sabato 19 marzo 2011


Eccola qui, l’Italia delle bandiere e del patriottismo.
Quella che cattolicamente, in nome della pace e a scopi rigorosamente umanitari, non vede l’ora di far vedere al mondo quanto è brava a menar le mani.
In piazza sventolando la Costituzione ma pronta a dimenticarla sostenendo guerre che in Costituzione ripudia e alle quali puntualmente fornisce, col petto in fuori, uomini e mezzi.
Mezzi leciti purché a venderli e usarli siamo noi: ingrassano le nostre tasche fornendoci al contempo la presunzione di una superiore civiltà sul brutale dittatore - cui ieri baciavamo il culo per interesse - e onoreremo poi meglio i nostri morti, sventolando bandiere commosse sui loro cadaveri.
Forse è questo che fino a ieri mi disturbava di queste esibizioni di orgoglio tricolore.
Mancava dalle commemorazioni il senso sotteso di bandiere e patriottismo, simboli che richiamano puntualmente un nemico contro cui brandirli.
Meglio se esterno.
Così si dimentica più opportunamente quello in casa, cui consentiamo invece di sputare su quella stessa Costituzione e di pulirsi il culo con quella stessa bandiera per un periodo prestabilito di vent’anni.
Poi, puntualmente, anziché mandarlo fuori dal Parlamento a calci in culo, gentilmente gli concediamo di assentarsi mentre gli manifestiamo contro.
Per non offenderlo troppo apertamente, che non fa bello.

Qualcuno si chiedeva giorni fa come mai non ci fosse nessuna manifestazione per il popolo libico massacrato e in rivolta.
Forse c’è una sorta di pudore nazionale inconscio che lavora d’anticipo e, incerto sulle convenienze, si astiene.
O, forse, si astiene memore dei bei tempi, quando cantava
Tripoli, bel suol d'amore
ti giunga dolce questa mia canzon!
Sventoli il tricolor
sulle tue torri al rombo del cannon!

Consiglio come dessert un ripassino fotografico del fulgido periodo

6 commenti:

  1. Già...il "bel suo, d'amore" che ci vide per primi sparare sui civili ed usare armi batteriologiche. Italiani brava gente.

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  2. Una dei miti fondativi della nazione: l'italiano buono. Chi si ricorda "Com'è buono l'uomo bianco" di Marco Ferreri?

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  3. Massimo:
    Coltivo la convinzione che la maggior parte degli italiani, cioè noi, oggi come allora, sia meglio di chi li rappresenta.
    Ciò che mi disturba è come abbiamo potuto permettere nuovamente, in questi ultimi anni,che bandiera e patria tornassero ad essere simboli strettamente collegati alle guerre, ai soldati eroi, alla patria intesa come identità e confini da difendere con l'esercito (dall'Irak all'Afghanistan ai respingimenti, solo per fare qualche esempio concreto).
    Credo ci stia arrivando il conto per non aver saputo/voluto, affrontare quella scelta, scomoda e senza dubbio difficile, di mandare a casa con la forza chi ha occupato il Parlamento legiferando a suon di voti di fiducia su materie su cui il paese era per la maggioranza contrario.
    Ma forse la mia sensazione è appesantita dall'angoscia per ciò che sta succedendo e su cui ormai non abbiamo più modo di decidere nulla.


    Marco:
    Al solito non ho memoria del film di Marco Ferreri ma, nonostante tutto, credo vi siano molti italiani "buoni".
    Forse lo sono troppo e troppi confondono l'essere "buoni" con l'essere cattolicamente fiduciosi che chi comanda o ha potere sia sempre legittimato dalla ragione, anche quando tutto è lì a dire il contrario.
    Molti faticano a comprendere che anche il non reagire, è una colpa. E che il non agire quando è tempo di farlo, è sempre un po' sospetto di connivenza con i "cattivi". Forse...

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  4. Qualcuno più esperto di me in strategia militare mi spiega questa?
    " Intanto è apprensione per un'imbarcazione italiana bloccata da uomini armati nel porto della capitale dello stato nordafricano (leggi l'articolo). A bordo un equipaggio di undici persone tra cui otto italiani. Il sequestro è avvenuto ieri sera mentre la nave stava facendo sbarcare personale libico dell'Eni"

    Che cosa ci faceva un'imbarcazione con 11 persone a bordo di cui 8 italiani (cioè quasi tutti?)che sbarcava "personale dell'Eni" (cioè gli 8?) al porto di Tripoli nelle ore in cui si sapevano essere in azione raid aerei francesi?
    Volevano essere "sul posto" prima che arrivassero i francesi della Total?

