venerdì 15 aprile 2016

Referendum: Voto Magari...


Andrò a votare perché credo al numero valido per il quorum.
Ci vado anche perché periodicamente a qualcuno viene l'idea malsana che i referendum non servano, "tanto la gente non li va a votare e costano un sacco di soldi", e non vorrei li eliminassero dal menu diritti civili (non mi fido dei governi pidocchiosi, faccio male?).

Perché poi, quando a votare un referendum ci si va in massa, come all'ultimo per l'acqua pubblica, fingono puntualmente che non ci sia stato, per cui è bene ricordar loro che ci siamo, siamo vivi e ci ricordiamo tutti i tradimenti, uno per uno.

Infine vado a votare perché voglio allenarmi in vista di quello che ci aspetta a ottobre, sulla riforma Costituzionale.
E lì, vorrei saperci tutti ben allenati, così che gli allegri riformisti un tanto al chilo fossero bastonati a sangue dall'intero paese.
Quindi domenica 17 aprile vado a votare. 

Ma non voterò Sì e non voterò No.
Voterò un forse, un magari, forse un Vaffa...
Così, tanto per battere un colpo a vuoto.

Perché non voterò né Sì né No?
Perché partita da un Sì iniziale convinto, ho poi capito che non avevo capito niente.
Ero rimasta che si votava contro trivella selvaggia e invece poi scopro, quasi all'ultimo momento utile, che è in ballo una storia sulle concessioni esistenti e sui rinnovi di tali concessioni sulle quali, le 9 Regioni che sostengono il referendum, hanno qualche interesse di bottega da reclamare allo Stato.
Interesse lecito e forse anche condivisibile, sia chiaro, ma perché non fare allora una campagna referendaria chiarendo bene qual è il quesito su cui i cittadini sono chiamati a dire la loro?
Ecco, mi urta che chi sostiene il Sì non sia stato più chiaro e trasparente facendo una buona informazione, ché già ci sono quelli per i quali votare non serve, quelli per cui è legittimo astenersi, quelli che è una bufala...
Insomma, non mi piace chi si limita a gridarmi negli orecchi Vota Sì ma non si sforza abbastanza per farmi capire meglio il perché, del Sì.
Mi pare la degna controparte di quello che mi dice che è una bufala sperando che non vada a votare.
Dire "è una bufala" non è informazione.
Dire Vota Sì non è informazione.

A chiarirmi le idee è stata la lettura di questo pezzo, che consiglio di leggere a chi voglia farsi un'idea su cosa votare.
E' un'accurata analisi delle ragioni del Sì, quelle del No e una esposizione ragionata delle diverse opinioni a sostegno dell'una e dell'altra parte. Il tutto senza lesinare dettagli utili e chiarendo a chi conviene cosa e per quale ragione.
Vedete voi...

Come dicevo, a votare ci vado comunque: ci si conta, si parteggia per il quorum, si socializza ai seggi, ci si allena per fare lo strike a ottobre.

Poi uno vota come gli pare, decide da sé dove mettere la crocetta.
Tanto lunedì saranno cazzate a nastro 24h24 comunque vada, lo sapete: interminabili dirette Tv per chi ha tempo da perdere ed è stufo di grattarsi where we all know...

P. S. Un pezzo di Moni Ovadia che dice, molto meglio di me, perché ai referendum chi si sente ancora un cittadino dovrebbe sempre andare a votare... 
Anche se non sa cosa votare, anche se, come in questa occasione, di trivelle non ne capisce un tubo...
E' l'unico momento in cui (ancora) un cittadino è chiamato a dire la sua.
Dite un Vaffa...ma andate a votare!  

P. P. S.
Poi, già che c'ero, perché non votare Sì? Metti che non serva a nulla, non è di per sé bello poter fare un dispettino a Napo&Mr.Rignano? 

