mercoledì 3 ottobre 2012

"Amo le donne intelligenti"

Questa l'affermazione di un amico, innamorato di una donna con la quale ha trascorso un totale di sette ore, e che si appresta a raggiungere per un primo vero week-end insieme.

Mi vuole convincere che l'ama per il suo senso dell'umorismo, che "è noto essere segno di intelligenza".
Quindi, l'ama perché è intelligente e se non lo fosse non l'amerebbe.

Provo a pungolarlo un po', mi divertono queste ferree certezze sulla perfezione dell'altro nella fase dell' innamoramento.

"Mi stai dicendo che se lei pesasse venti chili di più, vestisse da cani e avesse un problema con l'alito, la ameresti comunque perché è una donna che ha senso dell'umorismo e quindi è intelligente?".

"Be', diciamo che ho fortuna perché lei è pure bella, veste decentemente, è magra e, in più, è anche intelligente".

"Quindi la sua intelligenza viene in coda, alla fine della lista delle cose che apprezzi di lei. Non trovi che l'intelligenza dell'altro sia una di quelle fantasie con cui ci sollazziamo l'immaginazione prima che una storia nasca, magari per prepararci a una onorevole ritirata nel caso invece poi non funzionasse? Per la serie:"Sai, era troppo perfetta, troppo intelligente e perfezionista". Cioè, era una rompiballe spaventosa?

"Forse. Però se una donna non è intelligente non mi attira..."

"Sì, va bene, tranne che prima controlli quanto è magra, poi le sbirci le tette e solo se è passabile secondo i tuoi canoni le attacchi bottone. Fosse un cesso, non entra nemmeno in classifica scarti, mi sa. Hai voglia a verificarne l'intelligenza se non le offri nemmeno un caffè..."

"D'accordo, mi piacciono le donne magre, senza troppe tette e che abbiano un bel viso. Se poi sono anche spiritose me ne innamoro, altrimenti non mi scatta l'interesse, diciamo...In questo credo di essere diverso dai colleghi maschi che incontro in giro, per i quali l'intelligenza femminile è garanzia di rotture di scatole da evitare e ai quali basta che una donna abbia un involucro decente..."

"Forse è autodifesa preventiva. Io però farei attenzione all'intelligenza di una donna, fossi in te. Magari stai dimenticando quanto possa diventare sgradevole essere feriti da una donna intelligente, una volta che questa abbia deciso di mandarti al diavolo. E' a quel punto che di solito vengono rivalutate le belle con scarso appeal intellettivo..."

"Sì, va be' Ross...Ma lei è dolce, è gentile, molto cara e mi ha chiesto se porto con me un libro da leggerle prima di dormire. Non è dolce?"

"Direi che è un film da terza elementare. Portati il libro, ma fa che ti diventi galeotto prima di scoprire di aver voglia di tirarglielo sull'intelligenza mentre ti dorme a fianco, d'accordo?"

"Ross, sei una spacca balle stratosferica. Ma da quando sei diventata così cinica? Una volta ti piacevano le mie storie d'amore..."

"Sono maturata. Ora gli uomini intelligenti mi annoiano. Mi basta che sappiano raccontare palle non troppo insultanti per il mio senso dell'umorismo..."

"Ho capito: sei gelosa, tu invidi il mio attuale stato di grazia..."

"Esatto"

18 commenti:

  1. Ah ah, leggendo l'ho pensato anch'io: ecco la Ross inversione "donna intelligente (alias rompiballe)". No, scherzo. Però mi rimase impressa un'osservazione che un giorno fece la mia prozia: "Ma cosa vuol dire cercare una persona intelligente? Tutti abbiamo un cervello quindi tutti siamo intelligenti... non è che ci sono delle persone intelligenti e altre non intelligenti!". Il fatto è che non tutti usano il cervello.

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    1. Eh, infatti...
      L'intelligenza è un'etichetta he mettiamo alle cose (sentimenti, persone, giocattoli elettronici, etc) quasi a nobilitare le nostre scelte (ho un amico intelligente, quindi sono intelligente; ho una donna intelligente, quindi lo sono anch'io che l'amo, etc).
      Il caso più evidente dell'inutilità dell'etichetta "intelligenza", credo sia proprio nell'amore: che c'azzecca?
      Se c'è amore, di solito basta quello.
      Dove arriva la sopravvalutata "intelligenza", prima o poi si arriva alle sentenze di separazione (cioè a definirsi reciprocamente un rompiballe).
      (credo, immagino, mi pare che, eh? Che qui siamo su un terreno molto infido e scivoloso...)

