mercoledì 27 aprile 2011

La rabbia dei Mammuth


Già era successo a Bologna e poi a Torino: pare che lo scandalo vero, in questo Paese, sia osare candidarsi al di fuori delle liste di partiti che già siedono in Parlamento.
Il che la dice lunga sulla reale volontà di cambiamento della trapassata classe dirigente di questo mummificato Paese.
Mi fanno ridere amaro, questi che fanno campagna elettorale accusando qualcuno di rubare loro voti.
Ma che idea hanno questi, della democrazia?
Che idea hanno di se stessi, se temono che un avversario inesperto, senza apparati di partito alle spalle e con pochi fondi gli “rubi voti”?
E poi, come potrebbe “rubare” dei “voti”?
I voti, li conti dopo; li hai quando li hai ottenuti.
Prima di averli ottenuti, non hai altro che un’idea di quanti ne potresti tirare su se…
Cioè, hai l’illusione di un certo numero di voti che ti fai ragionando su dati vecchi e relativi a precedenti tornate elettorali.
Voti che nei fatti sono a ogni tornata tutti da riconquistare.
Dimostrato invece è che i voti veri, cioè quelli che possono fare la differenza per una candidatura, sono quelli degli astensionisti, in aumento progressivo da almeno tre tornate elettorali.
Quindi, come potrebbe il giovane Mattia Calise rubare voti che Pisapia, Moratti, Idv, ect potrebbero non avere comunque?
Cosa li fa così astiosi su voti che farebbero meglio a impegnarsi a riconquistare?
Una cosa è certa: chi vota per il giovane Calise non voterebbe mai per la Moratti.
Ed è abbastanza probabile che non voterebbe mai nemmeno per Pisapia, che gli potrebbe essere nonno.
E allora?
Non sarà che questo gridare scomposto contro quelli del M5S che rubano voti qui alla Lega e lì al Pd, denuncia in realtà la consapevolezza di Lega, Pd o (perfino!oh Dio!) dei Radicali, di non avere più un proprio esclusivo elettorato di riferimento?
E sarà mica colpa di Calise, spero!
Il quale, avendo vent’anni, è nato e cresciuto in un’Italia occupata da B e, non avendo giustamente alcuna paura dei bisonti inferociti e di mammuth in via di estinzione, ha la bella ingenuità di sfidarli a viso aperto.
Non ruba niente perché parte da zero, esattamente come ogni  altro candidato ad ogni tornata elettorale.
Anche se sono, chissà perché, convinti di avere già in tasca voti che nei fatti ripartono da zero ogni volta, per tutti.
Questa è la democrazia: un voto devi meritartelo ogni volta di nuovo.
E te lo meriti, se sei in politica da anni, se la tua storia politica è esempio di fiducia meritata che un voto ti riconferma.
Per questo ogni nuovo volto in politica dovrebbe essere salutato come qualcosa di vitale per la democrazia.
Sbaglierà? Non ha sufficiente esperienza?
Bene.
Perché, a guardare le “esperienze” dei politici mammuth che si lamentano oggi dei voti “rubati” loro da Calise, non sono cose che esibirei davanti ai bambini, tanto sono poco politicamente edificanti.
Sarà perché sanno di non avere titoli per ri-meritarli?
Danno l’idea di avere un arrogante istinto di proprietà sul voto di elettori di cui invece non sanno più niente, visto che se li sono persi per strada.
Mille Calise, ci vorrebbero in questo paese di anziani incapaci di pensare oltre se stessi.

Comunicazione importante dai Comitati Due Sì per l'Acqua Bene Comune

Giù le mani dai referendum per l'acqua!
Il 26, 27 e 28 Aprile, scrivi anche tu ai Parlamentari


Il Governo nei prossimi giorni ha intenzione di provare a fare una "leggina" sull'acqua e il servizio idrico, che, sebbene non potrà bloccare la consultazione referendaria, contribuirà certamente a creare confusione: la strategia sarà quella di creare una cortina fumogena, di confondere le acque e i cittadini e poter dire che non c'è più bisogno dei referendum.
E' in corso un pericoloso attacco alla partecipazione democratica in questo paese, si sta cercando d'impedire al popolo italiano di decidere su temi importanti come quelli sottoposti ai quesiti referendari.

