sabato 25 febbraio 2012

Do ut des

Un passo indietro, per la memoria:

Da Lettera43 – 8 settembre 2011

«Berlusconi passi la mano, lasci la guida del governo e i suoi processi penali saranno bloccati. Tutti».Così il presidente dell'Udc, Rocco Buttiglione, in un'intervista ad Avvenire nella quale ha sollecitato anche il premier «a dare una mano per salvare il Paese.... Noi», ha proseguito Buttiglione, «lo garantiremo da vendette, da rappresaglie, da espropri e dal carcere. Non potremo bloccare azioni e processi civili, ma i procedimenti penali. Stiamo lavorando in questa direzione».

Riporto dal FQ online di oggi sulla sentenza di prescrizione:

“…In questi conteggi, il collegio avrebbe adottato la giurisprudenza secondo la quale quando si verifica una sospensione in attesa della decisione della Corte Costituzionale (cosa accaduta due volte in questo processo) su eccezioni di legittimità di una norma, i termini di prescrizione riprendono a decorrere dalla pubblicazione della sentenza della Consulta in Gazzetta Ufficiale.
Per il pm Fabio De Pasquale, invece, ci sarebbe ancora tempo, perché la prescrizione scatterebbe il 3 maggio oppure si potrebbe arrivare anche fino a metà luglio, se si considera che il reato sarebbe stato commesso il 29 febbraio 2000. Nei suoi calcoli, poi, il pm parte dal presupposto che le sospensioni della prescrizione, in attesa delle due decisioni della Consulta, sono terminate solo quando il dibattimento è ripreso. Ancora diversi i calcoli della difesa, che prendeva in considerazione altre variabili, concludendo che il reato poteva essere già dichiarato prescritto l’8 gennaio scorso, o anche il 31 gennaio, o al massimo il 3 febbraio…”

Una giungla di date che si presta a più ipotesi, e quindi solo le motivazioni della sentenza potranno fare luce.

Tuttavia, davvero qualcuno si stupisce per questa sentenza?

Qualcuno ne immaginava una diversa?

Se lo dichiaravano colpevole, veniva giù il Transatlantico.

Assolverlo non si poteva, altrimenti l’avrebbero fatto, e tanti saluti.

Lo condannavano a 5 anni dopo che Ministri e Onorevoli gli avevano promesso che se lasciava lo garantivano da “espropri, vendette, rappresaglie …e dal carcere”?

A me pare abbiano trovato una buona mediazione: spargere dubbi e ipotizzare tante date possibili da cui far partire i conti trovando così una via d'uscita onorevole senza dover sentenziare nulla.

Prescrizione.

Il processo s'è fatto, chiunque può dire di tutto senza riuscire a dire niente di nuovo.
E la promessa è salva senza che nessuno l'abbia dovuta a nessuno.

E' la natura creativa italiana: la trovi disseminata in ogni angolo.

Un Paese che ha più Leggi che abitanti, così che in galera un politico non lo mandi mai. 

Al diavolo sì, però.
Bisogna farsene una ragione, e farselo bastare.

Solo, non si finga di scandalizzarsi per una sentenza i cui esiti erano scontati.

Ci vuole senso dell'umorismo nella disperazione, altrimenti è la fine.
E saper apprezzare la mediazioni creative.

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