giovedì 14 aprile 2011

Vittorio Arrigoni rapito...e assassinato. Bastardi!

Leggo ora del rapimento di Vittorio Arrigoni, famoso blogger di Guerrilla Radio, giornalista free lance e collaboratore del Manifesto.
Quando nel gennaio 2009 seguivo il terribile assedio di Gaza, Guerrilla Radio era diventato per me un appuntamento quotidiano, un punto di riferimento affidabile in quanto voce da "dentro" Gaza, il primo da cui si è saputo cosa davvero stava succedendo.
E' come leggere che hanno rapito uno che conosco, anche se non lo conosco.
Non so che senso abbia in realtà questo rapimento, chi davvero siano i rapitori e perché sia stato scelto lui quale ostaggio da scambiare con i detenuti salafiti, di cui non so niente.
Rimango solo sbigottita a chiedermi perché.
Come se avessi letto che hanno rapito uno dei tanti blogger che seguo più o meno quotidianamente.
E' sconvolgente.
Ma se quest'uomo ha mollato tutto per la causa palestinese?
Perché è diventato un bersaglio?
A chi fa comodo questo rapimento?
Chi sono i rapitori?
Perché lo rapiscono ora, dopo due anni che vive in mezzo a loro, condividendo la loro esistenza e le loro battaglie?
Non lo capisco.

15.04.2011 - Bastardi! Bastardi!Bastardi!
Perché ho la strana sensazione che per capire chi aveva interesse a ucciderlo, dovrò tenere da oggi gli occhi puntati su quanto succederà nei prossimi giorni a Gaza?
Come ha scritto già qualcuno stamattina, Il fatto che l'abbiano ammazzato subito, senza nemmeno aspettare la scadenza dell'ultimatum, dice 2 cose:
1) si è trattato fin da subito di una sceneggiata (quella del video su youtube) il cui scopo era indicare alla pubblica opinione dei mandanti posticci, genericamente "terroristi" filo Al-Qaeda, buoni per far accettare senza troppe domande l'idea di un'ingiustizia che rimarrà impunita;
2) offrire fin da prima dell'assassinio, al governo italiano, una risposta a eventuali indagini che potranno essere chiuse senza troppa reazione emotiva pubblica.
Quale miglior fantoccio di una sigla terroristica semi-sconosciuta, per farci digerire una morte che grida vendetta?
A chi dava fastidio?
Cosa sta per succedere a Gaza che non può avere testimoni occidentali sul posto?
Il fatto che abbiano dovuto ucciderlo, è la prova più grande di quanto ciò che faceva era una scelta giusta.
Cioè, umana.
Restiamo lucidi.
Sono sconvolta da questa atrocità.

9 commenti:

  1. La pessima notizia di stamattina è che l'hanno ammazzato. Maledetti. Onore ad Arrigoni.

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  2. Un gran brutto risveglio...
    Perchè???

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  3. Purtroppo i terroristi colpiscono sempre i più moderati o chi tende una mano alla loro causa. Pensa ai nostri anni di piombo; chi veniva colpito erano le persone del dialogo, non i duri. Idem fa Al Qaeda, va a colpire i paesi moderati (vedi Marocco o Egitto) non certo gli altri. Perché se no non avrebbero più motivo di esistere, questi vigliacchi maledetti che sono i terroristi di ogni genere e specie. Mi dispiace tantissimo per Arrigoni...

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  4. Ilaria:
    non sono così ingenua da bermi la fesseria che ad ucciderlo siano stati un manipolo di terroristi, fatalmente, chissà perchè, filo Al-Quaeda.
    Era stato minacciato di morte più di una volta, da l'altra parte del muro, però.
    Per capire, è necessario chiedersi a chi dava fastidio, a chi rompeva le scatole...
    Non fermiamoci sempre alla prima facile e molto opportuna ipotesi che ci viene confezionata per chiudere ogni possibile indagine sui mandanti, questo è uno schifoso brutale assassinio politico.
    Quando accettiamo la versione "terroristi", infondo, accettiamo di attribuire a un fantasma ogni atrocità che giustifica ormai qualsiasi porcheria, qualsiasi legge, qualsiasi "missione di pace" a suon di missili Tomahawk, senza chiederci mai chi sta dietro e a cosa mira.
    Vittorio chiudeva i suoi post con quel bel motto: "Restiamo umani".
    Direi, restiamo lucidi.
    Cerchiamo almeno di chiederci perché...
    Troppo feroce questa morte, troppo brutale...

