sabato 7 febbraio 2015

Work-affairs: come ti regalo il lavoro del disoccupato

Definizione di Workfare da Wikipedia:
Il workfare è un modello alternativo al classico welfare state (di natura puramente assistenziale) che consiste piuttosto in politiche di welfare attivo finalizzate ad evitare gli effetti disincentivanti sull'offerta di lavoro che il welfare classico ha di solito prodotto, collegando il trattamento previdenziale allo svolgimento di un'attività di lavoro.
Il termine deriva dall'unione di work e welfare. Si tratta di progetti soprattutto americani (gli USA infatti si stanno allontanando gradualmente dai programmi di assistenza sociale, prestando invece la propria attenzione al decentramento delle competenze ed al legame con il mondo del lavoro) "che condizionano gli aiuti sociali all'obbligo di lavorare per coloro che ne beneficiano" (Barbier).
 Sul sito del governo Ministero del Lavoro:
Protocollo intesa #diamociunamano
....Chi può prestare attività volontaria in favore della propria comunità (1)

Il decreto individua le modalità di utilizzo del Fondo istituito presso il Ministero del lavoro e delle politiche sociali, stabilendo anche i requisiti soggettivi per poter beneficiare della copertura assicurativa attivata dall'Inail (Istituto Nazionale per l'Assicurazione contro gli Infortuni sul Lavoro).
In concreto, può accedere alla misura sperimentale chi beneficia di una delle seguenti prestazioni di sostegno al reddito (2):
a) cassa integrazione guadagni ordinaria e straordinaria, anche in deroga alla vigente normativa;
b) integrazione salariale e contributo a seguito di stipula di contratti di solidarietà;
c) indennità di mobilità, anche in deroga alla vigente normativa, Aspi e mini-Aspi;
d) prestazioni, legate alla cessazione del rapporto di lavoro o alla sospensione o riduzione dell'attività lavorativa, anche a carico dei Fondi di solidarietà;
e) altre prestazioni di natura assistenziale finalizzate a rimuovere e superare condizioni di bisogno e di difficoltà della persona, erogate a livello nazionale e locale.
 Questi i settori di intervento (3)

- Accoglienza e inserimento sociale di soggetti svantaggiati e vulnerabili
- Accompagnamento e assistenza sociale 
- Assistenza sanitaria e socio-sanitaria 
- Cultura, turismo e ricreazione 
- Educazione ed istruzione 
- Inclusione sociale e pari opportunità 
- Promozione della cittadinanza attiva e partecipata 
- Protezione civile 
- Protezione dell'ambiente 
- SportSviluppo economico e coesione sociale
- Tutela e protezione dei diritti e contrasto alle discriminazione
- Tutela e valorizzazione del patrimonio artistico e cultura
Cioè, tutti. Fossi un qualunque lavoratore pubblico, in uno qualunque di questi settori, inizierei a preoccuparmi seriamente per il mio futuro
(chi è costretto a lavorare gratis daneggia anche te: digli di smettere)
Titolo sul Forum Terzo Settore:
La Sussidiarietà nella Cooperazione internazionale. Nuovi scenari, nuovi strumenti, nuovi attori
"...Riconoscerne il ruolo e valorizzarne il potenziale è essenziale per dare solide basi a qualunque percorso di innovazione: questo è tanto più vero alle soglie di un 2015 che chiama la comunità internazionale a ridisegnare le strategie condivise per sconfiggere le povertà nel mondo, (5) in un’ottica di corresponsabilizzazione tra i tanti Sud e Nord, a partire dall’appuntamento centrale di Expo a Milano: in un contesto italiano,in cui il Terzo Settore tutto è attivo in un confronto con il Governo che sta ridefinendone il quadro normativo."
Prima di rivedersi il precedente post sul lavoro a Expo, cui è impossibile non pensare come al più grande test sulle ottime opportunità offerte dal lavoro gratuito e volontario, ho subito un paio di inutili domande: 
- com'è che ogni volta che si parla di no-profit e volontariato, e quindi di solidarietà e di povertà, mi spuntano fuori banche e aziende che non si son mai fatte pregare troppo per incentivare la produzione di quei poveri, disoccupati e precari a paghette da fame che sono però subito pronte a sostenere ma solo via organizzazioni no-profit?
- e com'è che a sostenere e a formare managerialmente le organizzazioni di volontariato sono quelle stesse banche e aziende il cui "successo manageriale" ha sbattuto per strada i propri dipendenti facendone in molti casi quei poveri i quali oggi, se ridotti ad accettare un qualsiasi sostegno economico pubblico, a qualunque titolo (spesso un miserabile sostegno che va da un'Aspi a una cassaintegrazione), "possono" andare a lavorare come volontari nel settore no-profit (a gratis), cioè in quel settore del volontariato dalle stesse aziende e banche managerializzato e sostenuto (con donazioni fiscalmente convenienti), promuovendo il fantastico scambio economico lavoro vs assicurazione Inail per i loro ex-occupati ora al collasso esistenziale?
E' il workfare, bellezza!
(il sottotinteso del termine workfare è tutto nel motto di forneriana memoria "niente reddito minimo, altrimenti questi mangiano pasta al pomodoro senza lavorare"...)
Scopro dal sito Sodalitas (una delle organizzazioni affiliate al Forum Terzo Settore) che:
"...Fondazione Sodalitas è a fianco delle organizzazioni nonprofit, che sostiene nello sviluppo della capacità manageriale.
La Fondazione offre gratuitamente alle organizzazioni nonprofit servizi on demand di consulenza manageriale, e sviluppa progetti di sistema per la crescita complessiva del Terzo Settore.
E anche che:
"...Dal 1995 ad oggi Fondazione Sodalitas ha saputo raggiungere molti traguardi ambiziosi.
Ha introdotto – prima in Italia – la cultura della Sostenibilità d’Impresa, aggregando una comunità sempre più ampia di imprese che oggi lavorano con la Fondazione per sviluppare progetti di Sostenibilità.
Ha sviluppato interventi di sistema nel mondo della scuola per avvicinare i giovani al mondo del lavoro.
E, nel fare tutto questo, ha saputo diventare un qualificato interlocutore delle istituzioni, italiane e d europee.  "
E...chi, aderisce a Sodalitas?