19 commenti:

  1. Sono andata a votare e ho lasciato la scheda in bianco. Ho avuto gli stessi dubbi che hai tu. Però ci sono andata e non ho mai pensato di non andarci. Perché se i potenti di turno chiedono di non andar a votare e i loro scagnozzi sbeffeggiano chi manifesta la volontà di partecipare (indipendentemente dalla scelta), credo sia il segnale che è arrivato il momento di andare alle urne in massa. Senza entrare nel merito della scelta perché- secondo me- il voto è coscienza, ma la partecipazione è diritto/dovere.

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    1. Sai Gatta, a me soprattutto infastidisce una cosa, dell'astensionismo di ieri: cioè che a sentire in giro pare che a nessuno piaccia Renzi (e gli altri prima di lui, eh?). Poi hanno l'occasione di andargli contro al costo di un quarto d'ora per andare al seggio, e li prende la pigrizia, mimetizzata dalle scuse più banali.
      Proprio ieri potevamo mandare un messaggio chiaro di opposizione di massa ai pupazzi che decidono per tutti senza aver mai avuto nessun mandato elettorale.
      Invece, ciò che il paese ha detto è che ha ragione Renzi: votare non serve tanto lui (loro) sanno meglio di noi cosa va bene per noi.
      Le politiche sono divenate una farsa, grazie a una legge elettorale che le rende inutili e a trattati europei che forzano a posteriori qualunque risultato.
      Ci rimane il referendum, che potrebbe esprimere almeno un dissenso chiaro e forte, indipendentemente da un No o un Sì.
      Ma niente, meglio l'andare al mare di craxiana memoria...
      Così, i troppi rivoluzionari da tastiera si rivelano per quel che sono: cazzoni finché c'é da cazzeggiare a vuoto, pusillanimi quando c'é da dire qualcosa in modo adulto.
      Renzi è davvero il degno rappresentante di questo paese da innocui cartoni animati per bambini scemi...

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  2. buonasera . posso rivolgere una domanda ? ma perché chi non fa quello che altri si aspettano deve essere per forza un cazzone un imbecille ecc ecc ? perché ? perché quello che ci si aspetta da altri deve , per essere giusto , essere conforme a quello che pensi tu ? chi è arrogante ed antidemocratico , chi fa quello che gli pare o chi non vuole che ci sia chi fa quello che gli pare conformemente al suo cervello ? mha ! è o meno democratico esercitare la propria liberta ed approfittare anche di un referendum per " fottersene " oppure no ? bisogna che si faccia sempre quello che dicono quelli che credono di essere migliori ? mi verrebbe da chiedere un pensierino su quel tanto amato signore che abdico alla lotta per affidarsi ai giudici ...
    saluti
    yuki

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    1. Ecco perché chi non partecipa per il diritto democratico di esercitare la propria libertà ed approfittare anche di un referendum per fottetesene” è un cazzone :
      uno può certamente esercitare la propria libertà e non c'é obbligo di legge che possa costringere nessuno a "fare quel che gli altri si aspettano".
      Essendo però un referendum qualcosa il cui esito non è personale ma sociale, in quanto influenza e decide la vita di milioni di persone, il decidere di fottersene comporta insieme l’onere di accettare di venir giudicato cazzone da chi pensa che la democrazia non sia solo il diritto a un fare ciò che si vuole, ma un dovere di socialmente partecipare alle decisioni che influenzano la vita sociale.
      Lei se ne fotte?
      Anche il fotteresene non è privo di conseguenze, essendo un preciso atto politico e quindi sociale. Se se ne fotte (di quale sia il destino del paese dove vive), le scatta l'onere di accettare, mettendolo in preventivo, il giudizio sulle sue scelte (tutto ciò che facciamo o non facciamo, ha un valore politico, anche il non votare è politica, anche il fottersene è politica).
      E non se ne può lamentare: qui non si tratta di essere giudicati cazzoni per ciò che si fa per sé nella propria privata esistenza, ma di una scelta di voltar le spalle al peso delle proprie responsabilità sociali che esprime disprezzo e noncuranza per quegli altri, cioè i "cazzoni", che a votare a un referendum ci vanno perché riconoscono in questo strumento un mezzo di alto valore democratico e sociale.
      Insomma, faccia come le pare ma non mi tiri in ballo la democrazia, se me la applica solo per aver il diritto di fottersene della democrazia. Lei se ne fatta pure, ma consenta agli altri lo stesso diritto di democraticamente definirla cazzone.
      Non se ne offenda, vista dal suo punto di vista "cazzone" dovrebbe risultarle un merito da portare fieramente all'occhiello.

