lunedì 21 marzo 2011

Le domande

PeaceReporter - Libia, capo delle forze britanniche: 'Gheddafi non è bersaglio della missione'

Nel senso che se ci rimane secco è solo per un accidentale effetto collaterale?
O nel senso che i più di cento missili Tomahawk sganciati non sono un fatto personale contro Gheddafi?
E tutti 'sti Tomahawk imbottiti di uranio impoverito, servono "solo" a imporre la no-fly-zone?
Senza uranio impoverito non veniva bene il lavoro?
E 'sta no-fly-zone, è stata imposta o no?
Ieri pareva di sì, ma leggo che continuano a decollare aerei.
Dove vanno?
A fare cosa?
Aerei di chi non è chiaro visto che i norvegesi "volonterosi" se ne sono tornati a casa in attesa che gli altri si mettano d'accordo su chi debba dirigere le operazioni.
La Nato?
La Francia?
L'Inghilterra?
Fanno a pari e dispari?
E il bombardamento alla caserma dove stava Gheddafi l'altra settimana, è perché aveva una pista di decollo che andava neutralizzata per "imporre la no-fly-zone"?
No, perché se Gheddafi non è il bersaglio mi chiedo se un Tomahawk, dal costo unitario di 1,5 milioni di dollari, l'abbiano sganciato lì sopra solo per diserbargli il giardino.
E se a Frattini non gli concedono che il comando delle operazioni passi sotto la Nato, che si fa?
Si chiude lì e si torna ognuno a casa propria e la democrazia in Libia sarà per un'altra volta che siamo offesi e già abbiamo i leghisti che rompono e ci mancano pure 'ste rogne e non abbiamo fisico?
E se i nostri aerei "non hanno sparato e non spareranno", li mandiamo a fare dei giri turistici costosissimi a nostre spese (che tanto ci avanzano) per scattare qualche foto di verifica obiettivi colpiti dagli altri aerei che hanno sparato prima per mirare meglio quelli spareranno dopo ma non saremo noi che 'ste cose noi non le facciamo siamo mica per la guerra che c'è anche scritto nella Costituzione e poi abbiamo promesso a Gheddafi che mai e poi mai noi gli spareremo e va bene dare le basi e far fare un voletto anche ai nostri caccia ma SPARARE??? No!
No no e no!
O magari si fanno solo ricognizioni per verificare se il Tomahawk finito nella caserma di Gheddafi ha diserbato bene o ne necessita un'altro di rinforzo per rifinire bene il lavoro, che allora sì perché anche sprecare un Tomahawk con quel che costa lasciando il prato spelacchiato che viene primavera e non fa bello e allora, va beh, ci facciamo noi un giro a vedere com'è 'sto prato e però poi il Tomahawk lo sganciate voi che noi siamo al verde e già vi concediamo le basi ecchecazzo! fate qualcosa anche voi...
Non ci capisco più niente.
E siamo solo al 3° giorno...

8 commenti:

  1. Mah, non è che non ci capisci niente tu, è che qui neanche i "promotori" della "missione" ci capiscono niente... noi italiani, poi, boh, io mi vergogno, cioè al di là di quanto detto due post fa (ho letto la tua risposta), ma com'è possibile che noi due giorni fa entriamo in guerra e due giorni dopo ci vogliamo già tirare fuori? Oltre che traditori, pure i soliti inaffidabili?? Tuttavia anche gli altri (americani, francesi) non si sono messi bene d'accordo tra loro. Il paradosso è che questo intervento è stato al tempo stesso deciso in grave ritardo ma anche in modo affrettato... è sconvolgente questo modo di (non) decidere le cose O_0

