sabato 10 febbraio 2018

Il telefono di Pamela, dov'é?

Sulla tragica fine di Pamela Mastropietro si ha la sensazione di una certa micragnosità nella ricerca di una specifica causa di morte, prima di accusare di omicidio il trasportatore dei suoi resti.
Ed è una micragnosità che stupisce, visto quanto emerso dalla seconda autopsia sul martoriato corpo della ragazza: un colpo violento inferto alla testa e una profonda ferita da arma da taglio all'altezza del fegato, che potrebbero essere state inferte prima della morte.

A parte che non si riesce a comprendere come possa risultare affidabile la testimonianza (è morta di overdose e sono scappato) di uno che viene incriminato per occultamento e vilipendio di cadavere.
A parte che non si riesce a comprendere la logica per cui se l'Osenghale dice di essere scappato non viene incriminato per omissione di soccorso.
A parte che non si riesce a trovare una logica nella decisione di incriminare l'Osenghale ma non l'amico spacciatore perché questi dichiara di non aver mai messo piede nell'appartamento del macello.
A parte questo, non ho ancora letto risposta a una domanda che mi pongo da giorni: che fine ha fatto il telefono della ragazza?

Se c'è un oggetto dal quale un diciottenne non si separerebbe mai è il proprio smartphone: dov'è quello di Pamela?


Un'analisi del traffico telefonico potrebbe dare molte risposte, come ormai sappiamo.
Ad esempio una: come e quando Pamela ha conosciuto e incontrato per la prima volta Osenghale?
Si conoscevano già per via di acquisto e spaccio? 
L'ha incontrato per caso ai giardini di Macerata dove viene lasciata dal tassista peruviano che la trasporta lì dalla stazione di Macerata? 
Avevano un appuntamento, Pamela e il nigeriano?
Avevano avuto contatti via telefono, via social, via sms?
Perché Pamela decide all'improvviso di lasciare la struttura dove è ospite? 
Solo per potersi fare una dose che non si fa più da quattro mesi?

Non si sa, al più ci si immagina o si suppone.

Ed è strano non se ne sappia niente, perchè la ricostruzione delle chiamate e dei messaggi partiti dal telefono della vittima sono stati fra le prime cose che si sono sapute nei precedenti casi di scomparsa di una persona ritrovata poi cadavere (o anche nei casi di persone mai più ritrovate).

Qui abbiamo certezza che la vittima, uscita dalla struttura dove era ospite da quattro mesi, è stata prelevata alla stazione e portata ai giardini di Macerata da un tassista peruviano. 
Che la ragazza incontra ai giardini il nigeriano e che con lui si avvia verso la farmacia dove compra una siringa. 
Che sempre seguendo il nigeriano si avvia poi, seguendolo a distanza, verso l'appartamento di quest'ultimo.
Abbiamo il ritrovamento nella casa del nigeriano di abiti ed effetti personali della ragazza impregnati di sangue e dei coltelli usati per lo smembramento del suo corpo.

Niente sappiamo sul ritrovamento o sulla scomparsa del suo telefono.

Anche presumendo che l'assassino/gli assassini se ne siano liberati, ricostruire le ultime chiamate e gli ultimi messaggi inviati o ricevuti da quel telefono potrebbe chiarire se Pamela non sia magari stata attirata fuori dalla struttura proprio dal nigeriano, con il quale infatti si incontra senza che si capisca se lo conosceva già, se l'ha incontrato casualmente ai giardini perché era luogo noto di spaccio, chi sono le ultime persone con le quali Pamela ha interagito prima della fuga dalla struttura e fino al momento della sua orrenda fine.

Perché se l'autopsia confermerà che il colpo in testa e la pugnalata al fegato sono state inferte a Pamela viva, l'ipotesi che sia stata vittima di un'imboscata, più che di un omicidio casuale per la resistenza a un eventuale approccio sessuale da parte del nigeriano, a me verrebbe.

Chi l'ha colpita? Chi l'ha pugnalata mentre era ancora viva?
Se fosse stata attirata in un'imboscata, chi ci dice che nell'appartamento ad aspettare il nigeriano con Pamela non vi fosse già qualcuno?

