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lunedì 20 dicembre 2021

Pubblicità regresso

 Regola N° 6 - Avanzi:

Se provengono dai piatti degli altri, o se sono stati a lungo sulla tavola, esposti alle goccioline, è meglio ricuocerli. Per uccidere virus e batteri servono 60°, anche per pochissimi minuti

Vorrete mica contagiare la pattumiera?

E comunque, pagherei per assistere alla ricottura "a 60°" degli avanzi dei purceddhruzzi 

venerdì 3 dicembre 2021

Un volto, un'era...

Qui sotto alcuni Ministri della Salute.

Q: ma trovarne uno che avesse il minimo sindacale di phisique du rôle, era così impossibile? 

O forse, sono quelli giusti. 

Forse, mi dico, essendo noi nell'era dell'immagine, non sono stati scelti a caso: vedendoli, avremmo dovuto capire subito che non sarebbe andato tutto bene.




giovedì 17 giugno 2021

Smettere di farsi domande per paura delle risposte

Le domande che pone questa donna dovrebbe porle a se stessa ogni persona dotata di buon senso. 

Domande che non riguardano "la scienza", riguardano direttamente la vita di ognuno di noi e di ogni essere umano sul Pianeta.

La domanda su tutte che mi faccio da un anno e mezzo a questa parte è: possibile che la paura (di morire, di un virus, della malattia, ecc) sia diventata più forte dell'amore che abbiamo verso noi stessi? Cosa ci fa accettare tutto come fossimo sotto un incantesimo che ci impedisce di pensare davvero con la nostra testa?

Non serve essere scienziati per capire quello che ci dice questa donna, basta leggere i sottotitoli in italiano per tremare...

mercoledì 17 febbraio 2021

La buona educazione

Nel video al link qui sotto, una lunga bella intervista a Carl Gustav Jung (circa 38’, con sottotitoli in italiano).

Al minuto 18’41”, l’intervistatore chiede:

D: “Ritiene che gli standard scientifici di Freud fossero meno rigorosi dei suoi?”
R: “Ecco, vede, questa è una valutazione che non compete a me dare. Io non sono la mia storiografia né il mio storiografo”

D: “Mi dica, Freud l’ha mai analizzata personalmente?”
R: “Oh sì. Gli sottoponevo un gran numero dei miei sogni e lui faceva lo stesso…”

D: “Ricorda ora, dopo tutto questo tempo, quali aspetti significativi aveva notato allora nei sogni di Freud?
R: “Be’, questa è una domanda un po’ indiscreta. Vede…esiste il segreto professionale”
D: “ Ma Freud è morto da tanti anni”
R: “Sì, ma queste forme di rispetto durano più della vita. Preferisco non parlarne”

Appena dopo:

D: “E’ vero che lei ha molte lettere scambiate con Freud ancora non pubblicate?”
R:” Sì”
D: “Quando saranno pubblicate?”
R: “Mah, non finché sono in vita…”

Difficile non pensare all’attuale culto per il gossip cui ci ha abituato una certa Tv (ma anche certi libri/riviste, e perfino certi politici).
Ci siamo dimenticati cosa significhi la misteriosa parola “segreto”, senza parlare di come a volte trattiamo le più intime confidenze di amici e amanti.

Se siamo arrivati ad accettare come normale il fatto di farci spiare ogni sms, ogni telefonata, ogni attività sui social, convinti che un comportamento corretto equivalga al “non ho nulla da nascondere”, è forse perché ci hanno abituati a questo anni di programmi tipo “Chi l’ha visto?” o “C’è posta per te”?
Il sospetto mi viene.
Se poi penso a certi squallidi scoop giornalistici sui calzini azzurri di un magistrato o al pane e Nutella del presunto leader politico, non mi risulta difficile capire come ci sia stato facile accettare il ruolo di rimbambiti cui si possono impunemente imporre lockdown e umilianti mascherine.

E se a voi sembra si tratti di cose diverse, a me no: abituati a ritener normale lo sputtanamento dell’altro in Tv per rilassarsi, o ai riti social per noia, nemmeno ci facciamo più caso a cosa siano il rispetto di noi stessi o la discrezione nella relazione con gli altri.

All'inizio basta che un culo ci faccia ridere, poi diventa normale deridere chiunque, poi diventa giusto denunciare il vicino che fa festa mentre in Tv dicono che devi morire di paura.

Per me, trovo ci sia un filo conduttore fra il divertirsi pecoreccio e l'accettazione passiva di zone rosse, lockdown e via dicendo.

La Tv non è quasi mai mero passatempo, è sempre, anche, educazione.

O dis-educazione.

O ri-educazione.

Lo sappiamo, ma non per questo ci salviamo.