      Sia orgoglioso delle sue scelte, se ci crede. Se ha argomenti a sostegno delle sue scelte, le difenda ma eviti, se può, puerili e inutili lamenti per ciò che gli altri dicono delle sue scelte tirando in ballo il suo diritto di fottersene degli altri.
      Non le pare che questo smentisca le sue affermazioni di fottersene?

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  3. buonasera. non la prenda male , io non le ho chiesto quel che le ho chiesto per indispettirla in farla irritare anche se può darsi che io mi sbagli ed abbia male interpretato quello che ha scritto. forse sarebbe stato meglio se avessi puntualizzato che io ho votato ma forse lei ha male interpretato a causa del mio pessimo modo di comunicare , me ne scusò . era , la mia , un riflessione in forma di domanda che le ho "girato" probabilmente incautamente.
    non ho nessuna lamentela da fare riguardo al fatto che ci sia chi viene definito cazzone per il modo che ha di rapportarsi agli altri. ripeto a scanso di equivoci che io mi chiedo perché , null'altro . lei mi ha cortesemente risposto e tanto mi basta considerero la sua risposta per quello che é e cioè "la sua risposta" non la crederò comune a tutti gli altri all'infuori di lei e se mi ricapita l'occasione chiederò anche ad altri i motivi delle loro considerazioni.
    buonasera.

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    1. Ci mancherebbe: una domanda è una domanda e la mia non è evidentemente che una risposta fra altre possibili.
      Grazie del chiarimento e a presto ritrovarla...

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  4. mi perdoni l'insistenza , posso continuare a farle delle domande ?
    vorrei capire il suo senso della realtà attraverso la spiegazione che potrebbe darmi del significato delle parole che lei usa e le connessioni logiche che lei gli attribuisce nel costruire le frasi per esprimere il suo pensiero .
    potrei cosi capire come si può concepire altro da quello che sono in grado di elaborare io per me stesso .
    la ringrazio comunque.
    yuki Golden

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    1. "...vorrei capire il suo senso della realtà attraverso la spiegazione che potrebbe darmi del significato delle parole che lei usa e le connessioni logiche che lei gli attribuisce nel costruire le frasi per esprimere il suo pensiero..."

      Porti pazienza, ma vorrei capire anch'io il senso delle sue domande e pure delle connessioni logiche che usa per costruire le sue domande.
      Temo parliamo due lingue diverse e mi sia impossibile risponderle, dato il mio utilizzo di un banale italiano semplificato così da essere (spero) comprensibile anche a un alieno, dovesse passare per caso di qua.
      Lei da dove viene? Marte? Saturno? Alpha Centauri?
      No entiendo, me entiendes?

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  5. perdoni , provo a spiegarmi meglio .
    siccome lei definisce una realtà attraverso l'uso delle parole e le connessioni fra di esse , io mi chiedevo se può spiegarmele qualora glie le indicassi.
    grazie
    yuki
    p.s. vengo da Parma , intendo quello che dice ma ...

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    1. Tutti definiamo una (nostra personale visione della) realtà attraverso l'uso di parole e connessione fra esse che ci sono proprie.
      Il quali parole usiamo e il come le connettiamo fra loro non è cosa trasmissibile ad altri, in quanto è frutto di quell'alchimia che, grazie agli incontri che abbiamo fatto, ai libri che abbiamo letto, al contesto ambientale e familiare in cui siamo cresciuti, fa di ognuno di noi un qualcosa di unico.
      Usiamo tutti (più o meno) le stesse parole; il come le mettiamo insieme nell'esprimerci, pur essendo l'uso delle parole qualcosa di universale ed essendo le parole di tutti, non è cosa sulla quale si possono dare spiegazioni.
      Non perché non si voglia, perché non si può, non saprei io stessa spiegarmi quali siano "le connessioni" di cui mi serve per definire una "realtà", perché mi rimane chiaro che si tratta sempre e solo di una realtà vista da me e valida così per me...
      Insomma, se vuole provare a pormi una domanda precisa, posso provarci.
      Ma se già non le è chiaro ciò che ho scritto (il che è un mio evidente problema di comunicazione), come potrei spiegarle da dove è scaturito?

