giovedì 27 marzo 2014

Il Veneto farlocco

Come scrivevo qualche giorno fa a proposito del referendum per l'Indipendenza del Veneto promosso dal sito Plebiscito.eu, a destare i miei sospetti sulla consistenza reale dei votanti erano quelle cifre striminzite sui quesiti collegati, cioè quelli se dovesse il Veneto rimanere nella Nato, nell'UE e nell'Euro.
Contro più di 2 milioni di votanti, solo una parte minima di questi aveva votato su questi temi cruciali (circa 900 mila) e poco più della metà di questi avevano votato Sì.
Poco credibile che i miei conterranei, al di là di un'idea raffazzonata sull'antica (e defunta) Repubblica della Serenissima, amino Bruxelles o l'euro.
Siamo parlando del Veneto delle fabbrichette (molte delle quali fallite o in via di fallimento), dei capannoni industriali svuotati per portare la produzione nei vicini paesi dell'est europeo, degli artigiani ammazzati dalla crisi figlia dell'euro e delle politiche europeiste, dei commercianti costretti a chiudere perché non più in grado di competere con gli ipersconti dei sempre più numerosi centri commerciali, di proprietà straniera anche quando con nome italiano, dove i dipendenti (veneti) sono assunti quasi esclusivamente con contratti precari e sottopagati.
Vero che alla disperazione basta suggerire una rivolta e, fosse solo per la soddisfazione di un dispetto, te la promuovono in massa proprio i disperati (vedi recenti blocchi autostradali messi in piedi dai subito defunti "comitati spontanei" degli autotrasportatori in crisi).

Ma il Veneto è molto più dei quattro autonomisti e dei cinque o sei indipendentisti che si agitano sulla scena veneta sventolando il gonfalone di San Marco, da anni sempre quelli.
Insomma, che i numeri fossero farlocchi lo dicevano i numeri stessi, non credibili per la scarsa informazione sul referendum sul territorio (nessuna delle persone che conosco ne sapeva nulla fino a cose fatte o quasi) e per la severa critica all'Unione Europea e all'euro da parte di chi dalle politiche dei servi nostrani (tecnici, eh?) dell'UE è stato malmenato, a volte in modo brutale (e quelli delle quote latte? e gli autotrasportatori anticasta?). 

Leggo quindi con piacere la notizia pubblicata oggi sul CorrieredelVeneto che smentisce quei numeri con i dati sui flussi di traffico da parte di società come Alexa pro, Trafficestimate e Calcustat.
Le quali "hanno confermato le analisi (22.500 visitatori al giorno nei sei giorni di picco in cui i media stranieri e italiani hanno trattato la questione) individuando anche i server di provenienza dei voti." 
Tali analisi dicono anche che "I presunti votanti infatti non sono concentrati soltanto in Veneto come ci si dovrebbe aspettare da un referendum sull'indipendenza, ma sono sparsi un po' in tutto il mondo e provengono dalla Germania, dalla Spagna e dalla Serbia." 
Che "un elettore su dieci si è collegato da Santiago del Cile" grazie ai (ro)bot, cioè "quei programmi di società specializzate nati per accedere a pagine web, a chat e a videogiochi per eseguire compiti di routine, per garantire la sicurezza o per fare i passaggi necessari per votare a un referendum e aumentare così il traffico di dati e mettere più in vista una pagina internet sui motori di ricerca come Google."

Il dettaglio che però più mi inquieta, di tutta la faccenda, è questo:

"la decisione di  registrare  il  sito 54.83.13.17 (Plebiscito.eu) ad Ashburn in Viriginia presso Amazon Tecnologies dimostra una conoscenza professionale della rete, ad alimentare il traffico (che si è fermato a un picco ragguardevole di 135 mila visitatori in sei giorni) è stato l’utilizzo sapiente dei media stranieri." 

1. 135 mila visitatori in sei giorni al sito plebiscito.eu non possono dare 2 milioni di Sì al voto online sul sito.

2. Perché in Virginia? Perché Amazon? Chi ha interesse all'Indipendenza fasulla del Veneto in Virginia, U.S.A?
En passant, ricordo che Amazon ha contratti con la Cia per 600 milioni di dollari per servizi di cloud computing, come si legge qui
"Amazon has a $600 million contract with the CIA to provide the agency with "cloud" computing services"
Non è che ci stanno montando una bella primavera padana per l'Indipendenza di una resuscitata Repubblica Serenissima in salsa yankee?

8 commenti:

  1. Eppure il governo italiano è abbastanza lecchino degli usa e della ue.....
    napolitano e renzy stanno facendo a gara nello slinguare il pavimento dove oggi sta passando l'imperial presidente degli usa, obama bin laden....
    Dunque un'italia divisa puo' far comodo, ma con questi governanti, non ne vedo i motivi...
    O forse c'è qualcosa che non ci dicono, tipo la questione delle forniture di gas russo, che obama bin laden vorrebbe impedirci, per ritorcerci ancora di più le catene al carro statunitense?

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    1. ...forse c'è qualcosa che non ci dicono, tipo la questione delle forniture di gas russo...
      O forse la questione delle concessioni, rilasciate a società con sede nel Delaware, per la ricerca dello shale-gas in Val Padana, numerose nel Veneto.
      Poi se passa il TTIP (Transatlantic Trade and Investment Partnership), anche se non trovano nulla possono sempre far in modo che i cittadini, aiutati democraticamente a opporsi al fracking che causa terremoti, spingano la Repubblica Veneta a non riconoscere le concessioni rilasciate dallo Stato Italiano così da fargli una bella causa in privata sede e spillargli pure dei soldi di penali, sempre ovviamente dopo aver desertificato qui e là pedemontane e valli rodigine.
      Insomma, di ipotesi ce ne sono, e fino a smentita stanno teoricamente tutte in piedi...