Video>Clicca qui

domenica 10 gennaio 2021

Cosa ho imparato grazie a Trump

Lezione n° 1:

- Twitter, Facebook o Google (o Amazon) hanno più potere del Presidente degli Stati Uniti d'America: sono loro a chiudergli la bocca, non il contrario

Lezione n° 2:

- A conferma del punto 1: i milioni di followers di Trump su Twitter, per punire Twitter della censura al POTUS, pensano di spostarsi in massa su Parler (che ha i propri server su Amazon), perché "lì non ti censurano". Tempo 24h e Parler viene cacciato dai server di Apple, Amazon, Google

Lezione n° 3:

-  Più che Parler potè Gab. Gab è, secondo quanto si legge su Wikipedia, un social dove possono parlare liberamente, cioè senza subire le "anti-democratiche" censure dei cattivoni di cui sopra, tutti i neo-nazi, gli antisemiti, i fanatici religiosi di destra, ecc. Appurato che quel che dici non disturba che quelli che la pensano diversamente da te, ognuno si scelga una gabbia idonea fra le due disponibili, poi #andratuttobene

Lezione n° 4:

- La "libertà di parola", la "democrazia", i "diritti costituzionali" sono termini presenti nei commenti sui social quasi quanto "fakenews", "no-vax", "i negazionisti". La necessità di limitare il numero di parole usate, forzata dai social, sta facendo il lavoro necessario ad arrivare all'ormai noto Grande Reset. Una volta lì, si potrà dire ciò che si vuole con un solo educatissimo #hashtag, ognuno previa validazione del leader della propria gabbia di appartenenza

Lezione n° 5:

- Qualcuno dice che basterebbe cacciare l'attuale governo per migliorare la triste situazione in cui viviamo. Non mi spiego come si possa pensare che Jack Dorsey, Mark Zuckerberg o Jeff Bezos possano prendere ordini dai nostri futuri Presidenti del Consiglio. Abbiamo candidati con più potere e più palle di Donald Trump? Non mi si citi #GoldMan'SacDraghi, ma qualcuno ha osato perfino Letta #staisereno

Come dicevo, la questione "Trump" è la lezione delle lezioni sul mondo in cui viviamo, quella definitiva.

L'altra, che va insieme, è che anche i migliori fra noi non vedono la gabbia e sognano la futura immensa libertà di poter eleggere da chi farsi prendere per i fondelli in futuro.

Dopo 1984, direi che urge rileggere La fattoria degli animali.

P.S. M'é capitato di rileggere ieri un mio vecchio post del 2014. Teoricamente parlavo di Rock&Roll, ma rileggendolo ho capito perché se mi dicono che sono folgorata non me la devo prendere...

venerdì 8 marzo 2019

S-festeggiamoci

21 Novembre: Festa degli alberi.
Googlare alberi+taglio e si avrà la misura dell'amore per gli alberi: da anni tutte le Amministrazioni locali del fu Belpaese, stanno facendo loro la festa segandoli a zero o capitozzandoli in modi barbari, così che la loro lussuriosa chioma non ostacoli gli occhi dei satelliti

26 Luglio: Festa dei nonni (ma anche il 16 agosto, che i nonni sono sempre più d'uno). 

Comunque, a stare alle tremende notizie di cronaca (di 2 giorni fa quella di un 65enne morto sul lavoro cadendo da un tetto) nessuno rischia più di diventare nonno: al lavoro fino a 70 anni e poi dritto a Villa Arzilla. 
Quelli che la scampano, Villa Arzilla, sono invitati a restare giovani ed efficienti, che c'é sempre il Pil da accontentare spandendo e spendendo, e la vecchiaia è ormai una patologia seccante che costa all'Inps.
Che ha altre bocche da sfamare (fra i primi 10 soci di Banca d'Italia, a sua volta parte integrante del sistema bancario europeo...)

9 Maggio: Festa dell’Europa

Europa che sappiamo morta e sepolta nel giorno in cui è nata l’UE, quella Unione Europea che ci vendono come se fossero con l'Europa la stessa cosa, e non è così...

1 Maggio: Festa dei Lavoratori

Fottuti già tutti, senza eccezioni, quella dei Lavoratori è ormai da tempo una festa alla memoria

2a Domenica di Maggio: Festa della mamma

In via di estinzione, grazie è stato bello.
O basta un utero in prestito per dirsi mammo?

21 Giugno: Festa della musica

Per ora resiste ancora qualcosa grazie ai vecchi rockettari ultra 70enni, ma non è che sono immortali...

20 Novembre: Festa dell’Infanzia e dell’Adolescenza

All’infanzia stanno mirando dritto al cuore colpendola con vaccini e istruzioni gender fin dall'età dei cartoni animati. 
Agli adolescenti è (ahppperò!!!) garantita dal SSN la pillolina per sospendersela, l'adolescenza, in attesa di decidere se essere in futuro un uomo con le tette o una donna con gli attributi

8 Marzo: Festa della Donna
Non è che con queste premesse mi senta proprio bene. 
Non è che le costosissime mimose, mi chiedo, sono l'equivalente del vecchio crisantemo il 2 Novembre?

