giovedì 3 luglio 2014

Inchiodare il brutto gufo alla porta

Pur dedicandoci a queste ricerche, intendevamo anche approfittarne per accrescere il nostro stock di viveri, fare eventualmente degli affari - insomma in ogni modo non era tempo paerso.
- Allora, quando partite? - gridò una voce proveniente dalla strada, mentre parlavamo tra noi, dopo colazione, di tutti quegli appassionanti progetti.
Era la guida delegata del Porto-delle-Scimmie che ci aveva interpellato, e senza aspettare risposta continuava la sua strada con quell'aria di non muoversi che hanno i montanari.
Questo ci risvegliò dai nostri sogni. Così, prima ancora di aver fatto i primi passi, scivolavamo verso l'abbandono - sì, verso l'abbandono, perché passare un solo minuto a soddisfare una curiosità inutile significava abbandonare il nostro fine e tradire la nostra parola. Ben miserabili ci parvero tutt'a un tratto i nostri entusiasmi di esploratori e gli abili pretesti con cui li adornavamo. Non osavamo guardarci. Si udì la voce di Sogol brontolare sordamente:
"Inchiodare quel brutto gufo alla porta e partire senza voltarsi!"
Lo conoscevamo tutti quel brutto gufo di cupidigia intellettuale, e ognuno di noi avrebbe avuto il suo da inchiodare alla porta, senza contare qualche gazza gracchiante, tacchini pavoneggianti (yeah...pdb*), tortorelle tubanti, e le oche grasse! Ma tutti questi uccelli sono talmente ancorati, inseriti nella nostra carne che non potremmo estrarli senza dilaniarci i visceri.
Bisognava vivere con loro ancora a lungo, sopportarli, conoscerli bene, finché non si fossero staccati da noi come le croste si staccano da sole, in una malattia esantematica, man mano che l'organismo ritrova la salute: è male strapparle prematuramente.

Da Il Monte Analogo  di René Daumal- p. 103/104 - Ed. Gli Adelphi 
*profilo della blogger

3 commenti:

  1. Uffa però, appena mi riaffaccio, e per giunta di fretta, come sono ora, ed ecco che sento...aleggiare questi discorsi di "abbandono", partenze, inchiodature versatili con migrazioni subdole da astuto transumante montanaro ecc ecc.
    Non è giusto, però (come direbbe un altro volatile, rigorosamente nero anche se prestato dal mondo dei cartoni -- un roger rabbitt resistente alla salamoia e a svariate altre prove di candeggio).
    Va bene, il blog è tuo, non insisto.
    Solo aggiungo che se partire si deve, io parto svantaggiata, perché ho piantati in fondo al cuore stormi di svassi cigno e di gru giapponesi, veri campioni di incrollabile fedeltà. Oltre che di migrazioni.
    Ciao Ross, è stato comunque un colpaccio di fortuna incontrarti.
    Con affetto, marilù.

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    Risposte
    1. aleggiare questi discorsi di "abbandono", partenze, inchiodature versatili
      Ma no ma no ma no, Marilù: è solo un passaggio trovato nel libro che sto leggendo che cito sotto al post.
      Inchiodare il Gufo alla porta è un bel promemoria per la mia tendenza a perdere un sacco di tempo rincorrendo la presunzione di poter non solo leggere tutto per capire tutto, e già questa dimmi se non è una pretesa da gufi, ma di rincorrere pure quella di, capendo tutto perché leggo di tutto, in qualche modo ricavarne chissà quali guadagni metaforici o metafisici ma sempre e solo immaginari, tipico appunto della cupidigia intellettuale del gufo, che per questo inchiodo da qualche giorno alla porta ogni volta che mi gufa di leggere questo, leggere quest'altro, etc...
      Metti che un giorno mi perda perché sempre impegnatissima a cianciare con il gufo: ora so cosa devo fare per darci un taglio e fare qualcosa di più utile con il tempo che ho a disposizione: lo inchiodo alla porta e...taglio l'erba, do l'acqua alle piante, pulisco i vetri, sistemo gli armadi, mi faccio un manicure...
      Tutte cose che sono molto più utili alla mia vita quotidiana di quanto lo sarà mai sapere quante pisciate al giorni fa il gufo del coniglio di cui non voglio sapere assutamente niente perché la fuffa mi danneggia il karma.
      Tú entiendes? son más seguro que sí...
      (Pensa se invece di voler sapere l'ultima sulla gufa dei boschi inchiodo la pavona curiosa e impiego lo stesso tempo a ripolverare il mio spagnolo, ad esempio. Non è tutta vita guadagnata?)

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    2. Ah, seguro. Pensa, potresti leggerti tutto il Don Quijote in lingua originale.
      E poi non venirmi a dire che non te l'avevo detto.
      Buona vita, cara Ross, e -- molto di più -- buon karma.
      Hasta siempre!
      marilù

      P.S.: vacanze all'agriturismo di Sant'Elena, eh? Ahi hiahiahiaiii...

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