mercoledì 11 dicembre 2013

Forcones

 Da AdnKronos:
"Diversi gli interventi della polizia per rimuovere blocchi davanti a supermercati e mercati per impedirne l'apertura. La forza pubblica è intervenuta in corso Svizzera, di fronte ai supermercati Pam e Crai, dove un centinaio di manifestanti tentava di ostacolare l'apertura. Messa in sicurezza anche la vicina area mercatale. Identificati 6 dimostranti, di cui uno è stato denunciato per resistenza. Interventi della polizia anche al mercato della Crocetta dove alcuni dimostranti stavano minacciando gli ambulanti che volevano montare i banchi, in via Madama Cristina dove erano stati posizionati dei cassonetti in mezzo alla strada, e in piazza Derna dove si era ricreato un presidio subito rimosso."
Insisto: non c'è coerenza logica fra le dichiarate intenzioni - mandare a casa l'intera classe  politica per ripristinare la legalità e la "sovranità" nonché della Costituzione (detta in sintesi) - e le azioni.
Impedire ai commercianti di aprire i banchi al mercato o far chiudere i negozi impedendo a chi è già in difficoltà perché vittima di questa classe politica di guadagnarsi la giornata, non mi pare vada nella direzione di danneggiare la classe politica, ma quelli più a portata di mano, cioè lavoratori variamente precari e negozi, aperti sulle piazze e quindi facili da penalizzare.
Senza voler entrare troppo nel merito di certe alleanze e di certe altre invece totalmente ignorate, vedi ad esempio i lavoratori della logistica che a Bologna (e ora pure a Padova), sono da mesi in lotta ma che sono scansati o al più cooptati da questi che i forconi mai li hanno forse presi davveri in mano.
Se l'obiettivo dichiarato è la classe politica, vadano a presidiare le prefetture e i palazzi della politica, non i mercati dove gli ambulanti già faticano a campare strozzati dalle politiche che 'sti strani forconi dicono di voler mandare a casa.
A me, qualcosa non torna.
Più di qualcosa, a dire il vero.
Ciò che è certo è che raccolgono consensi da persone che davvero non ce la fanno più, che davvero vorrebbero un cambio della intera classe politica e non hanno alcuna voce.
E che si accodano fiduciosi seguendo slogan fasulli sparati a macchinetta, senza un discorso articolato che delinei almeno una visione, un'idea di mondo che non sia quella di intanto  "mandarli a casa".
Parole d'ordine che non significano niente, se non risultano poi coerenti con le azioni che a queste fanno da corollario.
Insomma, attenzione: farsi domande, cercare di sapere chi sono, da dove vengono, come riescono a organizzare blocchi lungo tutto lo stivale, chi li finanzia, etc.
Si dicono "spontanei". 
Poi vai a spulciare un po' in rete, e trovi che si tratta di una spontaneità costruita lavorandoci sopra almeno un anno.
Se non c'è coerenza fra parola e azione, se non c'è una storia chiara rispetto alle origini di un movimento, diffidare.
Troppe sono le "rivoluzioni" apparentemente nate come protesta "popolare" rivelatesi poi frutto di una precisa architettura costruita dall'esterno per portare, grazie al reale e preesistente malcontento popolare, lì dove gli interessi esterni volevano andare, e certo non risolvendo i problemi di chi aveva in queste rivoluzioni sperato un miglioramento.
Occhio...

2 commenti:

  1. Come al solito, la tua acuta intelligenza entra nel merito e ci regala una opinione che, ti dirò, potrei tranquillamente fare mia. Ho gli stessi dubbi, specie dopo aver visto l'intervista al capo-forcone (quello che nelle immagini dei tg va via in una proletarissima Jaguar...) dalla quale si evince che trattasi di evasore di contributi previdenziali per 80mila euro, quindi oltre che evasore anche concorrente sleale per tutti quegli imprenditori onesti che invece i contributi li pagano eccome.
    Poi, aggiungo, mi viene in mente la situazione che portò al colpo di stato cileno del '73: copio da Wikipedia questa frase rabbrividendo per certe analogie inquietanti: "L'ottobre del 1972 vide la prima di quella che sarebbe stata un'ondata di scioperi da parte di alcuni settori della società cilena. Ad uno sciopero dei camionisti si aggiunsero quelli dei piccoli imprenditori, di alcuni sindacati (principalmente di professionisti) e di alcuni gruppi studenteschi. Oltre all'inevitabile danno all'economia, l'effetto principale dello sciopero di 24 ore fu di portare il capo dell'esercito del Cile, generale Carlos Prats, all'interno dell'esecutivo come ministro degli interni e poi vicepresidente".
    Anche da noi il ministro degli interni è vicepresidente.....

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    1. Ne aggiungo un'altra, di cosa "strana".
      Volevo postarti il video, visto due giorni fa, prima di scrivere il post, e che ora al solito non trovo più, dove il tizio in questione (Calvani), dice esattamente quanto riporto da un pezzo su Il Manifesto:
      «Vi sarà un periodo tran­si­to­rio in cui lo stato sarà gui­dato da una com­mis­sione retta dalle forze dell’ordine tra­scorso il quale si pro­ce­derà a nuove vota­zioni».
      L'altra cosa che da da pensare è la stretta vicinanza di Calvani al Gen. Pappalardo, ex carabiniere in pensione ed ex candidato sindaco al Comune di Palermo.
      Non é che vi sia qualcosa di sbagliato in sé, in questa vicinanza, ma aiuta forse a spiegare alcune reazioni delle forze dell'ordine in questi giorni e la continua raccomandazione di Calvani di non provocare incidenti e di rispettare le forze dell'ordine.
      Cosa che mi sta più che bene, sia chiaro: ho una collega il cui marito è carabiniere, e so di prima mano quanto sia economicamente disastrosa la loro busta paga o quanto la crisi non riconosca divise.
      Però, le aperte dichiarazioni (del Siulp) di appoggio alle ragioni dei blocchi è cosa inconsueta, mai vista, mai sentita...
      Confesso Max che questi mi confondono.

      Ciò che non so capire è quali siano gli obiettivi reali che i leader di queste iniziative si pongono: troppo generici gli slogan, troppo plateale il "Tutti a casa", peraltro rubato a Grillo che l'ha usato con maggiore efficacia.
      Poi, non capisco perché dichiarino di non voler fra loro bandiere e partiti, e poi accettino invece di parlare con B. - Perché lui si è proposto? E che vuol dire? Forse non è da mandare a casa come gli altri politici?
      Dicono di avercela (come tutti, del resto), con politici e burocrati, che vogliono assediare Montecitorio ma poi no, non se ne fa nulla e anzi "Non è vero" che l'abbiano detto.
      Minacciano azioni eclatanti se il Parlamento voterà la fiducia ( e l'hanno votata), ma non si capisce cosa davvero si aspettino o forse chi, aspettino.
      Come dicevo, non c'è una coerenza logica fra ciò che dicono e ciò che fanno.
      E somma questo, somma quell'altro, la tentazione di tirare le somme viene.
      Mi impongo di non farlo, perché nonostante le informazioni trovate mi dicano qualcosa di più, non mi è comunque chiaro il quadro.

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