martedì 10 aprile 2012

Cani, pesci o pescecani

Due mesi di teatro per convincerci che, quando vogliono, sanno fare la voce grossa e puntare i piedi:

"L'art.18 non si tocca!"
"L'art.18 non è un tabù!".

Poi leggo sul blog de lavoce.info sul Fatto Quotidiano un paio di dettagli sulla mediazione fra Governo e parti sociali sulla riforma del lavoro:

[...] Si noti che, secondo la legge, laddove celino rapporti di lavoro subordinato, dovranno essere trasformate in collaborazioni coordinate e continuative e non in contratti di lavoro dipendente. Sono modifiche relativamente marginali rispetto al testo uscito dal tavolo della concertazione, ma il segno è quello di allentare i vincoli nell’abuso di contratti temporanei.[...]La cosiddetta mini Aspi è in tutto e per tutto l’indennità a requisiti ridotti vigente. L’unica differenza è che si applicherà anche a collaboratori a progetto o “finte” partite Iva. Per questi lavoratori era attualmente in vigore la mancia introdotta dal ministro Sacconi nel 2008, che valeva mediamente 800 euro all’anno e che copriva 9.500 lavoratori in tutto su di una platea di 125.000 potenziali beneficiari. Ora la mancia verrà ridotta, ma estesa a una platea più vasta. Leggendo con cura l’articolo 35 e prendendo il caso più favorevole (per l’entità dell’erogazione) di un collaboratore disoccupato per sei mesi l’anno precedente che avesse percepito nei restanti sei mesi 1.000 euro al mese, l’indennità sarà di 300 euro in tutto. Le regole sono tali per cui comunque la somma erogata non potrà eccedere i 1.000 euro (nei rarissimi casi in cui un collaboratore guadagni 4.000 euro al mese per 6 mesi, dato che il contributo è pari al 5 per cento di questa somma).[...].

Insomma, si sono barattati un reintegro che rimane difficile da ottenere in cambio di 300€ a qualche (teorico) sfigato di lusso in più.

Quanti saranno i precari o i lavoratori a termine che hanno guadato almeno 4000€ per almeno 6 mesi lo scorso anno? Se esistono, poca roba credo.

Così finisce che, quelli che fino a prima della trattativa per l'art. 18, quei 9.500 su 125.000 che prendevano 800€, ora ne avranno solo 300.
E che quelli che (teoricamente) dovrebbero diventare quei di più, rispetto agli attuali 9.500 che ne incassano 800, saranno così pochi che, alla fine, il costo di questa farsa sull'art. 18 la pagheranno ancora quei precari (senza diritti) che vedranno diminuire di 500€ l'anno il già misero obolo della vergogna.

Che poi, mi chiedo: che cosa dovrebbe farsene un disoccupato con 300€ l'anno (o anche con 800€ l'anno)?
Che si comprerà, cosa pagherà, come investirà una simile fortuna?
Avrà l'ansia da spread o li metterà a lievitare sotto al matterasso?

E il resto per vivere, chi lo mette? Chi glielo da?

La famiglia, chi ce l'ha.
I nonni e i parenti, se ancora avanza loro qualcosa dopo anni di spolpamento della pensione per mantenere familiari che, pur lavorando, non arrivano a campare con uno stipendio.

Chissà poi come saranno contenti i commercianti, a veder calare ogni giorno la vendita di pane e formaggio.
Chissà a chi dovrebbero vendere i produttori agricoli o le latterie sociali...

Poi mi immagino che, data la diminuzione delle utenze per via dei lauti indennizzi da 300€ l'anno che non ci compri neanche le candele, gas e luce aumenteranno i costi alle forniture ancora aperte, ché le Spa devono avere profitti certi anche in carenza di utenti attivi.

Costi che costringeranno a ridurre le spese per pane e formaggio anche quelli che ancora hanno uno stipendio decente, così che altri discount e fruttivendoli chiuderanno in una spirale a discesa che imploderà fino a fare un botto quando si arriverà sul fondo.