Se, come afferma il nigeriano, che come testimone di se stesso mi pare dovrebbe essere la persona meno affidabile, e invece non viene incriminato di omicidio perché "lui dice che è morta per overdose (roba da matti), è scappato dopo che ha visto la ragazza morire e ha avuto paura, perché non viene incriminato 1. per mancato soccorso, 2. per aver fornito alla vittima la dose che poi le risulta fatale o 3. perché se trovo in casa tua gli abiti della vittima e trovo in casa tua i coltelli sporchi del suo sangue, per me il primo a essere sospettato dell'omicidio sei tu anche senza avere il genio deduttivo di Sherlock Holmes mentre qui lo si tratta come fosse un fantasma di passaggio in casa propria?

Niente. 

Si continua a indagare, e ci mancherebbe. 
Si continuano anche a cercare prove sui tessuti e i resti della martoriata salma. 
Si arrestano altri due nigeriani che sembrano essere coinvolti nell'omicidio della ragazza, uno dei due a Milano, mentre tenta di spostarsi verso la Svizzera (come si sia arrivati al fermo di questo nigeriano in modo così preciso e puntuale non è dato sapere), ma un'accusa formale di omicidio per Osenghale ancora non risulta formulata.
Che gli inquirenti stiano fiutando una pista più terrificante di un Osenghale che fa a pezzi la ragazzina dopo averla massacrata per un rifiuto di sesso?

Per ora ci sono certezze su alcuni macabri dettagli, e incredibili lacune su altri, cioè proprio su quei dettagli che di solito ci vengono invece serviti per antipasto in attesa dell'esito delle indagini proprio perché sono oggi quelli più velocemente e facilmente reperibili grazie alla tecnologia che ci monitora tutti grazie dai nostri odiati smartphones.

Su quello di Pamela invece niente si sa.
Ed è strano.

E' come se il quadro che si va componendo davanti agli inquirenti fosse così fosco e terribile che ciò che lasciano trapelare risulta a tratti surreale solo perché ciò che emerge davanti a loro non è facile da far digerire ai nostri stomaci delicati?

P.S. 
Da quanto scrive Il Giornale alle 13.59, mi sa che la mia idea dell'imboscata non è poi così strampalata come poteva sembrarmi alle 11, quando ho iniziato a scriverla. 
E se le indagini portassero a questa conclusione, il non chiedersi seriamente chi sono i "migranti" che ospitiamo senza lasciarci deviare né da imbecillità sul fascismo né da fantasie sull'accoglienza a fini umanitari. Qui siamo di fronte a una barbarie che in Europa non si è mai vista, nemmeno durante la caccia alle streghe e alle torture dell'Inquisizione.
Mi secca dirlo, ma mi sa che forse Minniti è l'unico che ha qualche idea del reale pericolo rappresentato da questa immigrazione.

17 commenti:

  1. il caso é la benzina che azzera la pseudosinistra residua .

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    1. Non so. Considerando la massa di relitti in Macerata oggi contro il "fascismo" e contro il "razzismo", ai quali pare non fregare nulla della realtà criminale nigeriana di Macerata, si ha la sensazione che davvero ogni cosa (ogni parola) sia capovolta di senso.
      Come si fa a riunirsi lì a ribadire no al razzismo quando è proprio lì che sono i criminali, da lì, che i nigeriani arrestati per l'uccisione e lo strazio sul corpo di Pamela vengono?
      http://www.ansa.it/sito/videogallery/italia/2018/02/10/gino-strada-a-macerata-gruppi-fascisti-vanno-sciolti_0671836b-19a6-43af-b52b-4686771cd407.html

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    2. Ci vuole una capacità di eludere la realtà dei fatti notevole, per manifestare a sostegno dell'immigrazione senza far nemmeno un cenno alle vittime che l'immigrazione produce.
      Non "vittime" retoricamente, fisicamente.

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    3. Le tue domande, cara Ross, sono ricche di senso e buon senso, come sempre.
      Non ho ancora letto, anche se mi riprometto di farlo, tutti i link che hai introdotto sia nel tuo articolo, sia nella tua aggiunta qui sopra nello spazio dei commenti, ma un primo tentativo di risposta (un germe di risposta, mi verrebbe da dirti) mi sento comunque di azzardarlo.
      Anche senza telefono, gli inquirenti dovrebbero poter conoscere comunque il traffico telefonico effettuato sullo smartphone della povera Pamela, semplicemente sapendo il numero di telefono dello stesso dispositivo; basterebbe un mandato della magistratura alla compagnia telefonica per aver accesso agli archivi che la stessa compagnia dovrebbe avere l'obbligo legale di custodire per un certo tempo (non so quanto a lungo, in verità).

