mercoledì 13 giugno 2012

Illuminazione?

[..]Il decadimento spirituale annebbia l'animo dei pochi supersiti.
Come sempre accade, la morte dello spirito precede la rovina delle cose.[..]*

Leggo, osservo, ascolto.
In questi giorni ho come la sensazione di un profondo inevitabile distacco da ciò che succede.
Inutile ragionarci ancora sopra: sappiamo tutto, da tempo.
E questo "sapere" non è che noia.

Tempo fa, quando ancora ero pervasa dalla convinzione che il non agire, rispetto ad alcuni eventi, fosse già un essere corresponsabili, mi agitavo molto alla ricerca di un Senso.
Spesso senza alcuna vera speranza di trovarne uno che potesse avere un qualche senso.
Oggi guardo tutto come attraverso un vetro: vedo, ma ciò che vedo non mi tocca.
Le cose allora sono due:
- o sto finalmente raggiungendo l'agognata Illuminazione, cioè la Trascendenza.
- o sono a quel punto, *citato sopra, in cui ho una tale consapevolezza che la morte dello spirito precede sempre la rovina delle cose (nel mondo e quindi nell'uomo), da non curarmene più.

Posso forse qualcosa?
Solo una: coltivare appunto lo Spirito.
Il mio, almeno.

Leggo a volo notizie che sembrano le stesse da almeno un anno (circa).
Qualche traccia di vita la scopro quasi esclusivamente in alcuni selezionati blog.
Per il resto, lascio che sia ciò che deve essere.

Senza passato, senza futuro e perfino senza un presente.

L'Illuminazione, alla fine, potrebbe presentarsi anche così: un lattiginoso non tempo/non luogo, privo di etichette e quindi senza alcuna necessità di definizione.
Più che esserci, fantasmarsi.
Diluirsi, rarefarsi, sbiadirsi a se stessi.

Un confortevole limbo dove anche l'ascolto dei passeri che cinguettano sono un evento da prima fila.

* G. Tucci - Tibet ignoto

10 commenti:

  1. Non sempre la scelta migliore è l'azione, anche quando le cose intorno a noi sembrano andare a rotoli. A volte serve anche saper aspettare in silenzio il momento giusto di dire e fare.
    Fai bene a prenderti il tempo di ascoltare il cinguettio dei passeri .... a volte è l'evento migliore al quale assistere.

    Un saluto.

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  3. wu-wei?!? ;)
    Anche se probabilmente non sono tra i tuoi selezionati blog(in cui -tra l'altro- nemmeno scrivo più da tanto), mi sento anch'io addosso proprio il tuo stesso stato d'animo con relative conseguenti considerazioni...e astensioni.
    Leggendo all'inizio la citazione di Tucci, mi s'è presentata istantanea alla mente come associazione (veramente 'libera' perché pare che fossero tutt'altro che amici!)quella con Alexandra David-Neel...poi girando lo sguardo sulla destra ho scoperto che stai leggendo proprio uno dei suoi libri! Io ne ho diversi, e facendo una ricerca su di lei su internet ne ho scoperto un altro che non ho e che rappresenta un po' un compendio delle sue idee espresse in varie opere: "La luce della conoscenza. Pensieri, riflessioni, aforismi di una avventuriera dello spirito." Lo conosci? E se sì, lo consiglieresti? (te lo chiedo perché queste operazioni altrui di assemblaggio non sempre riflettono lo spirito autentico dell'autore). Grazie anticipatamente per la risposta...e soprattutto per avermi fatto sentire meno sola nel mio modo attuale di "sentire" :)

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    1. Leira, è sempre una gioia anche per me, incontrare uno spirito amico. Pensa che Alexandra David-Neel l'avevo incrociata anni fa, in un periodo in cui cercavo di conoscere meglio Allen Ginzberg: sai che è stata per lui (e per molti altri della beat generation) una maestra? Si potrebbe dire che furono le sue lezioni e i suoi libri a "Illuminare" molte menti poetiche di quel periodo. Confesso però di averla poi, fino a una settimana fa circa, persa di vista. E forse doveva andare così, perché leggere ora questo suo piccolo grande libro mi sta ri-confermando nella mia eresia buddhista, divenuta incerta proprio immergendomi nei testi classici: ho sempre sostenuto che il buddhismo è un modo di vivere, una visione del mondo, non certo una religione (come purtroppo molti credono) né una filosofia. Non saprei consigliarti sul libro di cui mi chiedi notizie: non lo conosco. Però so che lo metterei in fondo alla lista delle cose che vorrei leggere. L'interpretazione e i tentativi di traduzione del pensiero altrui mi vedono sempre diffidente. Paradossalmente, c'è un solo altro che sul buddhismo tibetano ha saputo trasmettermi qualche barlume di intuizione simile a quella che mi ha trasmesso Alexandra David-Neel, ed è Tucci. Che ha un difetto insopportabile: era un fascista e un razzista. E nei suoi libri se ne trovano tracce fastidiose. Però rimane un grande, e mi ci inchino davanti comunque. Ho un altro autore da consigliarti, se già non lo conosci, Raimon Panikkar. Solo lui è stato capace di farmi cogliere lo spirito dei Veda e di portarmi per mano nella comprensione della Baghavad Gita. Solo dopo aver letto i suoi Veda Mantramanjari ho potuto affrontare l'originale con qualche speranza di trarne qualcosa (ed è una lettura in corso da tempo, che ha bisogno di tempo...)
      Insomma, starei ore a parlare con te.
      Hai colto al volo lo spirito del mio momento: esattamente wu wei .
      Namastè (mi inchino al divino che è in te)

