martedì 26 novembre 2013

Niente panem, solo circenses

Novembre non gli porta bene: nel 2011 costretto alle dimissioni, nel 2013 alla decadenza certa.
Eppure, non ho alcuna voglia di unirmi al coro di chi già oggi ha le bave alla bocca pregustando la "cacciata" di B attesa vent'anni.
Perché, una giustizia che arrivi dopo un'ingiustizia presente già alla fonte, in quel consentire la sua prima elezione, è puro spettacolo da piazza, una presa per i fondelli della giustizia stessa.
Una manciata di briosche gettate in pasto a un paese alla fame.
Un circenses per distrarre dal panem.

Il gettare in pasto al popolo il corpo del vecchio Re affinché al nuovo si esulti: "Viva il Re!".
Le leggi vergogna? Falso in bilancio?
Forse esiste foss'anche un'aziendina di questo paese che non ne abbia beneficiato senza lamentarsene granché, e anzi?
Forse che i trucchi contabili non sono l'arte sottovalutata solo da chi non ha da pagare per un buon commercialista?
Le prostitute minorenni?
Ipocriti baciapile! 
Ma davvero dovrei scandalizzarmi per ciò che nel privato fanno o sognano il 70% dei suoi connazionali maschi e il 30% delle femmine che ne nutrono i sogni?
Eh già, mera logica: non esiste puttaniere senza l'opera di una puttana: inutile agitarsi o risentirsi. 
Così è.
Ha peccato di esibizionismo nell'uso improprio del potere?
Non è il solo, in questo paese: c'é chi ne abusa da una posizione laterale e per scopi "umanitari", chi invece per proteggere i propri protegé così che non manchino a loro volta di proteggerli.
Questione di stili e occasioni, credo.
O forse di come uno intende la vita e il ruolo che vi sta giocando.

La legge è uguale per tutti?
Ma per favore...
Lo fosse, dovremmo chiedere ospitalità alle carceri di mezza Europa per farci stare tutti quelli che, dentro e fuori il Parlamento, nelle retrovie del potere dei palazzi romani o dentro o nei corridoi di partecipate provinciali e regionali o nelle aziende cool, quelle santificate in patria proprio per il successo con cui esportano aziende e capitali all'estero, magari dopo aver intascato aiuti di Stato già in vista di un fallimento con il quale decretano la fame delle centinaia di italiani che oggi son tutti lì, tutti a sbavare sulla liberazione dal "nano".
Nani si nasce, e di alcuni si dicono meraviglie, inutile farci battute ovvie su chi la natura non ha dotato di cm compensandoli per questo con l'acume per il potere, per quanto truffaldino.
Punito oggi, non tanto per reati commessi nel corso dei vent'anni in cui tutti gli sono andati in fila a baciare il culo, ma perché oggi, forse, non è più che una carcassa vuota di cui liberarsi, così che non rimanga memoria domani dei culi baciati ieri.
Poi c'è questa ritualità del novembre ricorrente, quasi a rispettare una simbologia di morte implicita nel mese e nella stagione.
Fuffa per offrire spunti agli amanti del para-complottismo in odor di zolfo massonico di cui forse è lui il primo, fra gli amanti della fuffologia sulfurea.
A me sfugge solo una cosa: perché lui si ostini a non mollare, quale sia la ragione per cui non si da per perso in qualche lontano paradiso dorato.
Non vuole imitare Craxi?
Craxi alla fine fece una scelta di dignità, a ben pensarci: meglio vivo e loquace altrove, che morto e zitto in galera.
I fatti degli anni successivi sono lì a dimostrare che, inutile contorcersi, capro espiatorio fu e rimane.
Gli altri, quelli che in Parlamento chiamò ad alzare la mano e le tennero ben salde in tasca, sono gli stessi che oggi parlano di giustizia mentre sacrificano il testimone scomodo di cose indicibili. 
Pe due cose non so dimenticare, di queste vicende che si intrecciano fin dall'inizio: ciò che disse appunto Craxi dall'esilio di Hammamet; e ciò che disse l'ex moglie di B, cioè, vado a memoria: "...quando cadrà B l'Italia conoscerà un nuovo fascimo, quello vero...".
Circa, eh?
Insomma, più che al patipolo scenografico di domani, mi focalizzerei sulla doppia morale del boia: sta facendo giustizia o sta tagliando la mano che fino a ieri l'ha nutrito perché ha cambiato mangiatoia?
Perché una cosa è certa: l'impiccato si agita per un po' ma muore sempre; il boia (e chi gli commissiona lo sporco lavoro), resta.
E io temo da sempre più la doppia morale del boia, che l'amoralità, per quanto certificata da sentenze, di ladri e libertini.

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