sabato 10 maggio 2014

Effetti collaterali

I regolamenti, i contratti, la legge, le ordinanze, i divieti, la sicurezza, la legalità, la globalizzazione, i mercati, le banche, le tasse, le sanzioni, i diritti e i doveri, il welfare, la sanità, le elezioni, la democrazia e il comunismo, il fascimo, il nazismo, il socialismo, la sovranità, la moneta unica, le rivoluzioni, la pace, le armi, l'industria, i media rigorosamente mainstream, i social network, le start-up, il business, le mafie, etc...
Di libertà non ne parla più nessuno.
E' un brand che non fa audience, roba da filosofi e intellettuali che non produce ricavi e non aiuta a vendere dispositivi di sicurezza.
A meno che non si tratti di uno spot pubblicitario del settore auto.
Lì la libertà tira invece parecchio, è tutto un richiamare il bipede alla propria natura selvaggia, un rammentargli le scordate mete infantili e quel vecchio sogno di potersi autosfidare, via fune sospesa, mentre guida con sciolta eleganza su strade zeppe di volti tutti ammiranti il suo impeccabile stile.
Volendo c'è anche la serie dove invoca l'amore poetico, la passione dell'anima, i sentimenti ottocenteschi di chi ama mettendo in gioco solo il meglio di sé.
Alla guida, ça va sans dir.
Poi il bipede si sveglia e comincia a pedalare perché il leone lo insegue e sa, che deve correre più forte.
Sto leggendo l'ultimo Terzani.
Mi fa male alla salute, ve lo dico.

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