domenica 26 ottobre 2014

Vieni avanti, cretino...

Avete presente Gianni e Pinotto?
Uno fa lo scemo, l'altro l'intelligentone.
L' uno spalla necessaria all'altro per far scattare il corto circuito del non senso che garantisce la riuscita comica dello sketch.
Ecco cosa mi ricorda l'esilarante battibecco fra il Pd della Leopolda e il Pd in piazza con la Camusso: uno spettacolo dove le battute seguono il canovaccio classico di un duo comico: uno nel ruolo del partito del lavoratori (lo scemo), l'altro in quello dell'innovatore che creerà nuovi posti di lavoro (l'intelligentone).
Non avendo alcuna credibilità se non da comici da quattro soldi, data la realtà del paese dove a mancare è semmai una rappresentanza dei milioni di disoccupati, parte la Bindi da Roma (in sostegno a Camusso e agli interessi di bottega della Cgil, ormai ridotta a rappresentare solo pensionati), lanciando l'amo in direzione Firenze:
"Qui c'è la realtà, a Firenze la finzione mediatica"
Da Firenze gli fa da spalla il nuovo leader del partito dei lavoratori con la battuta in scaletta:
"Qui l'Italia che da lavoro"
Fra i due si inseriscono le battute esilaranti fra Bindi e Serracchiani
La prima da Roma incalza:
"Se fate parlare Serra e non qualcuno che rappresenta i lavoratori allora possiamo dire che la Leopolda è la prima manifestazione post-Pd"
Gli ribatte da Firenze l'altra:
"...Stiamo interpretando (notare il verbo chiave) gli umori del Paese, abbiamo la fortuna di rappresentare la maggioranza degli italiani..." 
Lo show in tv è necessario per dare visibilità nazionale al Jolly che vince tutto (che altrimenti nessuno se lo fila) il quale infine:
"...ricorda come il Pd abbia raggiunto il 40,8% proprio perché "persone che tutti i giorni erano abituate ad andare in tv e fare polemiche sono state messe ai lati". 
Esattamente: una infatti sta a Roma, l'altra a Firenze. 
Una in "rappresentanza dei lavoratori", l'altra in "rappresentanza degli italiani".
Un enplein mediatico come quello che, in tempi meno ridicoli, teneva incollati alla tv gli italiani con gli esilaranti sketch fra Walter Chiari e Carlo Campanini che avevano una battuta fissa d'inizio:
"Vieni avanti, cretino..."

2 commenti:

  1. Intanto il renzy alla Leopolda ha detto che ormai bisogna dire addio al posto fisso.
    Per i milioni di fessi ovviamente.
    Perché per lui, burattino dell'euramericobank$teri$mo ci sarà sempre un posto da marchetta di lu$$o qual'é.....

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    1. E' una questione di scelte, credo: i più vogliono un posto di lavoro di lungo termine per poter organizzare la propria vita e il proprio futuro.
      E di questi lavori oggettivamente non ce ne sono più.
      Lui, in ottima compagnia, ha scelto di fare il leader fin dai tempi in cui faceva lo scout, non importa al servizio di chi o a quali condizioni. E c'è riuscito.
      Le nostre aspirazioni devono improntarsi ad azioni, se vogliamo avere successo nel raggiungere i nostri sogni.
      Se sei disposto a fare il servo per i potentati economici, devi fare solo una cosa: resettare la tua volontà e la tua memoria. Fatti vuoto, così che chiunque possa usarti come vaso per metterci qualsiasi cosa.
      I più, hanno un solo grande problema: passano più tempo a inseguire le teste vuote che a provare a realizzare i propri interessi e obiettivi.
      Per questo di renzy ne avremo sempre e per sempre: la nostra paura e la nostra rabbia contro di loro ci trascina nel loro obiettivo.
      Lasciamoli andare, ridiamoci sopra ma senza perderci troppo tempo: noi e i nostri obiettivi siamo molto più importanti.
      Altrimenti che riepiamo a fare le nostre teste di tante idee se poi non troviamo mai il tempo di farle diventare azioni?

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