Troppe feste, nessuna festa.
Le giornate di festa sono ormai dedicate anche alla pastasciutta (16-17 febbraio, a Verona), e mi mettono alla fine in concorrenza con quella.

Non è che poi arriva Sordi...e me se magna...???

9 Marzo 2019 - P.S.
Per me si tratta di una new entry, nel senso che prima di oggi non ne avevo mai sentito parlare, quindi la notizia va data:

15 Marzo: Giornata Mondiale del Sonno

Non ho capito a che serve: si può dormire tutto il giorno? Dovremo sorbirci esperti del sonno che in radio, alla tv, sui quotidiani, sui social ci romperanno le scatole per dirci che "Le ultime ricerche scientifiche confermano che per arrivare sani a 100 anni bisogna dormire almeno 7 ore per notte"?

giovedì 24 gennaio 2019

L'importanza dell'acqua (e il wc di Bill)

Temo siamo arrivati al punto di svolta, cioè alle fogne della civiltà.

Non è una rude battuta. 
Leggevo poco fa che Bill Gates, dopo averci colonizzato la mente, si occupa ora delle deiezioni umane nei paesi poveri, cioè appunto del problema delle fogne.
Il genio sostiene che il problema "globale" dei "servizi igienico-sanitari", ha attualmente un costo che si aggira sui 223 miliardi di dollari all'anno.
E fin qui ci posso stare: vi sono in effetti paesi, come l'India, il Ghana o la Nigeria, dove milioni di persone ancora la fa lì dove si trova quando gli scappa, cioè in strada.
Gli azionisti delle mega società che gestiscono acquedotti e fognature nel mondo, più che soddisfatti dei loro ricavi, ignorano forse quello che Gates prevede sarà un problema che "peggiorerà se non facciamo qualcosa".
Sanno che peggiorerà, e tendo a crederlo anch'io, ma ci vogliono comunque poveri.
E se la povertà continuerà ad aumentare anche nei paesi che oggi un wc in casa ce l'hanno, finirà che non avendo più i soldi per pagare le bollette dell'acqua, necessaria ai wc domestici, dovremmo prevedere l'acquisto di uno dei wc di Bill per continuare a farla nei nostri tuguri, se non vogliamo anche a noi in futuro farla in strada. 

Per farla breve, credo che Bill riuscirà a far soldi anche con la nostra cacca, risolvendo nel contempo il problema delle risorse idriche disponibili.

Mentre schifata leggevo la notizia, m'é tornata in mente la ricerca di Masaru Emoto.
Se avete dimenticato chi sia e volete approfondire, vi segnalo questo link, dove si parla di lui:
Era un ricercatore giapponese che a partire dagli anni novanta del secolo scorso condusse una serie di esperimenti osservando l’effetto fisico della parola, preghiera, musica e ambiente sulla struttura cristallina dell’acqua...Emoto  mostrava come la coscienza umana abbia un effetto reale e tangibile sulla struttura molecolare dell’acqua...
Nelle immagini qui sopra l'ingrandimento di alcuni cristalli di diverse molecole d'acqua dopo che vicino a loro qualcuno aveva detto o scritto qualcosa. Se cercate in rete ve ne sono molte altre.
Attraverso la preghiera, la musica od attaccando parole scritte ad un recipiente d’acqua, le forme dei cristalli si fanno via via più complesse, secondo ordini geometrici di grado superiore, analoghi a quelli visibili nella geometria frattale...ricorda le strette correlazioni dimostrabili con un fonendoscopio tra gli esperimenti fotografici di Emoto e la produzione scientifica offerta dalla Semeiotica Biofisica Quantistica...
Agevolo la temeraria sfida del nostro mentre, in diretta tv, tracanna contento un bicchierone di acqua che un tempo è stata feci. 
Se Emoto aveva ragione, e per me è così, che acqua si stanno bevendo questi due?

 


Per farsene un'idea alcune immagini di cristalli di molecole d'acqua con nelle didascalie le relative fonti da cui l'acqua è stata prelevata

giovedì 18 ottobre 2018

Il fumo, e l'arrosto...

Incendio in via Chiasserini, allarme diossina: acceso un ventilatore per allontanare i fumi

L'allarme tossicità, che riguarderebbe prevalentemente l'area adiacente al devastante incendio, riguarda dunque la presenza di diossina, nome comune della tetraclorodibenzo-p-diossina. La sostanza, composta da cloro, carbonio, idrogeno e ossigeno, risulta velenosa per l'uomo. La soglia massima di tollerabilità fissata dall’Organizzazione mondiale della Sanità è di un trilionesimo di grammo al giorno per kg di peso. Superato questo limite nei feti possono verificarsi malformazioni ai reni e al palato. In alto quantitativo, inoltre, questa sostanza causa cloracne, una patologia per la quale la pelle di tutto il corpo si ricopre di pustole. Da Milano Today
Un incendio, quello al deposito rifiuti di Milano, andato avanti per quattro giorni a bruciare svariati materiali tossici, fra i quali plastica.
Eppure, per i fumi e le puzze che da domenica sera ammorbano la città si è sparsa a piene mani la rassicurazione che non vi era alcun pericolo limitandosi al mero (idiota) consiglio alla popolazione di tenere le finestre chiuse, eludendo scientificamente il fatto che, dovendo i più comunque uscire, prima o poi avrebbero dovuto perfino respirare.