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  6. buongiorno.
    domandò :lei quali connessioni usa per far coesistere , lo si deduce da quello che ha scritto , il suo credere nel numero del quorum ed il suo essere per la democrazia ?
    grazie anticipatamente
    yuki
    p.s.la mia domanda é dettata da una considerazione ( che forse é sbagliata e la sua risposta potrà senza dubbio sanare la mia lacuna ) la mia considerazione vede il referendum come uno strumento svincolato dai valori affermati nella costituzione ed indica il limite della democrazia come metodo.in buona sostanza la esistenza del referendum ,anche se momentanea , comporta la contemporanea momentanea mancanza di democrazia che non é , neanche momentaneamente , espressione del volere di una maggioranza .

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    1. A Yuki, fatte 'na canna!!!

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    2. @Anonimo h. 1:47 PM

      Non incitarlo, poi non si trova nemmeno mettendosi una mano sulla testa...

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  7. ma perché ? se sono evidentemente impedito nella comunicazione perché offendermi ? non dovreste , come mi auguro, aiutarmi a capire ? no , preferite consigliarmi di farmi le canne e mettete in dubbio il mio essere presente a me stesso . ma perché ? mancate di tempo ? avete altro di più importante da fare ed io rompo le scatole con il mio essere troppo ignorante ?
    faccio così : adesso vi riscrivo un po megio e poi, se non vi mancano le risposte pur abbondandovi le offese, provatevi a darmi una risposta evitandomi ,magari, rimandi ai facili costumi di mia madre o di mia sorella e non perché lo troverei offensivo ma perché fa di voi "misura", vogliatevi bene.
    democrazia sostanziale = concorso di TUTTE le forze politiche in rappresentanza di TUTTE le classi sociali al conseguimento di TUTTE le istanze sociali per la realizzazione del programma politico nazionale espresso nella costituzione , quindi per il conseguimento del bene dello stato e quindi del bene di tutti .
    governo = ha tra i tanti COMPITI quello di garantire il rispetto di TUTTE le istanze sociali compreso quelle delle minoranze perché queste rientrano nei dettami della costituzione e nel programma politico nazionale e servono alla sua realizzazione.
    referendum= palese dimostrazione di incapacità del governo di garantire le istanze di tutti e quindi incapacità del governo di garantire il conseguimento del programma politico nazionale in violazione del rispetto di questa garanzia quindi in violazione della democrazia.
    domando : come si può essere a favore del numero del quorum e dirsi contemporaneamente democratici ?
    p.s.attendo con la lingua penzoloni.

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    1. Yuky, porta pazienza ma capisco solo ora che forse la tua difficoltà è dovuta al fatto di non essere italiano. Mi sbaglio? Se sì, ti prego di non tener conto dell'invito a farti le canne...Se no, cioè sei italiano, torna a farti le canne o, in alternativa, a studiare meglio l'italiano.

      Chiarito questo, mi chiedo dove tu abbia trovato la definizione di refrendum che posti:
      referendum= palese dimostrazione di incapacità del governo di garantire le istanze di tutti e quindi incapacità del governo di garantire il conseguimento del programma politico nazionale in violazione del rispetto di questa garanzia quindi in violazione della democrazia

