricouteses porta sfiga.
Poi, il fatto che vi sia chi sembra aver già incorporato la mascherina, quasi si trattasse delle mutande senza le quali non si esce nel timore di essere nudi, mi pare indichi la brutta china che si sta scendendo.
E vuoi che l'industria della moda non arraffi al volo il business? 
E' già pronto il trikini per l'estate 2020, per dire:
E passi il giocare con l'imposizione dello straccetto da naso anziché chiedersi (o, figuriamoci, ribellarsi) a che diavolo serva indossarlo al mare: il virus si aggirerà fra le onde? Boh...
Incuriosita dalla ributtante notizia linkata sopra l'ho comunque voluta capire meglio. 
Ed ecco come in pochi minuti mi è andato in fumo un pomeriggio passato a scansare certi pensieri disturbanti:

La mascherina viso Gucci di Billie Eilish è il trend 2020

La notizia sopra è del 30 Gennaio 2020.
Il 26 gennaio 2020, quando il lockdown mondiale con la conseguente moda delle mascherine fai da te non era nemmeno nei nostri incubi da eccesso di fritto la sera, questa cantante si è presentata sul palco a ritirare il suo premio con la mascherina firmata Gucci. 
Il 26 Gennaio 2020.
Il primo contagio a Wuhan è del 11 Gennaio. 
La prima vittima è in Thailandia il 13 Gennaio.
Ma i gegni di Gucci già prima del 26 Gennaio avevano in collezione la preziosa mascherina qui sopra: avevano previsto l'obbligo della mascherina e si sono portati avanti?
L'OMS dichiara l'emergenza globale il 30 Gennaio.
Cos'é che non mi qualquadra?  
Vero che l'industria della moda non segue i caproni ma li crea, ma com'é riuscita ad anticipare qualcosa che solo ora ci raccontano girava già da dicembre (ottobre, novembre, chissà da quando, ché trovarne due che siano d'accordo su 'sto virus è un'impresa)?
Cioè, Gucci si era immaginato che la masque sarebbe stata un feticcio indispensabile per uscire la sera mentre ancora al 26 febbraio, cioè un mese dopo, qualcuno ci rassicurava sostenendo che: "Dal coronavirus si guarisce quasi sempre. Ogni giorno che passa diventa più importante ridimensionare l’allarme..."?
Anziché pagare task force di esperti per sapere come spettinarsi il ciuffo per sembrare affaticato forse il Governo dovrebbe consultare degli esperti di moda: mi sa che ne sanno più loro su cosa ne sarà del virus e del nostro futuro di qualunque viru-immu-psico-batt-pincopallogolo.
Insomma, non sarà che la moda è una scienza predittiva più affidabile de LaScienza esatta che non ne imbrocca una? 

P.S. La Collezione Gucci con le maschere era quella Autunno/Inverno 2019/2020. Cioè è stata presentata nel febbraio 2019 la moda che si sarebbe indossata l'inverno successivo, cioè appunto quello 2019/2020.
Quando si dice avere fiuto per le sfere di cristallo...

mercoledì 29 aprile 2020

Riflessioni a tempo perso

Due cose ci hanno insegnato la scienza e Agatha Christie: 

1. che ogni individuo ha impronte digitali uniche
2. che ogni individuo ha un proprio volto, unico

Fino a ieri, foto a volto scoperto e impronte digitali erano infatti strumenti di individuazione certa dell'assassino, perfino il Dna non è affidabile per il riconoscimento quanto le impronte digitali.

Insomma, identificarsi e lasciarsi identificare era la condizione per la nostra illusoria libera circolazione.
Oggi la maschera non solo è consentita, è obbligatoria.



E lo sono anche i guanti.
Non importa se abbiano senso rispetto allo scopo dichiarato di proteggere e proteggersi dal contagio.
L'obbligo azzera ogni ragionamento. 
Si fa perché si è obbligati a farlo.
Quindi maschera e pinne. 

La minaccia di doverci abituare a questa "nuova normalità", così definita da un Ministro del nulla, qualche riflessione la meriterebbe però, quanto meno per la suggestiva valenza simbolica (e storica) dei due aggeggi.
Qui sotto ne propongo una: ad alcuni schiavi viene (ancora oggi, sì) tappata la bocca in quanto non hanno alcun diritto di parola. 
Lo schiavo ubbidisce, non interloquisce.
E se grugnisce, si multa.



Di uno schiavo servono braccia, gambe e schiena, non le impronte digitali: a chi appartiene si sa, di solito viene infatti marchiato.

Per ora abbiamo l'obbligo di indossare "solo" i guanti; più avanti Gates (Bill) ci promette un chip il quale, monitorandoci per salvarci sostituirà, migliorandole, le nostre obsolete impronte digitali uniche. 


Non ci serviranno più, si saprà perfettamente chi siamo, cosa facciamo, dove andiamo, con chi e pure quando siamo stati l'ultima volta dal barbiere/parrucchiere. 
Il chip andrà però protetto, quindi...abituiamoci ai guanti.

Mi viene in mente che fino ai primi anni del '900 i documenti di identità con foto non esistevano: il passaporto è del 1901 mentre la carta di identità pare sia divenuta obbligatoria nel 1926 al solo scopo di identificare le "persone pericolose". In ogni caso, i documenti con foto erano comunque rari e destinati solo a particolari categorie di persone (militari, soldati, viaggiatori, ecc), almeno fino alla fine della Seconda Guerra Mondiale.
Antichi.

Ancora un po' e noi non avremo nemmeno più bisogno di esibire le attuali modernissime schede di plastica con foto: scaricata la App e partita l'attivazione del 5G (ci siamo quasi), basteranno dei poliziotti pre-crimine chiusi in stanze tecnologiche per sapere sempre che cosa stiamo per fare, dove stiamo andando e a fare che cosa, con chi e con quali intenzioni. 
E non "in tempo reale", ma prima che lo sappiamo noi stessi. 
La scienza unita alla tecnologia ci rende prevedibili, fine del seccante e trapassato genio italico.

Le nostre facce e le nostre impronte non interesseranno più a nessuno, perciò dovranno essere occultate entrambe, così che ci scordiamo di queste banalità ottocentesche.
Nella nostra prossima "nuova normalità" saremo tutti uguali, tutti anonimamente mascherati e con i polpastrelli chippati e guantati, ma salvi da ogni virus.
Salvati anche da noi stessi, dalle nostre ambasce per il look e la manicure: a noi penserà zio Bill.
Quel Billy The Killer che prima s'é inventato le finestre e ora, grazie a molti servi volontari, vuole chiudere i cancelli.
Chi è dentro è dentro, e chi è fuori starà fuori, condannato all'antico umano destino.