Lo sanno anche i sassi che la plastica bruciando produce diossina e, dopo l'incidente di Seveso, che è molto pericolosa per la salute sia dell'uomo che dell'ambiente.
Ma niente, il consiglio da seguire è stato: "..è solo puzza, niente di pericoloso, solo odore sgradevole, tenere le finestre chiuse...".

L'analisi dei fumi per il riscontro della diossina nell'aria ha bisogno di 72 ore per essere portato a termine, così ecco che stamattina esce fuori che il naso (totalmente a-scientifico), aveva già analizzato la puzza e portato l'istinto verso fazzoletti e mascherine di protezione.
Ma che dicono anche oggi #gliesperti
Tranquilli, la diossina è solo nell'area adiacente l'impianto!!!


Il fumo ha invaso per 4 giorni Milano arrivando finanche negli scantinati, bruciando naso e gola a chi per strada era pur costretto a respirarsi quell'arietta venefica dal puzzo non pericoloso.
Però la diossina rilevata è rimasta confinata solo nelle zone adiacenti l'incendio?

Il vento non esiste.
La Terra è piatta e sta ferma.
Il fumo ha rispettato i confini perimetrali del deposito.
Chi è andato a comprarsi mascherine era in preda a psicosi.
Il responsabile del fumo a Milano non era la plastica (e altro) che bruciava, ma #hastatoilmeteo.

Ne capisce più il naso e l'istinto animalo e troglodita.
Se c'é fumo, c'é arrosto.
L'umano, che testardo ancora ci abita nonostante facciano (e facciamo) di tutto per soffocarlo in culla, lo sa dai tempi delle caverne, che il naso ha sempre ragione. 
Anche l'istinto ha i suoi perché, e a volte penso che non sia così sbagliato ricominciare a recuperarlo, fidandoci di quanto ci dice.



Potrebbe interessarti: http://www.milanotoday.it/cronaca/incendio/aria-incendio--chiasserini.html
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domenica 16 settembre 2018

Dis-integrarsi

"L'Italia è un contributore attivo dell'Unione. Ma mi sono sempre rifiutato di considerare questi rapporti sul piano del dare e avere, anche perché i benefici dell'integrazione non sono quasi mai monetizzabili interamente. Non è attraverso il calcolo contabile che si definisce il vantaggio che l'Unione assicura a tutti i suoi componenti" - PdR Sergio Mattarella al vertice di Arraiolos, per discutere il futuro dell'Ue con i 13 presidenti dei paesi europei. (Fonte)
Se non è questione di vile denaro, ma di benefici quasi mai monetizzabili interamente, provi per una volta a elencarci almeno questi.

Poi, giusto per fare la micragnosa, pure sui benefici dell'integrazione avrei da dire la mia.
Una su tutte: la parola "integrazione" mi inizia a sembrare a senso unico: noi italiani pare ormai siamo costretti a integrare tutto e tutti.

E c'è un problema di misura, nell'integrare qualcosa con un'altra. 
Quando ciò che si vuol integrare supera il livello di saturazione, si hanno due possibili effetti: o le due cose si trasformano in una terza che non ha più nulla a che vedere con le prime due, o il composto "impazzisce", sbrocca, non è più né la prima né la seconda, solo un ammasso informe di materia disgregata che neanche con la colla si riesce più a compattare.

E tocca buttare via tutto.

Per me, quel punto è assai vicino, stiamo impazzendo, e lì si vedranno le reali intenzioni di chi continua a criminalizzarci per l'istintiva ostilità di chi di integrare integrare integrare proprio non ne vuol più sapere.