      Il referendum non è la "dimostrazione dell'incapacità del governo..."ecc, ma lo strumento principe di uno stato democratico.
      Non è il fallimento del governo, ma l'obbligo che un governo ha di procedere con una consultazione referendaria, prevista dalla Costituzione, in alcuni casi precisi.
      Ecco per te la definizione tratta da Wikipedia:
      "Referendum:...In virtù di esso si può richiedere ad un corpo elettorale il consenso o dissenso rispetto a una decisione riguardante singole questioni; si tratta dunque di uno strumento di democrazia diretta, che consente agli elettori di pronunciarsi senza nessun intermediario su un tema specifico oggetto di discussione.
      I requisiti, la disciplina e le caratteristiche sono variamente disciplinati nei vari ordinamenti giuridici.
      Ecco perché il quorum è importante: dice quanto i cittadini italiani siano partecipi della vita democratica del paese in cui vivono. Se non partecipi al voto di un referendum, è come se dicessi che di esprimerti con un Sì o un No su un determinato tema sul quale è lo Stato a chiederti di indirizzarlo per procedere a una modifica legislativa (oppure no), significa che del tuo paese, della tua cittadinanza, del diritto/dovere di essere compartecipe del destino del paese, a te non importa nulla.
      Quindi, se mai, è appunto chi non partecipa al voto referendario a non praticare la democrazia riducendo con questo la democrazia per tutti.
      Se un referendum non raggiunge il quorum (cioè non partecipa al voto il 50% + 1) degli aventi diritto al voto (cittadini maggiorenni che non abbiano perso tale diritto per questioni legali/penali), non ottiene alcun risultato valido.
      Nell'esempio del referendum della scorsa dmenica, ha partecipato al voto circa il 32% degli aventi diritto, quindi il voto non è valido. Speso soldi ed energie senza ottenre niente.
      Spesso, soprattutto in Italia, da anni chi si oppone a un referendum (perché per varie ragioni teme che il risultato lo danneggi), non va a votare No, così che esprime il suo voto e non fa passare alcuna modifica di legge che quel referendum chiede. Se ne astiene, così da far fallire il referendum stesso.
      L'obiettivo di chi si astiene spesso non è che disinteresse e più spesso ancora pigrizia, ma è proprio su questo disinteresse e su questa pigrizia che fa affidamento chi governa per far fallire un referendum che contrasta gli interessi di una precisa parte politico/affaristica difesa dal governo.
      E' lunga da spiegare ma in sintesi chi contrasta la partecipazione dei cittadini a un referendum è esattamente un anti-democratico, in quanto teme appunti gli effetti della democrazia che mette la decisione nelle mani dei cittadini e obbliga poi i governi ad attuare quelle modifiche di legge che, in assenza di voto valido, resteranno nelle mani dei politici che invece difendono interessi diversi da quelli dei cittadini.
      POi, comunque, siamo sempre alla teoria: in Italia nemmeno la Costituzione è mai stata davvero applicata, figuriamoci i risultati referendari, che solo in un paio di occasioni, legge sul divorzio e legge sull'aborto, hanno dato seguito legislativo agli esiti di un referendum.
      Insomma, credimi, non è facile da spiegare il fatto che si sbandieri la democrazia come valore mentre nei fatti si fa di tutto per distruggerne ogni minimo spiraglio ancora in vita...

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  8. consiglia la rilettura della definizione di DEMOCRAZIA SOSTANZIALE.
    SALUTI.

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  9. dimenticavo di aggiungere che per la definizione di referendum ? non uso wiki...ma i costituzionalisti .
    ed uso sempre i costituzionalisti per la definizione di governo.
    risaluto.
    p.s. volendo posso citarle i costituzionalisti di riferimento ma anche alcuni giudici costituzionali attualmente in vita , me lo faccia sapere ma mi dia tempo perché sono proprio in tanti .

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    1. Mi fido sulla parola, tranquillo...
      Se ne sa di più, dica di più con parole sue. Non è certo mia intenzione mettermi a dare lezioni di democrazia né di costituzione a chi ne sa più di me: non ne ho le competenze e mi faccio bastare quel che mi serve.
      Mi pareva ci fosse un po' di confusione su quanto riportato in neretto dal commento di Yuky, e la materia è talmente vasta e complessa che credo si presti a essere dibattuta in qualche commento di fretta su un blog...
      Però, ripeto, se ha piacere di dare il suo contributo sono sempre pronta a imparare...

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    2. Rettifica: su "...talmente vasta e complessa che credo si presti a essere..." intendo NON si presti a essere...

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