"L’azienda, rileva, “aveva assicurato una revisione degli impianti a Pasqua, ma qualcosa purtroppo ha ceduto sul piano strutturale (1). In aziende come queste i ritmi di lavoro sono insostenibili e molto spesso non vengono rispettate le distanze di sicurezza (2)”.
Da tempo, sottolinea Palombella, “stiamo chiedendo maggiore responsabilità e maggiori investimenti in salute e sicurezza sul lavoro. Occorre soprattutto creare una cultura della sicurezza sul lavoro che investa tutti a 360 gradi (3)”.
Quando leggo simili stronzate divento pazza furiosa.
Perché:
1. Visto che lo cita, Palombella sa bene che alla revisione degli impianti di un mese fa erano stati segnalati problemi strutturali proprio lì dove è venuta giù la colata, e che però non erano stati risolti (fonte di prima mano mi diceva ieri, quando ancora i pompieri non avevano terminato di mettere in sicurezza l'area, che la dinamica esatta dell'incidente è quella riportata oggi dal Corriere, e cioè che il disastro "sarebbe stato provocato da un cedimento strutturale sull’aggancio della «siviera», un enorme cestello che trasportava 90 tonnellate di materiale fuso. Il gigantesco vaso, durante un’operazione di routine, era appena stato agganciato al carroponte, per essere spostato in un’altra area dell’impianto. All’improvviso però la siviera si è staccata (e questo era il problema segnalato appunto alla revisione di un mese fa - n.d.b.), cadendo da un’altezza di 3-4 metri e provocando una sorta di deflagrazione, dovuta all’impatto di questa col suolo e alle tonnellate di acciaio liquido schizzato dovunque"...)
2. Come faccia a dire che "molto spesso non vengono rispettate le distanze di sicurezza", parlando di una fonderia dove le temperature fuori dalle zone garantite di protezione e raffreddamento, sono di migliaia di gradi, è vergognoso, offensivo e irrispettoso degli operai che ci lavorano. Nessuno sano di mente si sogna di andare anche solo un centimetro oltre le zone di sicurezza, che sono già a temperature da inferno. Inoltre, forse avrebbe fatta miglior figura a ricordare che i 4 operai ustionati gravi sono stati immediatamente soccorsi proprio dalla sicurezza interna, che è intervenuta immediatamente sapendo cosa e come fare ma che certo non poteva fermare la colata a mani nude, neanche rispettando le "distanze di sicurezza". Un bel tacer non fu mai scritto...
3. La "cultura della sicurezza sul lavoro a 360°" i sindacati, volessero ancora fare il proprio lavoro, la dovrebbero imporre alle aziende, insegnando agli operai che non si deve temere alcunché se si decide di astenersi dal proseguire il lavoro quando si è a conoscenza di problemi strutturali emersi alle revisioni. Poi, prima ancora che per "la salute e sicurezza sul lavoro", Palombella inizi non a chiedere, ma a pretendere che le aziende garantiscano la sicurezza degli impianti.
Fino al blocco degli impianti, se necessario.
Che sia per le colate di acciaio fuso o per blocchi di quintali cemento che ti sfracellano in cantiere a 19 anni, del morire pulendo cisterne o vasche per esalazioni di residui chimici tossici sapendo che tanto la vita di un operaio vale giusto il prezzo di un misero stipendio che a malapena basta per campare tanto poi, anche processando i responsabili, ciò che è chiaro alle famiglie degli operai morti sul lavoro è che non c'é rischio che paghi nessuno. Mai.
A parte chi ha pagato con la vita per uno stipendio.
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| Foto dello sversamento della colata d'acciaio scattata da un operaio di Acciaierie Venete |
Nemmeno così, giusto per farsi almeno un'idea di cosa sia la sicurezza o le "distanze di sicurezza" di cui parla.
E se vi è entrato e un'idea ce l'ha, le sue parole sono doppiamente un insulto agli operai all'ospedale e a quelli che l'hanno scampata sapendo perfettamente cosa fare e come farlo per salvarsi la vita quando ti sta cadendo addosso l'inferno senza che gli arrivi ora pure la bacchettata sulle dita come avessero loro responsabilità per i 90 quintali di colata che sono crollati per problemi strutturali, non di "distanze di sicurezza".
Tacessero, almeno, visti i morti sul lavoro in spaventoso aumento che non paiono turbare né i sindacati né i politici più del tempo necessario a sparare qualche cazzata in tv tanto per dire di esistere.
P.S. da Il Gazzettino
"...Perché un perno praticamente nuovo di zecca, e per giunta verificato non più tardi di qualche settimana fa, improvvisamente ha ceduto? Non è che, magari, aveva qualcosa che non andava sin da quando è stato costruito e nessuno se ne era accorto?"
Una fonte diretta (interna alla fonderia) mi diceva domenica che quel "problema" era stato segnalato fin dalla revisione di un mese fa dagli stessi operai.
Ciò che sa chi effettivamente ci lavora tutti i giorni raramente viene preso nella giusta considerazione, e questo è forse il problema dei problemi in ogni posto di lavoro: non si ascolta chi magari non ha una laurea in ingegneria ma conosce ciò che utilizza ogni giorno molto meglio dei tecnici che spesso le situazioni e le cose le analizzano a tavolino.
P.P.S. da Il FQil racconto di uno degli operai del momento in cui è crollata la siviera