martedì 31 luglio 2018

I lavori infernali e le angurie

Visto che a me, che posso ripararmi al fresco, sembrano insopportabili i 33°/35°esterni di questi torridi giorni, voglio dedicare un pensiero a chi è costretto a lavorare in ambienti dove non solo non esiste l'aria condizionata, ma viene pure, al solito, preso per i fondelli se chiede almeno qualche minimo ristoro.
Ad esempio, agli operai della Electrolux che chiedono di potersi fermare pochi minuti ogni ora per il caldo infernale in fabbrica, vengono offerte fette di anguria ma no, la produzione non s'ha da fermare:
Tutto è nato dai 32 gradi di temperatura nei locali di lavoro, in particolare nelle “catene”. È così partita la richiesta di inserire pause di dieci minuti in ogni ora di lavoro oppure, in alternativa, di ridurre i ritmi produttivi. L’azienda ha replicato offrendosi di far trovare una fetta d’anguria a testa in sala-mensa. Replica sindacale: “Non se ne parla nemmeno. A tutela della salute de lavoratori non bastano le angurie”.Da IlFQ
Soluzione dei sindacati? Un'ora e mezza di sciopero a turno. 
Quella dello sciopero è ormai diventata la sceneggiata che il sindacato mette in piedi per ogni problema che viene posto dagli operai. Il senso di questi scioperi, secondo me (che sono ormai malefica), è quello di far sbollire la giusta rabbia agli operai, offrendo loro l'alternativa di rimetterci di tasca loro, ché lo sciopero significa mancato guadagno, non il raggiungimento dell'obiettivo più fresco e meno angurie. 
La pausa di pochi minuti ogni ora non è invece risultata trattabile; forse perché una pausa non è uno sciopero e le ore te le devono poi pagare per intero. E non va bene.
Così sciopero: chi si lamenta è preso per i fondelli prima dalla proprietà (la fetta d'anguria) e poi cornuto e mazziato dal sindacato (lo sciopero).

L'altro pensiero torrido va in questi giorni agli operai delle Acciaierie Venete. 
Ve li ricordate?
Hanno ripreso a lavorare a metà dello scorso giugno dopo che lo Spisal, analizzata la situzione sicurezza, ha stabilito che insomma, bisogna che gli operai siano fuori dalla campata quando arriva la siviera con quelle 90Tn di acciao fuso a 1600°, Perdìo!
(Dove sia stato a fare verifiche lo Spisal fino al 13 maggio è un mistero)
Così hanno fatto un bel corso sulla sicurezza agli operai (come se la rottura del gancio della siviera che ha sversato l'acciao liquido mandando al creatore un operaio, un altro ancora in serie condizioni all'ospedale e altri due ancora in convalescenza, fosse dovuta a disattenzione degli operai) e provvista ora la campata di una irritante sirena che suona per avvisare gli operai che lì lavorano di scappare in zona sicurezza ogni volta che è in arrivo sopra le loro teste la siviera piena di acciaio fuso. 
Sirena che suona circa 20 volte sul turno di 8 ore. Il che significa per gli operai lavorare con ulteriore stress e ansia, perché qualunque cosa stiano facendo, al suono micidiale devono mollare tutto e scappare in sicurezza. Per poi tornare a fare ciò che stavano facendo e tornare a scappare di nuovo di lì a circa 20/25'. Tutto così, uno scappare e tornare, per 8 ore a turno.
E il tutto in un caldo da inferno in terra.
"Ma ci sono le angurie?", chiedo scherzando a un operaio delle AV.
In una acciaieria dove la temperatura in estate supera i 40/45° ci sono solo due fontanelle che erogano acqua fresca. Ci sono poi dei rubinetti, ma sono stati chiusi, così l'acqua che ne esce è a temperatura giusta per fare le uova sode, cioè proprio bollente. I distributori di bottiglie d'acqua a pagamento sono invece sempre pieni. Chissà perché...Business?
In questa settimana di caldazza ricordarmi degli uomini che lavorano all'inferno mi pare un dovere: io mi lamento per quei pochi minuti fra un ambiente fresco e l'altro.
Loro non possono nemmeno avere angurie o acqua fresca abbondante e gratis.

Pensate a quelli che stanno lavorando alla terza corsia sul tratto Ve-Ts, per dirne un altro: auto che sfrecciano e sgasano nella corsia a fianco, mentre loro spalano e livellano bitume che esala fumi da stordimento immersi in una calura che mi manderebbe al creatore nel giro di pochi minuti.
Quanti gradi saranno lì, in mezzo all'autostrada?
Angurie, lì, ne arriveranno?  
I sindacati, venissero per caso interpellati da questi lavoratori, sono certa proporrebbero subito un paio d'ore di sciopero in chiusura turno, così che i lavori proseguano accontentando la società che fa manutenzione, e facendo subito sbollire ogni pretesa di fresco agli operai nel giro di 24h: ma chi vuoi che scioperi, rimettendoci soldi a fine mese, per ottenere di continuare comunque a lavorare alle stesse identiche infernali condizioni?
Sono perversi, è il loro lavoro essere perversi.

Va detta comunque una cosa: ci sono lavori che sono così, infernali e basta, roba per uomini davvero forti.
Però le prese per i fondelli no, almeno queste si dovrebbe avere il buon gusto di risparmiarle a chi lavora col bitume sotto al sole, o in un'acciaieria a 45° o in fabbriche a 32°.
Davvero, almeno il rispetto.

giovedì 26 luglio 2018

La dis-integrazione

1. Non esiste paese al mondo, Italia a parte, che conceda la cittadinanza a uno straniero che non conosce la lingua almeno quel tanto che serve per capire una domanda e articolare autonomamente una risposta di senso compiuto 

2. Non esiste paese al mondo, Italia a parte, che consenta a uno straniero che non conosce bene la lingua ufficiale di candidarsi a consigliere in una propria amministrazione cittadina

3. Non esiste paese al mondo, Italia a parte, che consenta a uno straniero che non capisce e non parla la lingua di esprimere un voto né, tantomeno, di esprimerne uno in un consiglio cittadino

Un consigliere comunale che non capisce la lingua non può seguire un dibattito, non può far mettere agli atti una mozione, non è in grado di esprimere un proprio articolato punto di vista senza un interprete.

