martedì 3 settembre 2013

Dinosauria, We

Nati così
in mezzo a tutto questo

tra facce di gesso che ghignano
e la signora morte che se la ride
mentre gli ascensori si rompono
mentre gli orizzonti politici si dissolvono
mentre il ragazzo della spesa del supermercato ha una laurea

mentre i pesci sporchi di petrolio sputano la loro preda oleosa
e il sole è mascherato
siamo nati così
in mezzo a tutto questo
tra queste guerre attentamente matte
tra la vista di finestre di fabbrica rotte di vuoto
in mezzo a bar dove le persone non non si parlano più
nelle risse che finiscono tra sparatorie e coltellate

siamo nati così
in mezzo a tutto questo
tra ospedali così costosi che conviene lasciarsi morire
tra avvocati talmente esosi che è meglio dichiararsi colpevoli

in un Paese dove le galere sono piene e i manicomi chiusi
in un posto dove le masse trasformano i cretini in eroi di successo
nati in mezzo a tutto questo

ci muoviamo e viviamo in tutto ciò
a causa di tutto questo moriamo
castrati
corrotti
diseredati
per tutto questo
ingannati da questo
usati da questo
pisciati addosso da questo
resi pazzi e malati da questo
resi violenti
resi inumani
da questo


il cuore è annerito
le dita cercano la gola
la pistola
il coltello
la bomba
le dita vanno in cerca di un dio insensibile
le dita cercano la bottiglia
le pillole
qualcosa da sniffare

siamo nati in questo essere letale triste
siamo nati in un governo in debito di 60 anni
che presto non potrà nemmeno pagare gli interessi su quel debito
e le banche bruceranno
il denaro sarà inutile

ammazzarsi per strada in pieno giorno non sarà più un crimine
resteranno solo pistole e folle di sbandati
la terra sarà inutile
il cibo diventerà un rendimento decrescente
l'energia nucleare finirà in mano alle masse
il pianeta sarà scosso da un'esplosione dopo l'altra
uomini robot radioatitvi si inseguiranno l'un l'altro

il ricco e lo scelto staranno a guardare da piattaforme spaziali
l'inferno di Dante sarà fatto per somigliare a un parco giochi per bambini
il sole sarà invisibile e sarà la notte eterna
gli alberi moriranno
e tutta la vegetazione morirà
uomini radioattivi si nutriranno della carne di uomini radioattivi
il mare sarà avvelenato
laghi e fiumi spariranno

la pioggia sarà il nuovo oro
la puzza delle carcasse di uomini e animali si propagherà nel vento oscuro
gli ultimi pochi superstiti saranno oppressi da malattie nuove ed orrende
e le piattaforme spaziali saranno distrutte dalla collisione
il progressivo esaurimento di provviste
l'effetto naturale della decadenza generale
e il più bel silenzio mai ascoltato
nascerà da tutto questo

il sole nascosto
attenderà il capitolo successivo


Charles Bukowski - Poeta (e visionario)

3 commenti:

  1. Più che visionario, preveggente e saggio!

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    1. Già. alla fine
      Mi accorgo, nel tempo, che questo sono i poeti, quelli veri: visionari, profeti e saggi. Forse per questo sono stati sempre poco amati dal potere: parlano di realtà che vedono con chiarezza molto prima che siano evidenti ai comuni mortali.

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  2. Sì, c'abbiamo l'apocalisse nel sangue, noi umani. Vil razza dannata. Anzi, a questo punto, d'annata -- inspiegabilmente, miracolosamente.

    Soprattutto pensando che "in mezzo a tutto questo", sono nati nostri consimili (ma solo all'apparenza, in realtà erano angeli in incognito e in missione speciale, vedi libro di Tobia nella Bibbia) come il colonnello Petrov, che dal suo bunker il 25 settembre del 1983 rifiutò di lanciare l'attacco nucleare contro gli U.S.A., interpretando -- correttamente -- come un falso positivo l'offensiva missilistica che il computer segnalava come già sferrata da Washington.

    Anche un tenente, suo antesignano e compatriota, il 27 ottobre 1962, si era rifiutato di obbedire all'ordine di lanciare l'"attacco finale" contro il 'perfido occidente' dal sottomarino russo sul quale prestava servizio.

    Adesso il colonnello Petrov, che ovviamente si dovette scordare, da quel momento in poi, qualunque cosa assomigliasse anche solo lontanamente a una promozione, è un pensionato che si alza presto al mattino per andare a raccogliere, nei dintorni di un sobborgo di Mosca, l'ortica da bollire nella minestra quotidiana.

    Vabbe', la pianto qui, se no rischio di farmi andare di traverso il mio delizioso tè inglese.

    Ciao Ross, con affetto sempre, marilù.

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