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  5. Be', io non la vedo così. Io ero d'accordo sull'intervenire. Magari non questo tipo d'intervento deciso così, su due piedi e quando ormai quel delinquente ha già massacrato un sacco di gente. Bisognava intervenire prima, magari con ultimatum, con la diplomazia (sempre ammesso che con quel pazzo servisse a qualcosa) e solo in extremis con la forza. Ormai è andata così, meglio tardi che mai, meglio qualcosa che niente, meglio un intervento interessato che il lavarsene le mani mentre un popolo viene massacrato. Questo è un caso in cui sono da tempo gli stessi civili e i cosiddetti ribelli a chiedere l'intervento dell'UE e perfino degli USA... quindi è diverso da altri casi, secondo me. Pazienza se tutti questi leader (Sarkozy compreso) fino a ieri erano tutti amiconi di Gheddafi, in questo momento non m'interessa perché penso che le priorità sono altre e che a voler essere troppo puri intanto non si agisce e ci si macchia di ulteriori colpe. Poi non ci vedo nessun retaggio di vecchio colonialismo, ci sono interessi economici sì, ma ben diversi da quelle vecchie logiche. Da parte dell'Italia, poi, non vedo nessun orgoglio patriottico o nazionalista, nessun "menar le mani", sembra quasi che da un momento all'altro ci siam trovati dentro a questa cosa senza averlo voluto (e questo, sì, è criticabile) ma nessuno sta ostentando niente, anzi è incredibile che sia Berlusconi sia i nostri ministri si sono dileguati, giusto una breve e inutile apparizione di La Russa in qualche tg... siamo entrati in guerra da un momento all'altro, mentre stavamo festeggiando tra l'altro!, e nessuno ci ha dato un avviso ufficiale, nessuno del governo ha avvisato noi popolazione, questo mi ha colpito, tanto che all'inizio credevo di aver capito male io! Come se non sapessero prendersi le proprie responsabilità perché sono indecisi O_0 So che non sei (siete, comprendendo anche gli altri commentatori) d'accordo con me!

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  6. Ilaria:
    sono d'accordo invece, in articolare sui tuoi dubbi.
    Che, a rileggerti, mi paiono più importanti della iniziale pemessa " Io ero d'accordo sull'intervenire".
    Chi potrebbe non essere contro Gheddafi e con il popolo libico massacrato?
    Rimane inevasa la domanda nascosta: perché solo ora?
    Perché si interviene senza che vi siano state reali e convinte diplomazie a tentare ogni altra strada prima di intervenire con le bombe?
    Sarei curiosa di sapere poi cosa pensi degli interventi di WuMing 1 e 2, che so di solito apprezzi e che sul colonialismo sono molto più documentati e precisi di me, cui pare difficile non vedervi inevitabili similitudini.
    Poi, sulla rivolta libica in sé, credo sia importante distinguerla da quelle tunisina e egiziana.
    Fin dall'inizio questa ha avuto connotati diversi e forse è interessante leggere l'analisi che ne fa Kelebek (link qui a fianco fra i preferiti) nel suo post di ieri e su quello di oggi.
    Se alla fine questa guerra porterà in Libia un maggior rispetto dei diritti umani, ho la sensazione che sarà per una specie di "effetto collaterale" sul reale obiettivo in campo in queste ore, che con i diritti umani e la libertà del popolo libico secondo me c'entra poco.
    E poi, come faccio a dimenticare che solo un mese e mezzo fa, non solo dei loro diritti umani ci importava un fico secco, ma nemmeno di quelli delle migliaia di persone che grazie alle leggi italiane venivano respinte nei lager libici o a morire dopo torture indicibili nel deserto.
    Insomma, sì, meglio tardi che mai.
    Questo pareggia i conti con tutto il resto?
    Fingiamo che non ci sia quel resto?
    Vogliamo davvero credere che è giusto sganciare bombe su Tripoli (l'equivalente dei cannon! bel suol damor!) perché lo facciamo per liberare i libici da Gheddafi?
    Per assurdo, se questo era lo scopo, sarebbe bastato un po' di teatro a scopi umanitari da parte dell'amico suo: lo incontrava in segreto proponendogli un distensivo bunga-bunga e gli versava un po' di veleno nel caffè. No?

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