Che razza di consigliere comunale è quello che non è in grado di difendere le istanze delle persone che rappresenta senza che gli si debba fornire un interprete?
Interprete che pagherà l'amministrazione comunale, si suppone, così che dopo aver concesso allo straniero troppo pigro per studiare l'italiano (leggo che è in Italia da 20 anni, per dire...) ma così ambizioso nel candidarsi, dei diritti fondamentali senza pretendere dallo stesso almeno quel minimo rispetto delle istituzioni italiane da presentarsi studiato alle elezioni, gli si concede ulteriore privilegio.

Mi auguro qualcuno abbia il coraggio di chiederne l'immediata decadenza per l'evidente incapacità di sostenere un ruolo pubblico senza averne i requisiti minimi richiesti.

domenica 8 luglio 2018

Fossili di nuovo conio

Scrive in un tweet Mr. Saviano:
Aderisco all'appello di Libera e indosso una contro l’emorragia di umanità. I migranti indossano magliette rosse sperando di essere visibili in caso di naufragio. Sperano nel colore acceso per non essere abbandonati. Oggi mettiamoci nei loro panni.
Ora, per confortare la mia memoria visiva, ho cercato su Google immagini foto di immigrati sui barconi in maglietta rossa. 
Provate.
Quando va bene se ne trovano di vestiti così, cioè con abiti di tutti i colori e se mai di preferenza scuri:


Forse l'idea della maglietta rossa serviva a giustificare altre foto, probabilmente dei fake, tipo queste:
A parte che dall'uso strumentale dei bambini per suscitare un'emotività ladra non si salva nessuno, 'sta roba delle magliette rosse pare più un segno di chiamata a raccolta nazionale de' noantri, tipo: "Chi la pensa come noi esibisca la maglietta rossa".
Insomma, a forza di chiamare il fascismo devono essersi ricordati dell'importanza dell'abito che fa il monaco e, per distinguersi dalle vecchie camicie nere fasciste, eccoli infatti tutti in rosso sovietico:
Pare che più che al nuovo globalismo arcobaleno, che ormai va bene solo per gay e uteri affittati, aspirino per ridarsi una credibilità al ritorno di quello vecchio bicolore, quello dove i nemici neri li combattevi con le bandiere rosse.
Vecchi dentro secondo me, gente che ha un panorama mentale pieno di fossili, ma luccicanti di nuovo conio. 
Quattro gatti in crisi d'identità che, non riuscendo a uscire dai propri schemi mentali, rifanno il vecchio raccontandosi che è roba nuovissima.

domenica 24 giugno 2018

Il Rifugiato

Più in là, dall'altra parte del Canale, c'è un rifugiato bianco che diventa sempre più bianco, sempre più malaticcio e però niente, è un rifugiato che non ha diritto nemmeno all'ora d'aria concessa in Italia anche al 41/bis dell'Asinara.


E non c'é una Ong che sia una disposta a caricarselo in spalla né una scorta che avanzi che gli consenta di farsi due passi all'aria aperta senza rischiare una pallottola a tradimento.

giovedì 7 giugno 2018

Sentenze europee

Da Il FQ
“Le donne sono più stupide, è giusto che guadagnino meno”.
Lo aveva sostenuto davanti a tutto il Parlamento Europeo l’eurodeputato polacco Korwin Mikke, suscitando in mondo visione lo sdegno dell’universo femminile e la riprovazione del presidente Antonio Tajani che gli comminò il massimo della sanzione sospendendolo. A distanza di un anno e mezzo il deputato polacco, fondatore del partito euroscettico e ultraconservatore Congresso della Nuova Destra e che sedeva tra gli indipendenti, si rifà e con gli interessi: se il Parlamento europeo lo sanziona il Tribunale di Strasburgo lo “assolve” e “riabilita”, nonché risarcisce, nonostante l’impegno della Commissione a contrastare la discriminazione femminile (anche salariale) in tutti i Paesi comunitari. E com’era composto quel collegio di giudici? Da cinque uomini e una sola donna.
Che a stabilire chi è intelligente e chi no sia un cavernicolo, passi: è così dalla notte dei tempi e nessuna legge estirpa il seme di ogni ingiustizia per il solo fatto di esserci.
Non mi interessa nemmeno che il cavernicolo sia di destra: cavernicoli che sparano cazzate ne abbiamo sparsi un po' ovunque.
Preoccupante è invece che certe radicate convinzioni da trogloditi te le ritrovi certificate oggi dal Tribunale Europeo.
E mica me la prendo perché il cavernicolo mi ritiene “stupida” inquantodonna, no: di cosa pensa di me un simile poàreto m'interessa zero, dei suoi pensieri chiedete a lui.
Mi preoccupa invece, e non poco, il fatto che sia lo stesso Tribunale di Strasburgo a certificare, con una sentenza assolutoria e pure risarcitoria, che il tasso di intelligenza delle donne lo stabiliscono i cavernicoli.
E che una volta stabilito e certificato che chi è più stupido può essere retribuito di meno, si apra la via alle retribuzioni in base al tasso di intelligenza, stabilita questa da chi ha più muscoli che neuroni attivi.