Per questo sollecitiamo tutte/i ad inviare
il 26, 27 e 28 Aprile a tutte/i le/i Parlamentari la lettera che trovate cliccando qui
Fate un semplice copia/incolla e poi selezionate a caso (per evitare che vi blocchino la casella di posta) fra gli indirizzi dei Parlamentari che trovate cliccando qui
P.S.: è importante effettuare l’invio delle mail in modo coordinato, concentrandosi tutte/i nei giorni di martedì 26, mercoledì 27 e giovedì 28 Aprile.

Ah...passate parola, che qui ci stanno scippando l'unica cosa politicamente bella successa in 18 anni: il 1.400.000 firme raccolte per questo Referendum.

11 commenti:

  1. Ragionamento ineccepibile e, per quanto mi riguarda, sfondi porte aperte. Premesso che non ho alcuna simpatia per Grillo, il che non significa che non voterei un candidato "5 stelle" che, in questo panorama ammuffito, se non altro farebbe esperienza in consiglio comunale, non accetto questa litania del "rubare i voti", che sento ripetersi, invariabile, da quando, nel 1975, votai per la prima volta. E' una deformazione mentale di matrice chiaramente comunista, per cui lorsignori si ritenevano gli unici depositari della Verità e della Politica (anzi: rivendicavano il fatto di esserne professionisti, così come i bolscevichi lo erano della Rivoluzione) e gli unici plausibili rappresentanti del "popolo della sinistra" (autorizzati, ai tempi, non scordiamolo, dal Cremlino). Negli anni Settanta e Ottanta, sistematicamente, erano presi di mira i radicali, i demoproletari e chiunque altro osasse frapporsi all'inarrestabile marcia verso le "magnifiche sorti e progressive" del Gran Partito, ritenuti dei provocatori che dividevano la sinistra, dei traditori della peggior specie, il nemico per definizione (non la DC, con cui si facevano i compromessi, non la Confindustria, con cui si patteggiava: no, chi stava alla sinistra del PCI). Il che non stupisce, essendo stato quel partito, di cui gli zombie del PD sono gli eredi diretti, la negazione stessa della democrazia. Che significa contarli, i voti, e dunque meritarseli. Nel caso in ispecie, poi, ringrazino il cielo che un Calise porti alle urne chi altrimenti si rifiuterebbe di metterci piede, e facciano in modo di convincerlo a indurre chi lo ha votato al primo turno di tornare a votare per il candidato centrosinistrato al secondo. Accogliendo magari qualche proposta del suo programma: questo sarebbe fare politica, ma è esattamente ciò che questi morti che camminano si guardano bene dal fare.

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  2. "si ritenevano gli unici depositari della Verità e della Politica (anzi: rivendicavano il fatto di esserne professionisti,"

    Non solo non è cambiata la scempiaggine che continuano a frignare (mamma, mi rubano i giocattoli?), ma non si capisce come questi si ritengano pure di dare a chiunque lezioni di democrazia e pluralismo.
    Ma che gli vorranno dire, queste due parole, a questi?

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  3. OT - non so quanto tu sia una "tecnica" del web (io lo sono pochissimo), ma ho messo in evidenza sul mio blog il feed del tuo.

    Però misteriosamente, non appaiono i titoli dei tuoi post, solo le date, l'autrice e la parola "Untitled". Che invece, i titoli li metti ai tuoi post.

    Forse dovresti cambiare qualche impostazione, non saprei però assolutamente quale.

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  4. Miguel:
    no, va tutto bene.
    E' che volutamente occulto i titoli. Tu li vedi come tali ma in realtà sono parte del campo "testo" e non del campo "titolo".
    Lo scopo è di poterli per me linkare poi dentro alle "pagine" che uso come archivio per argomenti.
    Reduce da altro blog dove dopo un po' mi era impossibile trovare una cosa scritta tempo prima, ho preferito rinunciare a parte della visibilità a favore di una maggiore organizzazione "interna".
    Stessa cosa per il titolo del blog, che non a caso sono tre puntini, cioè non ha un nome finché non lo apri e lo riconosci come Pavo Japonensis, nome che ritengo essere il mio vero avatar (devo essere ben vanitosa per osare scrivere su un blog, mi dico ogni volta che scrivo qualcosa).
    Di tecnico, niente.
    Di folle quasi tutto, data la mia propensione a complicare le cose semplici...
    Però mi sento onorata di essere stata "feedata" da un blogger che stimo e apprezzo molto come te...

