Dal blog di Tomaso Montanari su Il Fatto Quotidiano, l'Appello al Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano per fermare l'orrore Dubezia.
Per quel che potrà servire, qui il link per firmare l'appello.
Signor Presidente,
è
a Lei che ci rivolgiamo, perché Lei è interprete e difensore di parole e
principi contenuti nella nostra Costituzione. Ed è proprio una grave
offesa alla Costituzione quella che minaccia Venezia: la sua integrità
ambientale, il suo paesaggio, la natura e la storia di un patrimonio che
va tutelato e tramandato alle generazioni future.
Simone
Weil, in un suo scritto intitolato “Venezia salva”, spiega il senso
delle radici autentiche di questa città: “È un ambiente umano del quale
non si ha maggior coscienza che dell’aria che si respira. Un contatto
con la natura, il passato, la tradizione”. Realtà e valori che vanno
condivisi, se si vuole essere città. Ma il “contatto” di cui parla
Simone Weil svanisce sempre più spesso in fenomeni che feriscono e
umiliano, come non mai prima, il diritto dei cittadini al bene comune
che è Venezia con la sua laguna.
Se si
ritiene possibile da parte dei responsabili delle istituzioni pubbliche
contribuire alla mastodontica costruzione di una cosiddetta Torre, e
questo addirittura sul margine delle acque lagunari prospicenti il
centro storico veneziano, vuol dire che lo smarrimento culturale di
quelle istituzioni pubbliche non è solo cinica indifferenza al paesaggio
e alla storia – e quindi all’obbligo di tutela e salvaguardia dettato
dalla Costituzione e dalla legge – ma è addirittura una malaugurata
partecipazione di soggetti pubblici ad un’opera che, ove realizzata,
potrebbe danneggiare e sfigurare irreparabilmente Venezia.
Signor
Presidente, stiamo parlando di uno sproposito edilizio alto più di 250
metri (nulla di simile nel resto d’Italia), che si vorrebbe costruire da
parte di privati lì dove un tempo c’era la grande area industriale di
Porto Marghera: che per uscire dal suo pluridecennale declino di molto
avrebbe bisogno, ma non certo di un “asso piglia tutto”, che agirebbe
solamente in funzione della sua natura di “predatore” economico e
finanziario.
Tutto questo accade al di
fuori di ogni regola e consuetudine di pianificazione territoriale, e
ciò a riprova di intenti speculativi che nulla garantiscono in relazione
alla sempre contrastata rinascita economica, sociale e culturale di
Porto Marghera.
Coloro che sostengono il
progetto della colossale Torre esibiscono motivazioni che ricordano gli
alibi politici all’origine delle impressionanti devastazioni di contesti
storici, sia urbani che paesaggistici, di molte parti d’Italia negli
anni del cosiddetto “abusivismo di necessità”. E la costruzione della
Torre vanificherebbe una recente sentenza della Corte di Cassazione
(riguardante le valli da pesca della laguna di Venezia) che afferma come
i valori paesaggistici e le attività antropiche siano da ritenersi beni
comuni secondo quanto previsto dagli articoli 2, 9 e 42 della
Costituzione.
È per tutte queste ragioni,
signor Presidente, che Le esprimiamo la nostra grave preoccupazione, e
che Le chiediamo di vegliare perché a Venezia gli interessi privati e un
malinteso culto del profitto non calpestino mortalmente la legalità
costituzionale.
26 novembre 2012
Riporto qui un commento sotto al pezzo del FQ linkato, di certo "Fabio", il quale a sua volta cita Philip Stark:
RispondiElimina"Venezia non è soltanto il centro del mondo, ma l'addizione assoluta di tutte le culture occidentali e orientali, il centro primordiale dell'ingegno proprio perché è stata costruita con il fango da cui l'universo ha avuto origine. Riuscire a edificare una città come questa su un elemento così debole rivela già uno spirito superiore". Philippe Starck
E' ancora così?
E' così che sommiamo oggi oriente e occidente?