sabato 30 marzo 2013

Lo "stallo"

Bersani propone Bersani, e (pare) lo appoggerebbero Pdl e Lega. 
Forse perfino Monti.
Ma non il M5S che, per via del "devono andare tutti a casa", del Pd non vuol proprio sentir parlare.
D'accordo, però: c'è qualche oscura ragione per cui non si possa conoscere il nome di un candidato del M5S alla Presidenza del Consiglio?
Dicono i portavoce che se Napolitano da loro l'incarico di formare il Governo, hanno pronti nome e squadra.

Ripeto: c'è qualche oscura ragione per cui non si debba noi conoscere questo nome?

E la "casa di vetro"?
E il "saranno i cittadini a decidere"?
E il "metteremo online le nostre proposte"?

Capisco (ma mi sono stufata di giustificare), le posizioni del M5S: "devono andare a casa tutti" perché sono loro ad avere portato il paese in questa situazione.

E allora? Aspettiamo di avere il 100% per poter fare un governo a voce unica? (mi sento generosa, stamattina, così evito parole grosse)

E il come la pensano i cittadini che non hanno votato il M5S, non frega niente a nessuno?
Il "devono andare a casa tutti", se inteso come l'attuale classe dirigente dei partiti al governo da 20 anni, mi sta bene. 
Ma così come gli eletti del M5S rappresentano solo una parte dell'elettorato, e il gruppo di eletti solo una parte degli iscritti, il gruppo dirigente del Pd rappresenta a sua volta gli eletti dalla maggioranza degli eletti nel Pd, che rappresentano a loro volta solo una parte del voto degli italiani.
Quindi, come Bersani rappresenta la maggioranza degli eletti del Pd, vorrei sapere chi rappresenta la maggioranza degli eletti del M5S, chi è il loro (nostro, mio) candidato alla Presidenza del Consiglio: cos'è, un mistero? Attendiamo l'apparizione della vergine per avere la rivelazione?

E la "casa di vetro"? 
Se anche nel M5S a decidere sono comunque i vertici eletti da una maggioranza di eletti, e questi a loro volta mi tengono all'oscuro delle loro decisioni, devo concludere che c'è più trasparenza nel Pd che nel M5S?

La "casa di vetro", per come l'avevo capita io, avrebbe dovuto funzionare più o meno così:
- il M5S (inteso come iscritti) si consulta online per trovare un nome (o due, o tre) a candidato Presidente del Consiglio
- il nome/i scelto/i dagli iscritti viene reso pubblico e sottoposto a consultazioni online con l'elettorato 
- il candidato che prende più voti è il candidato del M5S che viene proposto a Napolitano per ottenere l'incarico
- sul nome, (o sui nomi), si cercano con il Pd e il Pdl, etc, delle convergenze così da realizzare un Governo che, in qualche modo, rappresenti tutta la realtà elettorale italiana, cioè quella di chi ha votato M5S ma anche quella di chi ha preferito votare Pd o Pdl o Lega.

Questo dovrebbe essere fare politica per il "Bene Comune" (fra virgolette, ché ho ormai la nausea da "bene comune").

O noi o a casa tutti, come posizione, è un arrogante farsi i cazzi propri (tenendone all'oscuro perfino gli iscritti, oltre che i propri elettori), convinti che avere circa il 50% dei voti (meno, lo so), equivalga a rappresentare la "volontà degli italiani", un'investitura sacra che autorizza ad atteggiamenti da ventennio berlusconiano.
O mussoliniano, vedete voi come mettervela.

Dimenticare questo dettaglio del rappresentare solo una parte e aspettarsi di avere dalla propria tutti gli elettori, è avviarsi a prendere una brutta piega, come si dice...

Per tornare allo "stallo" quindi, questa non è e non può essere una strategia. 
E' un'incaponimento da ottusità, da insipienza o da...arroganza staliniana, quella stessa che rispolvera i comunisti che mangiano i bambini così da potersi far ospitare nella isba estiva dall'amico Putin.

