lunedì 2 aprile 2012

"Allargate l'area della Coscienza"

Svegliata in un astioso mulinare di seghe elettriche e sibilanti tagliaerba che raschiano la terra secca di gracili fili di verde non ancora spuntati.

Gli extraterrestri sono fra noi.
Come abitanti di pianeti deserti dai climi chimicamente modificati, scambiano dei terreni brulli, appena velati da un tentativo d'erba faticosa e osteggiata, per prati da tosare e alberi da potare.
Date programmate per ordinanze comunali pubblicate un anno fa.

La Realtà è un optional dell'immaginazione.
Eseguono ordini su carta di chi provvede ai prati comuni senza aver più il tempo o la voglia di calpestarli.
Nessuna coscienza cristallina potrebbe raspare per ordinanza ciò che sulla terra ancora non è spuntato.

Meccanici esecutori, schiacciatori di pulsanti di morte che si autoassolvono intascando il pattuito.

Vi sono tracce genetiche di umani con ancora un rispetto sacro per erba e alberi, su in montagna.
Umani che conoscono la differenza fra legna da ardere (prima alberi da far crescere e all'ombra dei quali ristorarsi) e nutrimento per gli animali (cibo che diventa vita che diventa cibo che diventa Vita).

Questi automi del verde hanno come misura di riferimento il deserto che hanno configurato nell'anima.
Per questo raspano la terra secca: cercano la sabbia su cui non cresce che sterpaglia buona per i tafani e i serpenti.

Mi avventuro ancora sulla Coscienza.
Quella che, o è Consapevolezza di essere parte di un Tutto inscindibile.

O non è.

Respiro profondamente.
Chiudo gli occhi, allargo le braccia per allargare lo spazio per l'aria nei miei polmoni, nello stomaco e giù in fondo, fino a ossigenare di Coscienza le budella, il fegato, la milza e il cuore.

L'aria che entra in me è quella che avvolge l'universo.
"Quello", Tat, Coscienza Cosmica.

Espiro fino all'ultimo respiro comprimendo fino in fondo i polmoni e i muscoli della pancia, così da restituire all'universo ogni più piccola consapevolezza di vita.
Consapevole che ne è parte l'ostile presenza nelle mie orecchie di questi segaioli dalla Coscienza ristretta al punto da non averne più nessuna.
Coscienza che è Consapevolezza, senza riferimenti etici, morali o religiosi.

A ogni mio Inspiro/espiro, la Coscienza Cosmica entra anche in loro attraverso le narici, insieme alle micro particelle di erba micronizzata dalle lame rotanti di motori che bruciano ossigeno, cioè Coscienza.
Puoi non avere alcuna Consapevolezza di te stesso senza che questo possa in alcun modo modificare la Consapevolezza del mondo della tua presenza.
Comunque tu la pensi e comunque tu agisca e comunque disarticoli i tuoi Credo condizionanti, olio versato sulla macchina affinché da schiavo tu estenda il deserto che ti annienterà.

Non è una scelta, la Coscienza: è Realtà che avvolge ogni cosa.

Perenne, immensa, eternamente presente.
Nemmeno la fine del ciclo dei respiri può arrestare la Consapevolezza.

Gli alieni sono fra noi.

Respiro il Mondo per accettarlo senza opporvi la presunzione che siano i pensieri o le parole a cambiarne la natura.

Respiro a polmoni pieni cercando nel silenzio del mondo la Coscienza del Mondo.
A ogni inspirazione, entra in me la Consapevolezza di essere un soffio di vita, un respiro nella natura infinita dell'universo.

Cerco, respirando a pieni polmoni, di allargare la coscienza raggrinzita nel cuore degli alieni armati di seghe elettriche; di far avanzare dall'immensità silenziosa un contro-deserto da cui possa rinascere qualche filo d'erba e una piccola nuova gemma verde sui tronchi amputati.

La speranza è Coscienza.
La Verità, è Coscienza.
La Coscienza è Brahaman, Tat, Quello.
Non c'è Verità senza Conoscenza.
Non c'è Conoscenza senza Coscienza.

Brahaman ha spento, in questo preciso istante, con un pollice incosciente, l’attività degli alieni contro la Vita del Pianeta Terra.
Tacciono improvvisamente le seghe elettriche e rimangono schizzi di terra secca sparsa intorno a tronchi grondanti legnosa vita arboreo micronizzata.
Basterà un po’ di pioggia.
La vita dell’erba e delle foglie è più determinata di quanto potranno mai esserlo gli alieni nello stroncarla.

“Il messaggio è: allargate l’area della coscienza”.

*La frase fa da sottotitolo a Jukebox all’idrogeno, libro di profezie in forma di allucinazione poetica di Allen Ginsberg.

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