martedì 9 aprile 2013

Povertà e suicidi

Suicidi oggi a nordest:
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Il suicidio pare il capolinea della povertà attuale: colpisce a cascata, dal disoccupato al pensionato, dal precario all'ex imprenditore.

In un paio di articoli, pubblicati a fine 2012, qualche dato sulla povertà oltre alla pancia, cui paiono tutti fermarsi come se, sfamato, il povero smettesse di essere tale:

Con la crisi gli italiani rinunciano al medico.
"Dati, ottenuti attraverso un sondaggio su un campione di 1.050 medici, che hanno confermato quanto emerso da un'indagine Rbm Salute-Censis: in numeri assoluti, sono circa 9 milioni gli italiani che hanno dovuto rinunciare alle cure sanitarie per motivi economici nell'ultimo anno. La situazione è grave: per il 67,6% dei medici i pazienti, a causa della crisi, non vanno dal dentista.
E ancora: nove medici su dieci dicono che i loro assistiti esprimono 'disappunto' per la spesa dei ticket sanitari.
Il 64,7% ha dichiarato che, per timore del proprio datore di lavoro, in molti non si assentano qualche ora per effettuare accertamenti medici, anche se questi sono necessari.
L'88% dei medici, inoltre, vede i propri pazienti stressati (ma và, chi l'avrebbe detto?).
«I risultati dell'indagine», ha spiegato Paolo Misericordia, responsabile del Centro studi Fimmg, «dimostrano che la crisi incide sul destino della salute della popolazione, che aumenta le diseguaglianze...In interi settori della popolazione si assiste alla rinuncia consapevole ad accedere a prestazioni sanitarie anche quando necessarie».

Quando si parla di povertà, pare poi che il politico la immagini come una sorta di tragedia biblica tipo invasione delle cavallette, e non sappia ideare come soluzione che insulse danze rituali con l'assurda speranza che questa sparisca da sé, così com'é per lui arrivata.
Come se, per la politica, fra povertà e disoccupazione (e le pensioni da fame, le paghe precarie o le aziende strozzate dal fisco), non vi fosse invece una stretta relazione; come se questa povertà che si rovescia a cascata sull'intera società produttiva non fosse invece il risultato conseguente e inevitabile di quel "ce lo chiede l'Europa" sparato a manetta per anni, fino a ridurre oggi il paese a non comprarsi più neanche un paio di mutande così da mandare in malora, partendo dal disoccupato smutandato, i negozi che le vendono, le fabbriche che le producono, i venditori che le piazzano, i corrieri che le trasportano, le tipografie che le etichettano.

Chi glielo dice ora al Pd che le manifestazioni contro la povertà non pagano il ticket per gli antidepressivi che ormai tirano più del pane?
Chi glielo dice, che la povertà è il risultato perseguito con metodo da quell'Europa che il Pd ha sostenuto appoggiando il mandato e l'agenda dell'esecutore Monti, votando tutto ciò quella aveva richiesto, dalla riforma del lavoro a quella delle pensioni, dal Fiscal Compact al Pareggio di Bilancio in Costituzione, dal salvataggio delle banche all'aumento dei ticket sanitari ai tagli all'assistenza? 
Chi glielo dice che la povertà contro cui vuol fare una manifestazione sta portando a un aumento di suicidi in tutti i paesi d'Europa che hanno attuato le stesse politiche con impennate fino al 40% in quella Grecia che Monti definì a suo tempo "la prova più evidente del successo dell'euro"?

Mi farà a parte una manifestazione anche contro i suicidi o la manifestazione è un pacchetto unico contro entrambi? Perché suicidio e povertà, oggi, viaggiano a braccetto: non puoi più pensare all'una senza tener conto dell'altro che gli viaggia alle spalle.

Che diavolo vuol dire poi che il Pd "è vicino a tutti i cittadini che in questo momento stanno vivendo momenti difficili"? 
Che se ne fanno della vicinanza del Pd i poveri stremati da processioni mendicanti alle mense della carità, sempre più tramortiti da depressioni quotidiane per mal di denti che devono aspettare, per tossi insistenti che devono mettersi in coda alle bollette da pagare, ai mesi di mutuo saltati e a un pignoramento in arrivo puntuale mentre conta gli ultimi spiccioli per mandare i figli a scuola con almeno una merenda in tasca ché ormai la retta della mensa è un lusso che un disoccupato, inevitabilmente ma non inspiegabilmente povero, non si può più permettere?

Che ci può fare, con queste manifestazioni?

Chieda una commissione urgente per la revisione dei Trattati, pretenda la rimessa in discussione della legge sul lavoro, proponga un decreto urgente per il reddito di cittadinanza, faccia una legge per il salario minimo, imponga un passo indietro sui tagli alla sanità e uno avanti affinché ogni pensionato abbia di che badare alle sue necessità.
Contro la povertà, faccia qualcosa di concreto per risolverla, non una manifestazione.

Mi chiedo: ma lì, da qualche parte, nascosto in una stanzetta polverosa, ce l'hanno un galoppino da pagare due euro perché li tenga aggiornati quotidianamente sulla vita reale, o cosa?

7 commenti:

  1. manifestazione del tutto inutile e velleitaria, una cosa veramente penosa
    maria

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    1. Magari, fosse solo "penosa".
      Temo sia un "portarsi avanti", così da poter dire in futuro che "Il Pd ha reagito duramente, sulla questione povertà...".
      Sono ormai talmente fuori dalla realtà che "fare" equivale a "fare uno show", possibilmente con la compartecipazione di supporter quali Cgil-Spi e associazionismo a varia natura raccolto intorno a fare la hola così da garantirsi finanziamenti per continuare a sfornare minestre calde...