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  2. Se c'è amore, di solito basta quello.
    E' proprio così, non saprei dirlo meglio! Infatti se qualcuno ci chiede cosa ci piace della persona amata, possiamo anche elencare una serie di caratteristiche ma ci sentiamo insoddisfatti perché l'amore, la persona che amiamo, non è "lì".
    Comunque ripensando a questo tuo post mi è venuta in mente questa cosa insopportabile che c'è da qualche anno a Miss Italia: le ragazze, che una volta sfilavano mute com'era giusto che fosse, ora devono parlare, per dimostrare che sono anche intelligenti e non solo belle. Perché oggi c'è questa fissa dell'intelligenza. A parte che neanche Einstein avrebbe fatto una buona figura intervistato in due minuti in tv in costume da bagno, figurati una miss, poveretta.

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    1. Infatti. Sembriamo ossessionati da un'idea dell'intelligenza da esibizione.
      Ma se il povero Einstein non avesse avuto il tempo di starsene a bighellonare sotto ai meli, dandosi alle ipotesi più strampalate sull'universo mondo, chi oggi se lo ricorderebbe?
      Il che vuol essere un invito a ritenere intelligente il non fare niente, però scientificamente, cioè con grande determinazione/applicazione...

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    2. ...qui lo dico (chiedo, anzi, umilmente) sottovoce...: non è per caso che confondi Einstein con Newton?.......

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  3. ...ah, perché è di moda l'intelligenza? non me n'ero accorta!vedi quanto sono fuori dal mondo...;/
    C'è anche da dire che appartengo a quella generazione in cui le mamme ammonivano "figlia mia, non gli far mai capire quanto sei intelligente!" (mia nonna andava oltre, incitandomi ad essere "più coquette");)
    Cosicché mi sono divertita per qualche tempo (intorno ai vent'anni) -qualche volta- ad ascoltare silenziosa l'"altro" (ascoltare gratifica sempre l'"altro", sia esso maschio o femmina...ma il maschio di più!)solo sgranando ogni tanto gli occhioni (che avevo la fortuna di avere piuttosto belli) proferendo un "Davvero?!?!" (che va sempre bene)...continuando intanto tranquillamente a pensare agli affari miei...
    Cosa che -tra parentesi- non mancava di farmi ricevere l'attributo di "intelligente"! ;DDD
    Poi, naturalmente, anche il divertimento, è finito in uggia...
    E, ribaltando i rapporti, molto mi divertiva invece una deliziosa battuta di un film-commedia con Ingrid Bergman e Cary Grant,di cui ti/vi riporto l'assunto.
    Succede nell'incipit (che "lei" non ha ancora conosciuto Cary Grant!): La sorella è molto stupita che lei abbia lasciato il suo ultimo amante, pieno di ogni qualità...Al che lei replica(più o meno) "lo so, lo so, era bello come il sole, ricco,generoso, gntile...ma mi mancava con lui uno scambio d'idee intelligente..." E la sorella: " Ma, mia cara, per questo, ci sono i libri!"

    Battute a parte, mi sembra che per approfondire meglio quest'argomento si dovrebbe prima di tutto intenderci sul significato di termini come "amore" e "intelligenza"...
    (io sulla interazione tra queste,ed altre istanze dell'anima -ovviamente dal mio soggettivo (ed esperenziale, dopo i trent'anni...) punto di vista- ci ho scritto anche un dramma (commedia) intitolato "Psiche e amore" (incompiuto).

    Ma, al di là di tutto ciò, (e il mio commento avrebbe potuto limitarsi a questo...e mi scuso perciò della logorroica autoreferenzialità che mi ha preso...e che di solito tengo bene a freno!) mi pare che il tema principe del post sia piuttosto l'autoironia : espressione d'intelligenza, che però non tutte le persone intelligenti possiedono...:)