Già non è che in quanto a retribuzioni siamo in Unione Europea messi benissimo.
Già abbiamo quelli che il giorno prima difendono l'immigrazione selvaggia con la motvazione che se "non ci fossero gli immigrati i pomodori ce li dovremmo raccogliere noi" e il giorno dopo, al morto ammazzato pagato 2€ l'ora a tirar via pomodori (o kiwi, non cambia) nei campi, fingono di non averlo fino a oggi mai saputo, il come poi li impiegano come mussi da lavoro nei campi, quegli immigrati senza diritti dei quali il Paese non può fare a meno per ragioni "umanitarie".
Ovviamente gli stessi che da una parte scoprono l'acqua calda del caporalato sugli immigrati a 2€ l'ora quando ne ammazzano uno, nulla dicono su tutti gli altri che ci lasciano le penne per il lavoro massacrante e la vita disumana.
Nè, a dimostrazione che l'intelligenza è una discriminante il cui valore è stabilito da cavernicoli, nulla hanno da dire se poi gli immigrati sui campi non ci vogliono andare a morire di stenti e fatica e si danno a un più lucroso e meno rischiso spaccio, perché viviamo nel mondo di Bengodi dove si versano lacrime da perpetua sui poveri che fanno comodo per farci letteratura ma si sa, i delinquenti vanno protetti e anzi, dimostrano (ed è così) un livello di intelligenza apprezzabile e quindi non punibile.

Ma questa della stupidità che vale meno retribuzione è perversa e allarmante più di ogni altra perversione.
Date tempo a questa Unione Europea di tradurre in pratica il concetto che le donne valgono meno, e quindi possono essere pagate di meno, e le donne europee finiranno a dover lavorare gratis nei casini dell'Unione al solo costo di un piatto di minestra finché durano, ché tanto di donne in miseria ne abbiamo ormai da buttare.
Se passa pure l'etichetta che in quanto stupide le donne valgono meno, avremo bello che pronto lo sdoganamento del diritto di ogni maschio ad avere un proprio harem, con bambine e nonne obbligate a camminargli due passi dietro e a tenersi pronte a servirlo in ogni modo richiesto e, al primo rifiuto, botte da orbi, ché tanto gli stupidi, si sa, non sentono il dolore.
Avanti con questa sentenza europea, e tremo al pensiero delle lapidazioni in piazza per insegnare a tutte le donne che la loro vita vale meno di quella di un cane da passeggio, che va invece coccolato nutrito e protetto, perché si sa, i cani sono più intelligenti degli umani.
Bazooka, in Unione Europea, ne abbiamo? 
Lanciafiamme?
Un po' di Agente Orange ne è avanzato dal Vietnam?

domenica 22 aprile 2018

Topi de-luxe

I furti in casa, nella zona dove abito, sono roba quotidiana, così come il rilascio dei ladri eventualmente catturati nel giro di poche ore.
Qualche mese fa, per dire, a due strade di distanza da dove abito, entrarono in casa di una coppia uscita intorno alle 11 di mattina per fare la spesa. Rientrati, non solo l'amara sorpresa della casa sottosopra e del furto di tutto quel che di valore hanno trovato, ma pure il cane che, rimasto a casa per far la guardia ai ladri, era così traumatizzato da lamentarsi poi per giorni e andare in depressione: che gli hanno fatto per ridurlo così? Son cose che fanno stare male comunque, cane o non cane.
Da me sono entrati due volte, una in una casa precedente e l'ultima il Capodanno del 2017.
La prima volta si son portati via quel che ancora allora c'era, cioè un paio di tappeti, ancora arrotolati e avvolti nel nylon della lavanderia, così neanche quel fastidio di doverli lavare prima di rivenderli. E alcuni ultimi ori, cioè un paio di anelli, una collana e due braccialetti, un monile che avevo fatto fare per inserirvi la pietra dell'anello di fidanzamento di mia mamma, per dire come a far male sia non solo il fatto di sapere la propria intimità violata, cosa che lascia un sottofondo di insicurezza che non passa, al più si riesce a conviverci, ma l'essere privati di oggetti che appunto hanno per noi un valore insostituibile.
L'ultimo furto, quello del gennaio 2017, non hanno rubato che una penna, forse l'ultima cosa che mi fosse rimasta a forza di downshifting, e a indispettirmi è ancora il fatto che prima di partire, in quei giorni di Natale, l'avevo presa in mano pensando di portarla con me, decidendo invece, va a capire perché, di lasciarla sul tavolo (mi seccava sentirmi così paranoica? Infatti...Le paranoie saranno anche fastidiose, ma spesso ti salvano le penne...)
Tornando al furto di qualche mese fa a casa della coppia con il cane traumatizzato, i ladri li presero in azione, di lì a pochi giorni, in un'altra zona della città. 
Sorpresi con le mani nel sacco grazie alla chiamata di un vicino che notava strane cose su un poggiolo al piano di sotto (se notate cose strane, chiamate sempre i carabinieri: magari non serve a niente, ma almeno proviamo a impedire il furto). 
Due giovani, uno dell'est e un tunisino.
In casa loro trovarono poi refurtive precedenti, e parecchi soldi in contanti.
Niente, dopo una settimana erano fuori.
E appena 24 ore dopo il rilascio, li ripresero mentre tentavano di entrare in un'auto in una terza zona della città, e di nuovo sono stati rilasciati in meno di 48h.
(Bisogna dire che gli avvocati dei ladri sono fra i migliori sulla piazza, meglio perfino di Ghedini, per intenderci: neanche anni e anni di udienze spostate per far scattare un'eventuale prescrizione. Niente, fuori subito...)