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    2. A proposito di disoccupati (cioè di potenziali suicidi): Istat: 6,4 milioni ai margini del mercato (del lavoro)
      Qui la notizia

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  2. Tutto esemplarmente lucido e inoppugnabile quel che scrivi e chiedi, cara Ross.
    Io però mi chiedo pure: che ci vorranno fare, le grigie eminenze europee, con 'sta montagna di disoccupati affamati o, nella migliore delle prospettive, denutriti e pieni di acciacchi?
    Polpettine prelibate per i levrieri e i setter irlandesi di Sua Maestà impegnata in una riedizione della caccia alle volpi che stanno di nuovo infestando la periferia di Londra e hanno già sfigurato, col loro morso ingordo, due dolci gemelline della "perfida Albione"?
    O intendono fare concorrenza ai reclusi schiavi dei lao-gai (campi di rieducazione attraverso il lavoro) in Cina e sbaragliare con una cordata "Marco Polo" tutti i record produttivi del celeste impero, in modo da far finalmente tacere Tremonti al prossimo raduno della WTO?
    Per ora mi hanno lasciata molto scossa le pupille ultra-dilatate dell'Herr Professor all'Infedele, nello spezzone di filmato che hai inserito nel post: incredibilmente -- famelicamente? -- dilatate, benché sotto i riflettori da stadio dello studio televisivo.
    Ciao, stra-veloce smacchiatrice di ghepardi e di già pallidissime balene bianche, non smetto di in-seguirti, a stretto giro di post.
    Un abbraccio, marilù.

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    1. che ci vorranno fare, le grigie eminenze europee, con 'sta montagna di disoccupati affamati o, nella migliore delle prospettive, denutriti e pieni di acciacchi?

      Niente, credo. Contano sulla loro dipartita verso l'aldilà a proprie spese e senza costi aggiuntivi di gas. Uno sterminio "pilotato" di cui (visto il silenzio dei media), nessuno li potrà né vorrà (a quanto pare), mai accusare.
      Eppure, il diritto alla salute e a una vita dignitosa è ben descritto e chiaro, nella nostra Costituzione e, immagino, nella nostra legge vi saranno altri articoli che intervengono a difesa da queste pressioni che costringono al suicidio chi non può vedere altra uscita.
      Sogno il giorno in cui qualcuno inizierà a denunciare lo Stato per inadempienza di tutela del diritto nei confronti dei propri cittadini. Anzi: della metodica esclusione dal diritto alla vita di cittadini onesti, che chi non lo è prima di togliersi la vita magari elabora un'idea di sopravvivenza criminale, vista la protezione di cui i criminali godono veri in questo paese.

      O intendono fare concorrenza ai reclusi schiavi dei lao-gai (campi di rieducazione attraverso il lavoro)?

      Lo stanno già facendo. Una rieducazione meno visibile ma più profonda ed efficace, visto che arriva a modificare la percezione di sé come persone di qualche milione di precari, quotidianamente sviliti, privi di ogni diritto fosse anche quello di fare un lavoro che dia loro un senso di utilità sociale o stimoli in loro una qualche creatività non richiesta. Norme non scritte che però ghettizzano fin dentro l'anima chi di diritti ne ha solo uno, che è però anche un dovere: arrivare a sera senza farsi venire la tentazione di buttarsi di sotto o impiccarsi di sopra, nonostante l'assurda inutilità di ogni giorno.

      Tanto per non demordere, che ho deciso di starci sopra un bel po', ecco un altro elenco quotidiano qui

      Grazie per il titolo di "smacchiatrice", che mi appunto sul petto come un ghepardo a forma di balena bianca.
      Un abbraccio, Ross

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    2. Poi, quando leggo roba come questa, mi chiedo cosa mai abbiano in testa, per continuare i nostri servi al comando a piegarsi a 90° di fronte ai potenti oltre oceano.
      Domanda inutile: la dignità è merce senza valore che ormai solo gli onesti cui rubano la vita sanno cosa sia.

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  3. Sono arrivata fino al fondo dell'articolo de "Il corrosivo" per spirito d'amor patrio. L'articolo sui senza tetto americani stipati nelle fogne no, non ce l'ho fatta.

    Mi sono però ricordata che già all'inizio degli anni novanta avevo visto in tv un film che parlava di questa disastrosa situazione del welfare (quasi inesistente) d'oltreoceano, in cui si riportava, proprio a conclusione della pellicola, lo stralcio di un resoconto ufficiale relativo a una massa di gravi indigenti pari a ben 30.000.000 di persone. Trenta milioni, e se il film era trasmesso in tv all'inizio di due decenni fa, di sicuro era stato girato non oltre la metà degli anni ottanta, in piena era Reagan.

    La conclusione che mi viene da trarne è sconfortante (almeno per gli U.S.A.): i burattini seduti nella sala comandi della città visibile continuano a moltiplicare gli abitanti delle città invisibili, a qualunque colore (o pallore) politico appartengano, indifferentemente.

    Ciao Ross, sempre grazie e non mollare, e intendo indifferentemente spilla e presa -- anche di corrente.
    Di nuovo un abbraccio grande, marilù.

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