E meno male che le riforme dovevano far ripartire l'economia: c'è ancora qualcuno che crede a questa fiaba?
Che si auto-rasserena pensando che, però, fra una decina d'anni ci sarà (forse) la ripresa e tutti i sacrifici di oggi valgono il futuro radioso di domani?
Che non vede come non tornino i conti fra ciò che dicono e ciò che concretamente fanno?
Che ancora nascondono la testa sotto la sabbia arrampicandosi nel trito refrain: "Colpa di chi ha governato prima e ha lasciato morire il paese"?
Se quello era il teatrante, cui si pagavano le notti d'amore, questo è il boia, mandato a decapitare gli esuberi dell'umanità resa scientificamente improduttiva.

Pure quella che si tratti di incompetenza, mi pare una sorta di illusoria farneticazione da commentatori compulsivi.
Alla lunga, credo che queste riforme funzioneranno meglio di mille camere a gas: un silenzioso e invisibile sterminio di massa per fame, con freddo e malattie incorporate.

Con costi minori peraltro; e senza che nessuno riesca ad addebitare a nessuno più che una vaga accusa di "incompetenza".
Forse che affideremmo, anche solo per un'oretta e un'operazioncina, la nostra vita a un chirurgo che riteniamo vagamente incompetente?
Forse che, sapendo quello di vedersi comunque pagata la parcella, tributati gli onori che si aspetta e la certezza di non dover pagare pegno di sorta, si preoccuperebbe per la vaga accusa di essere un incompetente?
Capirai.
Taglia di qua e taglia di là, a protestare o accusare, ne restano sempre meno.
E' un'attività con salvacondotto incorporato, a ben vedere.

Dopo 17 anni di addomesticamento a tollerare quotidiane inadeguatezze, ormai tiriamo frecce innocue mentre scientificamente (tecnicamente) ci stanno avviando nei recinti per il bestiame da macellare.

Nemmeno i cani, sono così pazienti con i loro addestratori.

Se li sfianchi, li affami e li pigli pure per il culo, i cani finiscono immancabilmente per reagire a istinto strappandoti la carne di dosso a brandelli.

A noi, nemmeno le monetine lanciate provocatoriamente oltre il recinto, servono a scatenare una qualche rabbiosa reazione a salvaguardia di un'ultima traccia di dignità.

Come muti pesci dentro la nostra personale bolla di vetro, aspettiamo che il padrone si ricordi di gettarci un po' di pastume o di cambiarci l'acqua, se gli aggrada.

Se se ne dimentica, visto che non siamo per lui che pesci giocattolo, avrà solo la seccatura di infilarci nel sacchetto dell'umido quando ci troverà un giorno a pancia gonfia e in sù.
O di gettarci direttamente giù nel W.C., che si fa prima e basta tirare lo sciacquone.

Boccheggiamo svogliati, girando in tondo all'infinito lungo lo stesso bordo di vetro.
Facciamo a volte piccoli innocenti saltini verso l'alto, a rincorrere una giocosa boccata d'ossigeno a fior d'acqua, per subito di nuovo tornare a girare in tondo.
Sempre muti.
Muovendo con guizzi artistici la codina, di tanto in tanto; ma pigramente, ché non è cosa da pesci addentare la mano che ti getta il pastume quando se ne ricorda.

Quello è roba da cani resi rabbiosi dalle angherie sistematiche e prolungate.
Roba da istinti primari, roba da cani incazzati che ti si rivoltano contro.

Poi ci sono i pescecani.
Stanno di solito al largo, lontano dalla riva, in mare aperto.
Apettano pazienti di intuire un vago odor di carne nell'aria.
Vanno anche loro in tondo; e affiorano di tanto in tanto, a pelo d'acqua, con una minacciosa pinna a segnare il territorio.
Se li stuzzichi, loro non reagiscono subito: aspettano e aspettano e girano intorno.

Poi, un momento di disattenzione, magari mentre pensi di fare il figo che dalla barca scatta foto al pescecane che fa tanto rude uomo di mare, e quei pesci e anche cani, danno un'improvvisa pinnata, rovesciandoti la barca.

Dopodiché, sei nel loro territorio.
E so' cazzi, dimostrare che stavi solo scherzando e sei un esperto marinaio ma anche un incompetente.

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