mercoledì 5 novembre 2014

Dimmi cosa fai e ti dirò chi sei

Scrive Pier Vittorio Buffa su La Nuova Venezia:
L’assoluzione degli imputati al processo d’appello per la morte di Stefano Cucchi manda un messaggio inequivocabile a tutti noi: “Attenti, non seguite con serenità un carabiniere e un poliziotto, non andate in caserma per un accertamento sicuri che sarete trattati con rispetto e secondo la legge. Se potete sottraetevi, accampate scuse, opponete resistenza. Perché se subirete violenze o ingiustizie nessuno vi proteggerà, nessuno punirà i colpevoli”.
Ecco, un messaggio così è il messaggio peggiore che una sentenza pronunciata in nome del popolo italiano possa trasmettere.
Non solo.
Ogni tentativo di ottenere giustizia in un Tribunale dello Stato Italiano vi otterrà l'ulteriore spregio di un gesto volgare che fino a ieri si pensava inaccettabile in un'aula di giustizia di un paese civile. 
Questo:

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