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    1. Sull'intelligenza, che non ha sesso, si può fare solo dell'ironia.
      Che non so se sia davvero segno d'intelligenza, ma ha almeno il pregio di scombinare certezze sulla definizione di intelligenza, roba che ormai è buona giusto per farci spot pubblicitari o, come giustamente ricorda Ilaria, test per aspiranti Miss Italia.
      Per affrontare il tema, ammesso che sia affrontabile senza scadere nell'inutile, servirebbero tempi senza tempo, una banda di fancazzisti d'assalto e un paio di rompiballe doc come moderatori.
      Il tutto per sintetizzarti che l'unica intelligenza che non smette di provocarmi è appunto l'amore, di qualsiasi genere sia.
      Non mi sottraggo, eh?
      Solo mi arrendo all'impotenza del mezzo: qui siamo alla necessità di porsi dei limiti, e la sintesi è per sua natura nemica del fancazzista che è in me, che passeggerei per ore sotto ai meli senza fare distinzioni fra Newton e Einstein, i quali, ne sono certa, non si sarebbero sottratti a una proficua discussione sull'importanza nella vita di avere i meli ma anche i peri, per passeggiarci sotto.

      Invece, cara Leira, quella citazione di Indiscreto, vista la giornata grigia e potenzialmente dannosa, mi fa rattristare: non ce l'ho, fra i miei amati vecchi film in dvd.
      Esiste qualcosa di più intelligente dello stravaccarsi in divano e spararsi vecchi film con Cary Grant e Ingrid Bergman, in una giornata così?
      A pensarci, l'amore intelligente è quello che non un libro da leggere prima di addormentarmi, mi propone, ma appunto la visione di vecchi film in bianco e nero, così da conciliare un finale romanticamente sessuale.
      Insomma, fuggire, arrendersi, magari darsi al primo che capita tanto per provare l'effetto che fa.
      Testa, testa, testa...e il resto? Lo buttiamo?

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  4. Fantastico! L'hai individuato al volo!!! E ti pare che manchi dalla mia videoteca (tanto arcaica da essere quasi tutta in VHS) "Indiscreto"?!?! ;))) Peccato che abitiamo a latitudini della penisola alquanto lontane, se no te lo avrei prestato volentieri...anzi, meglio, ti avrei proposto di rivedercelo insieme! :)))
    Ora vado a cena, ma riprendo dopo (o quando potrò) perché c'erano un altro paio di cose che volevo dirti... Buona serata, intanto.

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  5. Quello che volevo aggiungere, e mi spiace che sia ancora in odore di autoreferenzialità, è che le varie possibilità che elenchi "per provare l'effetto che fa", sia per indole, sia per periodo storico in cui ho vissuto la mia giovinezza, io le ho vissute tutte (più anche altre)...
    Il tutto complicato dall'aver lasciato sempre il monopolio completo sulla mia vita all'amore (in tutte le sue declinazioni).
    Trovandomi ora anziana e sola, mi capita di pensare che sarebbe stato forse saggio seguire quell'ammonimento che dice "scegliti come compagno di vita, uno con cui hai piacevoli e stimolanti dialoghi:perché questo è quello che resterà ad unire anche dopo che il resto è passato".
    Sarebbe stato saggio...ma certo, non ero disposta a pensarla così, presa com'ero, soprattutto, dal linguaggio del corpo (e perciò nell'amore, molto dal sesso).
    Pochissima testa, quindi, cara Ross, anzi decisamente troppo poca...
    E non è che ora voglia andare da un estremo all'altro (che ce lo so da me che il giusto è sempre nell'equilibrio tra gli opposti), ma solo amara riflessione su personali fallimenti...espressa, finché mi riesce, con un po' di autoironia.

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    1. Uhmmm...Come potrebbe essere "amara" la riflessione sulla propria vita se la si è vissuta seguendo le giuste stagioni?
      Autoironica,sì, cioè amorevole per sé e un po' perfida e provocatrice con quella altrui, sospetto sia.
      Perché alla fine, quando si spengono le luci della festa, solo chi ha amato dandosi corpo e cuore, non teme il buio, perché sa che l'amore l'ha dentro di sé, e non fa dipendere questo da uno sguardo o da una sempre minacciosa seduzione altrui dai risvolti incerti.
      Cos'è l'amore, lo sa chi ha amato, chi conosce l'avventura del corpo e la conquista ripida nel tempo della propria anima.
      Riprendendo il saggio consiglio che tu stessa hai citato da Indiscreto, non sono per questo i libri, i soli compagni devoti della vita saggia?
      Ecco, per me vorrei, alla fine, un compagno con cui scambiare libri (o dvd, o link a letture spassose online), e con il quale passeggiare lungo il fiume nei giorni di sole.
      L'amarezza più tossica, io credo, è se mai quella che pretende, nell'avanzare dell'età e mentre il corpo si va spiritualizzando, amori di carne che si è negata quand'era il suo tempo per il corpo e baci che non ha dato perché li misurava a peso d'oro.
      Che in te la testa sia esperienza del corpo, l'ho pensato sempre.
      Certe sfumature le si coglie solo se si ha l'anima sgombra da incessanti conflitti fra ciò che vuole ancora la testa e ciò che il corpo non vuole invece più.

