giovedì 9 giugno 2011

Fukushima for ever (4)

Se c'è una ragione, che le comprende tutte, per opporsi al nucleare votando Sì al quesito referendario, direi che è l' inaffidabilità di politici e società di gestione degli impianti nucleari.
In ogni parte del pianeta, mentono con la stessa identica tenacia per proteggere se stessi, la propria carriera politica o i propri interessi economici.
Spesso coincidenti.
Ciò che ancora sta succedendo a Fukushima mi ricorda ciò che succede in Italia non solo per quanto riguarda il nucleare, vedi i treni che trasportano scorie radioattive avanti e indietro fra Piemonte e Francia, di cui parla oggi il FQ, ma ogni altro disastro ambientale e ogni altro progetto imposto nel totale disprezzo del buon senso e della volontà dei cittadini, come ad esempio la costruzione della Tav, altra notizia sulla quale ci arrivano informazioni da Crisis.
Di ieri la notizia che l’Aiea dichiara essere Fukushima non solo un disastro pari o superiore a quello di Chernobyl, ma forse il peggiore disastro nucleare immaginabile in assoluto, disastro che fino a prima di Fukushima era solo un’ipotesi infausta così lontana da non essere nemmeno considerata se non come teoria.

 […]Tre “melt-through“. Ancor peggio dei tre “melt-down” ammessi finora. Mi scoccia scrivere due post consecutivi su Fukushima, ma sta arrivando una notizia che merita secondo me (ahimè) ampia considerazione.
Il meltdown si ha quando il combustibile nucleare, non più raffreddato, si fonde (“melt”) e precipita in fondo (“down”) ai reattori. In base a quanto scrive un giornale nipponico, nella relazione su Fukushima destinata all’Iaea (l’agenzia dell’Onu per l’energia nucleare), il Governo ora ammette la possibilità che il combustibile nucleare abbia anche fuso i reattori stessi (almeno in parte) e ne sia uscito. Il melt-through, appunto. Nel qual caso si troverebbe ora a diretto contato con l’ambiente.[…]
Ciò che si teme ora in Giappone, è che in conseguenza del contatto diretto del melt-through con le acque di falda, la contaminazione possa raggiungere e interessare Tokio. Infatti, come dichiara Ichiro Ozawa, al WSJ, le aree intorno a Fukushima erano già diventate completamente "inabitabili". Ha anche suggerito che così com'è attualmente, gran parte del resto del paese, tra cui Tokyo, potrebbe subire la stessa sorte se non si interviene per contenere correttamente ed efficacemente la situazione.
Se c’è un motivo su tutti per  votare Sì ai Referendum su nucleare e acqua pubblica, è che i politici e le società di gestione mentono.
Mentono sempre.
Mentono sapendo di mentire e anche di fronte all'evidenza, pur di salvare se stessi e i loro interessi, che quasi mai coincidono con i nostri.
Di quanto è ancora pericolosamente in atto a Fukushima, in Italia arrivano notizie solo se le andiamo a cercare in rete e arrivano allo stesso Giappone, direttamente coinvolto nel disastro, a distanza di 3 mesi, nonostante i responsabili della sicurezza degli impianti di Fukushima Daichii sapessero già a poche ore dal terremoto e dallo tsunami che era in atto un melt-down.
Dire con il contagocce, dire e non dire per non scatenare il panico che, più che alla nostra salute, fa male ai loro affari.
Della Terra, degli umani e dell’ambiente, questi se ne fregano come se abitassero su Papalla.
Mentono sul nucleare, mentono sulla Tav, hanno mentito sul terremoto in Abruzzo, sulle stragi di Stato, sugli interessi delle multinazionali dell’energia in Libia, in Tunisia, nel mondo.
Votare Sì per dire no a balle che pretendono i cittadini degli imbecilli cui si può rifilare qualsiasi idiozia con la supponenza che sarà creduta perché a dirla sono loro, i “pezzi da 90” della politica e degli affari.
Questo è il più importante obiettivo per voler raggiungere il quorum e far vincere il Sì ai Referendum: basta balle.
Per smentire la perfida convinzione che siamo un mondo di imbecilli che si può governare con qualche bugia raffazzonata, mi unisco idealmente al miglio nudo per 4 Sì.

Perché un corpo nudo non mente mai.

1 commento:

  1. Oh sì, ignudi alla meta e quorum sarà: forza che questa volta ce la facciamo!

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