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  5. Partiamo dalla coda, il referendum. Fermo restando che sto lavorando come una tipografia clandestina ai tempi del Fascio, e preparando mailing list "da paura", c'è una considerazione tecnica da fare: a Papi mancano i tempi tecnici, apunto, per bloccare il referendum. Quanto meno, quello sul nucleare. Infatti, in questi giorni si da per certo il blocco del referendum con l'abrogazione delle norme per l'individuazione dei siti nucleari, ma si dimentica che la legge di conversione sul cd. decreto omnibus che abrogherebbe tali norme non è stata ancora approvata. Tale legge è passata in prima lettura al Senato, ma non ancora neppure calendarizzata alla Camera. Se non viene approvata e PROMULGATA per tempo, le norme rimangono in vigore e quindi assoggettabili ed abrogabili dal referendum.
    Sull'acqua, poi, non c'è ancora stato alcun voto parlamentare, solo le parole di mr. Colpogrosso,allora vediamo i tempi: il referendum si tiene il 12-13 giugno, e siamo al 28 aprile. Quand'anche il governo emanasse un decreto legge, esso dovrebbe avere i requisiti "di necessità ed urgenza" previsti dalla Costituzione. Quindi, se il Presidente della Repubblica non lo emanasse immediatamente (ha 30 giorni di tempo per firmare) mancherebbe comunque il tempo alla Cassazione per stabilire che la norma ha innovato quella soggetta alla consultazione popolare. Il testo del decreto sulla sospensiva nucleare non appare, nel mio modestissimo parere, innovativo rispetto alla norma, e sull'acqua non c'è, a tutt'oggi, un testo scritto da valutare.
    Quindi, l'impressione è che si voglia far credere alla gente che esistano norme che in realtà, a tutt'oggi, non sono neppure state approvate.........Se poi Napolitano non volesse firmare il decreto omnibus che contiene le norme sul nucleare, e lo rinviasse subito alle Camere, l'iter costituzionale impone 15 giorni alla Camera e 15 giorni al Senato: quindi, comunque fuori tempo massimo. Speriamo.

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  6. Adesso, i mammuth. Una delle rovine causate dall'ingresso in politica di Papi è stato questo condizionamento che ci ha portato, TUTTI, a pensare ad un partito come fosse una lista (uni)nominale. Ovviamente, le teste pensanti della Sinistra ci sono cascate a piedi pari: ecco il proliferae delle liste personali, per cui se dici SeL ti capiscono meno che se dici Vendola, il movimento alberghiero è, parlando sempre di grandi numeri, meno popolare di Grillo, nel simbolo stesso della P2l l'unica parola leggibile a metri di distanza è il cognome di Papi, speso in tutti i contesti elettorali ed in carattere sovrastante tutto il resto.
    Ma partiti e persone non sono la stessa cosa. Certo, da noi purtroppo la maggior parte finisce per pensare ai propri interessi personali, evidentemente é insito nell'animo italiota (per quello si dice che ogni popolo ha il governo che si merita), ma all'interno dei vari partiti ci sono le persone, più o meno oneste, più o meno volenterose. Dire che sono tutti uguali non é nè vero, nè possibile. Allora a questo punto si valuta quale sia il partito che, possibilmente ma non necessariamente insieme alle idee da condividere, presenta il maggior numero numero di persone valide. Certo, mi rendo conto che la maggior parte degli elettori non ha tempo o voglia o strumenti per valutare i singoli: e viene decisamente più facile ragionare per ideologie, simboli e slogan, ma allora non é tanto colpa della politica, ma del cittadino.
    Infatti non mi meraviglio se ciclicamente la maggioranza voglia mettere le mani sulla Rete: non è questione che su blog, forum, ecc.ecc. scrivano solo quelli "di sinistra", ma semplicemente che l'informazione che ti vai a cercare in rete è decisamente ed incommensurabilmente maggiore di quella che ti forniscono i media di regime. E quando la gente è informata adeguatamente, decide con ben altra cognizione di causa da chi farsi rappresentare: ed io mi rifiuto di credere che in Italia siamo tutti vecchi bavosi, mafiosi, evasori e puttanieri; viceversa, c'è chi sa cavalcare bene (quindi, non parliamo certo del PD ed esponenti ai massimi livelli...) l'energia della Rete, a costo di farsi abbindolare da quello che per me (ma sono un reduce del vecchio settarismo, chiedo la massima indulgenza possibile...) è solo un berluscone al pesto.

