martedì 23 maggio 2017

Vaccini e Decreti Legge

Mi chiedevo la ragione del Decreto Legge che impone il vaccino (fra gli altri) contro il morbillo, dato che non mi pareva fosse l'Italia di fronte a un'epidemia.
Sul sito Epicentro, dell'Istituto Superiore della Sanità, mi sono fatta un'idea del numero di casi in Italia e nel mondo.
Qui sotto 3 screenshot relativi al 2015 grazie ai quali le ragioni dell'emergenza vaccini obbligatori, uno dei quali è appunto contro il morbillo, risulta evidente:

Italia 2015 - 193 casi
Germania 2015 - 2374 casi (in Germania pare che non vi sia obbligo di alcun vaccino)
Nigeria 2015 - 11376 casi

Fra i 12 vaccini diventati obbligatori per decreto, c'é anche quello contro il meningococco B, quello della meningite che a gennaio 2017 lo stesso sito dichiarava come un'"epidemia solo mediatica" dato che si registrano in Italia "...200 casi l'anno...mentre le forme invasive prevenibili con vaccinazioni dello pneumococco sono in diminuzione...".

Intanto però, a dicembre 2016 La Repubblica titolava: "Nigeria, la popolazione alle prese con una grave epidemia di meningite batterica".
Il 9 maggio 2017 l'epidemia in Nigeria è confermata anche da Medicina Senza Frontiere.

Se Epicentro, sito dell'Istituto Superiore di Sanità, dichiarava a gennaio 2017 che le forme invasive prevenibili con vaccinazioni dello pneumococco erano in diminuzione e che l'epidemia era solo mediatica, non sarà che a maggio 2017 l'obbligo alla vaccinazione contro il meningococco è dovuta al fatto che il rischio di epidemia lo stiamo importando?

Pare poi che da gennaio 2017 il numero di migranti nigeriani (3.448) sia inferiore a quello dei migranti provenienti dal Bangladesh (3.638), e che di quest'ultimo paese non siano disponibili dati sui casi di meningite da meningococco, secondo il sito Il Giro del Mondo che si occupa di malattie infettive e tropicali.
Però, molte altre sono le patologie infettive endemiche nel paese che trovate elencate al link e che, inevitabilmente, mettono a rischio con l'accoglienza la nostra "immunità di gregge".
Anche questo può aiutare a chiarire l'esigenza di rendere obbligatori in Italia i 12 vaccini di Miss Lorenzin.

Difterite: un'ecatombe in arrivo? Pare proprio di no. 1 caso segnalato in Austria a maggio 2017 (un 60enne di ritorno da un viaggio), 2 decessi in Venezuela...
 

Perché girarci intorno? Il problema "obbligo vaccinazioni" non riguarda l'Italia in sé (rischio eventuale vaccinopoli a parte), ma l'Italia che accoglie è costretta ad affrontare (fra le altre cose) l'alto rischio per salute pubblica connesso all'accoglienza.
Troverei più rispettoso, a questo punto (almeno), che se ne parlasse apertamente, che si informassero i cittadini italiani dei rischi sanitari che questa accoglienza massiccia comporta.
(A proposito: come vi sentite definiti come "gregge"? E' paradossale, no? Si riconosce che il "gregge" sviluppa una sua immunità, ma nessuno che abbia il fegato di dire che se mescoli un gregge con un altro, a rischio è l'immunità di entrambi. Ragion per cui i vaccini obbligatori vanno al gregge che subisce l'invasione per non offendere la sensibilità del gregge invitato a invadere)

Comunque: che tipo di visite e analisi cliniche sono previste allo sbarco per i migranti?
Vengono verificate in modo approfondito le loro condizioni di salute?
Vengono imposte vaccinazioni così come vengono imposte ai neonati e ai bambini che li accoglieranno inconsapevoli nei loro asili e scuole elementari?
(Non mi raccontate balle però: se ricordo bene, è considerata lesione dei diritti umani anche chiedere loro le impronte digitali per l'identificazione...quindi l'obbligo di infilarci l'ago spetta a noi...)
E gli adulti che arrivano, vengono monitorati dal punto di vista medico per il tempo necessario a scongiurare contagi epidemici da infezioni da noi debellate da tempo?

Visto che dovremo rassegnarci a convivere e a condividere con loro la nostra minestra, nulla ci sarebbe di male, credo, se si rispolverasse la procedura di accoglienza riservata dall'America ai nostri nonni: si provveda a una Ellis Island italiana dove, nel caso, ricoverarli per la classica quarantena a garanzia della salute pubblica.
O l'America è un faro della democrazia solo quando ci vende gli F35?

Poi, già è una sfida dover dividere il tozzo di pane, che su molte tavole italiane manca, con chi "viene dalla guerra o cerca un'occasione di vita migliore", non vorrei che con questi dati sanitari preoccupanti dei paesi di provenienza si finisse davvero con la caccia all'untore o con la vaccinazione forzata dei nostri figli per non sembrare scortesi con gli ospiti.
Oltre a fornirgli un documento provvisorio di identità, in attesa del riconoscimento o meno al diritto d'asilo, non vedrei alla fine così disturbante il fornirgli insieme un libretto sanitario che certifichi l'avvenuta vaccinazione di almeno quelle stesse 12 vaccinazioni cui si obbligano i neonati e i bambini di un paese nel quale non esiste al momento nessuna epidemia di morbillo, di meningite, di difterite, ecc.
Se l'obiettivo è l'integrazione, iniziamola dall'abc...

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