Consiglio d'Indirizzo
Diana Bracco, Presidente
Alessandro Beda, Antonio Calabrò (Assolombarda), Ugo Castellano, Nicola Ciniero (Fondazione IBM Italia), Federico Falck (Gruppo Falck), Federico Ghizzoni (UniCredit), Maria Patrizia Grieco (Enel), Pietro Guindani (Vodafone Italia), Carlo Manzoni, Matteo Marini (ABB), Alberto Meomartini (Past President Assolombarda), Marco Milani (Indesit Company), Pietro Palella (STMicroelectronics), Carlo Antonio Pescetti, Alberto Pirelli (Pirelli&c.), Cristina Scocchia (L'Oreal Italia), Elio Scaramuzza, Maria Teresa Scherillo, Giuseppe Sgroi, Michele Angelo Verna (Assolombarda).
Consiglio di Gestione
Franco Vannini, Consigliere Delegato alla Gestione
Andrea Lettieri, Adriano Motta, Francesca Patellani (Accenture), Renato Protto, Alessandro Radice, Roberto Ramasco, Pietro Sala (Assolombarda)
Le domande che mi faccio sono: 
1. il Protocollo d'intesa firmato da Ministero del Lavoro, Anci (Associazione Nazionale dei Comuni Italiani) e Terzo Settore, cosa intende per "può prestare attività volontaria"?
2. visto che ora "può", fino alla firma del Protocollo veniva prima impedito fisicamente a chi riceveva un qualsiasi sostegno al reddito (v. elenco (2)) di offrire gratuitamente il proprio lavoro volontario in una delle organizzazioni non-profit operanti nei settori elencati sopra? (3)

3. Oppure: forse chi prestava fino a ieri la propria opera di volontariato lo faceva a proprio rischio e pericolo perché fin qui (cioè fino alla firma del protocollo d'intesa) non godeva nemmeno della copertura Inail in caso di incidenti di lavoro?
4. Oppure ancora: chi usufruisce di qualsiasi tipo di sostegno al reddito, compresi quindi cassintegrati, Aspi e Mini-Aspi, etc, ricevendo questo "sostegno" direttamente dalle casse dell'Inps, cui ha comunque versato a suo tempo dei contributi a questo scopo destinati (non li avesse versati, non riceverebbe il "sostegno" da cassintegrato o tantomeno l'Aspi), non dovrebbe contestualmente già avere una copertura Inail?
5. se il lavoro volontario di chi riceve una Mini-Aspi (che può essere anche di soli 80/100€ al mese, dipende da una serie di parametri) o da un qualsiasi altro emolumento a sostegno del reddito (è considerato tale anche il contributo comunale alla mensa scolastica ai figli di famiglie in difficoltà economiche? pare di sì...), non è un obbligo (v. definizione di workfare di wikipedia e quel "può" al punto 1. e successivi), qual è il senso del protocollo d'intesa? 
6. e se invece lo scopo del protocollo è (come sospetto) quello del ricatto esistenziale (o fai volontariato gratuito per una delle organizzazioni del terzo settore o ti togliamo anche i soldi per la mensa scolastica del bambino), com'è che non si sentono tuonare le trombe di sindacati e compagnia cantante sempre pronti a dichiarar guerra ma solo dopo che si son perse tutte le battaglie così da non disturbare il manovratore?
7. e il M5S dov'é? E la battaglia per il reddito di cittadinanza? E le mille organizzazioni, comitati, associazioni che dibattono sul tema reddito di cittadinanza, 'ndò stanno?

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