Ora, a parte quel perverso piacere per il furto in casa di Prodi (i ladri in casa lo riportano al piano terra della scala sociale, diventa uno di noi almeno per quei trenta secondi in cui leggi la notizia, poi passa subito...), mi chiedo solo una cosa: ammesso che arrivino mai a prendere quelli che gli hanno svuotato la casa amareggiandolo al punto da affermare che "hanno preso la nostra vita" (oi che dolor, spéta che pianzo), rilasceranno dopo poche ore anche i topi prodiani o saranno gli unici topi d'appartamento a farsi qualche anno di galera?.
L'altra cosa interessante è che abbia trovato aperte scatole contenenti documenti: sai che pacchia se quelli di qui a qualche anno decidessero di renderli pubblici magari nel deep web?
Insomma, avessi due euri pagherei per leggere quei documenti che Prodi si tiene in casa dentro le scatole (so che non c'entra niente, ma mi ha fatto venire in mente i pouf di Poggiolini: chissà dove nascondono i documenti "scottanti" i politici di oggi? Perché alcuni di loro, tipo Prodi, di robe scottanti ne devono sapere parecchie, secondo me. Comunque, non hanno delle cassette di sicurezza? Una qualche cassaforte nascosta dietro la rastrelliera dei vini in cantina? In Svizzera no, non è più tanto sicuro come una volta...dicono...).

Comunque, non si lamenti troppo: fa male a chiunque subire un furto in casa, ma in tanti anni di attività politica possibile non gli sia mai venuto in mente di tutelare noi miseri mortali con una legge che consenta di rispedire nelle carceri del loro paese certi topastri che ormai sono in casa nostra più di quanto siano in casa loro? O non gli è venuto in mente perché pensava che tanto i ladri a casa dei potenti non vanno (quasi) mai a rubare?
Ecco, è la fine di un sogno, il segno della rottura di un muro di certezze incrollabili anche per lui (noi di certezze non ne abbiamo più da tempo e su molte cose, grazie anche a lui...)

Verrebbe anzi da augurarsi che i ladri aprano questo nuovo filone dei furti nelle case dei politici vip: oggi i ladri sono così scaltri che per loro niente è impossibile, ti entrano (mi dicevano i carabinieri) anche se hai l'antifurto e i blocchi o le grate alle finestre, e però forse sarebbe per noi l'unico modo di vedere finalmente una legge che disincentivi chiunque dal rubare nelle nostre case. Cosa che oggi, per come siamo messi in Italia, per i topi d'appartamento è uno spasso: rischi pochi, soddisfazioni molte.
(Ah, c'è un'amica il cui figlio ultimamente ha un nuovo amichetto compagno di scuola, figlio di una coppia dell'est. Una volta è andata a prenderlo dopo un pomeriggio a casa loro a giocare. "Ross, ma come fanno? Tv megagalattica, casa che io me la sogno, fuori una topaia, dentro arredamenti da interior design. Il bambino ha scarpe di marca ultimo modello, abiti sempre nuovi e sempre di marca e l'iPhone, ma lei passa la giornata a guardare serie tv, cioè non fa niente, il marito va e viene dal paese natìo e fa il disoccupato edile. Usufruiscono degli aiuti del comune perché risultano miserabili, ma poi lei mi ha detto che al loro paese si stanno costruendo una casa bellissima, con quali soldi non si sa, e come loro (la madre del bambino) dice che molti loro connazionali fanno così: qui magari lavorano qualche mese, chi in edilizia, chi come badante, ma poi chiedono aiuti sociali perché sono in difficoltà per pagare la mensa o i libri e si stanno tutti facendo la casa in patria. Con quali soldi, non si sa...)