Mi fa davvero piacere leggere che la Melegatti ha ripreso a sfornare il Pandoro con la scatola blu.
Felice perché a differenza dall'altra grande azienda veronese sfornatrice di pandori, Melegatti è l'azienda che il Pandoro l'ha inventato ed è ancora oggi un'azienda di proprietà tutta italiana.
Dopo la chiusura dallo scorso agosto, per le serie difficoltà finanziarie che non consentivano nemmeno il pagamento degli stipendi arretrati agli operai, la notizia della ripresa di produzione mi ha fatto ironicamente pensare alla frasetta del titolo.
Insomma, un "Aiutiamoli a casa loro", il mio, inteso come un invito ad aiutare gli operai veronesi della Melegatti portando a casa nostra i loro pandori così che per le feste loro portino a casa loro un po' di serenità dopo mesi in cui ogni speranza di ripresa dell'attività sembrava persa.
Poi, in linea di massima, sarei comunque dell'idea che, proprio perché siamo un paese ormai in miseria, un tantino di autarchia non ci farebbe così male come #ilmercato vorrebbe farci credere.
Orto sotto casa, vestiti fatti o rimessi a nuovo dalla sarta, pane solo al panificio in piazza e scarpe risuolate dal ciabattino all'angolo significa far lavorare italiani in difficoltà anziché ingrassare catene di taccorapido e sartorierapidecinesi che sì, costano poco ma valgono poco e ci impoveriscono sempre di più.
Mangiare meno, mangiare sano, mangiare semplice costa poco (testato e garantito).
E se una volta l'anno, portiamo in tavola solo i dolci tradizionali prodotti dalle aziende la cui proprietà è davvero interamente italiana, avremo quel piccolo piacere di snobbare quei prodotti a marchio italiano che sono ormai invece a capitale straniero variabile.
Si fottano i globalisti, i terzomondialisti, i cooperativisti che di cooperativo hanno solo il nome rubato e usato impropriamente, si fottano pure gli europeisti a stelline sul blu che a ogni rimedio trovato per salvarci ci stringono un po' di più il cappio al collo.
Prima che vi vengano idee strane, non percepisco un cents per dire ciò che penso di un Pandoro Melegatti che sta da sempre sulla mia tavola di Natale.
Come sa chi di qua passa da un po', questo blog se ne frega degli sponsor, degli adv, dei click e anche del numero dei followers che si defollowano o mi defollowano perché non gli metto i like o le faccine degli smile.
E' un blog adulto per adulti, non un blog figo né adatto a gente che ama vivere in un paese da cartoni animati nel quale basta insegnare ai bambini a mettere una sciarpa legata all'albero per insegnar loro come si aiutano i poveri a non morire di freddo.
Poi, se di freddo i poveri barboni crepano comunque perché la sciarpa non gli arriva a coprire la pancia non si vedranno nel cartone animato dei bambini tutti felici di legar sciarpe agli alberi e degli adulti che si sentono tutti buoni insegnando ai bambini a fare cose da cretini convincendoli con questo di essere generosi per il riciclo di sciarpe usate e quindi, per questo, pure green e intelligenti.

la differenza sostanziale tra emozione e ragione é che l'emozione porta all'azione, la ragione a trarre conclusioni.( Donald Calne )
RispondiEliminaMancando le conclusioni...si cede all'azione e quindi : la carità come forma di promozione, addirittura , dell'etica sociale.
Perché di questo si tratta, dell'incapacità di lettura del reale affogata nell'elemosina, e non solo.
La destrutturazione logica e valoriale che hai subito tramite il marketing emozionale, ossia l'evoluzione della manipolazione delle debolezze inconsce, ottenuta insistendo particolarmente sulle dinamiche di gruppo, come ad esempio quelle più irrazionali legate al senso di appartenenza , qui le hai inconsapevolmente rese palesi.
tu, appena più in alto , sei l'esempio di come l'opinione pubblica viega spinta ad identificarsi con quella privata : ovvero, il pensiero viene iniettato e si propaga come un virus ( sei l'esempio ) ,nella coscienza della comunità sociale cosicché gli interessi confliggenti vengono rimossi.
( la cultura non si consuma : si vive )
buonanotte ....
Mi vado convincendo che, a forza di ragionare "per trarre conclusioni", si finisca spesso per perdere di vista la drammatica realtà che intanto si riversa sulla vita concreta delle persone.
EliminaNon contesto ciò che scrivi, solo il fatto che non risolve il problema delle aziende che chiudono e delle persone che dall'oggi al domani si trovano a dover mendicare il pasto e il saldo della bolletta alla Caritas.
Quando devo ragionare sul problema, mi pongo domande tipo: la fabbrica che sta per chiudere produce qualcosa che vorrei ancora domani in un paese rifatto dalle fondamenta?
E mi accorgo che sì, Melegatti la salverei, mentre ad esempio non salverei l'Ilva, o almeno non salverei l'Ilva lasciandola a Taranto. Gli operai dell'Ilva, ricordo, accettano di morire di fabbrica pur di avere una vita fuori dalla fabbrica che li ammazzerà per la seconda volta.
Melegatti non inquina e non ammazza i suoi operai.
E questo è quanto, se vogliamo ragionare sul concreto.
Poi, davvero, non affibbiare a meroba del tipo:"la carità come forma di promozione, addirittura , dell'etica sociale", perché sei davvero fuori strada.
Sul tema da me titolato Beneficenza Spa, dove raggruppo tutto il mondo del buonismo a reddito, ne scrivevo ben prima del business buonista sugli immigrati o sulle onlus, ong, coop, che ormai proliferano come funghi a fare della carità un precetto morale cui è impossibile fare le pulci senza venir prontamente etichettato come fascista, mazista, ecc.
Come detto e scritto più volte, le etichette sono il mezzo infido con cui si chiude la bocca a qualunque argomentazione, una sorta di chiave che blocca per sempre ogni diversa opinione.
Con un ulteriore limite dato dal mezzo: fare qualunque discorso sul web è garantirsi così tanti possibili malintesi che fermarsi a un paio di righe per tranciare giudizi è la norma.
Ragion per cui leggo tutti i commenti, provo a dire la mia ma raramente sputo sentenze sulle opinioni altrui, lasciando aperta la possibilità di aver male interpretato o non capito o...
Ammetto che non é possibile chiedere a tutti la perspicacia ma di
RispondiEliminaquesta tua goffa aspirazione ad una insensata purezza ideologica che ti spinge a dare il peggio di te , fino alla mancanza di rispetto per chi ti legge ?
Buonanotte.
Il tuo sarcasmo, cara Ross, terrebbe al riparo dal diabete anche il più volenteroso e goloso volpone del dessert natalizio, pronto a lanciarsi in un labirinto di dune di zucchero a velo con cuore impavido e spirito civico da Lu Renzi da Rabbia (i cinesi finiscono col comprare sempre tutto...)
RispondiEliminaAnzi, guarda, a proposito di azione: perché non brevetti la formula chimica e fondi una start up che, dalla stampante di casa (rigorosamente "di casa"), "sforni" pillole rosso lacca appena appena spruzzate di vaniglina?
Salveresti una marea di diabetici dalla pena di morte quasi volontaria.
Un sorriso amaro e un abbraccio...molto meno (spero)
marilù