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  5. Oddio, mi sconvolge un po' che la pensi così... Ti sei dimenticata i bei video di Al Qaeda durante la guerra in Iraq? Anche allora erano i "sionisti"? Tu sei sempre così lucida nelle tue analisi politiche che mi suona strano possa anche solo ipotizzare una cosa simile andando contro alla realtà. Comunque staremo a vedere, spero che ne sapremo qualcosa di più.

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  6. Ilaria:
    non confondo mai lucidità e ingenuità.
    Fermarsi alla verità dei video girati prima, durante, dopo la guerra in Irak, sarebbe un po' come immaginare che la "realtà" sia una cosa fissa, un fotogramma immobile e statico all'interno di un mondo in movimento e complesso.
    Per capire la guerra in Irak, è necessario capire quella in Afghanistan e riuscire poi a fare dei collegamenti (le notizie, se le si cerca, in rete non mancano) con gli interessi in gioco nell'area.
    Un po' come non voler leggere oggi i retroscena e quali siano gli attori in campo sul palcoscenico libico ma anche egiziano o tunisino.
    Ho imparato, nel tempo, proprio per rimanere lucida e non fermarmi alle verità ufficiali che tendono a far acqua da tutte le parti, a seguire le sottotraccie delle notizie.
    A scavare in più direzioni per cercare di avere un'immagine più a fuoco di ciò che sto fotografando.
    A capire come si muovono intorno alle guerre i capitali, e quali siano nel tempo le direzioni della macropolitica internazionale.
    Fermarsi ai santini, alle immagini cioè che hanno il compito di catalizzare le emozioni superficiali e immediate, non è "andare contro la realtà" (ammesso che esista una sola realtà, cosa che ho imparato essere invece costruita a strati), ma cercare di definirne meglio quegli angoli morti che di solito sfuggono a un primo sguardo diretto.
    Insomma, non solo "stiamo a vedere".
    Cerchiamo anche di allargare l'ampiezza della visuale di ciò che stiamo osservando.
    A volte, per osservare la realtà, è necessario essere preparati ad affrontarne la crudezza.

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  7. Sono sconvolto anch'io.
    Puoi immaginare, Ross, tu che mi conosci, come io possa vivere questo fatto con un grande dolore: è l'assassinio di un giusto, e come tale diventa anche un grande momento di riflessione sulle battaglie per la libertà e la democrazia.
    Anche se suona strano anche a me che (diciamo) l'Islam colpisca un attivista come lui, ed anzi mi chiedo se davvero siano loro i mandanti, al di là di tutte le apparenze. Non so perchè, ma a caldo ho ripensato ad Ilaria Alpi e Milan Hrovatin. E vissuto lo stesso sgomentato dolore.

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  8. La domanda è solo: perché?
    E' molto probabile che tu abbia ragione. Troppe anomalie nel caso, troppi tasselli fuori posto. A morire, poi, stranamente, sono sempre i giornalisti scomodi (vedi anche Baldoni), sempre loro.

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  9. A proposito di Baldoni e delle reazioni che c'erano state allora (tipo: "povero coglione, è andata a cercarsela" - Littorio Feltri, Belpirla e compagnia di giro) stamattina al bar ho sentito uno che diceva: "siccome scriveva sul 'manifesto' non mi spiace poi mica tanto". Premesso che non leggo se non raramente il "manifesto" e tanto meno lo supporto, mi sono trattenuto soltanto perché l'imbecille alle 8 del mattino era già col primo tajùt di bianco in mano, cosa del resto non inconsueta in Friuli. Anch'io ho ripensato a Alpi e Hrovatin, anche se rimango convinto che lì fossero coinvolti i nostri "servizi" (e qui, chissà, quelli più o meno deviati israeliani, perché no?), sicuramente una situazione diversa dal caso Sgrena. Quello sì un sequestro vero, con tutti i crismi e le tempistiche giuste, dove si mobilitò immediatamente tutto il mondo della politica e dell'informazione (ufficiale). Ma lei era una giornalista "professionista" (come se significasse qualcosa), regolarmente accreditata, mentre Baldoni e Arrigoni due free lance indipendenti che lavoravano e rischiavano per conto loro. Ed entrambi attivi nel volontariato. Ma guarda caso.

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