mercoledì 30 ottobre 2013

Adriano Olivetti: stiamo noi tutti sognando gli stessi sogni?

Leggo in giro per la rete che, grazie a un film documentario passato in tv in queste sere, è di nuovo vivo uno strameritato interesse per la vita di Adriano Olivetti.

Nemmeno ricordo come fosse nata in me lo scorso anno la curiosità per la vita di quest'uomo, forse per uno di quei fortuiti casi per cui un giorno ti imbatti nella lettura casuale di un articoletto, o una frase, un video su youtube cliccato magari per la curiosità del titolo dalla visione del quale nasce invece l'appassionata esigenza di saperne subito di più.
Avevo poi letto la biografia scritta da Valerio Ochetto, e ne parlavo in questo vecchio post, dal quale forse risulta evidente lo stato d'animo con cui l'ho scritto e quale rivelazione sia stata per me il conoscere la sua vita e il suo pensiero.

Leggere in queste ore la stessa appassionata curiosità sulla vita di quest'uomo, a mio avviso un vero illuminato, avanti mille miglia rispetto a ogni altro industriale di allora e non comparabile con nessuno di quelli di oggi, mi fa pensare che forse abbiamo tutti nel cuore gli stessi sogni.

E se così è, forse non è lontano il tempo in cui troveremo in noi la forza di tradurre questi sogni in realtà scrollandoci di dosso ogni imposizione, ogni legge inaccettabile, ogni trattato assassino e ogni mal riposto senso del dovere nel rispettare leggi che hanno il solo scopo di piegarci fino a farci morire con la convinzione (sbagliata!), che a dover essere rispettosi delle leggi dobbiamo essere solo noi cittadini, non quelli che si autoinvestono ministri e presidenti e segretari e portaborse fra loro, uniti nel difendere la fortezza così da non pagare mai dazio mentre uccidono in noi ogni sogno, ogni speranza, ogni futuro.
Adriano Olivetti rappresenta quell'ideale di società che forse abbiamo tutti nel cuore perché sentiamo che, come la sua vita stessa ha dimostrato, è possibile.
E' possibile vivere e lavorare e avere ciò di cui abbiamo bisogno senza doverci trasformare ogni giorno di più in bestie da soma, ormai costantemente con la lingua di fuori per avere una manciata di foraggio ammuffito e sempre più spesso nemmeno quella.

Il tutto per dire che mi fa sentire bene, straordinariamente bene, leggere in giro la passione che riesce a far rinascere in noi il conoscere la vita e l'idea del mondo di cui Adriano Olivetti era portatore.
Forse non è morto, se riesce a farci sentire ancora vivi oggi, dopo così tanti anni dalla sua scomparsa e dopo che ogni cosa in cui lui credeva è stata in questo paese tradita, svenduta al tre per due da pochi indegni e indecenti omuncoli in lotta fra loro solo per tenersi appesi sul conquistato cadregon.

Insomma, la sua storia e la sua visione del mondo può essere un orizzonte ideale capace di indirizzare le nostre azioni e i nostri sempre più confusi pensieri verso quel futuro che sogniamo e vogliamo.
Un futuro qual era già nella mente illuminata di questo grande uomo del nostro recente passato.

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