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  2. E pensare che tanti Veneti tuoi connazionali, da ingenui quali sono, pensano che tutti i mali della vostra patria, derivino da noi biekiSSimi fannulloni e mantenuti a sud di Rimini......
    Poveri ingenui.....

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    1. ...tanti Veneti tuoi connazionali
      Achtung! Finché dura, sono anche tuoi, co-n-nazionali...
      della vostra patria
      Siamo stati globalizzati da un pezzo e l'unica patria in cui davvero credono i veneti che assaltano campanili fisici e metaforici, è quella delle loro privatissime tasche e dei loro microscopici orizzonti mentali, fatti di parrocchiette e fabbrichette.
      Come ricordo nel post, a proposito di "patrie", fra loro non sono pochi (pur se insieme sono uno sparuto gruppetto che non riempie un campo da calcetto) quelli col capannone che solo pochi anni fa delocalizzavano in Romania o in Serbia. Si dicono che Roma è ladrona; la realtà è che qui non potevano lucrare abbastanza sui loro operai. Così andavano a lucrare sulla manodopera a basso costo delle "patrie" altrui, i serenessimi fedeli al Leone.
      Poi è arrivata l'Unione Europea e anche in Romania iniziano a scocciarsi di fare i baluba per quattro soldi.
      Così ora, dopo aver messo al sicuro i dané detti schéi (o dopo esserseli mangiati con la bella slava più furba di loro, quella che poi li ha mollati perché "finiti soldi, finito amore"), tornano oggi a parlare di patria e Repubblica di San Marco perché hanno raggiunto l'età di pensione.
      Dimenticano, i "patrioti", che fosse davvero ancora viva la Serenissima, simili tradimenti li avrebbero pagati seduta stante con la vita alla colonna del Todaro, dopo essere stati spogliati nudi anche dei pochi stracci che avevano indosso.
      Dimenticano, i "patrioti", che la Repubblica del Leone, non perdonava quei traditori che mettevano i loro personali interessi davanti a quelli dello Stato, fossero stati pure figli del Doge.
      Magari sono anche ingenui, ma sono soprattutto poco seri e irrecuperabili ignoranti.
      Per questo basta una testa fina infiltrata in mezzo a loro, per farne le servili marionette di altri interessi.

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  3. Guarda, sono stato nel Veneto solo una volta, in gita scolastica a 18 anni, molti anni fa, tra il Garda e Verona.
    Ad un paio di chilometri dall'ingresso a Verona, tra le due ali della strada, alla nostra destra e alla nostra sinistra, comparvero una sfilza interminabile di cartelli con deliziose e accoglienti scritte come: Sud Mafia, Sud Camorra!
    Se questi pensieri sono a tutt'oggi così diffusi tra i Veneti, e se penso a certi siti e a certi commentatori di siti, penso solo a effedieffe, per dirne uno, ho molti dubbi che siamo connazionali.
    O, almeno, che molti del tuo popolo ci considerino tali....
    Per il resto concordo con la tua analisi, e mi confermi nell'ingenuità idiota di tanti razzisti buoni a prendersela solo col "terrone" o con l'"extracomunitario", ma non con le POTENTI forze del capitale U$A, che ci rovinano tutti.
    A noi e a voi.....
    ciao!

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    1. Non facciamoci caso, agli stupidi cui basta aprire una tastiera o avere un muro a portata di mano per dar sfogo alla propria limitata visione del mondo dividendosi sempre dal mazzo cui appartengono.
      Vero è che così come la stragrande maggioranza dei veneti non sono né leghisti né razzisti, eppure ve ne sono, esistono mafia, camorra e 'ndrangheta. E non solo al sud, come raccontano le cronache giudiziarie.
      E però, in entrambi i casi, a far più notizia sono proprio i razzisti di bassa Lega (o indipendetisti dell'ultim'ora) e i mafiosi, ovunque operino.
      Le persone superficiali, e per questo ignoranti, esistono ovunque,
      Quindi anche in rete.
      Lascio correre immaginando che possa arrivare il giorno in cui i "noi" e i "voi" distinguano non per idioti in difesa del campanile, ma per qualità personali.
      Ciao...

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  4. Ottimo, benché sconvolgente, articolo.
    Una sola...perplimessità: i 135.000 collegati da server non italiani al sito Plebiscito.eu di cui scrive il Corriere del Veneto, forse corrispondevano, nelle intenzioni del giornalista, alla consistente pattuglia di 'infiltrati' stranieri che ha contribuito a incrementare il traffico sul suddetto sito, senza però coincidere con la totalità di quanti vi hanno espresso il voto.
    Ah, poi un'altra cosa: nonostante una mia -- a dire il vero breve -- ricerca personale su internet, non sono riuscita mica a capire realmente in cosa consista il servizio di 'cloud computing' cui accenna l'articolo dell'Huffington post che hai linkato. In ogni caso, il dibattito a dir poco allarmante di cui quelllo stesso articolo riferisce e che sarebbe attualmente in corso negli States, mi ha raggelata. Forse intuisco perché Obama ci abbia tenuto così tanto a visitare il Colosseo e non, per fare un altro esempio, la Via Appia o la Domus Aurea: hic sunt leones. E la cosa non mi lascia proprio per niente serena; men che meno serenissima.
    Ciao Ross, alla loro (faccia di bronzo)! Hic (e basta).
    marilù.

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  5. Davvero una bella riflessione. Non avevo pensato alla possibilità che ci possano essere interessi stranieri, e in questo caso soprattutto statunitensi, dietro queste iniziative, però certamente non sono da escludere

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