Se lo "stallo" risponde cioè alla strategia di forzare la mano per andare di nuovo a elezioni, con la convinzione di poter poi contare sul 100% dei voti (come vedo idioti duri e puri farneticare in rete), è una posizione a dir poco da ricovero: nessun italiano di questo paese, voglio sperare, è così idiota da desiderare la dittatura del grillino duro e puro, pur di "mandarli a casa tutti".
E quel che le recenti elezioni in altri paesi europei ci insegna, è che il fare 2 elezioni a date ravvicinate per mancanza di volontà politica di fare un Governo con i risultati complessi usciti dalle prime urne, non ha portato gran bene a quei paesi.
Stiamo percorrendo la stessa strada?
Anziché fare un Governo per tentare di portare in primo piano discussioni sul Mes, sul Pareggio di Bilancio, su quei Trattati già ratificati che sono il cappio già pronto con cui l'Europa ci ridurrà peggio di Grecia e Cipro, stiamo a impuntarci sul valore della coerenza mentre spuntano incongruenze da ogni parte?

La politica non è se non è un'arte diplomatica: trovare onorevoli soluzioni agli stalli, consentendo a entrambe le parti di avere qualcosa cedendo qualcosa, è la sola via possibile, se si vuole mantenere la pace.
In politica (come in guerra), c'è un tempo per gli scontri a fuoco (campagna elettorale), e uno per il lavoro della diplomazia (fare un Governo).
E' sempre quest'ultima però a decidere condizioni di pace, armistizio o resa, mai il fucile, che serve solo a misurare le forze in campo dell'avversario.

La rigidità mentale in un politico (continuare a sparare al tavolo della diplomazia), invece, è stata sempre la causa prima di guerre idiote che hanno finito sempre per creare più danni di quanto la rigidità mentale del politico che le ha scatenate potesse mai concepire.

La mediazione è capacità di composizione di equilibri fra tensioni opposte, la sola saggezza umana possibile.

Contrapporre chiusure dogmatiche senza proporre alternative, ricorda pericolosamente l'atto di fede.
O era quello, che dovevo capire (e non ho capito), mentre ridevo come un'idiota alla rituale frase conclusiva di Grillo dello tsunami tour:" Andate a spargete il verbo"?
Il grillismo, è una nuova religione?
Non c'è altro dio all'infuori di Grillo?
Vorrei sapere, capire...prima di darmi ulteriormente dell'idiota e dire al M5S Mo'Vaff...

6 commenti:

  1. 孫子 (Sun Tzu): "L'arte della guerra", scritto 2500 anni fa. Questa gente, pentastellata, tricolore o monocolore, che ha in comune la mancanza di intelligenza, senso dell'opportunità e cultura, non ne ha mai sentito parlare, figurarsi letto una riga.

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    1. Bastasse, perché immagino che invece l'abbiano letto i due convitati di pietra, e così arrivo a chiedermi se non ci sia del metodo in questa posizione indifendibile.
      Leggo ora che il Grillo parlante svicola già sull'elezione online del Presidente della Repubblica.
      Somiglia alla distrazione di massa che ben conosciamo: parlare d'altro, possibilmente di qualcosa che stia sempre un po' sopra o un po' di lato al tema hot della giornata.
      E mentre Napolitano ci rifila i "saggi", confermando la resa totale delle armi al nemico da parte del M5S (ma sono io che non capisco, sia chiaro, ché ciò che propone il M5S è un "cambio di paradigma" e chiedere i nomi di un candidato PdC è stare nel vecchio gioco della politica spettacolo), il retweet più gettonato fra i pentastellati è "Oh, non ci sono donne fra i saggi" e " soliti vecchi" o "ma Violante? Quagliarello?", il leader sposta tutto sull'elezione del Presidente online, però votato solo dagli iscritti a dicembre 2012 eh? Che quelli recenti sono troll inaffidabili quando si tratta di votare e buoni solo per votare...
      O li hanno drogati o ha ragione chi scriveva qualche giorno fa che Grillo, Bersani e Napolitano stavano facendo "un'amichevole estiva", un gioco da ombrellone in attesa che iniziasse il vero campionato.
      Che, sarebbe iniziato solo quando "Napolitano farà uscire il nome vero su cui si spenderanno tavoli e strategie alle quali parteciperà anche Monti, finora defilato, per dare un governo al paese."
      Invece che "il nome", sono usciti i nomi.
      La partita inizia ora, e il M5S è strafottuto...
      Cioè responsabile di ogni decisione presa, o non presa.

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  2. Il M5S ha il grande merito di aver fatto capire ai politici PD/PDL che non sono immortali, e di aver fatto capire che milioni di italiani non sono solo stufi dei politici "ladri", ma anche del sacco del territorio, che è un discorso enorme, che nessuno finora aveva sposato.

    Poi è chiaro che sono totalmente e volontariamente incompetenti, e fissati con il togliere le caramelle gratuite ai deputati, e basterà poco per far implodere il movimento.

