venerdì 19 settembre 2014

L'Expo serve all'Import. Del TTIP

Non è una promessa né una minaccia, quella che compare nel manifesto qui sopra.
E' un modo, piuttosto subdolo, di dire una verità senza dire cosa questa verità sia.
L'Expo serve a promuovere i prodotti italiani nel mondo, giusto?
Quindi, se l'Expo serve all'Export, quest'ultimo è inversamente proporzionale all'Import, le cui "regole" sono contenute in una trattativa (quasi segreta) che deciderà non cosa importeremo, ma a quali condizioni "compreremo" l'Import per compensare l'Export.
Quali sono queste nuove regole?
Quelle che i paesi dell'UE si impegneranno a far proprie con la firma del Ttip (Transatlantic Trade Investment Partnership).
Cos'è e cosa significano le regole del Ttip per l'import-export?
"...C’è poco tempo, e tutto è segreto! Alla faccia degli open data e della trasparenza, non si può sapere su cosa si sta trattando. Qualcosa trapela, ma non sia mai che l’opinione pubblica possa sapere cosa gli succederà. Il nocciolo del trattato non è la diminuzione delle tariffe, già quasi nulle, bensì l’eliminazione delle barriere normative che limitano profitti potenzialmente realizzabili dalle società transnazionali.
Cosa significa “barriere normative”?
Vediamo qualche esempio.
La società francese Veolia, che ha in gestione lo smaltimento dei rifiuti ad Alessandria, in Egitto, ha fatto causa allo stato egiziano perché ha aumentato i salari del settore pubblico e privato al tasso d’inflazione, e questo ha compresso i propri margini di profitto. Per “barriere normative” s’intende anche questo. Con le misure proposte dal Ttip per la protezione degli investitori qualsiasi peggioramento (per l’investitore) delle condizioni contrattuali può dar luogo a richieste di risarcimento. Il meccanismo, se entrasse in funzione, avrebbe una forza dirompente dal punto di vista delle aspettative e delle azioni governative. Chi più si azzarderebbe ad aumentare i salari?..."
 Leggi tutto su il FQ 

Il Ttip, in sintesi, apre le porte a regole che ci condannano a mangiare (ma non solo, il Ttip riguarda tutto ciò che si comprerà o si venderà o si consumerà) in futuro cibo che le attuali leggi dell'UE vieta all'importazione perché non rispetta lo standard di qualità alimentare richiesto dall'Unione Europea.
L'Expo non quindi né una sagra del folpo né quella del bacalà. 
E' consentire alle multinazionali dell'agro-alimentare statunitense di trattare, modificare, alterare e commerciare sia il folpo che il bacalà secondo uno standard da fast-food americani con l'obiettivo di averne il maggior profitto possibile al minor costo di produzione possibile.
Significa che se una multinazionale americana decide ad esempio che riciclando gli attuali scarti di produzione alimentare, riducendo i controlli di qualità o bypassando l'igiene, riducendo il costo della manodopera addetta ai controlli o mischiando fra loro cibo e agenti chimici antiputrefazione senza obbligo di dichiararlo in etichetta, nessuno potrà impedirle di farlo, tranne far causa la multinazionale allo stato non davanti a una normale corte di giustizia, ma in un processo fra privati in cui lo stato, sempre meno forte economicamente rispetto a una multinazionale, è destinato a soccombere per ostacolo alla libera concorrenza e il non rispetto delle "regole" firmate con il Ttip.
Difendere la sagra del folpo o quella del bacalà, è difendersi dal Ttip, quel Trattato che l'Expo in qualche modo promuove mettendo sì in luce il Made in Italy (per l'Export), ma oscurando tutto il "Made by Ttip" che regolerà il futuro dell'Import.

5 commenti:

  1. Ai bei tempi almeno c'era il "TOTIP", ché si vinceva anche facendo solo 10... Che pena, e quasi nessuno che ne parli...

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    1. Be', ma è la stessa cosa! L'Expo serve appunto a vincere il Ttip: le aziende del Made in Italy potranno esportare folpetti e bacalà solo se l'Italy importerà pollo al cloro e ancora più Burger King.
      La differenza fra il Ttip e il Totip, è che a quello potevano giocarsi due lire tutti i poveri cristi, a questo giocano solo le grandi aziende, nelle segrete stanze usando, "capitale umano".
      Tanto siamo noi, il "capitale umano", no?

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  2. Oggi Salvini è andato dalle tue parti, per incitare il tuo popolo a seguire l'esempio scozzese.
    Speriamo che non vi porti sfiga ;), come ha fatto per l'autonomismo scozzese...
    Scotland The Brave!
    E...Veneto farlocco? :)

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    1. Salvini non è Veneto, intanto (e scusa se è poco...).
      Poi, visto com'è andata in Scozia, che certo aveva più scozzesi convinti di quanti ce ne siano in Veneto, direi che possiamo stare tranquilli sulle farloccate indipendentiste: all'UE, come si sa, non c'è alternativa. Non ci mollano, non c'è verso...

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    2. No, non ci mollano, è vero; se non per il fatto che il Financial Times ha di recente raccomandato, con un suo 'autorevole' editoriale, all'Italia di sganciarsi dall'euro e tornare alla lira, per poter risollevare il PIL moribondo con un rilancio delle esportazioni attraverso la tradizionale manovra di svalutazione, manovra che solo una moneta realmente sovrana potrebbe consentire.
      Chissà che vibrante fremito di indignazione per l'ex confinato a Ventotene, ora confinato nelle segrete stanze dell'inaccessibile Palazzo.
      A me comunque il sospetto che il folpo sia un polpo appassionato di musica country e che il bacalà sia un abbacchio farcito col fascio littorio, non me lo leva nessuno. Neanche il FT.
      Ciao Ross, con affetto, marilù.

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