lunedì 20 ottobre 2014

Succede in Grecia. E in Italia?


Da L'antidiplomatico 
Immagine da Carlo Adelio Galimberti - Il ratto d'Europa
Un padre disoccupato disperato è entrato nell'ufficio delle imposte a Rodi con in braccio il suo figlio di un anno e mezzo e ha gridato: “prendetelo”
. Di fronte ad un impiegato impietrito ha proseguito: “Non sono più in grado di alimentarlo”. Ad uno dei tanti greci ridotto all'indigenza da quattro anni di commissariamento della Troika, il giorno prima l'ufficio delle imposte aveva confiscato le 300 euro presenti nel suo conto bancario, soldi che erano stati versati dalla madre divorziata per il sostentamento del piccolo. Il blog Ktg riporta l'intera vicenda.


Il padre di 35 anni, uno delle centinaia di migliaia di disoccupati di lunga durata del paese, ha spiegato che senza quel denaro lo stato lo stava privando della possibilità di sfamare il suo bambino e di crescerlo con dignità.

Secondo la nuova legge sulla confisca per debiti in vigore in Grecia, gli uffici delle imposte possono automaticamente prelevare il denaro dai conti correnti dei debitori a meno che non si tratti di meno di 1500 euro e non siano registrati come “non confiscabili”. Dopo che il caso è divenuto nazionale per l'indignazione di tutto il popolo, l'ufficio di Rodi ha promesso la restituzione dei soldi, che avverrà con i famosi tempi tecnici del paese.

In una Grecia al collasso economico e sociale, lo stato sta procedendo a confiscare le ultime gocce di dignità rimasta alle decine di migliaia di debitori per necessità di sopravvivenza. Numeri e “surplus di bilancio” in un paese sotto commissariamento della Troika, del resto, sono più importanti dei destini degli esseri umani.
Ma per per le grandi cifre e i grandi debiti di banche e istituti, lo stato arriva sempre ad un compromesso: la scorsa settimana il governo di coalizione di Nuova Democrazia e Pasok ha fatto passare in Parlamento un nuovo regolamento che prevede che “il 40% dei finanziamenti pubblici ai partiti politici non possono essere confiscati”. Lo scrive reporter.gr. Secondo il principale partito d'opposizione SYRIZA, i debiti di Nuova Democrazia e del Pasok verso le banche ammontano a circa 300 milioni di euro.
Recentemente, il ministro dell'educazione Andreas Loverdos ha dichiarato che un istituto privato con debiti con lo stato di decine di milioni di euro ha trovato un accordo che prevede pagamenti di soli 160 euro al mese. Saranno morti (di fame) i nipoti di quei debitori disperati a cui oggi lo stato confisca i conti correnti e la Grecia non avrà ancora riottenuto tutti i soldi da quell'istituto. 
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E in Italia?
Qualcuno ha notato che da qualche tempo sono scomparse le notizie sui drammi di chi non ha più altro che debiti e difficoltà a tirare sera?
Drammi contro cui lo Stato, anziché provvedere un reddito di esistenza a chi è già al di sotto della soglia di povertà, continua ad accanirsi per non dichiarare quei debiti, dei quali è il primo responsabile, inesigibili. 
Proliferano invece sui media insulse discussioni sugli 80€ come e a chi, quasi che quegli stessi 80€ non fosse chiaro a chiunque che non sono né un regalo né un aiuto, bensì un orrenda burla ai danni delle tasche di tutti gli italiani.
Con o senza busta paga. Con o senza debiti con il fisco. Con o senza uno stipendio o una pensione.
Il banco non paga mai, nemmeno ai tavoli da poker.
Figuriamoci se pagano gli esperti al gioco delle 3 carte.

3 commenti:

  1. "Recentemente, il ministro dell'educazione Andreas Loverdos ha dichiarato che un istituto privato con debiti con lo stato di decine di milioni di euro ha trovato un accordo che prevede pagamenti di soli 160 euro al mese. Saranno morti (di fame) i nipoti di quei debitori disperati a cui oggi lo stato confisca i conti correnti e la Grecia non avrà ancora riottenuto tutti i soldi da quell'istituto".

    E' spaventoso leggere notizie come queste. Ma corroborante per la consapevolezza che ci vogliono confiscare insieme a tutto il resto.
    Grazie Ross, tra una lacrima e un crampo diffuso da post-narcosi massmediatica. Ma comunque, invariabilmente, grazie.
    marilù

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  2. La vigliaccheria, l'avidità e l'ignoranza di tanti, di troppi, l'avidità ha permesso che si creasse non un'Unione europea ma un club di banchieri-vampiri che non tiene in alcun conto la vita delle persone.
    Non da molto il Fmi ha ammesso di aver "sbagliato i calcoli."
    Nondimeno, si va avanti con le proverbiali lacrime e col non meno proverbiale sangue. Della gente comune, dei lavoratori, degli anziani, dei malati.
    E' un sistema perverso ed indegno che può e deve essere abbattuto. Prima possibile!
    Ma prima che si possa arrivare a questo, servono consapevolezza e CONTRO informazione. E tu, a questo hai dato un validissimo contributo.
    A presto e grazie!
    Riccardo

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    1. Ciao Riccardo.
      Non so se la consapevolezza basti più.
      Le cose sono andate così avanti da essere ormai chiusi sui quattro lati e uscirne non sarà indolore per nessuno.
      Poi mettici la difficoltà di distogliere gli umani attuali dal loro bisogno di dar credito più alle proprie illusioni, che alla realtà durissima che hanno davanti agli occhi.
      Non smettere comunque di provarci, ad aprire quegli occhi distratti dai pervasivi giocattoli mediatici, è l'unica cosa che si può fare.
      Insomma, bisogna avere il coraggio dei propri ideali, almeno quello...
      A presto risentirci.

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