venerdì 4 gennaio 2013

Epigrafe n° 2

Resiste, nonostante l'accumularsi di prove e evidenze, uno zoccolo duro di rintronati i quali, convintamente, pur patendo magari sulla propria pelle gli esiti di bugie, truffette e raggiri grandi e piccoli di varia natura, si ostinano a voler interpretare la realtà sotto i loro occhi come l'ottimistico bicchiere mezzo pieno.

Mezzo minuto fa leggevo i commenti postati sotto al video del discorso di Capodanno.

I 2/3 sono commenti a pollice verso, alcuni anche fin troppo scurrili per i miei gusti ma sinceri, quel tanto da fotografare un sentimento piuttosto comune: non se ne può più!

1/3, invece, a difesa e sostegno del discorsone, parlano a fotocopia comunicato quirinalizio: "Che poteva fare?", "Cosa sarebbe successo se non avesse fatto così?", "E' comunque il migliore!".

E va be': sull'ultima non si può dire nulla, data la realtà storica: migliori si nasce e si può solo migliorare ancor più nel tempo.
Ed è un fatto incontestabile che sia migliorato migliorando la posizione da cui farla pesare a mannaia (la Sua posizione. Anzi: Sua Posizione. Anzi: Sua Maestà Prerogativa.).

Però, siamo seri: si può avere ancora quintali di simmenthal sugli occhi e valanghe di tonno nelle orecchie, al punto da nemmeno accorgersi di parlare (commentare), usando gli stessi termini usati dai selezionati commentatori tv?

Poi leggo qui e là della cremina succulenta di sondaggi e sondaggetti sulle percentuali attribuibili a partiti, partitini, gruppi e gruppetti, movimenti o mal di pancia nuovi e vecchi.
E viene da ridere: ma i conti, li fanno poi, 'sti sondaggisti?

Qualcuno ha iniziato a far notare che sommando le percentuali si arriverebbe a un 150% degli aventi diritto di voto.

Voteranno anche le galline?
O pur di far tornare i conti avremo schede intestate anche ai neonati?

Se due anni fa eravamo morti, e lo scorso anno eravamo già zombies, mi sa che il 2013 ci vedrà come il primo paese abitato da pensieri ectoplasmatici.

Ci siamo, sembriamo vivi: è innegabile.
E' in quale forma, di quale sostanza siamo composti, il quanto conta poi questo essere vivi, il punto.

E non lo siamo.
Non abbastanza da poter dire di avere davvero un peso e una voce.
A parte un peso e una voce virtuali, s'intende.

Basta?

4 commenti:

  1. Hai più che ragione... ma cosa ci si può aspettare da un paese in cui la gente fa applausi scroscianti a un Bossi che farfuglia il solito turpiloquio dopo essere stato colto con le mani nel sacco? Tutti nel suo partito per anni hanno urlato l'efficace "Roma ladrona!" e però rimanevano lì a rubare come gli altri e ad usufruire di tutti i privilegi (estendendoli anche a menti brillanti come il trota!)... adesso ti alzi la mattina e devi vedere il sig. Monti con il suo logo fresco fresco con un tricolore svettante verso l'immensità del cielo e quella scritta "agenda Monti per l'Italia" che farebbe morire d'invidia l'esattore più zelante! e subito dopo il sopracciglio aggrottato del cavaliere che lancia fulmini e saette... indi l'onnipresente Casini che spande ipocrisia ecclesiastica da tutti i pori e appunto gli immancabili porporati pronti ad allungare le mani (molto materiali e per niente spirituali), monsieur le président pronto per l'ospizio e tutto il teatrino intento a propinare il suo squallido spettacolo quotidiano...
    del resto finché qui sarà possibile fare il politico di mestiere mai ce li toglieremo dai piedi...
    un saluto

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    1. E' perfino più tragica di così.
      Non esistono più "politici", in questo paese. Si tratta di aspiranti commenda, di travet, di gente che ha rubato una laurea in qualcosa senza sapere che farsene del pezzo di carta, così non esita a sbandierarlo come prova di quell'unica cosa che nella vita sanno davvero fare. Non amare, non avere passione per libertà o diritti civili né tantomeno aspirazioni a un modello di vita decente e minima, solo servire e leccare chi ha più potere di loro, memori di come gli sia andata bene quella prima volta in cui leccando e lisciando hanno ottenuto il pezzo di carta.
      Sanno, per esperienza viva, che a leccare il potere qualcosa in bocca ti rimane sempre.
      E da grezzi materialisti e fancazzisti, sanno che nulla rende di più e meglio che servirlo da uno scranno pagato dai sognatori, quelli che credono in una società civile e continuano a sognarne una nonostante le mille pacche sui denti e i mille tradimenti.
      Per me, l'unico modo è trattarli come si trattano i topi: derattizzando.
      Non è più tempo di spenderci una parola, è tempo di comprare veleno per topi.
      Il silenzio può esserlo, di questi tempi...

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  2. L'aspetto più frustrante è questa mancanza assoluta di trasparenza politica, il dover subire questi arraffoni incapaci di dignità e compostezza morale. Non so più da che parte volgere il pensiero politico, viene sempre da fare:brrr..

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    1. Sì, anche a me viene sempre da fare brrrr, ma anche prrr (se capisci cosa intendo).
      Ciò che non comprendo è perché mai accrediatiamo a degli zotici ignoranti il diritto alla nostra costante attenzione.
      Perché la loro "zoticità" ha dirette conseguenze sulle nostre vite, mi dirai.
      E' così, senza dubbio.
      Eppure conservo da qualche parte il dubbio se il loro potere non sia frutto anche della nostra attenzione, la quale certo è manipolata ad arte affinché non si possa da loro staccare, ma è qui che dovrebbe scattare il nostro momento di eroismo, il nostro momento di goduria perversa: negarli, prestargli l'attenzione che presteremmo a una zecca, schifarli al punto da non degnarli di più di un paio di battutacce mentre ci concediamo un veloce caffè al bar, nulla di più.
      Perché, come ci ricorda la strategia n° 1 delle 10 Strategie per la manipolazione di massa, distrarci con problemi marginali e ininfluenti è il loro più importante obiettivo.
      Resistere alla tentazione di farli stare al centro dei nostri pensieri non è facile, visti i potenti mezzi di manipolazione di cui si servono, però in questo sta l'eroismo: resistere a ogni costo, tuffarci nei libri, sparare cazzate o camminare fino allo sfinimento, pur di non cedere alla tentazione di fare un nome, di commentare una non notizia, di star dietro alla loro produzione di fuffa mediatica con cui ci hanno colonizzato il pensiero.
      Concedersi solo quel diritto (negato) di prendere nota, di analizzare freddamente i fatti e metterli in relazione fra loro, così da iniziare davvero a capire quale mondo hanno in testa per prepararci a una determinata una inflessibile resistenza passiva.
      Almeno...

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