      Ad ogni modo, il fatto che il corpo, meticolosamente dissezionato con una perizia che ha lasciato di srucco lo stesso medico legale incaricato dell'autopsia, manchi di un organo interno fondamentale, cioè il cuore, non dovrebbe lasciare dubbi sul fatto che l'ombra dell'omicidio rituale che ammanta questo delitto è tutt'altro che aleatoria.

      Una sola gggiunta: l'omicidio rituale non è affatto patrimonio esclusivo delle culture primitive dedite al woo-doo. Il nostro europeissimo satanismo ne è purtroppo impastato fino all'ultima fibra, e con somma disinvoltura, da secoli. Poi si può dissertare se sia stato importato dal vicino oriente, Fenicia o Egitto che siano. Ma l'antichità della abominevole "tradizione" locale è fuori discussione, ahinoi.

      Ciao cara Ross, buon tutto,
      marilù

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    4. Pare che per risaire ai 2 fermati ieri, quello di Milano e a quell'altro di Macerata, abbiano seguito appunto le tracce dei cellulari presenti nell'area dell'abitazione al momento del delitto. E che proprio dai nomi di questi due, in particolare quello di Milano, siano arrivati a concludere che poteva essere implicato nello smambramento del corpo in modo così "scientifico".
      Il che ci dice che sapevano da prima chi fosse questo e quale fosse la sua specializzazione (macellaio?).
      Ciò che ora mi aspetterei è che, visto che i fermati ora sono 3 e le indagini sono dichiarate chiuse, ci dicano anche cosa hanno scoperto, chi sono, cosa è avvenuto in quella casa dove pare fossero presenti più nigeriani, non il solo spacciatore che poi se n'é andato perché "ha avuto paura".
      Perché da quel poco che lasciano trapelare su quanto sono arrivati a capire per chiudere le indagini, lo "smambramento di gruppo non è che si improvvisi, i litri di varechina per pulire il sangue non è che te li tieni in casa per ogni evenienza, e se hanno potuto seguire la tracce degli spostamenti di quello fermato a Milano, è probabile che sappiano qualcosa anche sul traffico della sim di Pamela, che però, chissà perché, fin qui non è stato reso noto dalla stampa.
      E per come la vedo io, è proprio ciò che viene omesso a turbare di più. Perché mi dice che non si vuole (e come organi ufficiali non si può) mentire, ma evidentemente dire come sono arrivati a chiudere le indagini e a capire che c'é stato uno smambramento di gruppo qualcosa sul telefono di Pamela deve averli indirizzati a colpo sicuro.
      Aspettiamo di capire cosa vorranno o non vorranno rendere di dominio pubblico.
      Da quello su cui taceranno potremo trarre noi le conclusioni.
      Con buona pace dei manifestatori contro il razzismo che (la cosa mi indispettisce assai) a Macerata sono andati a sostegno di gente che probabilmente sa cosa si muove nel sottobosco di questi clan di migranti dei quali non sappiamo e non ci vogliono far sapere niente.
      Insomma, se Minnniti era così fortemente contrario alle manifestazioni di oggi magari sa anche perché, al di là delle puttanate, non erano da fare.

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    5. Raggelante e, al tempo stesso, prezioso, il documento che hai rintracciato nel web, sul sito di meltingpot: complimenti!

      Mi son presa la briga di leggere anche gli altri link e devo dire che la versione dei fatti data dagli operatori -- nella fattispecie: dall'operatrice -- del centro di recupero per tossicodipendenti maceratese, non mi convince molto. Perché, se voleva veramente aiutare la ragazza, non l'ha seguita da subito con l'auto, insistendo garbatamente per darle un passaggio? Possibile che, nel momento in cui è tornata sui suoi passi per andare a prendere la macchina e raggiungere a bordo di essa Pamela, la ragazza abbia trovato, in una manciata di pochissimi minuti, il passaggio che cercava da uno sconosciuto? E se questo "tassista" improvvisato fosse stato convocato da Pamela con una chiamata o un sms, perché condurla prima alla stazione e poi disinteressarsene, dal momento che per raggiungere il venditore dell'agognata dose, forse sognata per 4 lunghi mesi, Pamela si sarebbe poi servita di un "vero" estraneo, cioè il tassista peruviano, che dice di averla prelevata alla stazione ferroviaria di Macerata e dunque NON all'ingresso del centro di recupero? Lo stesso tassista ha poi avuto una incredibile serie di colpi di fortuna nell'incrociarla più volte, nel corso della stessa mattinata, in giro per la città.