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  7. Per Massenzio

    "Infatti non mi meraviglio se ciclicamente la maggioranza voglia mettere le mani sulla Rete"

    Io mi trovo talvolta nella sgradevole posizione di dover fare da avvocato del diavolo, o meglio del puttaniere.

    Pensando troppo al barzellettiere nazionale e alla sua pittoresca corte di profittatori e dementi, rischiamo di dimenticare che questa banda esegue in sostanza gli ordini di altri.

    Faccio due semplificazioni.

    Non è Tremonti che taglia; è l'oligarchia europea che ordina all'Italia di tagliare, per restare dentro i famosi "parametri". Poi certamente Tremonti taglia dove rischia di perdere meno voti, cioè con i professori di scuola piuttosto che aumentando la pressione fiscale sui piccoli imprenditori.

    Secondo esempio.

    Non è la maggioranza che fa censurare la rete.

    Credo che se dovessimo mettere a confronto le richieste di censura fatte per apparire nei media, destra e sinistra farebbero una bella gara.

    Magari i siti che chiedono di censurare sono diversi ("hanno insultato il Santo Padre! Hanno insultato i gay!"), ma il meccanismo censorio è uguale. Ed è facile dimenticare che la chiusura di un sito che non mi piace fa da precedente per chiudere anche il mio, di sito.

    Il vero pericolo oggi non è costituito da questi politicanti che sgomitano a denunciare blog, ma di nuovo da una direttiva europea, che chiede di colpire la "violazione dei diritti d'autore" attraverso un meccanismo extra-giuridico: basterà in sostanza che io dica che Rossland mi ha citato senza il mio permesso, ed entro pochi giorni, chiuderanno d'autorità il suo blog, senza concederle possibilità di appello.

    Così quella che appare come una censura freddamente economica/imprenditoriale ("tu rubi sui miei diritti d'autore") nei fatti può diventare immediatamente politica.

    Se il puttaniere si mette oggi a fare la guerra, è perché qualcun altro, che non è puttaniere e non racconta barzellette, gli dice che la deve fare.

    Ora, è possibile se l'attuale opposizione fosse al governo, farebbe i tagli, le censure e le guerre in maniera lievemente diversa. Lo farebbe certamente con molta più vasellina.

    Ma i veri problemi, per citare un vecchio luogo comune, sono a monte di entrambi.

    Per questo, anche se su Berlusconi la sento istintivamente più o meno come te, credo che sia pericoloso vedere in lui "il" problema.

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  8. Miguel, ti sono grato delle spiegazioni, ed in effetti le mani sulla Rete, per motivi i più varii, le vogliono mettere un po' in troppi. Da noi, purtroppo, c'è una aggravante, che è quella del permanente conflitto di interessi: il fatto che la televisione sia il baricentro del mondo mediatico, dell'informazione, del gettito pubblicitario. La tv in chiaro, perlomeno, quella generalista che entra nelle case. Abbiamo dovuto sopportare una tecnologia vecchia come quella dell'attuale digitale terrestre, con implicazioni (e costi) notevoli; c'è la serie infinita di scogli a cui il ministero di Colpogrosso si appiglia per contrastare l'ingresso del competitor estero che già ha di fatto monopolizzato il satellite; c'è dall'altro lato, per sottrazione, il totale disimpegno di questa maggioranza nei confronti del "digital divide". Siamo addirittura al paradosso che Mediaset si appella al diritto d'autore per far rimuovere da siti come Youtube i propri filmati, mentre dallo stesso canale pesca a piene mani per realizzare i proprii tg....su Papi, mi "sono fatto convinto" (© Montalbano, quello che oggi è nel mirino dei responsabili...) che egli non è la causa dei problemi, ma solo un effetto: effetto che durerà finchè fa comodo a chi tira davvero i fili, e che chi lo asseconda nel bene e nel male ne è, sostanzialmente, complice.

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  9. Comunque Mr Colpogrosso è un nomignolo azzeccatissimo!

