lunedì 15 luglio 2013

Aggettivi politicamente corretti

L'adozione di aggettivi neutri è funzionale alla neutralizzazione delle responsabilità, in ogni e qualsiasi circostanza.
Il politicamente corretto suggerisce (stamattina, letto in un commento), di non definire il ragazzo coulored come negro o l'assassino come poliziotto bianco, ma di riferire il fatto depurato da aggettivi: un uomo ha ucciso un altro uomo.
Giusto!
Evitare di suggerire aggettivi come bianco/negro, mette al riparo dal porre l'accento su uno scomodo scontro fra razze ponendo invece l'accento, nel dare la notizia, sul fatto in sé, quello sul quale una corte di giustizia va a decidere sulle responsabilità del presunto assassino (non è tale fino a sentenza pur avendo ancora con la pistola fumante in posizione di tiro, in quanto si tratta di pistola autorizzata dalla legge stessa).
La corte a sua volta deve evitare aggettivi che qualifichino il presunto assassino (diventa ininfluente che si tratti di un poliziotto, che sia armato ma non in servizio, che manifesti i segni di uno stato di esaltazione paranoica che gli fa mettere la mano istintivamente alla pistola incrociando un ragazzo reo di avere alzato sulla testa il cappuccio della T-shirt e di essere pure nero).
Deve essere analizzato solo il fatto: il ragazzo era o non era sospetto, con quel cappuccio in testa?
E' statisticamente dimostrato (da tutti i telefilm americani), che i negri con il cappuccio in testa sono figuri loschi a prescindere.
Può forse un onesto poliziotto bianco che incroci in una strada deserta un tipo così, non sentirsi minacciato?

Ora, lui è dotato di una pistola ed è autorizzato (per l'impacabile legge dei telefim), a entrare in servizio istantaneo e ad uccidere anche al solo sospetto di una minaccia per la sua vita o per la vita della comunità (la comunità entra sempre in ballo e ci sta bene ovunque, perché è neutra).
Quindi spara. 
E' per questo colpevole?
No.
Ovvio che no.
Ha semplicemente reagito in quanto vittima lui stesso di una reazione pavloviana acquisita in anni di addestramento (davanti alla tv), a riconoscere il nemico da pochi dettagli al volo e sa che non c'è tempo di farsi troppe domande, prima di sparare a una evidente minaccia in avvicinamento.
Quindi, spara.
Bang! Bang!
Il ragazzo era innocente?
E come poteva saperlo lui, se quello gli si presentava davanti con 2 dettagli su 3 che lo indicavano come soggetto socialmente pericoloso?
I 2 dettagli sono (vedi nei telefilm),  2 prove evidenti
1. era nero
2. portava il cappuccio in testa
Il terzo dettaglio, quello non immediatamente evidente, poteva essere desunto per logica telefilmica dai primi due: tutti i negri che incrociano un poliziotto (nei telefilm), sono armati e immancabilmente pronti a uccidere ogni poliziotto bianco che transita per caso una sera in una strada semi-deserta.
O no?

Dov'é quindi l'errore del poliziotto che ha sparato?
Non c'é.
La sua unica colpa, ammesso ne abbia una, è stato il...come dire?...l'aver giocato d'anticipo, ecco...
L'aver cioè compiuto il suo dovere prima ancora che se ne affacciasse l'obbligo.
Insomma: azione di difesa preventiva
Ci si fanno pure le guerre, a titolo preventivo, perché dovrebbe essere sbagliato sparare a un sospetto in rapido avvicinamento a titolo preventivo?
E se quello avesse effettivamente avuto un'arma e l'avesse puntata contro di lui?
Non avrebbe comunque dovuto arrestarlo subito dopo, se quello fosse per caso riuscito a schivare la sua pallottola di auto-difesa preventiva dall'immaginaria aggressione?
Ovvio che sì.
Quindi, ha solo anticipato quello che chiunque altro avrebbe fatto solo qualche minuto dopo, messo nelle sue stesse condizioni.
Risparmiando con la sua azione di giustizia preventiva, due costi alla comunità: 
1. non dovrà mantenere un altro negro in carcere per anni a spese dei contribuenti. 
2. aver liberato preventivamente la comunità da un potenziale negro assassino che osa mimetizzarsi sotto un cappuccio di felpa per non farsi identificare.

Assolto.
Giustizia è fatta.
Ma, attenzione: nel commentare il fatto, a nessuno venga in mente di essere meno che politicamente corretto.
Qui non si tratta di un bianco e di un negro che si incrociano e finisce male (come al solito), per il nero.
Si tratta di normale applicazione di una legge non scritta ma rivendicata in ogni telefilm, e applicata paro paro in ogni attuale teatro di difesa preventiva a scopo di pace nel mondo.
E se ancora non è una legge scritta, è perché non fa bello leggere la verità nero su bianco (delle pagine, niente di allusivo): esistono i negri, e (come insegnano i telefilm) sono nel 99% dei casi potenziali assassini, dei drogati, dei malviventi che merita sbattere in galera a vita o, meglio ancora: farli fuori subito e buonanotte al secchio.
Verità testimoniata in tv ogni santa sera della settimana per anni. 
Poi esistono i bianchi, e sono i buoni per chiunque abbia visto almeno tre film di indiani e cow-boys.
Verità non scritta 2: la democrazia si chiama tale poiché funziona se solo lo stato ha il monopolio per definire chi è un delinquente (da sparare di default) e a chi si può rilasciare il permesso/autorizzazione per uccidere legalmente i delinquenti indicati al popolo con estrema precisione da telefilm democraticamente educativi e messi a disposizione dalla democrat production alla comunità internazionale.
Chiunque osi anche solo pensare di poter reagire a una pallottola legale o, dio non voglia, osasse ricambiarla almeno uno a uno, è un pericolo per ogni società democraticamente avanzata.
Se poi quello è pure nero, povero, arrabbiato, magari si fa anche le canne o beve per non ricordarsi di quanto è disgraziato, sparargli è un dovere civile.
A che servono infatti i negri poveri?
Almeno avessero una laurea che so? in economia o diritto, allora forse sì...
A malapena sono tollerati i bianchi poveri, inutili bocche mangia pastasciutta a sbafo che rubano ricchezza alla nazione in cambio di lagne continue.
Un po' di ordine e pulizia, perdìo!
Assolto e pure eroe.

Un nero lo puoi ammazzare per il solo fatto di esistere, e sei innocente. 
Ma è politicamente scorretto chiamarlo negro.
(Se poi si tratta di una donna, nera, puoi insultarla praticamente a gratis continuando a percepire denaro dallo stato per l'onorevole servizio prestato alla nazione). 

2 commenti:

  1. A meno di non chiamarsi Barack Obama (il Veltroni nero), Condoleza Rice o Colin Powell.

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    1. La posizione sociale di alcuni serve a confermare l'idea, su cui si fonda la democrazia inventata dai bianchi, che se sei nero e non diventi B.O è solo perché sei un negro irriducibile...

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