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    2. Cara Ross, posso dirti che non condivido l'interpretazione che dai di autoironia come 'amorevolezza per sé,condita di un po' di perfidia e provocazione nei confronti degli altri'? ...Spero tu non l'abbia coniata apposta per me!!! ;D
      Infatti io con autoironia intendo auto-critica fatta con senso dell'umorismo: e in tal senso la pratico. E l'attribuisco agli altri quando la rilevo :)
      La perfidia (anche in piccole dosi)non riesco proprio a prenderla in considerazione.
      La provocazione, quella sì, mi è congeniale (da sempre), ma non all'interno dell'autoironia, e sul senso (che sta tanto per significato che per direzione)che le do,già ti ho scritto nel post successivo a questo.
      Te ne lascio un'altra... :)))

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    3. P.s. avevo cancellato perché volevo inserire il codice html che mi hai insegnato in modo che apparisse direttamente il video, ma invece rimanda comunque a youtube!

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    4. Credo di aver espresso male un mio ragionamento, sull'autoironia, che ti autorizzo a contestare, anche vivacemente.
      Provo a "snodarlo":
      - l'ironia su se stessi è un modo (gentile) per ricordare a se stessi di non prendersi troppo sul serio
      - a praticarla, sono di solito le persone serie, quelle cioè che danno molta importanza alle cose importanti, senza però perdere mai la consapevolezza che le cose non hanno la stessa importanza per tutti
      - richiede quindi un certo distacco dall'idea infantile di essere il centro del mondo (i bambini non sono mai autoironici, è una conquista adulta, e non per tutti) e insieme di aver conquistato il dono della compassione amorevole verso gli altri
      - quel distacco compassionevole, è la misura dell'amore per la propria umana e limitata natura che si riflette su ogni altro umano
      - in me, serissima e autoironica, quindi amorevole e compassionevole con i miei limiti e perciò con quelli altrui, si affaccia la perfidia ogni qual volta mi trovo di fronte al monoblocco umano infantilmente certo delle proprie granitiche certezze
      - la perfidia che mi scatta in automatico di fronte ai blocchi di granito umani, è una mina: ha lo scopo di provocare sgretolamenti così da trovare, una volta crollate le certezze, nuove vie di comunicazione con i muri
      - naturale che di solito i blocchi di granito rimangano al più leggermente scalfiti, dalla mia perfidia a scopo comunicazione. Capita infatti che il blocco minato, si limiti a spararmi di ritorno le pietre di superficie, con mio danno, più che aprirsi a vie di comunicazione
      Ecco, non so se sono riuscita meglio stavolta, a rendere quel mio 'amorevolezza per sé,condita di un po' di perfidia e provocazione nei confronti degli altri'
      Si può infatti andare verso "l'altro", senza aver chiari in sé i propri limiti?
      Non è forse l'amore di sé (in sé), comprensione e accettazione di questi limiti?
      Non sono forse questi limiti, a far scattare l'ironia?
      Non è forse questa un atto d'amore ( per se stessi o per gli altri), espresso con quel po' di umorismo dissacrante che sottintende una estrema serietà di fondo?
      E se l'ironia (e l'autoironia), sono questo, la perfidia come provocazione (non come mera volontà di ferire l'altro, che è sempre un modo feroce di erire se stessi), non è a volte l'unico modo utile per tentare una strada verso l'altro?
      Lo so, ci sarebbe da parlarne per altre 30 pagine...

      P.S. Gradito il video, ho una brutta notizia: qui nei commenti, non è possibile postare direttamente video.
      E' un limite, ma basta il link cliccabile, come hai già provveduto a fare, no?

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  6. Tornato. Proprio bella (e intelligente).

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    1. Ah, eccoti!
      Sì, ma il libro, fu galeotto?

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  7. quel giorno più non vi leggemmo avante...

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    1. ohhhh....(giù il sipario, applausi in sala)

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  8. Entusiasmante botta e risposta: quasi come un film con Katharine Hepburn e Spencer Tracy!

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