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  10. Massimo:
    Sui Referendum.
    Il rischio c'è, e tanto basta.
    C'è innanzitutto per ragioni di informazione: se le tv, oltre a non parlarne (e a circa 40 gg dalle date previste mi dicono che di dibattiti in tv sui temi referendari non c'è neanche l'ombra), quel poco che dicono lo fanno intendere come "problema risolto", vedi quel che sta passando sul nucleare.
    Il vero e più alto rischio è non raggiungere il quorum.
    E se non si raggiunge quello potrebbe essere, oltre alla morte di questi referendum, la morte di ogni futuro referendum (e dovresti sapere quanto poco siano amati da tutti i politici, che ogni volta si impegnano a farli fallire).
    Leggi poi, dal punto di vista giuridico, cosa ne dice Rodotà.
    http://www.eddyburg.it/article/articleview/16929/0/397/

    In più, i comitati stanno riportando (dai vari banchetti e iniziative sui referendum), che molti sono i cittadini che sono convinti (grazie alla tv) che il referendum sul nucleare non sia più necessario.
    E si tratta di quelli che hanno firmato.
    Pensa gli altri...

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  11. Sulle "facce da partito":

    Posso in teoria concordare con te sulle molte ottime persone che compongono un partito e non sono quell'unico che compare nei manifesti elettorali (v. Pd e Bersani).
    Rimane che già il fatto di seguire a pecora la scelta di imitare B, una faccia un nome un partito, cui ormai tutti si sono adeguati, cioè quella di far coincidere una lista con la propria faccia, sia di per sé colpa.
    Quella faccia finisce per rappresenarle tutte, piaccia o non piaccia. E per assumere su di sè ogni responsabilità per ogni persona che rappresenta.
    E se nel votare non so nulla sugli altri candidati e tutto solo sul leader, magari è perché quel leader dovrebbe essere portavoce di ogni altra istanza o corrente interna alla lista/partito.
    E ciò che in tutta questa distorta ansia da leader fotogenico si è totalmente persa, è quale programma quella faccia fotogenica mi rappresenti.
    Un caso che ormai tutti stampino programmi elettorali in forma di libro e che, passata la campagna di quel "carta canta", non se ne ricordi più nessuno?
    Poi mi pare profondamente ingiusto continuare a dare addosso a non meglio precisati "italiani" definiti sempre come fossero altro da ciò che noi stessi siamo: televisionati, rincitrulliti da tv, ect.
    Vero, molti sono volutamente poco interessati, non contesto questo.
    La tv è però in mano (5 su 7) alla maggioranza e, finché la politica non viene cacciata dai consigli di amministrazione, inutile continuare a chiamarla Tv di Stato (Rai) e meglio sarebbe chiamarla Tv di Governo.
    Che quando non occulta l'informazione, la manipola e distorce così da far passare informazioni palesemente false.
    Gli italiani che passano la giornata al lavoro, a sbattersi per tirare a fine mese, che hanno ansie per i figli, per la scuola, per la salute, per la casa, avrebbero diritto a non esser chiamati "televisionati" con disprezzo, se non hanno materialmente il tempo o l'energia di andarsi a cercare l'informazione in rete o altrove.
    Che, quando pure ce l'hanno quel tempo, è poco, e finiscono per trovare anche in rete, nei siti ad esempio dei maggiori quotidiani nazionali, le informazioni sui Referendum (e su molte altre cose), in fondo alla home page o nascoste in link secondari.
    E se si è stanchi o si ha sonno la sera (e magari altre ansie che stroncano l'energia), magari non si arriva a pagine dove chi passa la giornata a portata di click arriva prima o più facilmente.
    Insomma, non so...
    Perché assolviamo sempre più facilmente chi, dentro ai partiti, cede all'idea di essere rappresentato da un'unica faccia (che è anche unica voce e uniche fregnacce), ma vediamo sempre negli "italiani televisionati" la colpa di una situazione politica che da troppi anni e troppo spesso subiscono senza avere a disposizione una vera scelta informativa sulla poliica?
    Infondo, proprio l'esperienza della raccolta firme per il Referendum per l'Acqua Bene Comune, mi ha fatto capire quanto poco basti per far capire a persone comuni cosa conti davvero e smuoverle dall'apatia.
    Certo che, se poi li si calpesta anche su quell'unico momento di partecipazione attiva, non resta loro che aspettare di prendere i forconi...

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