      La sequenza degli eventi mi pare un po' troppo contorta e inverosimile; qui, o mente l'operatrice, o mente il tassista, che potrebbe aver sfoderato una smagliante solerzia da perfetto bravo cittadino solo per depistare gil inquirenti. Sempre ammesso che esista e non sia un personaggio inventato dagli inquirenti stessi per proteggere i veri testimoni dei vari spostamenti della povera vittima designata.

      In ognuno dei casi da me ipotizzati, la spiegazione del delitto col SOLO ricorso ai riti disumani di una setta demoniaca d'oltremare comincerebbe a scricchiolare e mostrare tutta la sua -- indicibilmente drammatica -- inadeguatezza.

      Infatti, a questo punto, a me viene da pensare che la setta in questione sia molto più variamente "colorata" di quanto non appaia a un primo sguardo e che possa prevedere agganci laterali anche con un ambiente criminale e non meno spaventoso, certo, ma poco o nulla interessato agli aspetti "spirituali" del delitto, quanto piuttosto a quelli strettamente affaristici e finanziari della vicenda; alludo al traffico di organi umani, che a partire dagli orrori della guerra civile nella ex-Jugoslavia, per finire poi nei risvolti agghiaccianti di questi ultimi sette anni di sanguinosissimi scontri in Siria e in Iraq, ha conosciuto nell'ultimo quarto di secolo una fioritura a dir poco sbalorditiva.

      Sì, hai ragione: Minniti potrebbe avere non uno, ma molti, terribili motivi per essersi dichiarato così fortemente contrario a quella manifestazione.

      Ciao Ross, e grazie: è sempre illuminante leggerti e dialogare con te.
      marilù

      P.S. In effetti è difficile capire come gli investigatori siano poi riusciti a risalire al secondo complice, catturato a Milano in procinto di prendere un treno per la Svizzera: e se avesse avuto lui con sé il telefono (spento) di Pamela, con l'intento di far pensare alle forze di polizia che la ragazza fosse ancora viva ed espatriata? Forse lui e i suoi complici non credevano che da quell'obbrobrio di macelleria gli investigatori riuscissero a risalire con sicurezza e così in fretta all'identità della povera vittima? Eppure, sembrerebbe proprio lui l'esperto di medicina legale, nella faccenda. Che pare ancora incredibilmente piena zeppa di zone grigie e stramberie, a dispetto della celerità con cui le autorità hanno fatto sapere di aver vittoriosamente concluso le indagini.