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  4. Gioiosamente sorpresa di poter avere dialogo su argomenti che finora rivoltolavo solo tra me e i libri...rilancio! ;)
    Di Panikkar sto attualmente finendo di leggere "L'amore fonte originaria dell'universo" (dialogo con lo scienziato agnostico Hans-Peter Durr) e incominciando "Il silenzio del Buddha.Un ateismo religioso". Lo ammiro moltissimo per la sua straordinaria e versatile intelligenza, la vastissima cultura e l'impegno votato a un'apertura inter-religiosa, ma*...percepisco una residuale inclinazione gesuita a dire e non dire e a furbescamente celare senza mentire, che si traduce in un certo aristocratico esoterismo in odore di potere sull'essoterismo, che un po' mi irrita!Ecco,l'ho detto. Penso di potertelo confessare perché mi pare che tu non sia di quelli che danno l'ostracismo a chi esprime idee contro corrente (e a me capita spesso);)...
    Sto pure leggendo di Alan Watts "La via della liberazione", di cui ti trascrivo uno stralcio di qualche riga...che sembra fare un po' al caso del nostro attuale modo di sentire!
    "Qui la risposta psicologica sembra quella del lasciare che la propria mente risponda alle circostanze secondo come sente, senza entrare in conflitto con la sensazione del caldo in estate e del freddo in inverno, e - va aggiunto - senza entrare in conflitto con la sensazione che vi sia una sensazione con cui entrare in conflitto! Il che equivale a dire che il modo in cui si sente veramente è il modo giusto di sentire, e che il conflitto di fondo fra noi stessi e la vita si deve al fatto che noi cerchiamo di cambiare o di respingere la sensazione del momento. Insieme questo stesso desiderio di sentire in maniera diversa può essere l'emozione del momento che non dev'essere cambiata."
    Anche abbastanza in tema è questo post sul blog di Claudio Lamparelli (autore che conosco da molti anni per i suoi libri sulla meditazione) di cui ti allego il link :http://claudiolamparelli.blogspot.com/2012/06/la-notte-oscura-dellanima.html
    Namastè!

    *tutto quello che segue si riferisce alla sua alta posizione nell'ambito della Chiesa cristiana cattolica - mantenuta fino alla morte - grazie alla capacità di gestire sapientemente l'espressione delle sue convinzioni (al contrario di altri, segnati immediatamente come eretici!)

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    1. Concordo su Panikkar ma non cambia la mia considerazione: forse proprio per quella sua posizione nell'ambito della Chiesa cristiana cattolica, ha saputo come pochi cogliere alcune basi comuni fra il buddhismo, l'induismo e il cristianesimo originale. Cosa che la Chiesa cattolica ha ormai perso, tranne forse per alcuni rari esempi solitari.
      Insomma, credo sia più importante ciò che di un uomo si può salvare, di quello che vorremmo buttare.

      Certo, nulla a che fare con lo spirito rivoluzionario di Alexandra David-Neel né con quello di Tucci.
      Non comparabile in ogni caso con il vero rivoluzionario, Alan Watts, quello che a chi a un certo punto lo accusava di non sedere mai in Za-Zen (i molti ossessionati dal rito che dimenticano per strada il senso e lo scopo di un rito), rispondeva:"Un gatto si siede fino a quando non viene fatto sedere, e poi si alza, si stira, e se ne va".

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    2. Ahahah! I gatti sono dei veri maestri zen!!! ;)

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    3. Mi pare che fondamentalmente concordiamo anche su Panikkar, vista la dichiarazione di grande ammirazione che precede la mia piccola riserva...e senza la quale non leggerei ben due libri suoi contemporaneamente! ;)

      Ho ancora da dirti cose su Watts e la David-Neel...ma non vorrei invadere troppo spazio qui...Dici che è il caso che mi sposti in altra sezione del tuo blog?

      Buona giornata, nel sole :)

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    4. Ciao!
      Vai...
      Da qui è partita e qui trova il suo perché.
      Curiosissima sui due: praticamente (fin qui) gli unici ad aver compreso la Via è appunto una via, un mezzo, non il fine.
      Insomma, che lo scopo è la Liberazione e non c'è alcuna Liberazione se non si arriva al "salto quantico" della comprensione del costante fluire della Realtà.
      La David-Neel diceva già allora che degli insegnamenti originali si era già perduto (allora!) il senso.
      Tucci poi, arriva a dire che la vita monacale ha distrutto il Tibet a forza di ripetere mantra a macchinetta.
      Insomma...dai...
      Sole magnifico oggi, sì...

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