martedì 31 gennaio 2017

Non esiste la democrazia, Sig. Beale...

Un video di Claudio Messora, di Byoblu.com:



Ci informa sulla perversa punizione che ha colpito oggi lui per colpire domani chiunque altro la pensi o osi agire come lui.
Puniscono oggi chi macina più visite così che chi ne fa meno inizi ad autocensurarsi da solo: vecchio quanto il mondo, il colpirne uno per educarne cento...

Ascoltandolo, non ho saputo resistere alla tentazione di riesumare il profetico Quinto Potere di Sidney Lumet.

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Non vi sono nazioni, non vi sono popoli; non vi sono russi, non vi sono arabi; non vi sono Terzi Mondi, non c'è nessun Ovest. Esiste soltanto un Unico, un Solo Sistema di Sistemi: uno, vasto e immane, interdipendente, intrecciato, multivariato, multinazionale, dominio dei dollari: petroldollari, elettrodollari, multidollari, reichmark, sterline, rubli, franchi e schekel!...Questo è l'ordine naturale delle cose, oggi. Questa è l'atomica e sub–atomica e galattica struttura delle cose oggigiorno. E lei ha interferito con le primordiali forze della Natura! E lei dovrà espiare. Capisce quello che le dico signor Beale?...Non esiste l'America, non esiste la democrazia! Esistono solo IBM, ITT, AT&T, Dupont, DOW, Union Carbide ed Exxon. Sono queste le nazioni del mondo, oggi..." 

Basta aggiornare l'elenco aggiungendo oggi Google, Facebook, Amazon, ecc., che nel 1976, quando è uscito il film di Lumet non esistevano, ma forse erano già ipotizzabili.
Questi sono i governi, oggi.
E li eleggiamo noi, mantenendoli in vita ogni giorno leggendo notizie, scrivendo post, pubblicando video e foto, aggiornando stati su Facebook o comprando libri "rivoluzionari" su Amazon. 
Perché il web ha il suo lato utile e bello, perché ci conviene, ci diciamo. 
Tranne che ciò che ci conviene economicamente, ciò che allarga virtualmente i nostri orizzonti, ciò che ci illude di poter usare il mezzo è in realtà ciò che ci usa e ci riduce a essere i non sempre consapevoli complici di quello stesso sistema imposto dalle corporations che dominano e determinano oggi le azioni dei governi, quelli che noi ancora pensiamo di cambiare o combattere partecipando alle "elezioni democratiche". 
La rete fa quello che è nella sua natura fare: ci imbriglia dentro come le mosche sulla tela di un ragno, attraendoci per la facilità con cui possiamo accedere a ciò che ci seduce per poi, appena dentro, non farci più distinguere la prigione che ci diverte dalla libertà cui rinunciamo e che non è mai stata gratis.
E' una dolce libertà vigilata, diciamo, quella del web.
Ma come insegnava qualcuno, tipico di ogni prigione è proprio il "sorvegliare e punire".
Sorvegliati lo siamo, e lo sappiamo; quindi siamo sempre anche a rischio punizione.
Bisogna uscire dalla rete, mollare il seducente perverso giocattolo...

6 commenti:

  1. E, già che ci siamo, tornare a leggere, e cercare di capire, quel che scriveva il professor Herbert Marcuse...

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    1. Da L'uomo a una dimensione due righe che ci dicono sul mondo attuale più di quanto sarebbe possibile fare scrivendo mille impossibili post:
      ...La conquista tecnologica e politica dei fattori trascendenti nell'esistenza umana, così caratteristica della civiltà industriale avanzata, si afferma nella sfera degli istinti, offrendo soddisfazioni tali da indurre alla sottomissione e indebolire la razionalità della protesta. [...] Il piacere genera la sottomissione.
      da Wikipedia

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    2. quindi c'é chi conquista "bla bla" qualcosa che é "tipo gli stupefacenti" ?

      mi affascina da sempre l'impossibilità manifesta di chi non riesce a vedere negli altri altro da se stessi...questo si che é stupefacente .
      credo sia uno , se non il solo , motivo per cui, non tutti "pensano".
      p.s.meccanici! (intesi come componenti )
      ciao

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  2. Marcuse, travisato a piacere dai 68 ini di merda che ci hanno portato in questa attuale situazione.
    La resistenza finirà nel Dark Web, comincia a studiarti Tor....

    Ciao né

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  3. Le accuse mosse al blogger di cui sopra dall'azienda pubblicitaria telemetica mi ricordano il discorso messo in bocca da Petrolini, tanti e poi tanti lustri fa, alla sua rivisitazione del personaggio dell'imperatore romano Nerone. Nella parodia che riguardava quest'ultimo e di cui il grande attore satirico era autore, il capitano dei pretoriani Tigellino a un certo punto annunciava l'ingresso in scena dell'imperatore con uno squillante e fervoroso "Perepeee, perepepeeee!". Al che Nerone-Petrolini gli lanciava un'occhiataccia grifagna e subito aggiungeva, colmo di sdegno: "A Tigellì, qua nella MIA Roma, le fanfare suoneno 'parapaaa, parapapaaaa!'. Se voi che fanno perepepè, fatte 'n'impero pe' conto tuo".

    Grazie della condivisione, tempestiva e.... tempestosa, quanto basta.

    Ciao cara Ross, a presto (spero!).
    marilù

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  4. Mah, Claudio Messora "vendeva" dati dei suoi "clienti" e piange di non poterlo più fare così da non far più bene informazione alternativa? Che ipocrisia! Bellissimo "Quinto potere" come "Oltre il Giardino"...e tanti altri dell'epoca...
    Internet è una latrina senza pareti con la porta che si apre con una password...insieme al cellulare è il "totale" controllo e schedatura profili si sia mai avuto fino ad oggi..un bel incubo!

    Veder Foa che difende Messora fa capire molte cose dell'informazione alternativa...che più che insegnar a difendersi dalle ingiustizie tende a far da filtro...

    Slobbysta

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