martedì 27 gennaio 2015

Simbolici, come Jan Palach

A commento della sentenza per 47 condanne e un totale di circa 140 anni di carcere e sei assoluzioni (più risarcimenti vari per 150 mila euro ai poliziotti feriti durante gli scontri, ai ministeri dell'economia e della difesa e ai vari sindacati di polizia) al termine del processo ai No Tav per gli scontri alle manifestazioni del 2011 a Chiomonte, il pm Nicoletta Quaglino commenta (riporto da Il FQ):
"...quelle dell’estate 2011 non erano proteste simboliche: “Di solito i gesti simbolici sono rivolti verso se stessi, non verso gli altri: Jan Palach si diede fuoco in piazza San Venceslao per protesta, mica diede fuoco alle truppe russe”.
Leggendo, m'è tornato in mente quel disperato imprenditore che nel marzo del 2012 si diede fuoco davanti all'agenzia delle entrate in segno di protesta contro un fisco che lo aveva ormai completamente spolpato e ancora continuava a chiedergli denaro.

A parte la sproporzione fra la situazione di Praga invasa dai carri armati russi e quella delle manifestazioni a Chiomonte, mi pare di capire che secondo il pm Quaglino sarebbe meglio, dovendo proprio protestare contro un abuso dello stato, prendere esempio da Jan Palach e darsi fuoco. 
(Poi, se in futuro dovesse cambiare il vento, come Jan Palach potreste essere chiamati un giorno eroi, anziché terroristi. La storia umana è in fondo piena, di punti di vista che cambiano di senso nel tempo)

In anni in cui le ragioni per protestare contro le ingiustizie e gli abusi dello stato si sprecano quotidianamente, è praticamente un invito a un gran falò umano nazionale.
Però, prendiamo nota: da oggi, meglio darsi fuoco (e già sarà una seccatura per lo stato dover ripulire le ceneri), che incendiare una rete di recinzione abusiva o difendersi dal lancio di lacrimogeni ributtandoli da dove arrivano.
E' anche un segno di civiltà, a ben vedere.
Non lascia più che un mucchiettino di cenere e ci si toglie di mezzo da soli senza costringere lo stato a lunghi e costosissimi processi.
Unico inconveniente, il costo della benzina, ormai alle stelle.
Per il resto, ci si può attrezzare per togliere simbolicamente il disturbo.

1 commento:

  1. E pensare che su 17 alti dirigenti della polizia condannati, con sentenza definitiva della Cassazione, per i comportamenti criminali adottati dalle forze dell'ordine nel luglio del 2001 al G8 genovese, non c'è una sola condanna che superi i 4 anni di carcere.

    Per gli otto caposquadra della Celere di Roma che avevano materialmente commesso quei reati, rasentando in alcuni casi (come in quello del giornalista britannico Mark Covell) l'omicidio, la Suprema Corte ha invece cancellato la condanna a TRE ANNI di reclusione, per "prescrizione".

    Infine, solo per effetto di questa sentenza -- cioè DOPO 11 ANNI dalle spaventose e del tutto immotivate violenze subite -- i 63 feriti e i 93 arrestati illegalmente si sono visti appena riconoscere (cosa ben lontana dal quantificare il danno inferto per comminare multe riparatorie dello stesso) il diritto al risarcimento, contro il quale si era (pure!) battuta l’Avvocatura dello Stato.

    Così almeno si legge su un articolo del luglio 2012 pubblicato dal quotidiano genovese "Il Secolo XIX".

    Cosa vuoi, alcuni funzionari sono più bravi di altri al corso di "Giustizia Simbolica": non si può mica essere tutti uguali.
    Ciao Ross, buon... resto della settimana.
    marilù

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