mercoledì 2 luglio 2014

Fuffa sul delitto (ancora, yes...)

Come costruire quotidianamente un pezzo titolando fuffa smentita dal testo ma con ben evidente in primo piano lui, "il presunto".
L'esempio della fuffa col nulla intorno ce la da (ancora) il FQ online di oggi (leggere il pezzo per contorcersi nel vuoto pneumatico):

1. mancano 5 sim che però non si sa se esistano o meno. 
Eppure non è così difficile saperlo: basta fare una verifica presso gli operatori telefonici. Ogni sim in circolazione ha almeno un preciso intestatario (a meno che si tratti di clone, nel qual caso ha almeno 2 utilizzatori, di cui uno sconosciuto ma rintracciabile), e quando la compri devi obbligatoriamente fornire copia di un documento. 
Facile sapere quante ne ha intestate il Bossetti, no? Dai, sù, che volendo potrei farlo io senza troppa fatica...

2. le celle telefoniche coprono un raggio di chilometri: cos'è, uno scherzo? 

O lo scherzo era invece l'insistere nei giorni scorsi sulla "certissima" rilevazione del telefono di Bossetti proprio lì, vicino (chilometro più, chilometro meno) a casa Gambirasio nei minuti immediatamente riferibili a quelli della scomparsa di Yara? Il Bossetti abita in zona e lavora in zona: perché il suo cellulare non dovrebbe essere rilevato dalla stessa cella che copre chilometri intorno a Brembate Sopra?

3. la batteria del cellulare di Yara trovata accanto al corpo era sporca di sangue. 

Ma và, pensa te...
Dato che per estrarre la batteria da un cellulare non c'è altro modo che farlo manulamente (a meno di possedere pinze chirurgiche ultrasottili capaci di infilarsi sotto la batteria per farla sollevare dall'apposito spazio in cui è posizionata fissa), magari quel sangue era residuo sulle mani dell'aggressore di Yara. 
Perché nei giorni scorsi si è insistito così tanto sulle tracce (indefinite) di dna trovate sulle mutandine di Yara e nulla si è detto sul dna che ben più corposo che doveva essere su quella batteria sporca di sangue? 
Ah, certo, scusate: le mutandine stimolano di più l'immaginario cialtrone, giusto?

Giorni e giorni di fuffa col buco intorno mentre nulla è a oggi fin qui emerso che indichi con ragionevole certezza in Bossetti il colpevole.

Nel frattempo le famiglia rovinate sono oggi più d'una: la prima, la famiglia Gambirasio, costretta a ripetere il dolore che mai scompare tormentata di nuovo da un fatto che comunque immagino ti segni per sempre; la famiglia di Bossetti "il presunto"; la famiglia senior del Bossetti "presunto", la quale scopre di non essere mai stata una famiglia nonostante 40 anni di vita in comune grazie a un test del dna che fin qui ha fatto più danni che indicato colpevolezze certe...
Poi ci si chiede se i quotidiani possono o meno pubblicare le intercettazioni.
Almeno di un'intercettazione puoi pubblicare un testo cui fa riferimento una conversazione certa fra due persone. 
Può essere lecito o meno ma quanto a fatti quelli ci sono: ciò che è detto è scritto e da lì non si scappa.
Ma qualcuno mi spiega il senso di questo montare di supposizioni e indizi intorno a un solo fatto che non ha valore di prova in tribunale a meno che venga ripetuto quel test del dna frutto di un'imboscata al Bossetti vittima di un falso alcool test un sabato sera?
E su questa necessità di preparargli un'imboscata per fargli il test: qualcuno mi spiega come mai il test sia stato fatto a 18.000 persone della zona, a sua madre, al suo sepolto autentico padre ma chissà per quale ragione mai a lui che infatti glielo si fa a tradimento via alcool test?
A me 'sta storia puzza di fuffa, lo ripeto.
E non sto dicendo che il Bossetti è innocente né che sia colpevole: non ne so nulla di più di ciò che riportano i quotidiani.
I quali però, paiono sfornare fuffa quotidiana sul caso al solo scopo di attirare polli curiosi e amanti del crimine estivo (come me), così da garantirsi migliaia di visite e commenti utili a vendere bene la pubblicità.
Bravi.

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