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    6. Marilù, temo che la teoria del telefono mancante abbia oggi una risposta che non avevo mentre scrivevo il post. Qualcuno dice che, per evitare che chi entra nelle comunità di recupero abbia contatti con l'esterno, vengano privati fra le altre possibilità di comunicazione, anche appunto del telefono.
      Quindi, non solo era senza un soldo, ma non aveva contatti con nessuno all'esterno da mesi.
      Leggevo poco fa alcune dichiarazioni dell'avvocato della famiglia di lei, che è pure lo zio, il quale dice che: 1. lei non si bucava, non si è mai fatta di eroina, almeno fino al momento dell'entrata nel centro di recupero, dove pare sia entrata di sua volontà e a seguito di un percorso iniziato prima; 2. la nonna di lei, che aveva accettato di esserle di riferimento a tutela, aveva tentato più volte di contattare la comunità di recupero, via email e telefono, senza mai ottenere risposta; 3. pare che la struttura sia stata querelata dai familiari per non aver impedito a Pamela di uscire dalla struttura, come era loro responsabilità precisa fare.
      Sui riti nigeriani ho poco da aggiungere, tranne altre ulteriori nefandezze che non aggiungono che orrore all'orrore (qualcuno dice di aver visto i pezzi "mangiati").
      Le ipotesi di ricostruzione dell'accaduto sono ormai sempre più confuse, e immagino che finché non saranno chiuse definitivamente le indagini il rischio confusione sia altissimo. Ora pare che stamattina vi siano stati altri sopralluoghi nell'attico del delitto, e che fosse presente un quarto avvocato, a dire che forse c'é un quarto indagato.
      Alcune fonti poi, sulla questione mafia nigeriana e riti cannibali connessi, parla di una ramificazione in Italia perfino superiore a quella dalla 'ndrangheta, con brutalità superiore.
      Su tutto, la necessità di continuare il difficile dovere morale di distinguere vittime e carnefici, cosa resa impossibile proprio dal sistema di accoglienza e da un velo di distrazione mediatica che vorrebbe fari vedere il caso come un mero fatto di cronaca nera non diverso da fattacci brutali a opera di italiani su italiane. E ci sta, ma solo finché non si arriva ai dettagli. E lì, lo spostarer l'attenzione su questioni di fascismo o razzismo, la parte da leone la fanno quelli che poi schierano in prima fila, con cartelli antifascisti, quasi esclusivamente dei neri. E posso non chiedermi quanto onestamente sappiano cosa sia il fascismo chi è arrivato in Italia da qualche mese, non parla ancora bene la lingua italiana e ha contatti quasi esclusivamente con i centri sociali?
      Grande confusione, grande distrazione.
      Temo che a forza di equiparazioni fra crimini nostrani e mistiche falso-fasciste, finiremo per inghiottire come normale anche uno dei bocconi più avvelenati che il nostro istinto ci avvisa di non mangiare.
      Mi astengo per un po' dal commentare ulteriormente, perché sentire la Murgia (in un video) mettere sullo stesso piano fascismo e femminicidio, razzismo e criminalità comune, mi inquieta quasi quanto il fatto stesso.
      Non avere più niente da dire, che sollievo sarebbe...
      Invece, come noti anche tu, zone grigie, stramberie, confusione, dettagli fuori posto.
      Aspettiamo di capire come evolvono le indagini, poi magari avremo un quadro più chiaro (forse).
      Un salutone e un abbraccio. R.

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    7. io , nel frattempo , ho cambiato idea , voteró per casa pound .

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    8. Capitan Nymus, mi sembra che questo suo mutamento d'opinione politica sia una rimarchevole prova di coerenza e di logica ineccepibile -- direi vulcaninana -- da parte sua. Il generale Baietti, infatti, può vantare ben 15 lauree; di sicuro, come suo personale delegato in Parlamento, è quello da cui, a prescindere da quali leggi proporrà e quali voterà o respingerà, potrà senz'altro sentirsi rappresentato al meglio.

      Buona fortuna, e tante buone cose!
      marilù

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    9. Casa pound...sto facendo proseliti.
      La mia logica é rispettabile almeno tanto quanto la sua che vanta una coerenza concettuale ineccepibile , é sufficiente leggerla .

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    10. Oh Capitano, oh mio Capitano, lei è davvero troppo generoso...
      La mia loquela infatti -- almeno per quanto riguarda la versione scritta -- soffre di non poche pecche. Eccone una: volevo scrivere "vulcaniana" e non "vulcaniNana". E' stato un refuso, solo un'antipatico inciampo sulla tastiera, assolutamente nulla di personale.

      Di nuovo, buona fortuna a lei, col suo impegno... apostolico.
      marilù

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    11. Ammoreeee: c'hai sempre un ritardo di tre settimane abbondanti...intendo di lettura...le chiacchiere stanno a zero , amore ...

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  2. Rossana,

    a proposito di ritardi ed eventuali distrazioni sulle varie "versioni dei fatti" lasciate tranquillamente circolare per giorni, hai notato che le autorità hanno impiegato una settimana tutta intera per smentire categoricamente le "voci di corridoio" che avrebbero messo in giro narrazioni fantasiose e del tutto estranee alla realtà effettiva del delitto Mastropietro, riguardo i risvolti da rituali magici e necromanzie varie che ne avrebbero costituito -- secondo le "voci incontrollate" -- il vero movente, più che la semplice cornice folcloristica?

    Ci hanno messo ancora più tempo a formulare questa dichiarazione di smentita categorica che non a sostituire il questore di Macerata, ad appena tre mesi dal suo insediamento, peraltro.

