martedì 6 settembre 2011

Sciopero


Chi immaginava che sarebbe stato così difficile arrivare alla manifestazione regionale di Mestre?
Strade paralizzate, due cortei già partiti e traffico in tilt.
Così, pazienza.
Ci sono comunque.
Perché non c'è niente di più importante che esserci.
Perché non esserci oggi è garanzia di non esserci più domani.
Ciò che stanno facendo è azzerare qualsiasi diritto, cioè certezza di passare dall' appartenenza alla categoria umana dei lavoratori a quella sub-umana di schiavi.
Dal lavoro come mezzo al lavoro come fine.
Dal diritto come conquista di dignità nei posti di lavoro al nessun diritto in cui le decisioni del profitto non vedono più la persona, solo l'energia umana al servizio della produzione e del consumo.
Alzarsi in piedi non solo per l'art. 8 - e quindi per l'art. 18 e lo Statuto dei Lavoratori.
Per la necessità più urgente, decisiva, di riaffermare e testimoniare una visione del mondo dove al centro di ogni decisione deve rimanere la persona, non l'economia e l'industria o la Bce.
Forse è perfino tardi.
Ma la partita non è ancora finita e certi goal possono essere decisivi anche se arrivano al 90° minuto.
E' necessario far crollare subito, fino alle fondamenta, questa mostruosa visione dove a decidere il destino dell'umanità sono un manipolo di banche servite da politici idioti a 90°e terrorizzati che non sanno vedere più in là della scadenza certa del loro mandato.
Questa mostruosa idea di una Terra abitata da umanoidi al servizio di carogne ubriache e incapaci di vedere oltre la propria finita esistenza è estorsione del diritto a immaginarsi come un'umanità futura più evoluta e saggia, manipolazione con l'inganno sul valore stesso della vita.
In piedi.
E, da oggi, a tutte le manifestazioni in programma.
Non importa chi, per cosa o dove.
Troppo è il tempo lasciato passare confidando in un errato senso di civiltà smentito dai fatti della politica tutta, o in un mai arrivato "contrordine compagni" da parte di una inesistente sinistra che si è piegata a tutto e a tutti.
Nessuna fiducia in un garante delle istituzioni che continua a garantire solo il mantra settimanale sulle coesioni e gli incitamenti alla buona volontà da ammuffito oratorio pretesco.
Alzarsi in piedi per dire di esserci e di essere ancora vivi, è la sola cosa da fare.
E' l'ultima chiamata.
Non ci sarà più un dopo, se non ci si alza in piedi ora.

3 commenti:

  1. Da Il Fatto Quoidiano

    10.28 – Cremaschi (Fiom): “Concluso il rapporto con i crumiri ideologici”

    Con la manifestazione di oggi “bisogna considerare concluso il rapporto con i crumiri ideologici che dicono che lo sciopero generale è demenziale”. Lo ha detto Giorgio Cremaschi, presidente del comitato centrale della Fiom, conversando con i cronisti durante il corteo che sta sfilando per le vie di Roma. “In piazza si sta costruendo una nuova unita’ tra il popolo della Cgil, i movimenti e il sindacalismo di base”, ha aggiunto.

    Concordo: costruire nuove unità fra Cgil (Fiom) e movimenti.
    Questa è la strada.
    Insieme popolo dei Referendum, studenti, Fiom, ex Viola ect ect....

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  2. Dunque, Ross, in questa Italia marchionnizzata, la vicenda dell'articolo 8 non è spiegata come si dovrebbe. Al di là dei due fantocci Bonanni ed Angeletti, secondo i quali nulla cambia rispetto allo Statuto dei lavoratori (allora, se nulla cambia, perchè la norma?), se ho ben capito, le parti sociali, anche a livello locale, possono accordarsi per derogare dalla legislazione vigente in materia di lavoro.
    Questo, è il vero fine occulto (ma non troppo): il Governo fasciopiduista regala ai privati la possibilità di scavalcare le leggi vigenti, qualora entrambe le parti interessate siano d'accordo. Lo Stato rinuncia così ad uno dei suoi poteri fondamentali, quello legislativo. Date le premesse, non so cosa possa rimanere del potere giudiziario, se ognuno può farsi leggi e regolamenti a proprio piacimento. La Magistratura, se eventualmente interpellata a pronunciarsi, verrebbe quindi declassata ad organo di mero arbitrato. Lo stesso potere esecutivo avrebbe come compito di rendere cogenti decisioni prese da altri. A questo punto, del contratto sociale alla base del concetto stesso di Stato, cosa rimane? Senza contare che si crea un precedente non di poco conto. Una volta assimilato lo schema, è trasportabile ed applicabile anche ad altri contesti. Di demenziale, qui ed oggi, ci vedo solo il fatto di essere nelle mani di gente come Sacconi.

    E comunque, lo sciopero CGIL o USB erano stati proclamati ben prima della stesura dell'art.8, che a questo punto sembra essere stato scritto solo per vendetta ideologica.

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  3. Massimo:

    Parto dalla coda.
    La modifica dello Statuto dei Lavoratori, che oggi potrebbe realizzarsi grazie a quell'art.8 inserito in una manovra finanziaria con cui nulla ha a che fare (non si capisce come il licenziamento facile dovrebbe di per sé aumentare la competitività delle aziende e quindi le entrate fiscali)non mi pare nuova.
    Sacconi (e tutta la destra), ne è ossessionato da anni :l'aveva proposto nel 2008, nel 2009 e nel 2010 e non ha mai mancato di farcelo sapere.
    Ti dirò di più: penso che la Camusso abbia chiamato alla piazza prima che questo art. 8 fosse inserito in manovra, in un tentativo di recupero, da parte sua, di quel dissenso (anche interno) che è seguito alla sua firma degli accordi dello scorso giugno, che sono ancora lì e sono in realtà la premessa logica a questo art. 8 che azzera lo Statuto dei Lavoratori.
    Esprime bene il mio pensiero in merito il pezzo che si apre al link che ho inserito.
    Leggo ora che il Governo ha intenzione di mettere la fiducia sulla manovra e farla passare entro giovedì.
    Ciò che scrivi sulla rinucia dello Stato a uno dei suoi poteri, quello legislativo, è la quadratura del cerchio: fottuti per sempre e fanculizzata la Costituzione.
    Con buona pace del sonnambulo che fa dei richiami alle coesioni e all'unità.
    Ma non ha più alcuna importanza, per me, chi mi chiama alla piazza; conta che non si possono più trovare giustificazioni per non esserci.
    Rendere tutte le persone che lavorano precarie, cioè prive di diritti, dignità, pensiero e capacità contrattuale, quindi ricattabili, in un simile contesto, è garanzia di prossime inevitabili leggi speciali per l'ordine pubblico.
    Insomma, la dittatura è compiuta.
    A meno che non riusciamo a svegliarci dal torpore ora, sul 90° minuto di gioco, e a capire che 18 anni ad aspettare che passasse una fiducia via l'altra ci chiama in causa nella responsabilità per ciò che sta accadendo.
    Non siamoinnocenti.
    Non basta indignarsi e scrivere su un blog la propria indignazione per dirci tali.
    Abbiamo sprecato mille buone occasioni per dare un calcio in culo a questa classe di politicanti - affaristi.
    In nessun altro paese si sarebbero tenuti come capo del governo una persona così poco rappresentativa e con una credibilità personale inferiore a quella di un qualsiasi arraffone.
    Ora o mai più.
    Così la vedo.

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