    Ma noi dobbiamo pensare a lungo termine, e non perderci nella cronaca. Il M5S è buona cronaca.

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    1. Il discorso sul territorio è, per me, la madre di ogni possibile discorso politico. Non esiste aspetto dell'esistenza che non si rifletta sulla nostra percezione di noi stessi rispetto al circostante. E su questo, credo che la battaglia dei valsusini sul Tav abbia fatto da maestra a tutti gli attuali comitati che, sparsi lungo l'intera penisola, stanno facendo battaglie semi-candestine per la salvaguardia del territorio.
      Che è battaglia culturale, prima che ambientale o meramente economica. L'invasione di cemento e catrame ha sterilizzato e sta sterilizzando non solo la terra, ma le nostre stesse vite e il nostro modo di rapportarci a noi stessi come esseri culturalmente rispettabili.
      Il M5S è cronaca perché imbrigliato, volontariamente, in un'idea di gestione della cosa pubblica che nasce tronca perché imbrigliata da una firma pre-elettorale su un contratto capestro che fissa la realtà una volta per tutte, estinguendo sul nascere ogni guizzo di vita work-in-progress, come è la vita stessa.
      Poi ci manca che gli elettori vengano insultati per averli votati (vedi elenchi idioti stilati dal loro capo scouts ieri). Come a dire che se non hai capito cosa siamo la colpa è tua perché sei un deficiente, non mia perché ho rappresentato in campagna elettorale una realtà per il pubblico mentre ne inseguivo un'altra per la fabbrica.
      Mi auguro che le belle teste del M5S, che ci sono, abbiano uno scatto di reni e si liberino dal giogo. Si fotta Grillo e il suo logo firmato: sono stati eletti, non ne avranno più bisogno, se sapranno dimostrare di poter essere credibili appena un po' più di Grillo.
      Lui è cronaca, loro possono, se vogliono, fare la storia.
      Dipende da loro, solo da loro...

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  3. Eh sì, anche stavolta il tuo ragionamento fila, purtroppo.
    Continua invece a contraddirsi il menestrello delle campagne (elettorali), ma fa anche di più: taccia di incoerenza i neo-eletti discoli, non perfettamente allineati (col partito?), piange lacrime di noce di cocco sul paventato tradimento di programma e promesse elettorali, e affibbia con la sua consueta, inarrivabile eleganza il nomignolo di "schizzi di merda" a tutti i commentatori (tutti troll pagati dai "nemici del popolo", si capisce) che si azzardano a sottolineare le sue, di incongruenze e promesse disattese.

    La notte ho gli incubi. Siamo sicuri che i missili coreani, oltre che le Hawaii, sono incapaci di raggiungere anche Rimini?
    Ciao Ross, con affetto, marilù.

    P.S.: grazie, come sempre, anche per l'interessantissimo link.

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    1. Il "menestrello" mi sta suonando ormai una sola canzone, quella che fa:" E qui comando io, e questa è casa mia...ogni dì voglio sapere chi viene e chi va...". Insomma, a ogni apparir del nuovo si finisce per rimpiangere il vecchio di cui si pensava di liberarsi. B ha inventato il partito-azienda, Grillo ha evoluto il concetto partorendo il politico come strategia dello psico-marketing: gli eletti come brand, fissi in un packaging dall'apparenza allettante e a costo accessibile a tutte le tasche. Tranne poi rivelarsi una scatola vuota per riempire la quale devi acquistare una seconda confezione di prodotto alle condizioni imposte dal management.
      Destino: restare invenduti sugli scaffali, e inizio a sospettare che questo sia l'obiettivo dell'operazione Grillo: congelare la situazione così da renderla ingestibile a lungo. Per conto di chi? Non ho capito e concordo con lui solo su questo. Il perché io (e molti con me) non abbia capito, però, è tutta opera sua. Se ne assuma la responsabilità e taccia.

      Non so 'sti missili coreani se sono in grado di raggiungere Rimini; so che potrebbero rivelarsi superflui, vista la spinta allo psico-suicidio cui ci spinge questa sconnessa realtà italiana.
      Mi auguro, come commento sopra al Martinez, che il M5S trovi la forza di rompere le catene. Magari continueranno a fare pasticci, che sarei comunque più disponibile ad accettare e giustificare, vista la difficile salita di chi non ha alcun precedente in politica. Però, da soli, potrebbero anche lasciar emergere le energie e le teste belle che fra loro vi sono.
      Incrociamo le dita...
      Un abbraccio cara Marilù...

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