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  2. Risposte non ne ho, in compenso i dubbi mi piovono addosso come una pioggia monsonica: in tutto questo caos, devo denunciare ancora una volta l'atteggiamento del governo italiano, che non ci mette la faccia (alias, non si assume responsabilità) paludandosi dietro una serie di paraventi e buttandola "in caciara" affinchè se ne capisca il meno possibile. Ministri che cambiano tono delle dichiarazioni più volte nel corso della giornata; vertici militari costretti al rispetto della consegna e del silenzio; governo spaccato al suo interno perchè da un lato c'è chi si compiace di giocare alla guerra e chei invece teme di scontentare il proprio elettorato; opposizione che non fa gioco di squadra ed, anzi, al proprio interno non riesce a far convivere le mille anime. Definire la situazione (alla Villaggio) "un casino pazzesco" è a dir poco eufemistico. Ma non consolatorio: un paese serio dovrebbe almeno rendere partecipi i suoi cittadini delle proprie scelte (ammesso che sia in grado di farne)

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  3. Non siamo un Paese serio, e temo che non lo saremo mai.

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  4. Il problema è che la tragedia ormai ha sempre più i contorni della farsa e ad ogni ora che passa sento sempre più forte la disperazione che vira al desiderio di ridere, tanto mi pare incredibile che sia il ridicolo la misura.
    Poteva capitarci di peggio che dover fronteggiare una guerra guidati da saltimbanchi e pataccari?
    Eppure...
    Vent'anni che li deridiamo,li giudichiamo,li analizziamo, ne conosciamo ogni bugia e ogni bassezza.
    Oggi, basta ancora?
    C'è qualcosa di più ridicolo e atroce di un governo che in piena guerra e con Fukushima che si fa lezione per l'intera umanità, vara il processo breve per evitare le udienze a chi ci rappresenta nel teatro internazionale in un momento così cruciale?
    Eppure...
    Perché poi, piaccia o meno, si sia d'accordo o meno, si facciano tutte le sottili distinzioni possibili, questo governo rappresenta tutta l'Italia. Quindi rappresenta anche me.
    Che lo approvi o meno, che l'abbia votato o meno.
    Non ci (mi) assolve dalle nostre (mie) responsabilità il fatto che in vent'anni, pur sapendo tutto, nulla abbia contato per ammettere l'assurdo errore e liberarcene.
    Ma se la vita èuna cosa seria, se il mondo è l'unico mondo possibile, come giustificare il dover assistere in ore così drammatiche al teatro dell'assurdo di questi personaggi completamente scollegati dalla logica e dal senso del proprio ruolo in commedia?

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  5. L'Italia è in guerra, checché ne dica Napolitano. Che poi sia una guerra autorizzata dall'ONU (ma in che termini?) è un altro discorso, ma sempre guerra rimane.

    P.S.: il legittimo impedimento per il quale Berlusconi non si è presentato in aula per il processo Mills era il vertice in cui si decideva di mandare i caccia sulla Libia. Mi sto sforzando di non pensare malissimo...

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  6. Maurizio:
    Capisco il tuo sforzo di non pensare malissimo.
    Io temo di aver smesso ogni tentativo...
    E' guerra, è certo come è certo che sono patetiche le circonvoluzioni dialettiche dei ns politici per provare a negare ciò che è evidente.
    A meno che vogliamo anche qui pensare che i Tomahawk con testate di 400 kg di uranioimpoverito siano beni di prima necessità lanciati a scopo umanitario...

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  7. I Tomahawk sono per la "guerra chiururgica" di cui tanto si parla: si sparano da una nave a decine (o centinaia) di chilometri di distanza dal bersaglio e qualcunque cosa ci sia nel raggio d'azione la beccano, che sia un nido di mitragliatrice, un'autoambulanza o uno scuolabus.

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  8. Sì. E' così "chirurgica" da diserbare il terreno e disinfettare ciò che vi sta sopra per un bel po' di anni.
    Ma i nostri, che pensano umanitariamente a tutto, sono già tutti in fila per avere poi gli appalti per la bonifica e la ricostruzione.
    Chirurgia ricostruttiva?

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