domenica 1 maggio 2011


Cioè.
Il 1° Maggio, da oggi, diventerà la Festa del Beato Wojtyla?
E il Beato Wojtyla, cosa sarebbe?
Il Santo Patrono del lavoro come bene di lusso?
E la Festa al Lavoro, gliel' hanno fatta oggi, o oggi le hanno solo appoggiato la testa sulla ghigliottina in attesa di tranciargliela di netto il prossimo 1° Maggio?
Mica ce l'ho con il Papa fatto Beato.
Figuriamoci.
Non ce l'ho con i Santi o i Beati.
Non è questo.
E' che, dopo giorni di discorsi fascisti fatti da convinti comunisti, sul festeggiare il lavoro lavorando, possibilmente con un contratto a termine così vediamo se c'è qualcuno che si rifiuta di lavorare sotto ricatto e paga doppia te la scordi e mi ringrazi pure che un lavoro ce l'hai che di braccia in sconto ne trovo quante ne voglio, buttare l'occhio ai quotidiani online che titolano sul successo dei pellegrini pro-Beato anziché sul palloso ma ecumenico concertone di rito, fa un po' strano.
Senza voler fare la micragnosa con politici e Presidenti dello Stato Italiano,  sgomitanti nel presenziare alla cerimonia di Beatificazione ma nervosissimi incontrando i sindacati (v. Napolitano ieri) il 30 Aprile, che il 1° Maggio hanno altro di più importante che li aspetta che occuparsi delle retrograde piazze dei lavoratori, che non si usa più e fa più bon ton un Papa da beatificare e poi è anche domenica, vivvaddio!
Dopo aver fatto degli italiani un popolo di telespettatori senza diritti, siamo all' "Aiutati che il ciel t'aiuta" come alternativa allo Statuto dei Lavoratori?
Un bel salto di civiltà, non c'è che dire.
Una notevole evoluzione per una Repubblica la cui Costituzione ha all'art. 1 la pretesa di essere "fondata sul lavoro".
Ora aspetto la distribuzione del rosario in abbinata ai santini elettorali.
Con tre Pater, Ave, Gloria e tutti assolti.

Stringiamci a coorte...
...siam pronti alla morte...
l'Italia chiamò...  

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