    Ciao Ross, buon fine-settimana e buon tutto,
    marilù

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    1. Ho notato, ho notato.
      Così come ho notatoil rispuntare dell'ipotesi della violenza sessuale prima di ucciderla e farla a pezzi.
      Ho trovato poi particolarmente inquietante che a esami istologici non ancora terminati, emergano improvvisamente tracce di sperma e di saliva sul corpo, in precedenza e tutt'oggi dato per ripulito con la candeggina. La mettono come imperizia degli smembratori, insomma si sarebbero preoccupati di eliminare alcuni "piccoli lembi di tessuto", cioè tessuto che all'inizio erano vagina e seni, e ora invece ricompaiono con tanto di tracce biologiche, tanto da coinvolgere il cretino che la sera prima ci ha fatto sesso, casomai si trattasse di sue tracce.
      E' che sono sempre sospettosa quando a distanza emergono dettagli che contrastano con quelli che emrgono alle prime battute d'agenzia delle notizie.
      E' già successo, succede sempre, quando si tratta di casi di omicidi particolarmente efferati.
      Come se servisse del tempo per costruire un puzzle compatibile con una versione altra rispetto a quella iniziale.
      Poi, ti dirò: da quanto ho letto sull'ambiente maceratese, che vi siano prove di alterazione delle prove a carico e un tentativo di distrazione non mi stupisce, anzi: mi pare confermare esattamente ciò che si vorrebbe negare.
      Non so se riesci ad aprire e poi a leggere il lungo e dettagliato tweettelling pubblicato un paio di sere fa da un'utente, che a mio avviso costituisce una nuova eccellente forma di giornalismo d'inchiesta in pillole.
      Prova, se mai finirà che lo pubblico direttamente in home...
      https://twitter.com/ValeMameli/status/963409291532275712

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    2. Grazie infinite Ross, per questo link ai tweet esplosivi di ValeMameli, una vera miniera di ..."pillole rosse anti-matrix", come l'ha definita egregiamente un commentatore.
      Non ho ancora letto tutta la ricchissima documentazione allegata alla serie di tweet, ma mi prefiggo di farlo non appena avrò un po' più di tempo.
      Grazie ancora!
      marilù

      PS.: anche l'etnia di appartenenza del laureatissimo capo nigeriano della associazione di accoglienza e smistamento migranti, ha scovato la Vale! Martinez potrebbe dirsi soddisfatto, a questo punto. Anche se quella di Innocent Osenghale è ancora rimasta ignota al pubblico sia dei media main-stream, sia di internet. Pazienza; se aspettiamo un po', forse ce la rivelerà lui stesso, magari durante un'intervista a "QuartoGrado", su Rete4 o in uno "speciale" (ancora non programmato, ma chissà...) affidato all'impareggiabile Franca Leosini.

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  3. Siamo in un mondo dove coetanee piuttosto che intervenire davanti ad una violenza sessuale, si preferisce filmare lo stupro.
    Fare i moralisti per questo "gossip" è alquanto infelice, poi abbiamo dei padri che si intrufolano nei letti delle proprie figlie. Quante albanesi violentate per avviarle al marciapiede..e poi c'è la moda del mainstream...

    Slobbysta

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    1. Sono d'accordo con te, ma non solo "albanesi": abbiamo casi di italianissimi che stuprano le figlie, che le mettono a disposizione di amici e parenti che stuprano bambini nel silenzio complice di madri indegne di chiamarsi tali lungo tutta la penisola, a ben vedere le cronache.
      Tuttavia, nel caso specifico, trovo fuori luogo l'uso del termine "moralisti": chi sarebbero?
      Il moralismo ha sempre un suo opposto e contrario, ciò l'amoralista, e piaccia o meno, l'uno e l'altro sono parenti stretti.
      Preferisco pensare che quando parliamo di omicidi, di terribili omicidi come quello in questione, lo sguardo dovrebbe spostarsi un po' più in alto dell'imbecillità dei filmatori di stupri.
      Se metti questo e quelli sullo stesso piano, se li equipari come "gossip" e "moralisti" entrambi, mi viene il sospetto che la tua scala di valori sia quanto meno approssimativa.
      E l'approssimazione, quando si tratta di stupri o addirittura di omicidi con smembramento del cadavere, mi inquieta parecchio.
      Se non facciamo lo sforzo necessario a stabilire cosa sia la morale, difficilmente saremo in grado di capire davvero cosa sta succedendo di drammatico e pericoloso in questo paese di disastrati incapaci di opporsi al proprio stesso degrado morale...

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