sabato 5 ottobre 2013

ᾹH, il sentiero dell'azione


Nulla è per caso. Le azioni producono reazioni, la fame di dominio di alcuni produce la fame di pane in altri. Non capire questo, cioè la stretta correlazione di ogni azione con le cause che la originano, e con gli effetti che produce, rende ogni lacrima sui drammatici esiti finali inutile.

"...In altre parole, è la mente riflessiva e discorsiva, il nostro modo di pensare, che seleziona e determina il punto di vista da cui dipendono le prospettive e le leggi che ne derivano. 
Se la nostra coscienza è pura e non turbata dalla riflessione, se è libera dal passato e basata soltanto sul presente, questa prospettiva temporale non può esistere e con essa svanisce l'auto-imposta legge della causalità e si rivela la vera relazione delle cose con le sue infinite possibilità di interazione.
Mentre nel passato ogni cosa è legge definitiva, rigida, inalterabile, causalità, il presente è relazione viva, alterabile, fluida e non definitiva. 
Il presente viene in tal modo ad essere liberazione dalla causalità.
A questo proposito potrebbe essere utile ricordare quanto abbiamo precedentemente detto a proposito del carattere dinamico della formula dell'Origine Condizionata (pratītyasamutpāda) e, cioè, che in questo caso non ci occupiamo di una casualità puramente temporale né puramente logica, ma di una relazione viva ed organica, una correlazione, una giustapposizione e una successione simultanea di tutte le cose, di cui ciascuna rappresenta, per così dire, la somma trasversale di tutte le altre e porta con sé tutto il passato e tutte le possibilità del suo futuro.
Ed è proprio per questo che l'intera catena dell'Origine Condizionata, in ogni momento e a partire da ciascuna fase, è rimovibile, non è vincolata né alle "cause giacenti in un passato irraggiungibilmente lontano" né riferibile ad un futuro oltre i limiti della visione in cui, forse, si esauriranno a volte gli effetti di queste cause..."
Da I fondamenti del misticismo tibetano  - Lama Anagarika Govinda - Ubaldini  Ed.

3 commenti:

  1. Non sapevo che "lacrime di coccodrillo" si potesse tradurre con la sintetica espressione: "pratiyasamutpada".
    So però che se qui da noi si arrestano per favoreggiamento di immigrazione clandestina i pescatori che prestano soccorso ai disperati in mare colpevoli di avere la pelle scura e si espellono, rispedendoli in una giostra infinita ai loro pingui pascoli di disperazione (altrui), gli scafisti tunisini che li ammassano a caro prezzo sulle loro bare galleggianti, fanno bene i superstiti a vedere questa penisola come niente di più che un sasso nel guado per raggiungere il Nord Europa.
    La Svezia è sempre la Svezia, e noi siamo solo nati su uno scoglio -- o viceversa, perché l'origine non è condizionata dalla sequenza delle parole, che potrebbero benissimo fondersi in una definizione unica.
    Ciao Ross, buona domenica, marilù.

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    1. Nema o capitana, o mia capitana!
      Buon tutto, marilù

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