sabato 3 maggio 2014

Peon(i)es

1. Bracciante agricolo, lavoratore a giornata non qualificato; il termine fu per secoli applicato soprattutto a indiani e meticci dell’America Centr. e Merid. costretti a una specie di lavoro forzato (v. peonaggio).  
 2. Per estens., nel linguaggio politico e giornalistico e con intenzione polemica, il termine indica quei militanti o deputati di grandi partiti che, privi di peso politico e senza cariche importanti, vengono esclusi dalle scelte più rilevanti e destinati a eseguire le decisioni degli organi dirigenti alla cui formulazione non hanno preso parte. 


I peon(i)es che amo sono i "lavoratori forzati" e squalificati dalla mattanza in corso.
La determinazione degli odierni condannati alla mera sopravvivenza (sempre più spesso alla nuda fame), mi ricordano le desuete peonie che si ostinano a sopravvivere nei vecchi orti abbandonati, spesso in solitaria compagnia di sparuti ciuffi di broccoli, e che trovi nascoste alla vista dietro muri diroccati.
Giri l'angolo, segui l'odor di muffa e di piscio di gatto, sposti rovi urticanti affondando le scarpe in un fango muschioso, e loro stanno lì, belle come non ve ne sono in nessun giardino.

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